PROVATE PER VOI

Citroën C4 Cactus: si fa notare, ma non per lo sprint

Prova pubblicata su alVolante di
ottobre 2014
  • Prezzo (al momento del test)

    € 18.450
  • Consumo medio rilevato

    15,6 km/l
  • Emissioni di CO2

    15,6 grammi/km
  • Euro

    5
Citroën C4 Cactus
Citroën C4 Cactus 1.2 VTi 82 CV Shine Edition
L'AUTO IN SINTESI

Personale nella linea, grazie pure alle vistose protezioni nelle portiere, la Citroën C4 Cactus è spaziosa in rapporto ai 416 cm di lunghezza, ma alcune finiture interne sono povere e il baule, anche se ampio, è poco pratico. Su strada è comoda e sicura, ma il 1.2 a tre cilindri non è brillante (anche se, in compenso, consuma poca benzina). Il prezzo, impegnativo, è in parte giustificato dalla dotazione della versione in prova, che comprende pure il sistema multimediale touch screen di 7” e il navigatore.

Posizione di guida
3
Average: 3 (1 vote)
Cruscotto
2
Average: 2 (1 vote)
Visibilità
3
Average: 3 (1 vote)
Comfort
4
Average: 4 (1 vote)
Motore
3
Average: 3 (1 vote)
Ripresa
2
Average: 2 (1 vote)
Cambio
3
Average: 3 (1 vote)
Frenata
4
Average: 4 (1 vote)
Sterzo
3
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Tenuta di strada
4
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Dotazione
3
Average: 3 (1 vote)
Qualità/prezzo
2
Average: 2 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
Spazio all’originalità
Allo stile personale, questa crossover dalle dimensioni di poco superiori a quelle di un’utilitaria associa un abitacolo ampio e un bagagliaio capace, anche se pecca in qualche soluzione “risparmiosa” e poco pratica. La guida è sicura e il comfort elevato, tuttavia il 1.2 a benzina si fa apprezzare per i bassi consumi più che per le prestazioni. Per l’allestimento in prova sono di serie pure il “clima” automatico, il navigatore e i cerchi in lega, ma volendo risparmiare ci si può orientare sulla meno ricercata Feel.
 
 
Se non bastassero il frontale con le luci su tre livelli e le forme tondeggianti della carrozzeria, a rendere unica la linea della Citroën C4 Cactus provvedono gli Airbump: sono i paracolpi in plastica nelle portiere, che utilizzano camere d’aria a pressione atmosferica per assorbire i piccoli urti; quelli di serie sono neri, ma con una commisurata spesa extra si possono avere grigi, marroni oppure sabbia (tinte riprese dagli inserti in plastica nei paraurti, privi di camera d’aria).
 
Al di là dell’estetica, la nuova crossover Citroën offre un abitacolo davvero spazioso e, per essere lunga soltanto 416 cm, non difetta nemmeno in fatto di capacità del bagagliaio (che, però, ha la soglia alta e scomoda). Peccato che gli interni – che in quanto a personalità non hanno nulla da invidiare alla carrozzeria – presentino alcune soluzioni troppo economiche, come i vetri posteriori che si aprono a compasso.
 
Il 1.2 da 82 CV della Citroën C4 Cactus non è un portento di prestazioni e, per ottenere accelerazioni brillanti, bisogna “tirare” le marce (ben manovrabile il cambio manuale, nonostante la corsa lunga della leva); in compenso, i consumi sono bassi. Le sospensioni privilegiano il comfort, ma senza penalizzare la tenuta di strada: se forzando il ritmo il rollio è evidente, la sensazione di sicurezza resta elevata. Bene anche sterzo e freni.
 
La Shine Edition in prova è quella allestita per il periodo di lancio e, alla dotazione della Shine normale, aggiunge i cerchi in lega di 17” (invece di quelli di 16”) e alcuni particolari esterni con colorazione a contrasto. Per risparmiare c’è la Feel che, però, fa rinunciare al “clima” automatico (c’è quello manuale), al navigatore con retrocamera e ai fendinebbia, e monta cerchi in acciaio.
VITA A BORDO
3
Average: 3 (1 vote)
Fra tecnologia ed economia
Molte le soluzioni “tecnologiche”, come il piccolo pannello digitale del cruscotto, che, però, è povero di informazioni, e lo schermo di 7” del navigatore dal quale si gestisce anche il climatizzatore. L’estetica dei vari elementi è originale e i portaoggetti sono ampi, ma le plastiche non hanno un aspetto “ricco” e alcune soluzioni non convincono: mancano, a esempio, gli specchi di cortesia dalle alette parasole, e i finestrini dietro si aprono a compasso. Il baule è grande, ma con la soglia lontana da terra; inoltre, per ampliarlo si perdono tutti i posti dietro, perché lo schienale non è frazionato.
 
 
Plancia e comandi
Nel loro minimalismo, anche gli interni della Citroën C4 Cactus sono personali. Avveniristica la strumentazione costituita da un display digitale che mostra il tachimetro, i chilometri percorsi, il livello del carburante e alcune spie, ma né i giri del motore (c’è l’indicatore di cambiata) né la temperatura del liquido refrigerante. Non manca uno schermo a sfioramento di 7” che serve il navigatore e permette di gestire pure il “clima” (ma per funzioni di uso frequente, come l’attivazione del ricircolo, sarebbe più pratico disporre di un tasto “fisico”). Riuscito, e con comandi nelle razze dalla buona ergonomia, il volante con corona schiacciata inferiormente (regolabile soltanto in altezza), mentre si trovano troppo in basso le bocchette d’aerazione centrali, al di sotto delle quali ci sono la presa a 12 V e un ingresso Usb. Nel contesto stonano le plastiche rigide, gli inserti in nero laccato nelle porte che si graffiano facilmente e le alette parasole prive di specchi di cortesia.
 
Abitabilità
Ancorché piuttosto soffici (anche troppo, per i passeggeri robusti) le poltrone sono comode, con regolazione in altezza per quella dal lato guida. Hanno schienali dal profilo sottile così da lasciare più spazio a disposizione di chi viaggia sul divano, che è abbastanza comodo e bene imbottito anche al centro (complice l’assenza del bracciolo a scomparsa); peccato, però, che manchino le maniglie nel soffitto e i finestrini posteriori si aprano a compasso. L’eliminazione della bocchetta d’aerazione destra e l’airbag frontale collocato nel soffitto hanno consentito di ricavare un ampio cassetto nella plancia (che ospita pure le porte Aux e Usb); utili il pozzetto con portabibita alla base della plancia e le doppie tasche nelle porte posteriori. 
 
Bagagliaio
Il bagagliaio della Citroën C4 Cactus è di forma regolare ed è capace di 358 litri con tutti i posti in uso: quanto basta per le esigenze di una piccola famiglia. Per contro, lo schienale in un sol pezzo mette “fuori uso” l’intero divano quando occorre sfruttare la capacità massima (1170 litri), e il piano di carico che si ottiene non è nemmeno orizzontale. Sotto il pavimento c’è il kit di riparazione, mentre il ruotino è optional. Difficoltosa l’accessibilità: anche se il portellone è ampio, la soglia di carico è lontana da terra (81 cm, una quota da suv) e forma un gradino di 25 cm rispetto al fondo.
COME VA
3
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Tranquilla e sicura
Con il 1.2 a benzina non c’è da aspettarsi granché in fatto di brio, ma i consumi sono bassi e la rumorosità non dà fastidio nemmeno ad andatura autostradale. Questo contribuisce alla versatilità della C4 Cactus: le sospensioni privilegiano il comfort e lasciano percepire un po’ di rollio, eppure la vettura è a suo agio anche fra le curve, tiene bene la strada ed è piacevolmente precisa anche a velocità elevata. Quanto alla sicurezza, si può contare su un Esp ben tarato e su freni potenti.
 
 
In città
Nel traffico la Citroën C4 Cactus non è né ingombrante né impacciata, ha comandi leggeri (compreso lo sterzo, invero dal raggio di svolta non proprio contenuto) e permette una buona visibilità con l’eccezione degli angoli posteriori (un difetto al quale sensori e retrocamera, di serie, ovviano soltanto parzialmente); fra gli optional, c’è il pacchetto Park Assist con sistema di parcheggio semiautomatico. Il motore ha un’erogazione dolce, vibra pochissimo ed è parco (14,5 km/l), anche se non si dimostra particolarmente brillante. Ok il comfort mutuato dalle sospensioni che “perdonano” buche e ciottolato.
 
Fuori città
L’assetto non è da sportiva e le sospensioni lasciano percepire il rollio se si esagera con la velocità in curva. D’altra parte, nemmeno il motore è particolarmente brillante: per ottenere un po’ di brio occorre farlo lavorare a regimi elevati mettendo spesso mano al cambio (ben manovrabile, ma dalla corsa lunga); in ogni modo, la richiesta di benzina è contenuta (19,2 km/l). Fra gli aspetti positivi ci sono il comfort, al quale contribuisce pure la buona insonorizzazione, e la tenuta di strada sicura in ogni condizione (l’Esp è sempre vigile); promosso l’impianto frenante, dall’azione vigorosa e non soggetto a cali di rendimento nell’utilizzo intenso. 
 
In autostrada
La punta massima rilevata dai nostri strumenti (171,1 km/h a fronte dei 167 dichiarati) è di buon livello, dunque in autostrada con la Citroën C4 Cactus non si viaggia “impiccati”. Anche se il regime del motore corrispondente ai 130 orari in quinta marcia è di 3900 giri, il rumore del tre cilindri non è fastidioso e i consumi – anche se superiori a quelli registrati in condizioni più favorevoli – rimangono accettabili (12,7 km/l). La potenza e la coppia a disposizione non consentono riprese vigorose, ma della sensazione di sicurezza non ci si può lamentare: la precisione è apprezzabile, complice lo sterzo che non tende mai ad alleggerirsi.
QUANTO È SICURA
4
Average: 4 (1 vote)
Airbag che “scendono”
Di serie c’è tutto quel che occorre, dall’Esp con sistema anti-arretramento al vivavoce Bluetooth passando per il cruise control. La Shine e la Shine Edition offrono inclusi nel prezzo pure i fendinebbia con funzione di luci di svolta. Fra gli optional c’è la chiamata per richiedere assistenza localizzata, ma non gli ausili di guida di ultima generazione (come la frenata automatica), oggi ritenuti importanti anche ai fini della valutazione Euro NCAP: questo spiega perché nei crash test la C4 Cactus ha ottenuto “soltanto” quattro stelle su cinque, anche a fronte di buone capacità di protezione di passeggeri e pedoni.
 
 
La Citroën C4 Cactus ha superato i crash test Euro NCAP con un punteggio di quattro stelle su cinque. L’en plein mancato dipende essenzialmente dall’indisponibilità di ausili quali la frenata d’emergenza automatica e l’aiuto al mantenimento della propria corsia di marcia, che negli standard di verifica in vigore dal 2014 contribuiscono alla formazione del punteggio. Così troviamo valutazioni parziali mediamente buone per quanto riguarda la protezione dei passeggeri, dei bambini trasportati su seggiolini Isofix e dei pedoni (rispettivamente 92, 79 e 80 punti percentuali), mentre il voto assegnato ai sistemi di assistenza è di 56 punti percentuali. In ogni caso la dotazione comprende tutto l’indispensabile, a cominciare dall’Esp con sistema antiarretramento e dai sei airbag (con quelli frontali che, anziché uscire dalla plancia, scendono dal soffitto, e quelli per la testa estesi ai posti dietro). Di serie per tutta la gamma pure il cruise control, i sensori di pressione per le gomme e, salvo che per la “base” Live, il vivavoce Bluetooth. Per la Shine e la Shine Edition sono inclusi nel prezzo anche i fendinebbia, che assolvono pure la funzione di luci di svolta. Con sovrapprezzo si può avere il sistema Citroën eTouch per la chiamata di emergenza/assistenza localizzata.
NE VALE LA PENA?
3
Average: 3 (1 vote)
Fuori dal coro, ma non regalata
Provvista di un abitacolo accogliente anche nella zona posteriore, questa crossover non punta soltanto sull’originalità della carrozzeria e degli interni, ma pure sulla fruibilità: comoda, precisa e sicura, si presta all’impiego cittadino come ai viaggi, anche se il 1.2 a benzina – invero parco nei consumi – non ha nella vivacità la sua dote migliore. La dotazione è degna di nota, ma visto il prezzo si poteva fare di meglio a livello di finiture.
 
 
La Citroën C4 Cactus una vera “tuttofare”, adatta alla città (dove offre pure il vantaggio di protezioni laterali degne di questo nome e, al momento, esclusive), agile e sicura nei tragitti extraurbani e a suo agio – oltre che confortevole – pure in autostrada. Inoltre, considerato che le dimensioni esterne non si discostano molto da quelle di un’utilitaria, offre invidiabili caratteristiche di abitabilità e un bagagliaio adatto alla famiglia, ancorché non esemplare sotto il punto di vista della praticità. La Shine Edition del test, come d’altronde la Shine normale, non delude certo sotto il profilo della dotazione: vero che il prezzo non è basso, ma comprende – fra l’altro – pure il navigatore, il “clima” automatico, i cerchi in lega, i sensori di distanza e la retrocamera. Considerate le molte soluzioni originali, ed esteticamente gradevoli, dell’abitacolo, disturbano alcuni particolari realizzati al risparmio e le numerose parti in plastica rigida. Quanto al motore, ha prestazioni oneste e consumi non esagerati, e (con sovrapprezzo) è offerto anche con il cambio robotizzato a sei marce ETG6 al posto di quello manuale a cinque. In vista di un uso prevalentemente extraurbano (o a pieno carico) vale la pena di valutare la più briosa turbo a benzina da 110 CV (sempre 1.2, e con lo stesso consumo medio omologato) e la parca, ma non lenta, 1.6 turbodiesel da 99 CV (92 CV con cambio ETG6).
PERCHÉ SÌ
Comfort
Le sospensioni non si fanno mettere in crisi nemmeno dalle sconnessioni più pronunciate, e la rumorosità percepibile nell’abitacolo rimane sotto controllo anche a velocità autostradale. 
 
Consumi
Vero che tendono a salire a velocità elevata, ma in città e nei percorsi extraurbani affrontati senza troppo pigiare sull’acceleratore si ottengono medie da fare invidia a un’utilitaria.
 
Dotazione
Oltre ai cerchi in lega e ai retrovisori sbrinabili elettricamente, sono di serie dispositivi che normalmente vengono offerti a pagamento, come per esempio il navigatore satellitare e la retrocamera.
 
Freni
Associano una potenza di tutto rispetto – lo dimostrano i ridotti spazi d’arresto da noi rilevati – a buone caratteristiche di resistenza: non perdono efficacia neppure a seguito di un uso intenso.
 
Protezioni esterne
Oggi che gli utili profili in gomma sono rari anche nelle citycar, la C4 Cactus va contro corrente e propone ampie superfici in materiale plastico “imbottite” d’aria: sapendo che ci sono, si parcheggia più tranquilli.
 
Spazio
Nonostante gli ingombri non di molto superiori a quelle di una normale utilitaria, la Cactus può ospitare senza troppi sacrifici anche cinque persone. Inoltre, il bagagliaio è abbastanza generoso.
PERCHÉ NO
Clima
Non prevede la bocchetta destra, e quelle centrali sono troppo basse. Poco pratico, inoltre, gestire la maggior parte delle funzioni via touch screen: in alcuni casi (per esempio, il ricircolo) sarebbe meglio un tasto “fisico”. 
 
Cruscotto
Anche se ha un aspetto avveniristico (è un piccolo display digitale), fornisce soltanto le informazioni indispensabili: manca il termometro dell’acqua, e al posto del contagiri c’è una freccetta che suggerisce quando cambiare marcia.
 
Particolari interni
L’esigenza di contenere i costi si riflette negativamente anche sulla praticità: gli alzacristallo elettrici sono previsti soltanto davanti e non dispongono di automatismo, mentre i vetri posteriori non sono discendenti (si aprono a compasso).
 
Praticità del baule
La soglia è a ben 81 cm dal suolo e forma un dislivello di 25 cm rispetto al pavimento: faticoso caricare i bagagli pesanti. Inoltre, quando serve maggiore capacità di carico si deve rinunciare a tutti i posti dietro, perché lo schienale non è frazionato.
 
Scatto 
Per ottenere un po’ di verve in accelerazione, occorre “spremere” il tre cilindri facendolo lavorare ad alto regime. Inoltre, viaggiando a pieno carico il calo delle prestazioni è piuttosto evidente. 
 
Visibilità posteriore 
I sensori di distanza e la retrocamera, previsti di serie, danno una mano in manovra, ma i montanti posteriori sono massicci e, nelle immissioni da sinistra, è difficile vedere se sopraggiungono altri veicoli.
SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1199
No cilindri e disposizione 3 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 60 (82)/5750
Coppia max Nm/giri 118/2750
Emissione di CO2 grammi/km 107
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 5 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori tamburi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 416/173/153
Passo cm 260
Peso in ordine di marcia kg 965
Capacità bagagliaio litri 358/1170
Pneumatici (di serie) 205/50 R17

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 4a a 6500 giri   171,1 km/h 167 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 14,5   12,9 secondi
0-400 metri 19,5 115,5 km/h 18,6
0-1000 metri 35,8 143,5 km/h 34,5 secondi
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h in 4a 38,4 136,1 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h in 5a 37,4 127,5 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h in 4a 10    
da 80 a 120 km/h in 5a 22,7   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   14,5 km/litro 17,9 km/litro
Fuori città   19,2 km/litro 25 km/litro
In autostrada   12,7 km/litro non dichiarato
Medio   15,6 km/litro 21,7 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   37 metri non dichiarata
da 130 km/h   61,9 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   132 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,3 metri 10,9

 

 

Citroën C4 Cactus
TI PIACE QUEST'AUTO?
I VOTI DEGLI UTENTI
101
69
65
38
118
VOTO MEDIO
3,0
2.992325
391
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Ritratto di M93
10 marzo 2015 - 21:21
Indiscutibilmente Citroen, dato il suo particolare design: peccato per alcune economie costruttive di troppo. Motore adeguato alla vettura.
Ritratto di Moreno1999
10 marzo 2015 - 21:54
4
stima assoluta
Ritratto di notasoccerplayer
11 marzo 2015 - 18:06
4
Oltre a trovarla esteticamente veramente brutta (ok essere anticonformista.. Ma secondo me Citroen sta confondendo anticonformismo con "necessariamente diverso" a costo di sfondare nel brutto). Ma questo è personale. mancanze tecniche (come l'impianto frenante... tamburi?!?) e di guida da te citate sono per me inammissibili
Ritratto di luigi sanna
13 marzo 2015 - 14:39
5
... non fa testo. Anche la FIAT UNO, è stata Auto dell'anno....Percarità! La Polo Auto dell'anno, mio padre ne ha una, ahahahahahahahah... ad ogni stro.... mi dice: è questa è stata auto dell'anno? Dovrebbero fare auto dell'anno, la 488... Cosi nessuno dice nulla, niente secondo o terzo... Primo posto. Che vuol dire, seconda classificata a l'auto dell'anno, e magari lo pubblicizzano anche...
Ritratto di Andrea Ford
13 marzo 2015 - 15:32
Ma era scontato che una giapponese, per giunta premium, venisse estromessa presto dal car of the year. I giornalisti europei sono e saranno sempre molto prevenuti e scettici sulle auto non europee.
Ritratto di PopArt
10 marzo 2015 - 21:56
Adoro quest'auto e me ne frego delle "mancanze". E poi, salendoci su, non ho percepito un ambiente cheap, forse merito del design, ma un abitacolo arioso e confortevole. Sono assolutamente d'accordo sul fatto che con la prossima generazione miglioreranno le cose che hanno tralasciato di proposito. Questa è un po' come il primo iPhone, stupendo, con alcune limitazioni, ma che vale la pena di acquistare.
Ritratto di Moreno1999
10 marzo 2015 - 21:58
4
A me quest'auto rigetta in una maniera assoluta. Apparte che IMHO è bruttissima nella linea (va bene osare ma qui si sfiora davvero lo squallido come forme), poi ha delle economie che non sono accettabili su un'auto da quasi 20 mila €. Come ha detto Dicoluc, i vetri a compasso, l'assenza del contagiri, manca la bocchetta del passeggero, le maniglie nel tetto, le cinture regolabili in altezza, il sedile posteriore non è sdoppiato, tutto concentrato su quello scomodissimo e antiestetico tablet quadrato in cima alla plancia, finiture poco passabili. Oltretutto con questo motore (che è un chiodo, naturale visti gli 82 cavalli, anche se visto il peso basso avrei sperato di meglio) mi sembra ancora meno appetibile e la pagella non se l'è passata molto bene. Per me vale meno di 0, se spendo quella cifra voglio un'auto completa. Poi ognuno è libero di pensarla come vuole
Ritratto di Moreno1999
11 marzo 2015 - 13:46
4
Poi ti trovi ad un sorpasso a fare il segno della croce... Questi tre cilindri mi sembrano tutto tranne che veramente utili su un'auto del genere. Apparte che ci vuole seriamente coraggio per staccare un assegno del genere al fine di comprare un'auto del genere... Finora ne ho viste solo due, e dire che a Milano di auto ne girano! È davvero l'opposto dei miei gusti automobilistici: tonda, senza una nervatura, con i fanali sdoppiati, scarna in una maniera assurda, spenta di motore, oltretutto fa parte del gruppo PSA Peugeot-Citroen (che su 10 auto prodotte forse una ne riesce bene IMHO, oltretutto per le esperienze dei miei conoscenti sembrano tutte inaffidabili). Manco regalata la vorrei, una delle auto più insulse degli ultimi anni insieme a Citigo/Up/Mii, 500L e nuova Fabia
Ritratto di PopArt
11 marzo 2015 - 20:47
Ok i gusti personali ma non ti permetto di sparare a zero sull'affidabilità dei prodotti del gruppo. In famiglia abbiamo avuto molti modelli (attualmente 308 e C1) e non abbiamo mai avuto un solo problema serio. L'affidabilità è un fattore che puoi conoscere solo se hai posseduto quell'auto. E poi I motori PSA sono famosi per l'affidabilità. Non è che tutto quello che non è giapponese fa pena...
Ritratto di PopArt
11 marzo 2015 - 20:55
La C1 è il primo modello 1.0 benzina e, sì, è Toyota, ma il resto era comunque prodotto e progettato in comune con PSA. La 308, sempre primo modello, 1.6hdi 6 anni e ancora perfetta e usata tutti i giorni. Sono due auto che ci hanno dato solo soddisfazioni e che non ci hanno mai lasciato a piedi.
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