PROVATE PER VOI

Citroën DS3 Cabrio: capote svelta, cambio pigro

Prova pubblicata su alVolante di
maggio 2013

Listino prezzi Citroën DS3 Cabrio non disponibile

  • Prezzo (al momento del test)

    € 25.600
  • Consumo medio rilevato

    18,5 km/l
  • Emissioni di CO2

    99 grammi/km
  • Euro

    5
Citroën DS3 Cabrio
Citroën DS3 Cabrio 1.6 e-HDi Airdream ETG-6 Sport Chic
L'AUTO IN SINTESI

La Citroën DS3 Cabrio, versione con il tetto in tela – con sistema di apertura elettrica davvero rapido – della piccola francese, è esteticamente accattivante e ben rifinita, ed è anche una delle poche “scoperte” a conservare l’omologazione per cinque. Maneggevole e bene incollata all’asfalto, con il 1.6 a gasolio abbina una buona vivacità a consumi davvero bassi; peccato, però, che il cambio robotizzato manchi di prontezza. La Sport Chic è la più cara e meglio dotata, eppure fa pagare a parte il navigatore. 

 

Posizione di guida
3
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Cruscotto
3
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Visibilità
2
Average: 2 (1 vote)
Comfort
3
Average: 3 (1 vote)
Motore
4
Average: 4 (1 vote)
Ripresa
3
Average: 3 (1 vote)
Cambio
2
Average: 2 (1 vote)
Frenata
4
Average: 4 (1 vote)
Sterzo
4
Average: 4 (1 vote)
Tenuta di strada
4
Average: 4 (1 vote)
Dotazione
3
Average: 3 (1 vote)
Qualità/prezzo
3
Average: 3 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
Scoperta senza rinunce
A differenza delle altre cabrio, la Citroën DS3 Cabrio conserva i montanti del tetto sui quali scorre la capote in tela a comando elettrico, che si apre e si chiude rapidamente anche in movimento. Inoltre, non rinuncia ai cinque posti e ha un baule di sufficiente capacità. Il 1.6 a gasolio assicura un discreto brio, che ben si abbina alla precisione di guida derivante dall’assetto sportivo; tuttavia, il cambio automatico robotizzato, lento e poco fluido, non si presta alla guida brillante. L’allestimento Sport Chic è caro, ma equipaggiato di tutto punto.
 
 
Derivata dalla DS3 berlina, la svelta e raffinata tre porte compatta (è lunga 395 cm) della casa francese, la Citroën DS3 Cabrio mantiene gli archi del tetto: una soluzione che la distingue dalla maggior parte delle rivali, e che ha consentito di mantenere invariata l’abitabilità (i posti omologati sono cinque e si viaggia comodi in quattro). Analoghi gli airbag per la testa, mentre il baule è peggiorato in termini di accessibilità ma resta, comunque, abbastanza capiente.
 
Il tetto in tela scorre lungo i montanti: azionato da un sistema elettrico, si può aprire o chiudere in soli 16 secondi anche in marcia (fino a 120 km/h), scegliendo se bloccarlo in posizione intermedia oppure scoprire completamente la vettura ripiegando anche il lunotto. In quest’ultimo caso, però, la visuale posteriore – che già in condizioni normali non è generosa – si azzera completamente e per parcheggiare ci si deve fidare solo dei sensori di distanza (di serie).
 
Piacevole da guidare e agile come lo è la berlina, con il silenzioso 1.6 a gasolio la Citroën DS3 Cabrio vanta prestazioni interessanti associate a consumi contenuti in tutte le condizioni di guida. Tuttavia il cambio automatico robotizzato CMP, pur comodo nel traffico, è lento nel funzionamento e anche poco fluido. Volendo, in alternativa si può avere quello manuale (sempre a sei marce), che permette di risparmiare un po’ all’acquisto.
 
Della dotazione dello Sport Chic – che è l’allestimento di punta – fanno parte anche i sedili sportivi, il vivavoce e un raffinato impianto audio con un altoparlante aggiuntivo nella plancia e un subwoofer nel baule, ma il prezzo è “salato” e, comunque, il navigatore è optional. Rinunciando ai cerchi in lega di 17” in favore di quelli di 16” e accontentandosi del climatizzatore manuale al posto di quello automatico, c’è il So Chic, che è più a buon mercato.
VITA A BORDO
4
Average: 4 (1 vote)
Lo spazio è salvo
Originale e accattivante nelle forme, il ponte di comando non è scevro da qualche sbavatura nelle plastiche. Ma la praticità non manca: i comandi sono quasi tutti collocati correttamente e si dispone di un buon numero di vani portaoggetti. Davvero buona, soprattutto per una “scoperta”, l’abitabilità, visto che davanti lo spazio abbonda e si viaggia su comode poltrone avvolgenti, e che dietro – all’occorrenza – si può stare anche in tre. Pur penalizzato dalla bocca di carico dall’altezza davvero limitata, il baule non è male.
 
 
Plancia e comandi
Sebbene si riscontri qualche sbavatura nelle plastiche, la plancia della Citroën DS3 Cabrio ha forme originali e accattivanti. I comandi del “clima” automatico e della radio sono a portata di mano, come quelli del cruise-control (sotto la paletta sinistra del cambio), mentre richiedono assuefazione i controlli del sistema audio e del vivavoce, raccolti in una levetta nascosta dal volante. D’effetto la pedaliera sportiva in metallo (come il poggiapiedi, utile in assenza del pedale della frizione), tutto nuovo il pannello nell’arco del parabrezza, che reca una lampada a luce soffusa più due spot di lettura, nonché il comando per aprire il tetto. Il riuscito cruscotto a tre elementi comprende l’indicatore di cambiata ed è affiancato da una rotella dalla quale si regola l’intensità del profumatore d’ambiente. 
 
Abitabilità
I cinque posti omologati la rendono unica fra le rivali, anche se in effetti sul divano (proprio come nel caso della versione chiusa, che offre lo stesso spazio) si sta molto meglio in due che in tre. Confortevoli i fascianti sedili anteriori, regolabili in altezza e criticabili soltanto per la regolazione a scatti (anziché continua) degli schienali; quelli in pelle (optional) sono persino riscaldabili. Anche se non rivestito internamente, il cassetto di fronte al passeggero è illuminato e refrigerato; per riporre qualche oggetto ci sono pure un pozzetto alla base della consolle, uno nel bracciolo e uno fra le poltrone (con prese Usb/Aux e 12V nelle vicinanze).
 
Bagagliaio
Se la capacità di 245 litri (40 in meno rispetto alla versione chiusa) del baule della Citroën DS3 Cabrio è ai vertici della categoria, l’accessibilità risente della piccola imboccatura, che misura soltanto 26 cm di altezza ed è larga 66. Inoltre, la soglia è di 25 cm più alta del pavimento (nel quale, a schienali reclinati, si forma un gradino di 8 cm). In compenso, lo sportello che scorre verso l’alto è pratico e facilita le cose quando c’è poco spazio dietro l’auto; inoltre, si può comunque aprire anche se il tetto è ripiegato (nel qual caso il lunotto si solleva un po’). Non mancano un paio di anelli metallici fermacarico, mentre il vano è abbastanza regolare, ma per sfruttarlo al meglio conviene fornirsi di borse morbide.
COME VA
3
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Sportiva… tranne che nel cambio
Compatta com’è, permette di affrontare la città senza troppi pensieri, sebbene nei parcheggi in “retro” convenga affidarsi ai sensori. Le sospensioni rigide e le gomme ribassate – che fanno sentire le buche – si rivelano perfette fra le curve, dove assieme a tenuta di strada e agilità elevate la Citroën DS3 Cabrio mette in campo pure lo sterzo molto preciso. Peccato che la lentezza del cambio robotizzato “appanni” un po’ il carattere del turbodiesel, che per parte sua è vivace, a suo agio anche in autostrada e morigerato nei consumi in qualunque condizione di guida. 
 
 
In città
Il cambio robotizzato della Citroën DS3 Cabrio allevia lo stress nella marcia a singhiozzo (dato che non c’è da premere la frizione), e non penalizza i consumi (abbiamo rilevato ben 17,9 km/l, complice lo Stop&Start rapido e silenziosissimo); ma resta il fatto che la sua lentezza di funzionamento è fastidiosa. Le ruote di 17 pollici con gomme ribassate e le sospensioni sportive, inoltre, non sono il massimo quando si transita su rotaie o pavé. Ci si consola con la maneggevolezza dovuta, anche, alle dimensioni compatte, cha agevolano pure nei parcheggi; ma ciò non toglie che in “retro” convenga affidarsi ai sensori anche se il lunotto è in uso (la superficie trasparente è piccola e ci sono due strisce di tessuto ai lati).
 
Fuori città
Oltre a consumare pochissimo, il 1.6 a gasolio sfodera una piacevole prontezza sin dai regimi inferiori ed è disponibile ad allungare con grinta. Ma sfruttarne “sportivamente” le caratteristiche non è agevole: il cambio robotizzato è lento anche se utilizzato in modalità sequenziale con le palette al volante (in verità poco estese verso il basso e facili da mancare a sterzo girato). Comunque, l’assetto asseconda la guida brillante, con un rollio minimo (le sospensioni sono rigide) e limiti di tenuta laterale davvero elevati; tempestivi e misurati gli eventuali interventi dell’Esp. A tetto aperto emerge una reticella dall’arco del parabrezza che riduce (efficacemente) i vortici d’aria.
 
In autostrada
Con una sesta da 130 km/h a 2500 giri, il turbodiesel da 90 CV non teme l’autostrada e offre pure la necessaria riserva di potenza per i sorpassi. Bene anche lo sterzo, che aumenta di consistenza al crescere dell’andatura e contribuisce alla notevole sensazione di precisione: la Citroën DS3 Cabrio non si scompone nei curvoni affrontati in velocità e nemmeno nelle frenate violente (peraltro supportate da un impianto dall’azione incisiva e dalla buona resistenza alla fatica). Quanto al comfort, oltre i 120 orari i fruscii e il rumore di rotolamento delle gomme si fanno sentire, ma non danno più fastidio che nella berlina: l’isolamento offerto dal tetto in tela è, dunque, valido.
QUANTO È SICURA
4
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C’è anche il pulsante per l’SOS
Oltre al necessario – cominciando dall’Esp e dai sei airbag – la dotazione di serie include il sistema di richiesta di soccorso con localizzazione del veicolo. L’Euro NCAP ha effettuato i crash test sulla DS3 con carrozzeria chiusa, che li ha superati con il massimo punteggio e con giudizi parziali superiori alla media eccetto che per la protezione dei pedoni: risultati che possono essere ritenuti perlomeno indicativi per la Cabrio. 
 
 
La DS3 sottoposta ai crash test Euro NCAP era quella “chiusa”, ma visto che la struttura della Citroën DS3 Cabrio non cambia nella sostanza, la relativa valutazione di cinque stelle può essere considerata indicativa. Se si eccettua il punteggio relativo alla salvaguardia dei pedoni in caso di investimento, che è sotto la media (35%), negli altri ambiti specifici i risultati sono degni di nota: 87% per la protezione degli occupanti, 71% per i bambini trasportati su seggiolini specifici e 83% per i sistemi di assistenza. Fra questi ultimi c’è anche il cruise control con funzione di limitatore, di serie assieme ai fendinebbia, all’Esp e ai sei airbag (frontali, laterali anteriori e per la testa estesi ai posti dietro). Ancora, è incluso nel prezzo l’eTouch, il sistema di assistenza a distanza: in caso di malore, incidente o aggressione basta premere il pulsante SOS (nella consolle, a portata di mano anche per il passeggero) per contattare una centrale operativa e ricevere soccorso. Il dispositivo si basa su una Sim (che lo connette alla rete di telefonia cellulare) e su un’antenna GPS che comunica la posizione del veicolo alla centrale. Qualora siano rilevati lo scoppio di uno o più airbag o l’attivazione dell’interruttore inerziale che taglia l’afflusso di carburante al motore (indizi di un impatto) la richiesta d’aiuto parte automaticamente. C’è pure una funzione da utilizzare in caso di panne, che assieme alla posizione del veicolo invia le informazioni della diagnostica di bordo così da agevolare l’individuazione del guasto. Quanto agli optional, a differenza che in alcune rivali i fari allo xeno non sono previsti nemmeno a richiesta, mentre se si acquista il navigatore con il pacchetto Select Comfort si ottengono i sensori luce/pioggia, il retrovisore interno con funzione anti-abbagliamenti e quelli esterni sbrinabili.
NE VALE LA PENA?
3
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Praticità a cielo aperto
Aver mantenuto gli archi del tetto sui quali far scorrere la capote elettrica ha permesso di ottenere una scoperta che non rinuncia a un buon grado di praticità e offre un abitacolo spazioso quanto quello della berlina da cui deriva. Piacevole da guidare, in questa versione turbodiesel consuma anche davvero poco, anche se gli sportivi faranno bene a prendere in considerazione il cambio manuale al posto del robotizzato, invero troppo lento. Il prezzo della Sport Chic non è basso, ma il fatto di avere nella dotazione di serie anche il superfluo aiuta a digerire l’esborso.
 
 
L’immagine originale e convincente della Citroën DS3 viene conservata anche in questa variante Cabrio, che a tutti gli effetti ne riprende il design dal momento che gli archi del tetto restano al loro posto assieme agli inconfondibili montanti centrali “a pinna di squalo”. Inoltre, il piacere della guida a cielo aperto in questo caso non comporta grandi controindicazioni: l’abitabilità è invariata, il baule abbastanza capiente e la bocca di carico “a misura di trolley” un compromesso più che accettabile per una vettura pensata per essere prima di tutto sfiziosa. Positivo pure il giudizio sulle qualità di guida, valorizzate dalla precisione dello sterzo e da un assetto studiato in funzione dell’agilità, in particolare nell’allestimento Sport Chic che ha pure i cerchi in lega di 17 pollici guarniti da pneumatici larghi e ribassati (205/45). Peccato solo che il cambio robotizzato CMP, che in città toglie il pensiero di premere la frizione, sia talmente lento da rivelarsi, in fin dei conti, anche poco confortevole. Come dire che chi vuole sfruttare come si deve il brillante (nonché silenzioso ed economo) turbodiesel farà bene a valutare l’alternativa del manuale, magari utilizzando i soldi risparmiati per alleggerire il costo di qualche optional (come per esempio i bei sedili in pelle traforata). Certo è che nell’ottica del risparmio può convenire l’allestimento So Chic con lo stesso motore, ma dato il tipo di vettura non è detto che alla fine il gioco valga la candela.
PERCHÉ SÌ
Consumi
Il 1.6 turbodiesel vanta un’efficienza notevole: in città, dove l‘aiuta lo Stop&Start, sfiora i 18 km/l, nei percorsi extraurbani va oltre i 22 e in autostrada si fa bastare un litro di gasolio per almeno 14 chilometri.
 
Motore 
Nonostante non abbia una potenza da record, il quattro cilindri turbodiesel assicura una risposta briosa sin dai regimi inferiori e non si tira indietro quando gli si chiede un po’ di allungo; inoltre, è silenzioso e non dà fastidio nemmeno viaggiando “en plein air”.
 
Spazio
La trasformazione della carrozzeria non ha fatto diminuire l’abitabilità, tanto che è stato mantenuto pure il divano a tre posti (quando tutte le vetture simili, dietro ne offrono due); al top della categoria la capacità del baule.
 
Tetto
Da chiusa, la capote in tela isola quasi quanto un tetto metallico; inoltre, il sistema di azionamento elettrico è davvero pratico (permette anche di scegliere fra tre posizioni prefissate), e rapido sia in apertura, sia in chiusura.
PERCHÉ NO
Bocca di carico
La soluzione del cofano posteriore scorrevole verso l’alto è pratica, ma scopre una “luce d’ingresso” davvero limitata, soprattutto in altezza (anche a causa dei rinforzi della scocca): all’atto pratico ci passa una sola piccola valigia.
 
Cambio
Il robotizzato CMP non è fluido come un automatico tradizionale (o alcuni del tipo a doppia frizione), e neppure rapido, né salendo di marcia, né scalando; difetti che si presentano anche se lo si aziona manualmente tramite i comandi al volante.
 
Prezzo
Seppure in parte giustificata dalla qualità costruttiva e dalla dotazione di serie, la cifra richiesta per la Sport Chic non è contenuta. Anche perché se ci si lascia sedurre dalla plancia verniciata o dal navigatore, il preventivo lievita.
 
Visibilità
Con il lunotto in posizione la visuale è scarsa (complici i montanti del tetto, che le cabriolet tradizionali non hanno), se lo si abbassa diventa pressoché nulla: nelle “retro” non resta che affidarsi ai sensori posteriori, giustamente previsti di serie.
SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1560
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 68 (92)/4000
Coppia max Nm/giri 230/1750
Emissione di CO2 grammi/km 99
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 (robotizzato) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 395/171/146
Passo cm 245
Peso in ordine di marcia kg 1090
Capacità bagagliaio litri 245/940
Pneumatici (di serie) 205/45 R17

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 6a a 3500 giri   178,9 km/h 180 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 12,7   11,8 secondi
0-400 metri 18,5 119,1 km/h non dichiarata
0-1000 metri 34,4 148,5 km/h  
       
RIPRESA IN DRIVE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 31,9 151,2 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h 30,5 151,7 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h 4,1    
da 80 a 120 km/h 10,2   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   17,9 km/litro 23,3 km/litro
Fuori città   22,7 km/litro 28,6 km/litro
In autostrada   14,3 km/litro non dichiarato
Medio   18,5 km/litro 26,3 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   37,1 metri non dichiarata
da 130 km/h   61,1 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   134 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,0 metri 10,2

 

 

Citroën DS3 Cabrio 1.6 e-HDi Airdream ETG-6 Sport Chic
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I VOTI DEGLI UTENTI
9
12
4
3
4
VOTO MEDIO
3,6
3.59375
32
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1 settembre 2013 - 19:49
Nel suo segmento la trovo la migliore, ha una linea stupenda e soprattutto moderna e non retro', molto giovanile e sportiva. Tra le generaliste europee la Citroen è quella che ha il design migliore in assoluto altro che ford, opel etc, unica pecca: Con l'ibrido stanno in un vicolo cieco perché si sono intestarditi col farlo diesel e la cosa non ha portato ad alcun risultato concreto sulle grandi e ora non sanno se metterlo sulle piccole, peccato perché una DS3 ibrida a benzina mi sarebbe piaciuta tantissimo soprattutto questa nuova Cabrio ma il diesel già non lo concepisco su una chiusa, figuriamoci su una aperta.
Ritratto di carmelo.sc
1 settembre 2013 - 20:26
Come al solito le psa hanno dei cambi pessimi..i manuali sono contrastati e legnosi, gli automatici lenti e antiquati...questo purtroppo è un difetto che si portano dietro dai tempi della 206( ne sono possessore)
Ritratto di Mario85
1 settembre 2013 - 21:19
brutta gruppo PSA non cio commenti...
Ritratto di Peppe
1 settembre 2013 - 23:46
cio???
Ritratto di Nikotrix
2 settembre 2013 - 22:55
Quella capote sembra una di quelle trapunte che ci propina Giorgio Mastrota con Eminflex..... Gusto soggettivo eh.
Ritratto di supermax63
2 ottobre 2013 - 06:41
se proprio deve ricorrere a termini stranieri,sarebbe meglio scriverli almeno correttamente: DOUBLE FACE e NON Double-fas
Ritratto di PariTheBest93
15 settembre 2013 - 18:16
3
L'auto non è male ma il sovrapprezzo è salato rispetto a quello della versione chiusa. Noto con piacere che le modifiche effettuate al piccolo 1.6 di origine bmw hanno fatto calare la sete di gasolio: la versione chiusa aveva fatto 17,5 km/l col "vecchio" motore. Detto questo io preferisco la berlina perchè è altrettanto chic, la visibilità posteriore è sempre la stessa, e costa molto meno. Davvero ottimo il 1.6 da 92cv meno il lento robotizzzato del gruppo PSA.
Ritratto di alessio215
19 settembre 2013 - 12:53
il design e' stupendo, non per me per la mia ragazza. se dovrei scegliere una macchina per lei fra la similare 500c e questa prenderei questa per i sedili e posizione di guida migliore. peccato che la fiat si sta fissando delle 500 in ogni misora invece di lanciare una Mito cabrio con il retrotreno rivisto pero.
Ritratto di Gabriele90
4 ottobre 2013 - 10:29
Come fa un grupo come quello del PSA a dotare una macchina di tutti i pregi (motore e finiture) e poi a dotarla di un cambio cosi lento, che senso ha? almeno la smart (indirettamente mercedes)essendo una citycar questo difetto era accettabile, ma su una cabrio venduta direttamente dalla citroen lo trovo un flop elevato, tuttavia non la considero un auto da non considerare in un eventuale aquisto nell usato
Ritratto di monte riccardo
17 novembre 2013 - 18:05
tra le utilitarie è la migliore
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