PROVATE PER VOI

Citroën C1: la “voce” è alta, la sete è bassa

Prova pubblicata su alVolante di
agosto 2014
  • Prezzo (al momento del test)

    € 12.850
  • Consumo medio rilevato

    17,9 km/l
  • Emissioni di CO2

    95 grammi/km
  • Euro

    5
Citroën C1
Citroën C1 1.0 VTi S&S Feel 3 porte
L'AUTO IN SINTESI

L’ultima generazione della Citroën C1 ha guadagnato personalità ed è ben dotata in rapporto al prezzo. Lunga meno di 3,5 metri, offre una discreta abitabilità, ma alcune finiture interne sono migliorabili. Facile da guidare e a suo agio anche fuori città, la Citroën C1 conta su un ben proporzionato 1.0 a tre cilindri, rumoroso in accelerazione ma poco assetato di benzina. Soddisfacente la dotazione, anche per gli aspetti legati alla sicurezza.

Posizione di guida
4
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Cruscotto
2
Average: 2 (1 vote)
Visibilità
4
Average: 4 (1 vote)
Comfort
3
Average: 3 (1 vote)
Motore
3
Average: 3 (1 vote)
Ripresa
2
Average: 2 (1 vote)
Cambio
4
Average: 4 (1 vote)
Frenata
3
Average: 3 (1 vote)
Sterzo
3
Average: 3 (1 vote)
Tenuta di strada
4
Average: 4 (1 vote)
Dotazione
4
Average: 4 (1 vote)
Qualità/prezzo
3
Average: 3 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
Quattro posti in meno di 3,5 metri 
Completamente rinnovata nel 2014, è fra le più piccole citycar a cinque porte. Lunga appena 347 cm, offre quattro posti, ma quelli dietro non sono generosi e il bagagliaio è piccolo. Adeguato a una citycar il 1.0 da 69 CV, rumoroso in accelerazione ma davvero parco, e soddisfacente il comportamento stradale, non solo in ambito urbano. Rispetto al prezzo le finiture sono migliorabili, ma la dotazione della Style è soddisfacente.
 
 
Ha una linea originale, soprattutto davanti, grazie soprattutto alla forma dei gruppi ottici (con sottili elementi superiori che sembrano le… sopracciglia dei fari) e ai led diurni collocati in verticale ai lati dello scudo. Completamente rinnovata nel 2014, la Citroën C1 è fra le vetture a cinque porte più compatte in circolazione: condivide questo record con la Toyota Aygo e con la Peugeot 108. Volendo, comunque, c’è anche la tre porte, che costa un po’ meno.
 
Grazie pure alla massa contenuta della vettura (840 kg), il 1.0 a tre cilindri da 69 CV risulta discretamente brioso, ma il cambio a cinque marce ha gli ultimi rapporti decisamente lunghi (per contenere i consumi, effettivamente bassi anche in autostrada), che sono penalizzanti in ripresa. A velocità costante è sufficientemente insonorizzato, mentre in accelerazione vibra un po’ e tende ad alzare la voce.
 
A una maneggevolezza elevata (la carrozzeria misura solo 347 cm di lunghezza, anche se il raggio di sterzata non è contenuto), la Citroën C1 associa buone caratteristiche di stabilità e uno sterzo omogeneo e preciso anche a velocità elevata: fra le curve, anche se il rollio è sensibile, la guida è facile e piacevole. Sempre rassicurante la tenuta di strada, con l’Esp (standard per tutte le versioni) che si rivela efficace anche sul bagnato.
 
La dotazione comprende sei airbag per tutte le versioni e il “clima”, che di serie è di tipo manuale, con sovrapprezzo può essere automatico. Previsto anche lo schermo a sfioramento di 7” (con costo extra variabile in base agli allestimenti) nella plancia. Per risparmiare c’è la Feel, ma rispetto alla Shine fa rinunciare ai cerchi in lega, agli specchi regolabili elettricamente e al vivavoce.
VITA A BORDO
3
Average: 3 (1 vote)
Va meglio a chi sta davanti
Capace di ospitare quattro adulti – ma a star davvero comodi sono soltanto quelli che occupano le bene imbottite poltrone anteriori – l’abitacolo è esteticamente semplice ma gradevole. Il touch-screen di 7” nella plancia può anche supportare alcune funzioni di uno smartphone connesso, ma stonano l’economia delle plastiche e i finestrini dietro che si aprono solo a compasso. Piccolo e poco pratico il bagagliaio, e distante da terra il portellone tutto in vetro.
 
 
Plancia e comandi
Il disegno semplice della plancia della Citroën C1 è spezzato dalla consolle impreziosita dalla finitura lucida, nella quale campeggia lo schermo tattile di 7” abbinabile – in alcune versioni – a uno smartphone (che può rimediare all’assenza, fra gli optional, del navigatore satellitare). Anche se migliorate rispetto a quelle del vecchio modello rimangono economiche le plastiche, come pure si notano alcune soluzioni al risparmio: per esempio la bocchetta centrale del “clima” non regolabile o l’assenza di maniglie d’appiglio nel soffitto. Essenziale il cruscotto, con tachimetro analogico che “ingloba” lo schermo del computer di bordo; il contagiri digitale a led (non tanto affidabile nelle indicazioni) è di lato.
 
Abitabilità
Provviste di poggiatesta integrato, le poltrone sono ben fatte e accoglienti, oltre che dotate di regolazioni precise (anche in altezza per il lato guida). Meno rosea la situazione di chi occupa i due posti dietro (l’omologazione è per quattro), specialmente se chi sta davanti arretra parecchio (cosa probabile per il guidatore, se più alto della media). Inoltre, le porte posteriori sono provviste di finestrini che non si abbassano ma si aprono soltanto di qualche grado con sistema a compasso: è una soluzione che ha permesso di risparmiare qualche chilogrammo di peso e di aumentare lo spazio per i gomiti. Fra i portaoggetti, un doppio portabibita e un pozzetto con le prese Usb e Aux alla base della consolle.
 
Bagagliaio
Dietro lo schienale del divano della Citroën C1 (suddiviso simmetricamente in due sezioni) i centimetri a disposizione non sono molti e, anche se il vano è più alto di quello del modello precedente, la capacità è di soli 196 litri (sale a 780 rinunciando ai posti dietro); inoltre, la forma interna è irregolare e non favorisce la sfruttabilità. Piuttosto scomodo anche l’accesso, che avviene sollevando il portellone (tutto in vetro, fa corpo unico con il lunotto): la soglia dista ben 79 cm dal suolo. Nella media le finiture, ma non è prevista l’illuminazione.
COME VA
3
Average: 3 (1 vote)
Uscire dalla città non la spaventa
Comandi leggeri, visuale buona anche dietro e dimensioni compatte sono un cocktail vincente in città, sebbene il raggio di sterzata non sia particolarmente contenuto. Adeguata la vivacità del tre cilindri, un motore che soddisfa pure per i bassi consumi ma, in accelerazione, si fa sentire troppo. Fra le curve il rollio è evidente, eppure non compromette la tenuta di strada e nemmeno la stabilità. Inoltre lo sterzo è preciso anche a velocità autostradale, e i freni potenti quanto basta.
 
 
In città
Meno di 3,5 metri di lunghezza, buona visuale anche dietro (niente sensori di distanza, ma a richiesta c’è la retrocamera), un cambio dagli innesti precisi e il volante leggero da ruotare: nella Citroën C1 c’è tutto quello che serve per affrontare il traffico senza stress. Peccato solo che nelle inversioni a U si paghi il pegno di un raggio di sterzata più ampio di quello delle rivali. A suo agio il 1.0 a tre cilindri, che vibra un po’ in accelerazione ma al semaforo scatta con brio: merito anche della ridotta massa della vettura, che ha riflessi positivi anche sui consumi (16,1 km/l)
 
Fuori città
Senza essere un portento di prestazioni, il motore è adeguato anche nei percorsi extraurbani, confermandosi un modesto bevitore (21,3 km/l); peccato che accelerando a fondo la spinta non sia omogenea, e che la rumorosità diventi fastidiosa. Alla precisione dello sterzo e ai freni ben dimensionati (e resistenti) si accompagnano buone caratteristiche di tenuta di strada: il rollio nelle curve affrontate con grinta è sensibile, ma non pregiudica la stabilità (sulla quale sorveglia un Esp puntuale negli interventi).
 
In autostrada
La Citroën C1 è una citycar, ma l’autostrada non mette in crisi: in velocità lo sterzo si mantiene solido, le sospensioni assicurano un discreto comfort e l’insonorizzazione, almeno ad andatura costante, è accettabile. Le capacità di ripresa risentono negativamente dei rapporti lunghi, studiati per contenere i consumi (15,2 km/l rilevati): per riguadagnare in fretta velocità conviene scalare dalla quinta alla quarta, che è pure la marcia nella quale si coglie la velocità massima (165,7 km/h effettivi, oltre 10 km/h in più del dato dichiarato).
QUANTO È SICURA
4
Average: 4 (1 vote)
Migliorata rispetto al vecchio modello
In rapporto al prezzo, la dotazione di sicurezza è adeguata: comprende Esp, sei airbag, sensori di pressione delle gomme e sistema di limitazione della velocità. L’inasprimento delle procedure di valutazione dei sistemi di assistenza alla sicurezza ha impedito alla Citroën C1 di ottenere le cinque stelle nei crash test Euro NCAP (si è fermata a quattro, contro le tre del vecchio modello), ma i giudizi relativi alla salvaguardia dei passeggeri e dei pedoni sono buoni e, comunque, i miglioramenti rispetto alla generazione precedente ci sono.
 
 
La rinnovata Citroën C1 ha superato i crash test Euro NCAP secondo le procedure 2014 riportando quattro stelle su cinque: un risultato migliore di quello ottenuto dal modello precedente (tre stelle su cinque con il capitolato di prova del 2012), peraltro accompagnato da un generale incremento dei punteggi relativi alle aree specifiche, con 80 punti percentuali assegnati alla capacità di protezione dei passeggeri e dei bambini trasportati su seggiolini omologati, e 62 alla salvaguardia dei pedoni in caso di investimento. Il fatto che sia diminuito (dal 71% al 56%) il rating dei sistemi di assistenza alla sicurezza dipende dall’inasprimento delle procedure in questo specifico ambito. D’altra parte, la dotazione di serie non evidenzia lacune, dato che prevede per tutta la gamma l’Esp con antiarretramento che facilita le partenze in salita, sei airbag (con quelli a tendina anteriori e posteriori, e possibilità di disattivare il cuscino frontale dal lato passeggero). Standard pure i sensori di pressione delle gomme, non previsti i fendinebbia e il cruise control (ma di serie c’è il limitatore di velocità).
NE VALE LA PENA?
3
Average: 3 (1 vote)
In linea con il suo ruolo
Ha una linea simpatica e quattro posti veri, anche se quelli dietro non sono ampi come, d’altronde, nemmeno lo è il bagagliaio. Alcune finiture sono migliorabili, ma la dotazione della Shine non delude e le qualità di guida sono soddisfacenti: la C1 è una citycar a suo agio anche fuori dall’ambito cittadino. Il 1.0 a tre cilindri talvolta alza la voce, ma la sua “sete” rimane bassa in tutte le condizioni d’uso.
 
 
La Citroën C1 offre tutto quel che si può chiedere a una citycar, a cominciare da un elevato grado di agilità per finire ai bassi consumi del 1.0 a benzina (un po’ rumoroso, ma in generale valido). Inoltre, è dotata di uno sterzo preciso (è del tipo con servoassistenza variabile) anche a velocità elevata, e ha qualità dinamiche tali da difendersi con onore pure nei percorsi tortuosi e in autostrada. In fatto di abitabilità, come pure di bagagliaio, viste le ridottissime dimensioni della carrozzeria non si può chiedere di più: logicamente si viaggia molto più comodi davanti che dietro, e lo spazio per i bagagli scarseggia. In rapporto al prezzo le finiture potrebbero essere migliori, ma la dotazione non delude: il necessario per la sicurezza è di serie per tutta la gamma e, in allestimento Shine, questa francesina (che nasce dal medesimo progetto della Toyota Aygo e della Peugeot 108) offre anche i cerchi in lega di 15”. Inoltre, come le altre versioni eccetto la “base” Live, può essere arricchita con il “clima” automatico al posto di quello manuale e anche con qualche elemento che rende ancor più accattivante l’estetica, come per esempio i vetri dietro e il lunotto scuri, oppure la finitura cromata delle maniglie e delle calotte dei retrovisori. Per risparmiare senza rinunciare alla ricchezza della dotazione si può ripiegare sulla versione con carrozzeria a tre porte (l’abitabilità posteriore non cambia, l’accessibilità al divano sì). Se, invece, volete togliervi lo sfizio della guida a cielo aperto scegliete la versione Airscape con il tetto in tela (anche in tinta a contrasto) che si apre elettricamente.
PERCHÉ SÌ
Consumi
La Citroën C1 consuma poco in tutte le condizioni d’impiego, segnando percorrenze davvero buone fuori città e difendendosi anche sul terreno meno favorevole per le citycar, ossia l’autostrada.
 
Dotazione 
Oltre al climatizzatore e a quel che serve per la sicurezza, la Shine offre di serie accessori qualificanti, come lo schermo nella plancia, gli specchi retrovisori sbrinabili, i cerchi in lega di 15” e le luci diurne a led.
 
Facilità di guida
In città è “facile” come si conviene a una citycar, ma la stabilità non delude nemmeno nei percorsi extraurbani. Ok anche lo sterzo, pronto e solido sino alle andature elevate, e la manovrabilità del cambio. 
 
Sedili
Sono ben conformati e provvisti di un’imbottitura morbida, con registrazione in altezza per il lato guida. Caratteristica positiva è anche la regolazione a rotella (quindi continua anziché a scatti) dell’inclinazione degli schienali.
PERCHÉ NO
Dettagli
Nell’abitacolo si è risparmiato sulla qualità delle plastiche, sulle maniglie nel soffitto (che non ci sono) e sui finestrini posteriori (che non sono discendenti ma si aprono a compasso).
 
Diametro di sterzo
Molte rivali riescono a effettuare un’inversione a U in uno spazio inferiore ai 10 metri, mentre alla Citroën C1 ne occorrono 10,9: le manovre sono più laboriose che con altre citycar.
 
Rumore
Il tre cilindri è sufficientemente insonorizzato soltanto quando lavora a regime costante. In accelerazione, invece, tende ad alzare la voce e nemmeno si può dire che la sua tonalità sia gradevole.
 
Spazio
Solo quattro i posti previsti dall’omologazione, peraltro con i due posteriori tutt’altro che ampi. Piccolo il bagagliaio, per quanto la sua capacità sia un po’ aumentata rispetto a quella del vecchio modello.
SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 998
No cilindri e disposizione 3 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 51 (69)/6000
Coppia max Nm/giri 95,5/4300
Emissione di CO2 grammi/km 95
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 5 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori tamburi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 347/162/146
Passo cm 234
Peso in ordine di marcia kg 840
Capacità bagagliaio litri 196/780
Pneumatici (di serie) 165/60 R 15

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 4a a 5700 giri   165,7 km/h 155 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 13,6   13 secondi
0-400 metri 19,1 115,7 km/h 18,7 secondi
0-1000 metri 35,5 144,2 km/h 34,7 secondi
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h in 4a 40,4 129,8 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h in 5a 38,5 121,1 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h in 4a 11,3    
da 80 a 120 km/h in 5a 27,1   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   16,1 km/litro 20 km/litro
Fuori città   21,3 km/litro 27,8 km/litro
In autostrada   15,2 km/litro non dichiarato
Medio   17,9 km/litro 24,4 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   38,8 metri non dichiarata
da 130 km/h   67,0 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   134 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   10,9 metri 10

 

 

Citroën C1 1.0 VTi S&S Feel 3 porte
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I VOTI DEGLI UTENTI
5
2
4
8
14
VOTO MEDIO
2,3
2.272725
33
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Ritratto di SuperMaserati
19 gennaio 2015 - 13:15
il suo unico problema è il motore a 3 cilindri, che come tutti i motori a tre cilindri, è rumoroso e fastidioso.
Ritratto di hulk74
19 gennaio 2015 - 13:29
La aygo è n volte più bella!!!
Ritratto di M93
20 gennaio 2015 - 12:11
Condivido appieno. Un saluto.
Ritratto di PopArt
19 gennaio 2015 - 13:51
Carinissima, non capisco come possa non piacere un frontale così sbarazzino. I miei gusti però incontrano di più lo stile della 108. Ottime piccole citycar comunque, in famiglia abbiamo posseduto il precedente modello che si è rivelata in ottimo acquisto: meccanica affidabile, costi di manutenzione miseri e assistenza impeccabile (almeno dalle mie parti).
Ritratto di M93
19 gennaio 2015 - 14:12
Citycar sbarazzina e gradevole, ma del trio franco-nipponico preferisco di gran lunga la "cugina" Aygo, a mio avviso molto dinamica e personale.
Ritratto di domi2204
19 gennaio 2015 - 14:52
come la peste, peggio anche della up, orrido anche il 3 cilindri.
Ritratto di Gibbo14x
19 gennaio 2015 - 15:09
2
Quel muso non lo digerisco. Troppo impasticciata. Se dovessi scegliere tra questa e la sorella Peugeto 108, senza dubbi sceglierei la 108. Il 3 cilindi è ottimo, rumoroso ma molto parco nei consumi.
Ritratto di Moreno1999
19 gennaio 2015 - 15:18
4
Un obbrobrio inguardabile. Terrificante davvero, il muso ha anche un po' di inquietante. Dietro è un misto tra Polo e up!. Anche la 108 è bruttarella, mai quanto questa, tra le tre l'unica ben riuscita pare la giapponese, che ha personalità e non cade nel ridicolo.
Ritratto di Mattia Bertero
19 gennaio 2015 - 15:22
3
Valida citycar ma quel frontale è orrendo, tra le cugine preferisco di gran lunga la Aygo. Agile nella guida e parca di consumi. Il motore 3 cilindri è ottimo per quello che è chiamato a fare, certo il rumore è quello che è. Come difetti AlVolante mette lo spazio a bordo: si tratta di una citycar con tutte le conseguenze del caso. Mia madre possiede l'Aygo prima serie e come spazio a bordo è ottimo considerate le dimensioni, se si pensa che questa seconda serie ha aumentato lo spazio interno non capisco come possa essere un difetto lo spazio a bordo parlando di una segmento A...
Ritratto di ruben1981
19 gennaio 2015 - 17:12
ma io detesto con ogni mia forza le indicazioni troppo approssimative negli strumenti del quadro. Un contagiri non può essere LCD a segmenti, dato che il regime di rotazione di un motore è qualcosa che varia nel continuo e mal si presta a indicazioni "discrete": era meglio mettere il contagiri a lancetta e il tachimetro digitale, giacché la velocità può meglio essere espressa tramite un numero. Sorvolo poi sulla mancanza del termometro, non dico dell'olio, ma almeno del liquido di raffreddamento e dell'assenza, nel 2015, di un indicatore del livello carburante che indichi i LITRI effettivamente presenti nel serbatoio, invece degli stupidi indicatori lcd a segmenti, cui decisamente preferisco le lancette, almeno riesco a capire quanto effettivamente mi rimane da percorrere quando ho il serbatoio quasi vuoto: un grado di angolo di lancetta corrisponde, sulla mia punto, a 30-40 km di percorrenza residua, cosa che difficilmente si capirebbe da un indicatore LCD a 8 segmenti.
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