PROVATE PER VOI

Mitsubishi Space Star: casa-ufficio e poco altro

Prova pubblicata su alVolante di
ottobre 2013
  • Prezzo (al momento del test)

    € 12.950
  • Consumo medio rilevato

    17,2 km/l
  • Emissioni di CO2

    92 grammi/km
  • Euro

    5
Mitsubishi Space Star
Mitsubishi Space Star 1.0 ClearTec Intense
L'AUTO IN SINTESI

Spaziosa in rapporto alle dimensioni (è lunga 371 cm) la Mitsubishi Space Star e funzionale grazie alle quattro porte, è una citycar maneggevole e parca nei consumi. Tuttavia il 1.0 a tre cilindri a benzina è pigro in ripresa e rumoroso ai regimi superiori. Considerato il prezzo, della dotazione non c’è da lamentarsi, mentre alcune finiture lasciano a desiderare.

Posizione di guida
3
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Cruscotto
3
Average: 3 (1 vote)
Visibilità
3
Average: 3 (1 vote)
Comfort
3
Average: 3 (1 vote)
Motore
3
Average: 3 (1 vote)
Ripresa
2
Average: 2 (1 vote)
Cambio
2
Average: 2 (1 vote)
Frenata
2
Average: 2 (1 vote)
Sterzo
3
Average: 3 (1 vote)
Tenuta di strada
3
Average: 3 (1 vote)
Dotazione
3
Average: 3 (1 vote)
Qualità/prezzo
3
Average: 3 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
C’è spazio in città
Nella sua compatta carrozzeria dalle linee piacevoli ancorché poco originali, la Space Star racchiude un abitacolo comodo anche nella zona posteriore. Agilissima in città, è mossa da un 1.0 a tre cilindri che si accontenta di poca benzina ma non è certo un mostro di prestazioni: problema relativo, dato che sterzo e sospensioni non si prestano alla guida sportiva. L’Intense è l’allestimento meglio accessoriato: oltre a quel che occorre per la sicurezza, offre di serie il “clima” automatico e la chiave elettronica.
 
 
Seppure poco personale, la carrozzeria della Mitsubishi Space Star ha linee morbide e piacevoli e può essere “imbellettata” con il Chrome kit (optional) che include i profili cromati per le cornici dei fari fendinebbia e per la base del portellone. Fra gli accessori inclusi nel prezzo dell’Intense ci sono anche i cerchi in lega di 14 pollici e il “clima” automatico (mentre il più economico Invite ha i cerchi in acciaio e l’impianto di climatizzazione manuale, oltre a essere priva dei fendinebbia). 
 
Il 1.0 a tre cilindri, nonostante la buona potenza dichiarata (71 CV), non è particolarmente brillante: i cinque rapporti del cambio manuale piuttosto lunghi lo aiutano a consumare poca benzina ma penalizza le capacità di ripresa. In compenso, complici gli appena 845 kg di massa della vettura, l’accelerazione è discreta; tirando le marce, comunque, la rumorosità si fa fastidiosa (come lo è in autostrada) ed emergono le vibrazioni.
 
Agile in città grazie alle dimensioni compatte della carrozzeria (371 cm di lunghezza e 149 di larghezza) la Mitsubishi Space Star si fa apprezzare per l’abitabilità: lo spazio sopra la testa e davanti alle ginocchia non manca nemmeno per chi viaggia sul divano (agevolmente accessibile grazie alle ampie porte posteriori). Notevole la facilità di guida, ma il rollio elevato e lo sterzo piuttosto leggero raffreddano eventuali “voglie di sportività”.
 
Di rilievo l’equipaggiamento di sicurezza, che oltre all’Esp e ai sei airbag comprende anche il poggiatesta centrale posteriore e i sensori luce/pioggia. Ancora, per quanto concerne il comfort si può contare sulla chiave elettronica, sulla radio con cd, sugli specchi con regolazione e sistema di sbrinamento elettrici e sugli alzavetro motorizzati anche dietro: in sostanza, per l’Intense resta eventualmente da aggiungere a pagamento soltanto la vernice metallizzata.
VITA A BORDO
3
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Economica, ma anche pratica
Le plastiche della plancia sono rigide, non manca qualche vite a vista e la regolazione in altezza del sedile di guida è limitata a un paio di centimetri, ma per il resto la praticità non manca: c’è spazio sia davanti sia dietro, e non deludono nemmeno i vani portaoggetti. In rapporto alla lunghezza della carrozzeria è ampio pure il bagagliaio, sebbene la soglia di carico piuttosto distante da terra sia scomoda con i bagagli pesanti.
 
 
Plancia e comandi
Gli ampi finestrini lasciano passare parecchia luce, ma la plancia e la consolle della Mitsubishi Space Star non sono valorizzate né dalla colorazione – prevalgono le tinte scure, anche se ravvivate da inserti lucidi – né dalle plastiche, che sono rigide; inoltre, non mancano le viti a vista, sebbene della qualità dei montaggi non ci si possa lagnare. Risollevano le sorti dell’insieme la corona del volante e il pomello del cambio rivestiti in pelle, oltre ai comandi facili da individuare e da raggiungere: quelli del “clima” automatico sono appena sotto il pannello della radio (con vivavoce optional). Il cruscotto è completo del contagiri e dell’Eco drive assist (il numero di spie verdi accese indica quanto lo stile di guida è economico), ma il piccolo pannello Lcd al suo interno è “povero” e comandato da un pulsante raggiungibile soltanto infilando le mani fra le razze del volante.
 
Abitabilità
Davanti si sta comodi, sebbene la regolazione in altezza del posto guida sia limitata alla parte posteriore del cuscino (e in un arco di 2 cm), e il volante sia registrabile soltanto in altezza. Il cassetto di fronte al passeggero, benché non rivestito, è provvisto di presa Usb e di una mensola che forma un vano separato; davanti al cambio ci sono un pozzetto, un portalattine e l’alloggiamento per la chiave elettronica. Tornando all’abitabilità, è buona anche dietro: il divano, adeguato a due adulti, ha la seduta piatta che permette di farne accomodare un terzo senza eccessivi sacrifici. Intelligente il bracciolo anteriore (optional, con portaoggetti interno), il cui coperchio ribaltato all’indietro si trasforma in un portabibite per i passeggeri posteriori (che, però, non dispongono di tasche nelle porte). 
 
Bagagliaio
Sebbene abbia la soglia a ben 73 cm da terra e di 23 cm più alta del piano di carico, il baule della Mitsubishi Space Star è fra i migliori della categoria: misura 235 litri con tutti i posti in uso e a divano reclinato raggiunge i 912 (costringendo, tuttavia, a fare i conti con un dislivello di 12 cm che impedisce di far scorrere i bagagli); nonostante vada a restringersi verso il basso, l’imboccatura è sufficientemente ampia. Il materiale di rivestimento è economico (come le finiture) ma c’è di buono che ricopre tutte le superfici, dunque non si rischia di graffiare la vernice con le valigie rigide; positivo anche che la cappelliera sia collegata al portellone e, quindi, si sollevi “automaticamente”.
COME VA
2
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Non corre e non beve
Piccola e agile, nel traffico urbano è nel suo ambiente naturale. Lasciando la città, invece, è meglio non esagerare: il motore ha un discreto tiro ai bassi e medi regimi, e la guida è facile, ma a causa delle sospensioni morbide il rollio si fa sentire; inoltre, lo sterzo, piuttosto leggero, diventa impreciso quando la velocità aumenta. Il comfort è sufficiente, ma peggiora in autostrada perché l’insonorizzazione dell’abitacolo è lontana dalla perfezione. Bene i consumi, bassi in qualsiasi condizione di marcia.
 
 
In città
Il servocomando elettrico rende il volante leggero da ruotare e anche il pedale della frizione non affatica (va meno bene il cambio, dall’escursione lunga e dagli innesti gommosi): la guida della Mitsubishi Space Star è poco stressante anche nella marcia a singhiozzo, e nei parcheggi si è favoriti dalle ridotte dimensioni della carrozzeria; inoltre, per non rischiare di graffiare i paraurti verniciati questa giapponese può essere equipaggiata con i sensori di distanza (li fornisce la concessionaria con sovrapprezzo). Notevole la percorrenza di 14,9 chilometri con un litro di benzina: un risultato al quale contribuisce lo Stop&Start, dal funzionamento puntuale e scevro da vibrazioni.
 
Fuori città
La guida è facile anche fra le curve, ma l’assetto (le sospensioni morbide causano un rollio evidente) e lo sterzo poco preciso non invitano ad alzare il ritmo; d’altra parte la gommatura non è generosa e approssimandosi al limite emerge pure un percettibile sottosterzo che provoca l’intervento (poco fluido) dell’Esp. Dunque, è meglio adottare un ritmo tranquillo e godersi il discreto tiro che il tre cilindri offre ai bassi e ai medi regimi, facendo oltretutto segnare percorrenze dell’ordine dei 22 km/l.
 
In autostrada
Come la maggior parte delle citycar, la Mitsubishi Space Star non è adatta ai lunghi e veloci trasferimenti: a 130 orari in quinta marcia il motore lavora a 3800 giri facendosi sentire distintamente, e dopo i rallentamenti richiede di mettere mano al cambio per ottenere riprese accettabili. Non giovano al comfort nemmeno i fruscii aerodinamici e il rumore di rotolamento delle gomme, e le sospensioni sono poco progressive sulle asperità. Consolano i consumi, dato che con un litro di benzina si fanno pur sempre più di 14 chilometri, e le prestazioni dell’impianto frenante, oneste e ben sfruttabili considerato che la coda non tende a serpeggiare nemmeno nelle decelerazioni più violente.
QUANTO È SICURA
4
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È ricca, ma le manca una stella
La dotazione di serie dell’allestimento Intense comprende più dell’indispensabile e non prevede aggiunte a pagamento: oltre all’Esp e ai sei airbag ci sono i fendinebbia, il cruise control e i sensori luce/pioggia. Il punteggio di quattro stelle su cinque riportato a seguito dei crash test Euro NCAP è supportato da risultati parziali buoni, salvo quello relativo all’efficacia dei sistemi di assistenza.
 
 
Sottoposta ai crash test Euro NCAP, la Mitsubishi Space Star ha ottenuto quattro stelle su un massimo di cinque. I punteggi parziali sono buoni per quanto riguarda la protezione degli occupanti (90%), dei bambini trasportati su seggiolini Isofix (72%) e della salvaguardia dei pedoni (73%), ma meno esaltanti per quanto riguarda i sistemi elettronici d’ausilio alla sicurezza (55%). Della dotazione di serie, comunque, non ci si può lamentare: nel prezzo di listino non sono compresi soltanto l’Esp e sei airbag (con quelli a tendina estesi a proteggere la testa dei passeggeri posteriori), ma anche i fendinebbia, il cruise control (seppur privo di limitatore di velocità) e i sensori che, quando necessario, comandano l’accensione automatica delle luci e l’avvio dei tergicristallo. A differenza di rivali di altrettanto recente progettazione non sono tuttavia previsti optional “tecnologici” quali, per esempio, la frenata automatica in città.
NE VALE LA PENA?
3
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Se vai tranquillo, non le manca nulla
Ha prestazioni tranquille, è maneggevole come poche altre e consuma pochissimo, dunque è una scelta valida per chi utilizza parecchio l’auto in città. Fra i suoi pregi, l’ottimo rapporto fra dimensioni esterne e spazio interno, oltre ai consumi da record. Tenuto conto della dotazione, il prezzo è equilibrato e non fa venir voglia di ripiegare sul più economico allestimento Invite.
 
 
La Mitsubishi Space Star è una citycar di concezione moderna (il motore a tre cilindri ha la fasatura variabile) con una linea simpatica, ma non si distingue per originalità, presente interni poco curati e a livello di personalizzazione permette poco. Quindi, più che per sfizio, la si sceglie in virtù della sua praticità: ha cinque porte, accoglie dignitosamente quattro adulti e non costringe a giochi di prestigio quando si tratta di caricare qualche bagaglio. Inoltre, è facile da guidare e maneggevolissima: esattamente quel che serve in città. Nei percorsi extraurbani, invece, i limiti vengono fuori: il marcato rollio e la tenuta laterale inferiori a quelli delle migliori della categoria non intaccano certo la sicurezza (anche perché l’Esp è di serie), ma il piacere di guida ne risente; chi fa spesso qualche tratto autostradale, poi, dovrà mettere in conto un’insonorizzazione poco efficace. Ma a conti fatti non si può dire che la Mitsubishi Space Star 1.0 Intense non valga i soldi che costa, perché ha una dotazione di serie di rara completezza e non “pesa” sul portafogli nemmeno al distributore. In alternativa ci sono la più accessibile Invite, ma è meno accessoriata e non è detto che il risparmio valga la candela, oppure la più briosa e cara 1.2 (soltanto in allestimento Intense), l’unica equipaggiabile a pagamento con il cambio automatico CVT (ossia a variazione continua di rapporto).
PERCHÉ SÌ
Consumi
Nello “storico” delle nostre prove non ci era mai successo di provare una vettura con motore a benzina e cambio manuale in grado di consumare meno di questa piccola Mitsubishi: le medie sono quasi da utilitaria turbodiesel.
 
Dotazione
L’equipaggiamento va al di là delle aspettative: se i cerchi in lega e il “clima” automatico li offrono pure parecchie concorrenti, più difficile trovare di serie la chiave elettronica e i sensori che comandano l’accensione automatica di luci e tergicristallo.
 
Sicurezza
I dispositivi ormai considerati indispensabili – vale a dire i sei airbag e il controllo elettronico di trazione e di stabilità – sono previsti di serie per l’intera gamma, e l’Intense è provvisto pure dei fendinebbia. 
 
Spazio 
A guardarla da fuori non si direbbe, ma l’abitacolo di questa piccola cinque porte è davvero ampio anche nella parte posteriore. Completa il quadro un bagagliaio di capacità superiore alla media della concorrenza.
PERCHÉ NO
Comfort 
Nonostante in curva risultino sin troppo cedevoli, le sospensioni si rivelano poco efficaci nel filtrare le asperità. Inoltre, il motore è rumoroso in accelerazione e a velocità autostradale (quando si sentono pure il rumore dell’aria e quello delle gomme).
 
Finiture
Le plastiche utilizzate nell’abitacolo, tutte rigide al tatto, non trasmettono un’impressione di grande qualità; inoltre, sono parecchie le viti lasciate a vista. Migliorabile anche il rivestimento del vano bagagli.
 
Optional
Per i maniaci della personalizzazione non è questa l’auto giusta: di fatto, gli optional ufficiali si limitano alla vernice metallizzata e al vivavoce (peraltro male integrato nella plancia), mentre il resto (come per esempio i sensori di distanza o il Chrome kit) è aftermarket.
 
Ripresa
Va detto che le rivali non sono più rapide – e questo vale come attenuante – ma resta il fatto che le capacità di ripresa del piccolo tre cilindri sono davvero “soporifere”. Anche perché la rapportatura distesa del cambio non aiuta.
SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 999
No cilindri e disposizione 3 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 52 (71)/6000
Coppia max Nm/giri 88/5000
Emissione di CO2 grammi/km 92
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 5 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori tamburi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 371/167/149
Passo cm 245
Peso in ordine di marcia kg 845
Capacità bagagliaio litri 235/912
Pneumatici (di serie) 165/65 R14

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 4a a 6000 giri   173,2 km/h 172 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 13,2   13,6 secondi
0-400 metri 19,1 118,1 km/h non dichiarata
0-1000 metri 35,1 147,8 km/h  
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h in 4a 40,4 129,1 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h in 5a 38,5 120,8 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h in 4a 11,4    
da 80 a 120 km/h in 5a 26,7   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   14,9 km/litro 21,7 km/litro
Fuori città   22,2 km/litro 27,8 km/litro
In autostrada   14,1 km/litro non dichiarato
Medio   17,2 km/litro 25,0 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   40,8 metri non dichiarata
da 130 km/h   69,5 metri 25
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   134 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   9,8 metri 9,2

 

 

Mitsubishi Space Star 1.0 ClearTec Intense
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I VOTI DEGLI UTENTI
4
5
11
12
8
VOTO MEDIO
2,6
2.625
40
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Ritratto di Moreno1999
16 febbraio 2014 - 21:30
4
...fa proprio schifo. Avrà indubbie qualità (es. i consumi bassi), ma è bruttissima e costa pure abbastanza. A quel prezzo, anzi anche a meno, la nuova i10, che non è bellissima ma di certo è più curata di questa...
Ritratto di enrico67
19 febbraio 2014 - 16:59
Non e' peggio di altre della stessa vaypego
Ritratto di DucadiRoma
27 febbraio 2014 - 17:11
1
Anche io sto cercando un utlitaria e ho visto che Toyota Yaris e Mazda 2 hanno un prezzo superiore alle francesi Renaul Clio Citroen C3 e anche la peugeot 208, le auto JAP sono di sicuro piu' affidabili ma i prezzi sono piu' alti
Ritratto di onavli§46
16 febbraio 2014 - 22:01
999cc., 3 cilindri (come in ogni dove, tipo offerte da supermercato), plastiche rigide, finiture così così, ripresa inesistente, bagagliaio (forse l'unica cosa discreta, se presa nel riferimento di segmento), consumo carburante (e ci mancherebbe che consumasse pure) linea insignificante. E....pensare che Mitsubishi (ma ovviamente è un riferimento satirico) produceva (nel 1940/1943) aeroplani a 14 cilindri, che all'epoca i mitici "zero" giungevano alla velocità di 530/560 km/h. Il Giappone è proprio in economia!!
Ritratto di rebatour
17 febbraio 2014 - 09:20
viene costruita in Thailandia.
Ritratto di canton
14 settembre 2015 - 15:00
Vero,possiamo dire che é mezza giapponese, un saluto
Ritratto di Sam1989
16 febbraio 2014 - 22:48
I consumi da record in una zona di confine con la Svizzera (benzina a 1,40 €/l) la rendono una macchina veramente interessante e spaziosa. Piccola ma confortevole. Nessuno come Mitsubishi ha mai ottenuto tanto da un'auto a benzina in termini di consumi. La Space Star è un capolavoro di economia considerando poi il fatto che ha una sconto fisso di 2000 € anche il prezzo della nuova è interessante. Se fosse marchiata fiat andrebbe a ruba per il consumo bassissimo ma purtroppo è mitsubishi e deve fare i conti con il suo nome poco amato, per me, comunque, resta un'auto da record.
Ritratto di Moreno1999
18 febbraio 2014 - 17:11
4
Forse intendevi che in Thailandia è bella - sinceramente trovo più eccitante un ratto di quest'auto.
Ritratto di Moreno1999
18 febbraio 2014 - 17:12
4
Forse intendevi che in Thailandia è bella - sinceramente trovo più eccitante un ratto di quest'auto.
Ritratto di Flavio Pancione
16 febbraio 2014 - 23:56
7
sembra essere una scusante. Non ha certo chissà che doti purtroppo, a quel prezzo, se guardiamo i listini c'è di meglio..
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