PRIMO CONTATTO

Cupra Born: ha grinta, ma sa farvi rilassare

La Cupra Born, la prima auto elettrica del marchio, ha un abitacolo spazioso, un motore da 204 CV vivace e molto fluido ed è divertente da guidare. Scomodi alcuni comandi.
Pubblicato 13 ottobre 2021
  • Prezzo (al momento del test)

    € 38.900
  • Autonomia (dichiarata)

    424 km
  • Tempo di ricarica (dichiarato)

    9 ore e 15' a 7,4 kW
  • Capacità batteria

    58 kWh
Cupra Born
Cupra Born 58 kWh
Non nasconde la sua indole sportiva

Costruita sulla piattaforma MEB, la stessa della Volkswagen ID.3 (rispetto alla quale è più lunga di 6 cm), la Cupra Born, prima elettrica del marchio, è una spaziosa cinque porte dall’aspetto grintoso, nel pieno rispetto del DNA del brand spagnolo, nato per incarnare i valori di passione e sportività. Nella vista laterale, il profilo della Cupra Born ricorda da vicino quello della “sorella” tedesca: la forma appare slanciata, grazie al cofano corto e curvo, al parabrezza molto inclinato e alla linea alla base dei finestrini che risale verso la coda. Originali i cerchi in lega aerodinamici di 18” con finiture color rame, le vistose minigonne e il montante posteriore del tetto attraversato da una fascia scura orizzontale che sembra farlo “galleggiare”.

È il frontale, però, ad aggiungere parecchia aggressività alla Cupra Born (con i taglienti fari a led, dallo “sguardo” cattivo, e il paraurti molto elaborato), assieme alla parte posteriore, dominata dal vistoso finto estrattore d’aria nel paraurti, dallo spoiler sopra il lunotto e dai fanali orizzontali raccordati da una striscia a led che si estende in tutta lunghezza. Unica anche la firma luminosa anteriore, grazie ai piccoli triangoli ai lati dei fari, con effetti animati all’avvicinamento e all’avviamento della vettura.

Tanto spazio e tecnologia per tutti

Gli interni della Cupra Born tradiscono la parentela con la ID.3 nell’essenzialità delle line, oltre che nella forma della consolle e della plancia, con i display di 5,3” del cruscotto digitale e di 12” a sfioramento dell’infotainment (di serie, sulla ID.3 è di 10”). Qui, però, lo spirito sportivo è sottolineato dai sedili avvolgenti, dalla pedaliera in metallo, dal volante a tre razze in “stile Cupra” e dai dettagli color rame. Ampio e ben accessibile, l’abitacolo ha finiture curate e rivestimenti morbidi al tatto, specie nella parte alta della plancia e nella consolle. Chi è sensibile ai prodotti ecosostenibili, inoltre, apprezzerà l’uso di materiali riciclati per alcuni elementi degli interni: i sedili hanno un inserto in Seaqual Yarn, un filato ricavato dalla plastica raccolta nei mari e riciclata, e anche la microfibra Dinamica usata per i rivestimenti, è ecocompatibile. Gradevole la superficie della consolle, realizzata in neoprene, lo stesso materiale dei sedili avvolgenti.

Raffinato il sistema multimediale della Cupra Born, con Android Auto e Apple CarPlay per usare le app degli smartphone, mentre la scheda Sim incorporata consente di essere sempre connessi e di usufruire dei servizi forniti da remoto, utili durante la guida. Il sistema multimediale della Cupra Born integra anche i comandi vocali, utilizzabili pronunciando le parole “Hola, Hola”. Non sono molto pratici, invece, alcuni comandi, come quello per azzerare il contachilometri parziale (che richiede vari passaggi “smanettando” nel display centrale), i tasti tattili sulle razze del volante o il “satellite” a destra del cruscotto per scegliere la marcia avanti o indietro e attivare la funzione “B” per avere più freno motore. È utile, invece, l’head-up display con realtà aumentata (1.000 euro), in grado di proiettare sul parabrezza le informazioni più importanti (come le indicazioni dei sistemi di assistenza alla guida e del sistema di navigazione), che si vengono così a trovare nel campo visivo del guidatore (aiutandolo a non distrarsi). Quanto al baule, considerando le misure compatte dell’auto i 385/1267 litri di capacità non sono male. L’apertura, però, non è molto larga, abbattendo lo schienale del divano si forma un gradino e la soglia è alta 78 cm da terra.

Sa far divertire

La meccanica della Cupra Born è la stessa della ID.3, con il leggero motore elettrico (pesa solo 90 kg) sull’asse posteriore, sotto il baule; la trazione sulle ruote dietro; la batteria agli ioni di litio da 62 kWh (58 utilizzabili) sotto il pavimento e le raffinate sospensioni posteriori multilink a cinque bracci, con taratura sportiva e assetto ribassato (di 1,5 cm davanti e di 1 cm dietro, rispetto all’altezza standard delle auto su piattaforrma MEB, come la ID.3). La dinamica di marcia può essere modificata scegliendo fra varie modalità di guida: Range (per avere la massima autonomia), Comfort (che privilegia la comodità), Individual (definibile dal guidatore) e la Performance, per il massimo sprint. Quando saranno disponibili le sospensioni elettroniche DCC (optional), queste modalità interverranno anche sull’assetto tramite la regolazione della risposta degli ammortizzatori (con 15 livelli di rigidità).

Sul piano dinamico la Cupra Born non delude: lo sterzo non si alleggerisce troppo ed è preciso, le sospensioni sportive copiano bene la strada e il rollio (i movimenti laterali della carrozzeria in curva) e il beccheggio (in frenata e in accelerazione) non sono mai fastidiosi. Il motore da 204 CV non è da meno, riuscendo a far “veleggiare” la macchina in silenzio e senza il minimo scossone ad andature “turistiche", ma con la giusta dose di grinta se si decide di adottare un piglio sportivo. Insomma, un’auto piuttosto comoda e rilassante quando non si deve fare la gara contro il tempo, ma divertente e tutta da guidare anche su percorsi fatti di curve e controcurve. Peccato che i lunghi e spessi montanti anteriori del tetto limitino un po’ la visuale nelle curve a sinistra e agli incroci e che dietro si veda poco.

Fa tanta strada, se non si esagera…

E pure sul fronte dell’autonomia la Cupra Born promette di non deludere. Nei 124 km percorsi a buon ritmo, in prevalenza su strade extraurbane e con tratti di autostrada, siamo passati da un’autonomia inziale indicata dal computer di bordo di 324 km a 204 km, con la carica che dal 90% è scesa al 60%. Dati più precisi saremo in grado di fornirli dopo la prova strumentale che faremo presto sulla rivista alVolante, tuttavia, già ora è possibile affermare che, se non si corre, il dato ufficiale di 424 km non è irraggiungibile. I tempi di ricarica dichiarati vanno da 35 minuti per passare dal 5% all’80% collegando il cavo a una colonnina rapida a corrente continua da 100 kW, a 6 ore e 15 minuti per arrivare al 100% con corrente alternata a 11 kW, fino a 9 ore e 15 minuti a 7,4 kW.

La dote è ricca

Le dotazioni della Cupra Born includono il sistema multimediale con schermo di 12”, quattro ingressi Usb di tipo C, il cruscotto virtuale con pannello da 5,3” che si muove assieme al piantone dello sterzo, i cerchi in lega di 18”, fari e fanali full led, il sistema per la chiamata di emergenza e-Call, il front assist con sistema di frenata di emergenza e rilevamento pedoni e ciclisti, il mantenimento in corsia, il riconoscimento della stanchezza del guidatore, il navigatore (in realtà un po’lento e non molto preciso, ma si può sempre connettere il cellulare e sfruttarne il Gps), i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, il volante e la pedaliera di tipo sportivo e il sistema di avviamento senza chiave. È a pagamento (da 1.000 euro nel pacchetto Pilot M) l’adaptive cruise control predittivo (ACC), che in base al percorso e ai dati forniti dal sistema di navigazione può diminuire l’andatura a seconda della configurazione della strada da percorrere, riconoscendo curve, rotatorie, incroci e aree densamente edificate.

Avvalendosi dei dati inviati dalla telecamera anteriore e dal sistema di riconoscimento della segnaletica stradale, il sistema può anche regolare l’andatura adattandola ai limiti di velocità. Interessante pure l’Emergency Assist, che controlla l’attività del conducente, ed emette segnali acustici e visivi se, per esempio, rileva che non ha le mani sul volante. Se il guidatore non reagisce, il sistema è in grado di frenare indipendentemente e attivare le doppie frecce. Una volta parcheggiata, l’auto può contattare direttamente i soccorsi attraverso il sistema eCall. La Cupra Born sarà in concessionaria a partire da novembre, per ora in un solo allestimento, con 204 CV, in offerta a 37.250 euro con il finanziamento che prevede 35 rate da 295 euro ciascuna, anticipo di 11.450 euro e rata finale di 19.170 (taeg: 5,85%). Le versioni da 150 CV (e batteria da 45 kWh) e da 231 CV (con accumulatori da 77 kWh) arriveranno nel 2022.

Secondo noi

PREGI
> Abitabilità. Gli interni sono ampi sia davanti sia dietro, e il pavimento è piatto: si viaggia bene anche in cinque.
> Comfort. Le sospensioni svolgono un buon lavoro e l’insonorizzazione degli interni è efficace: al volante ci si stanca poco.
> Tecnologia. L’infotainment è evoluto e ci sono parecchi adas utili per la sicurezza.

DIFETTI
> Accesso al bagagliaio. La bocca non è grande e la soglia di carico è alta da terra.
> Comando di marcia avanti e indietro. Il pomello a destra del cruscotto digitale è scomodo da usare. 
> Visibilità. Quella anteriore è penalizzata nelle svolte a sinistra e agli incroci dai lunghi montanti anteriori sdoppiati e quella posteriore dal lunotto picco (vetrocamera e sensori di posteggio sono però di aiuto.

SCHEDA TECNICA

Motore elettrico trifase
Potenza massima kW (CV)/giri 150 (204)/4900-8000
Coppia max Nm/giri 310/0-4200
Trazione posteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori tamburi
   
Batteria ioni di litio
Capacità kWh 58
Tempo di ricarica 9 ore 15 min (a 7,4 kW)
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 160 (autolimitata)
Accelerazione 0-100 km/h (s) 7,3
Autonomia (km) 424 (ciclo WLTP)
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 432/181/154
Passo cm 277
Peso in ordine di marcia kg 1661
Capacità bagagliaio litri 385/1267
Pneumatici (di serie) 215/55 R18
Cupra Born
TI PIACE QUEST'AUTO?
I VOTI DEGLI UTENTI
35
25
23
13
28
VOTO MEDIO
3,2
3.20968
124


Aggiungi un commento
Ritratto di Check_mate
13 ottobre 2021 - 18:09
1
Più spregiudicata della id.3 fuori, potrebbe essere sia un vantaggio che un limite. Dentro sembra fatta meglio, tant'è che scrivono a chiare lettere dei materiali anche sul sito. Sarebbe interessante la versione 4x4, di cui lessi una volta ma mi sa che non se ne farà nulla per le berline.
Ritratto di Veni Vidi Vici
14 ottobre 2021 - 07:55
1
Mi sa proprio di no…
Ritratto di otttoz
13 ottobre 2021 - 18:10
chi ha il fotovoltaico di proprietà e l'auto elettrica se ne frega degli aumenti praticati dai boss dei carburanti e delle bollette...
Ritratto di Probos
13 ottobre 2021 - 20:40
Se ne frega anche delle conseguenze ecologiche ed etiche comportate dall'estrazione delle materie prime necessarie alla produzione dei pannelli fotovoltaici, delle schede elettroniche e delle batterie. Per carità anche l'estrazione dei combustibili fossili ha simili conseguenze, ma almeno, in quest'ultimo caso, nessuno ne fa un vanto ecologico ed etico.
Ritratto di deutsch
13 ottobre 2021 - 21:33
4
Scritto da un dispositivo con batteria al litio ha un sapore particolare
Ritratto di Probos
13 ottobre 2021 - 21:55
Sono altri a dare giustificazioni etiche a ciò che di etico non ha nulla.
Ritratto di Andre_a
14 ottobre 2021 - 07:14
9
La scelta meno peggiore è pur sempre una scelta etica
Ritratto di Veni Vidi Vici
14 ottobre 2021 - 07:59
1
Oltre all’etica ci può essere anche, e soprattutto, “scimmia tecnologica”. D’altronde, quando si ammira un’auto elettrica, lato consumatore e scevro da qualsiasi influenza politica, lo si fa più per l’aspetto tecnologico, o anche prestazionale, che per altro, che incide pur sempre, non lo nego. I tempi evolvono, le tecnologie anche. Passare da un motore con un rendimento del 35-40% ad uno con almeno il 90% di efficienza mi sembra quantomeno il minimo nel 2021. Con i tempi, evolveranno tecnologie e soprattutto le idee. Si spera.
Ritratto di nafto
14 ottobre 2021 - 08:23
Alle persone interessa il risultato pratico. Anche avere un telefono da 4" durerebbe in batteria, e quindi in consumo, metà che averlo da 6,5", ma appunto alle persone interessa vederlo bene lo schermo una volta che ci ha speso centinaia di euro. Lo stesso le auto, l'efficienze potrebbe essere anche 99% elettrico contro 1% termico ma se la termica la pago 10k con la benzina a 2 euro mentre l'elettrica mi costa 20k con 0,3 di ricarica per kWh a casa e 0,6 quando si è in giro, per tanti sarà senza interesse il discorso dello scarto di efficienza fatto unicamente sui soli motori a confronto, perché vuol dire costi alla mano che da altre parti si perde tale aspetto di vantaggio che il motore elettrico si prende sul motore termico
Ritratto di Veni Vidi Vici
14 ottobre 2021 - 09:26
1
Non c'è nulla di più pratico del progresso tecnologico. Il confronto risulta essere imbarazzante già oggi nelle migliori applicazioni. Facile ma inutile fare confronti tra un mondo, quello del termico, ampiamente applicato e sviluppato industrialmente e socialmente nell'arco di 150 anni, contro una tecnologia agli albori nonostante già a fine '800 e inizi '900 ci fossero diverse applicazioni con discrete autonomie da 50-100 km. Il discorso pratico lato prezzi e convenienza è giusto per metà: vogliamo negare come qualsiasi tecnologia agli inizi del suo sviluppo non presentasse un impegno economico sensibilmente maggiore rispetto al suo decorso consequenziale? O vogliamo negare il trend al rialzo generalizzato dei prezzi di qualsiasi auto? Termica o elettrica, non c'è differenza. È ovvio che oggi il termico risulti l'opzione migliore per la maggior parte di noi, ribadirlo per millantare la superiorità di uno sull'altro non porta da nessuna parte. Ed è proprio questo il problema, quando chi soffre di antipatie personali si libererà da questa noiosa voglia di "fare a gara", la discussione non potrà che beneficiarne. Sono ormai scomparsi i nostalgici del sound e dei cilindri (si, i millini tre cilindri di cui siamo ormai pieni), scompariranno i ragionieri amanti del paragone su costo petrolio-energia. Voler sviare o sminuire l'argomento non porta sempre dove si vuole.
Pagine