PRIMO CONTATTO

Volkswagen Golf: il piacere di guida, ma non solo

Anche la nuova Volkswagen Golf GTI si conferma ben fatta, pratica e sicura. Questa versione Performance, poi, offre una guida entusiasmante: è davvero reattiva e “incollata” alla strada. Se solo avesse qualche cavallo in più…

3 maggio 2013
  • Prezzo (al momento del test)

    € 32.000
  • Consumo medio

    16,7 km/l
  • Emissioni di CO2

    139 grammi/km
  • Euro

    6
Volkswagen Golf
Volkswagen Golf 2.0 TSI 230 CV GTI Performance 5 porte
Un vero e proprio classico

Golf GTI

La GTI nacque nel 1976, un paio d’anni dopo la prima Golf “normale”. Quando la lanciarono, alla Volkswagen avevano dei dubbi sulla possibilità di vendere almeno qualche migliaio di esemplari di una versione potenziata (a 110 cavalli) della loro piccola berlina da famiglia. Ebbene, quella scommessa non è stata vinta, ma stravinta: tutte le serie della Golf che si sono succedute finora hanno avuto la loro GTI, con una produzione che è arrivata a un milione e 900mila pezzi. Non solo: quella sigla con tre lettere è diventata sinonimo di berlina scattante e divertente, oltre che elegante e perfettamente adeguata all’uso di tutti i giorni.
 
C’è anche la versione più “cattiva”
Golf GTI
 
Verso la fine dell’anno scorso è arrivata la settima serie della Golf, completamente nuova: abbassata, alleggerita, caratterizzata da linee più tese e arricchita dal punto di vista tecnologico. E adesso, come da tradizione, è il momento della settima Golf GTI: si può già ordinare, e in Italia i primi esemplari verranno consegnati a giugno. Anch’essa completamente nuova, incluso il motore 2.0 turbo a iniezione diretta, inizialmente sarà disponibile in tre versioni. Quella da 220 cavalli (9 in più che nel passato) si può avere col cambio manuale a 30.100 euro, oppure, aggiungendo 1.900 euro, col robotizzato a doppia frizione DSG. C’è poi la più “cattiva” Golf GTI Performance, l’auto del nostro test: ha 10 cavalli supplementari (ottenuti con una diversa programmazione della centralina elettronica), freni maggiorati (il diametro dei dischi anteriori passa da 314 a 340 mm, quelli posteriori diventano autoventilanti e sono da 310 invece che da 300 mm) e un innovativo differenziale autobloccante; quest’ultiimo è composto da una frizione multidisco a lamelle gestita elettronicamente, e migliora la guida (vedremo poi come). Per ora, la Performance c’è soltanto col cambio manuale e costa 31.150 euro, ma entro fine 2013 sarà proposta anche col DSG. Tutte le GTI sono disponibili con tre porte oppure (per 850 euro in più) con cinque.
 
Dalle pinze capisci se è una Performance
Golf GTI
 
I grossi e vistosi cerchi in lega a cinque razze di 18” sono l’elemento che più caratterizza la Golf GTI, ma le differenze rispetto alle altre Golf sono parecchie. Davanti, un’eredità delle serie precedenti è il filetto rosso che corre nella parte bassa della mascherina e dei fari; il paraurti è più spigoloso e, alle estremità, ha i fendinebbia a led verticali, uniti alla presa d’aria da tre vistosi listelli neri. Dietro, spiccano i due grandi terminali di scarico cromati e i fanali a led. La vettura ha l’assetto ribassato: è più vicina a terra di 1,5 cm. Per distinguere una Performance, occorre invece guardare attraverso le razze dei cerchi anteriori: le pinze dei freni sono rosse, come quelle delle sorelle meno potenti, ma qui c’è anche la scritta GTI in colore grigio. Nel complesso, l’auto ha grinta da vendere, senza essere troppo vistosa.
 
Sempre il solito tessuto a scacchi 
Golf GTI
 
Chi disegna le Volkswagen non cerca soluzioni appariscenti e futuribili, in particolare all’interno; lo stile è classico, e ogni nuova generazione non segna mai uno stacco netto da quella precedente. Così è stato per la settima serie della Golf, e con la nuova Golf GTI si è andati anche oltre: come la prima serie di 35 anni fa, il pomello del cambio ha la forma di una pallina da Golf e, se non si spendono 2.042 euro per averli in pelle, i sedili (comodi e davvero avvolgenti, sia davanti sia dietro) hanno la parte centrale in tessuto scozzese; ai nostalgici spunterà forse una lacrimuccia, ma siamo convinti che tanti gradirebbero un rivestimento in tinta unita. Altri elementi distintivi, i pedali in metallo e il volante con parte centrale tonda (ennesimo richiamo alla prima GTI), un’impugnatura più spessa con cuciture rosse e le razze di colore metallico. Sportivi senza essere vistosi gli inserti con trama simile alla fibra di carbonio, mentre la strumentazione (completa e ben leggibile) ha il tachimetro che arriva a 280 km/h invece di 260; in aggiunta, cercando nei vari sottomenu del computer di bordo, si trova anche il cronometro per registrare il tempo sul giro quando si va in pista.
 
Sempre le solite finiture: ottime 
Golf GTI
 
Per il resto, possiamo ripetere quanto già detto per le altre Volkswagen Golf: l’abitacolo è comodo per quattro adulti, anche alti, e c’è la possibilità di trasportare un quinto passeggero (ma, così facendo, dietro non si sta certo comodi); la posizione di guida è molto buona, anche se la seduta è corta per chi è alto, e i tanti comandi presenti nel volante ingenerano spesso confusione; lodevoli le finiture, praticamente senza pecche persino nel bagagliaio (che è ben accessibile e ampio: 380/1270 litri). Infine, una nota sul navigatore della Golf GTI (1.703 euro) che ha lo schermo a sfioramento di 8”. Adesso può utilizzare (scegliendo come optional pure il collegamento internet Car net on-line e la predisposizione per il telefonino, altri 566 euro in tutto) anche le immagini dall’alto di Google Earth; l’abbiamo provato, fa tanta scena ma, francamente, per capire quale strada prendere è meglio la visualizzazione “classica”. E, comunque, la posizione così bassa nella consolle distrae troppo dalla strada.
 
Una gran sterzatrice
 
Prima di descrivere il comportamento della Performance, dobbiamo precisare che tutte le nuove Golf GTI hanno lo sterzo a rapporto variabile. Rispetto a uno normale, nei piccoli movimenti del volante le ruote girano meno (rendendo meno “nervosa” la guida alle alte velocità), mentre nelle curve vere e proprie avviene l’opposto: una sterzata ridotta consente di girare allo stesso modo. La differenza è forte: bastano 2,1 giri del volante per andare da tutto a destra a tutto a sinistra, mentre nelle altre Golf ne servono 2,75. Inoltre, la nostra auto aveva le sospensioni a controllo elettronico DCC (1.013 euro), che consentono di scegliere, attraverso un tasto nella consolle, fra tarature più o meno morbide degli ammortizzatori, ma anche (seppure in misura molto meno sensibile) tra diverse risposte del motore e dello sterzo. È un optional che consigliamo: in Comfort si passa sulle buche con una dolcezza che non è lontana da quella delle Golf con la metà dei cavalli; in Sport, viceversa, si può dire addio al comfort, ma anche al rollio in curva.
 
Gli sportivi si entusiasmano
Golf GTI
 
Anche questa Golf GTI ha la capacità, tipica di tutte le Golf, di infondere un’immediata padronanza e una grande sicurezza: questione di progressività e fluidità di risposta di tutti i comandi, di potenza dei freni e di un’ottima stabilità. In più, allo sportivo sa offrire una guida entusiasmante. La vettura risponde istantaneamente ai comandi dello sterzo, che è anche preciso, ha un “peso” ben calibrato e un ritorno rapido, ma per nulla brusco. Le gomme sono sempre tenacemente attaccate all’asfalto, e nelle curve affrontate “alla garibaldina”, anche accelerando a fondo non si nota alcuna tendenza ad allargare la traiettoria con le ruote anteriori. Anzi, la presenza del differenziale autobloccante elettronico della Performance porta addirittura a stringere (lievemente) la traiettoria, e si riesce a uscire dalla curva trasferendo tutti i cavalli sull’asfalto; in sua assenza, il controllo di trazione agirebbe sui freni e sul motore, evitando sì le “sgommate”, ma rallentando la vettura. Secondo la Volkswagen, sul difficile circuito del Nürburgring (dove tante case mettono a punto i loro modelli, e dove anche noi di alVolante ci rechiamo spesso per verificare a fondo pregi e difetti delle sportive) la Performance ha girato 8 secondi al giro più veloce della stessa vettura col differenziale autobloccante scollegato. Niente male. 
 
I cavalli sono tanti, ma non tantissimi 
Golf GTI
 
I responsabili della Volkswagen non hanno parlato del guadagno nel tempo sul giro derivante dal motore “pompato” della Performance, ma probabilmente si tratta di poca cosa. In effetti, i cavalli in più sono solo 10, e iniziano a farsi sentire da 4400 giri in poi; prima, i motori delle due GTI spingono allo stesso, identico modo. Non bastasse, la diversa meccanica della Performance si fa sentire sulla bilancia, con un peso superiore di 31 kg. Ne deriva un vantaggio esiguo nei dati dichiarati per lo “0-100” (6,4 secondi invece di 6,5) e nella velocità massima (250 km/h invece di 246). Per dirla proprio tutta, da una versione così “corsaiola” ci saremmo aspettati qualche cavallo supplementare. Probabilmente, come del resto era successo in passato, la Volkswagen non ha “tirato il collo” al suo 2.0 turbo a iniezione diretta per lasciare spazio nella gamma alla futura versione R, a quattro ruote motrici e più potente, che arriverà probabilmente entro fine anno. Ma quella sarà un’auto da 40.000 euro, mentre non mancano certo i modelli a trazione anteriore della stessa categoria della Golf che, a prezzi uguali o perfino inferiori, offrono potenze più elevate. Discorsi “da bar”? Sì, certo, ma è anche vero che queste sono auto da appassionati, e la quantità di “puledri” presenti sotto il cofano è un elemento di discussione e, perché no, di orgoglio. Comunque sia, contiamo di verificare quanto prima quanto scalpitano i cavalli della Golf GTI , rilevando le prestazioni “vere” con una prova approfondita che pubblicheremo su alVolante. E questa sarà anche l’occasione per misurare i consumi, per i quali non abbiamo dati “medi” da fornire: la casa dichiara un’ottima percorrenza di 16,7 km/litro, mentre noi ne abbiamo registrati poco più di 7. Ma la colpa, più che dell’auto, è dell’entusiasmo che ci ha portato a sfruttare le prestazioni (su strade tortuose e praticamente deserte).
 
Anche il cambio è sportivo
Golf GTI
 
Discorsi “da bar” a parte, al “2000” (che, detto per inciso, ha la testa completamente nuova, il basamento riprogettato e rispetta la normativa Euro 6) si può rimproverare ben poco; praticamente, solo un lieve ritardo di risposta quando si affonda l’acceleratore sotto i 3500 giri. Tuttavia, la spinta che ne consegue è lineare e corposa, con un allungo grintoso fin quasi a 7000 giri, accompagnato da un rombo gradevole e per nulla invadente; anzi, in sesta marcia a 130 km/h, quando è sui 3000 giri, il quattro cilindri praticamente non si fa sentire. La leva del cambio ha una corsa breve e innesti piuttosto duri, ma senza impuntamenti; si può stare certi che le marce entrano sempre, il che, nella guida veloce, è quel che serve. Insomma, anche motore e cambio fanno la loro parte nel rendere questa Performance un’auto appagante.
 
Tanta sicurezza e poca visuale
Golf GTI
 
La Volkswagen Golf GTI ha una dotazione di sicurezza apprezzabile: di serie, ci sono sette airbag, il sistema di frenata automatica in caso d’urto (per ridurre la possibilità di collisioni successive) e quello che avvisa il guidatore che rischia di assopirsi. A richiesta, si possono avere dispositivi sofisticati o poco diffusi in questa categoria, quali il cruise control con controllo automatico della distanza di sicurezza (552 euro), gli airbag laterali anche posteriori (329 euro) e i fari bixeno a orientamento automatico in curva (1.621 euro). Vale la pena di spendere 557 euro per i sensori di parcheggio: la visibilità posteriore e di tre quarti è piuttosto scarsa. Infine, una curiosità: le GTI si possono ordinare anche senza il (validissimo) “clima” bizona: non si risparmia il becco di un quattrino, ma qualche chilogrammo sì. Da pensarci, ma solo se la macchina la portate in pista. E basta. 
 
Secondo noi
Golf GTI
 
PREGI
> Finiture. Non siamo riusciti a scoprire alcun particolare realizzato di fretta o utilizzando materiali di second’ordine.
> Guida. Istantanea nel rispondere ai comandi del guidatore, eppure facile e istintiva: è entusiasmante, ma adatta anche un novellino.
> Praticità. Mantiene intatti lo spazio e, con le sospensioni elettroniche, praticamente anche il comfort delle Golf normali.
 
DIFETTI
> Comandi. Le razze del volante sono affollate di tasti e pomelli: per imparare a usarli serve un lungo apprendistato.
> Potenza. Parecchie rivali, anche meno costose, offrono più cavalli. 
> Visibilità. Quella posteriore è limitata. E i sensori di parcheggio si pagano a parte.

 

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1984
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 169 (230)/4700-6200 giri
Coppia max Nm/giri 350/1500-4600
Emissione di CO2 grammi/km 139
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 427/180/144
Passo cm 263
Peso in ordine di marcia kg 1382
Capacità bagagliaio litri 380/1270
Pneumatici (di serie) 225/45 R18

 

Volkswagen Golf 2.0 TSI 230 CV GTI Performance 5 porte
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Ritratto di MatteFonta92
3 maggio 2013 - 11:48
3
Come ho già detto, la Golf in questa versione GTI è un po' più bella della (noiosa) versione normale, però rimane sempre una... Golf, in tutti i sensi. E comunque, costa una follia, per cui per me se la possono anche tenere.
Ritratto di ararauna
3 maggio 2013 - 11:52
4
Io ho la sesta serie... Di sicuro non è una macchina "tempo sul giro" ma riesce a dare grande soddisfazioni in qualsiasi ambiente ...comoda per il viaggio e spaziosa per la famiglia senza rinunciare a un motore davvero buono... Da scegliere senza dubbio con il DSG... Unico difetto la visibilità un po scarsa dietro dato dai montanti un po alti... per il resto la comprerei altre 1000 volte
Ritratto di mjmarvin95
3 maggio 2013 - 15:43
Tu hai il DSG? Come ti sembra? Non ti ha mai dato problemi?
Ritratto di ararauna
3 maggio 2013 - 17:06
4
Mai dato problemi in 3 anni... In città e nell utilizzo normale uso l' automatico nella guida sportiva passo al sequenziale e le cambiate sono fulminee.. mai uno strappo ...sempre innesti morbidi anche nelle scalate più violente.. Io non torno più al "manuale" ;)
Ritratto di mjmarvin95
3 maggio 2013 - 23:27
Son contento per te!!!!!!! Guardando su internet è pieno di gente che si lamenta di questo cambio... certo, chi ne è soddisfatto non è che lo scrive, quindi non sappiamo quanti insoddisfatti ci sono rispetto ai soddisfatti, ma mi "rincuora" sentire finalmente qualcuno parlar bene del DSG!! Pensa che ho letto che in Norvegia (o cmq in Scandinavia) la VW aveva tolto dal mercato la vecchia Passat col DSG per i tassisti, perché lo rompevano tutti!!
Ritratto di money82
4 maggio 2013 - 10:22
1
I primi modelli di dsg 7 marce a secco e solo su alcune vetture hanno riscontrato dei problemi di rumorosità e di usura prematura. Ho letto anch' io diversi forum a riguardo, dopo che l' autofficina in fase di tagliando mi ha avvisato di tenere d' occhio questo aspetto. In ogni caso il dsg 6 marce raramente ha riscontrato difetti, il 7 marce sui modelli premium non ha dato gli stessi segnali di usura perchè i componenti sono diversi...a dispetto di "sono sempre le stesse auto ricarrozzate". Ho sentito che in cina, negli usa e in altri paesi hanno esteso gratis la garanzia al cambio per 10 anni o 160.000 km, quindi mi sembra ci sia una disponibilità a riguardo. Certo se dovesse succedere romperebbe le scatole, però se te lo aggiustano gratis...
Ritratto di mjmarvin95
4 maggio 2013 - 15:50
Ecco la verità! Il progetto di base è lo stesso, ma le componenti no!! Grazie! ;)
Ritratto di follypharma
3 maggio 2013 - 12:27
2
ma cos'aspettano a mettere un tessuto normale (per lo meno a richiesta) sui sedili ? ? ? questo scacchettone e' davvero orrendo e ammorba tutto l'abitacolo... Sedili a parte, dentro e' bellina, bello il volante, nell'insieme un po troppo fredda... Penso abbiano fatto bene a non aumentare molto i cv, 220-230 son gia' parecchi, cosi' il motore e' meno spinto e immagino duri di piu'.. Personalmente preferisco esteticamente la giulietta fuori e la plancia golf dentro ( se avesse sedili normali!!!!) fatta certamente meglio.. La vista posteriore della nuova golf non mi piace, e' sgraziata e i fari sono chiaramente ripresi (male) da quelli della a3 che invece e' mui hermosa ( e infatti me la sono comprata), molto meglio la golf appena passata.. ma tant ' e' ... cambia poco in ogn caso... Aspetto con ansia la prova al ring, alvolante non delude mai al riguardo !!
Ritratto di mjmarvin95
3 maggio 2013 - 23:32
Come va la tua nuova A3? Motore, cambio, equipaggiamento?
Ritratto di follypharma
4 maggio 2013 - 09:49
2
mi arriva a luglio...ho provato la 3 porte 2.0 tdi 150cv ( prima avevo una civic 5 porte, e la A3 3porte e' davvero risicata dentro...non so dove han messo i 423 cm di lunghezza...) e mi sono innamorato della silenziosita' e del volante...mentre il motore e' meno pronto del mio vecchio 2.2 della civic (che aveva piu' coppia) Comunque ho ordinato la 5porte, 2.0 tdi 150 cv Ambition quattro, con xeno,pacch connectiv, sensori vari, e cerhi a stella con doppie razze intrecciate... a parte il prezzo (davvero alto) sono contento di averla scelta (l'altra opzione era la x1 xdrive 18d praticam. full optional a parte il navi, ma esteticamente la x1 non mi ha convinto, e i materiali degli interni sono tirati, mi ha fatto specia entrando e uscendo dalle altre bmw, la serie 3 e' fatta da dio dentro, idem la serie 1, e' proprio la x1 che e' tirata... forse per farla pagare meno?? in effetti costa meno della serie uno, e meno anche della a3....)
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