PROVATE PER VOI

Suzuki Kizashi: fa l’aggressiva però è tranquilla

Prova pubblicata su alVolante di
aprile 2014

Listino prezzi Suzuki Kizashi non disponibile

  • Prezzo (al momento del test)

    € 31.100
  • Consumo medio rilevato

    10,4 km/l
  • Emissioni di CO2

    191 grammi/km
  • Euro

    5
Suzuki Kizashi
Suzuki Kizashi 2.4 CVT Sport 4WD
L'AUTO IN SINTESI

Pur grintosa nell’aspetto e mossa da un quattro cilindri a benzina da 178 CV, più che per le prestazioni la Suzuki Kizashi convince per il comfort. La tenuta di strada è favorita dalla trazione integrale inseribile, ma il cambio a variazione continua non è adatto alla guida sportiva. Gli interni sono spaziosi anche dietro, ma non tutte le plastiche dei rivestimenti sono morbide: a giustificare il prezzo di listino è più che altro la dotazione, che comprende pure i sedili in pelle e i fari allo xeno.

Posizione di guida
4
Average: 4 (1 vote)
Cruscotto
4
Average: 4 (1 vote)
Visibilità
3
Average: 3 (1 vote)
Comfort
4
Average: 4 (1 vote)
Motore
3
Average: 3 (1 vote)
Ripresa
4
Average: 4 (1 vote)
Cambio
2
Average: 2 (1 vote)
Frenata
3
Average: 3 (1 vote)
Sterzo
4
Average: 4 (1 vote)
Tenuta di strada
4
Average: 4 (1 vote)
Dotazione
4
Average: 4 (1 vote)
Qualità/prezzo
3
Average: 3 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
Generosa anche nel comfort
È una berlina dalle forme grintose, equipaggiata con un 2.4 a benzina da 178 CV abbinato a un cambio automatico CVT e alla trazione integrale inseribile. Nonostante la potenza elevata (e i consumi “pesanti”) non ha prestazioni sportive, mentre lo sono le qualità di guida. E senza far rinunciare al comfort. A differenza della maggior parte delle rivali non può essere arricchita con dispositivi di sicurezza di ultima generazione, ma vanta una dotazione di serie particolarmente ricca.
 
 
Le dimensioni importanti (465 cm di lunghezza) della Suzuki Kizashi sono dissimulate da linee filanti e dettagli grintosi: i cerchi in lega di 18 pollici sono di serie come le sporgenti minigonne sottoporta, e nella coda spiccano lo spoiler integrato nel cofano (che ingloba la terza luce di stop, a led) e i terminali di scarico di forma schiacciata. Riuscito pure il frontale, con mascherina nera, elaborati i fari allo xeno e le cornici cromate per i fendinebbia.
 
La CVT 4WD ha la trazione integrale inseribile e il cambio automatico a variazione continua, abbinati all’unico motore disponibile (volendo, anche con impianto a Gpl): un quattro cilindri 2.4 a benzina capace di 178 CV. Nonostante questo “biglietto da visita”, la Suzuki Kizashi si fa apprezzare non tanto per le prestazioni quanto per il comfort: dolce e silenziosa, è equipaggiata di sospensioni efficaci anche sullo sconnesso.
 
Le qualità di guida della Suzuki Kizashi sono notevoli, favorite da uno sterzo rigoroso e da una tenuta di strada che – col contributo della trazione 4x4 inseribile – non riserva sorprese nemmeno sui fondi viscidi. I consumi, tuttavia, sono elevati in tutte le condizioni. Inoltre, a differenza di quanto accade nel caso di vetture simili, non sono disponibili dispositivi di sicurezza di ultima generazione (come per esempio il monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori).
 
Per il resto, comunque, la dotazione della Suzuki Kizashi è davvero completa e contribuisce a giustificare il prezzo più di quanto facciano i contenuti strettamente tecnici: oltre al “clima” automatico include i fari allo xeno, i sedili in pelle, gli utili sensori di parcheggio anteriori e posteriori e, addirittura, il tetto apribile. Di fatto, rimangono da pagare a parte il navigatore, la vernice metallizzata e le barre sul tetto (davvero rare nelle berline).
VITA A BORDO
4
Average: 4 (1 vote)
Lusso classico e niente vezzi
Lo stile della plancia, della consolle e della strumentazione è classico, e altrettanto dicasi della collocazione dei comandi, per la maggior parte individuabili e raggiungibili con facilità; alcune plastiche sono rigide, ma ad alzare il tono dell’ambiente ci sono i raffinati rivestimenti in pelle. L’abitabilità è adeguata a una berlina da famiglia: non si sta scomodi nemmeno sul divano. Non tanto regolare ma piuttosto capace il bagagliaio, peraltro espandibile reclinando lo schienale suddiviso in due parti e provvisto di botola per gli sci.
 
 
Plancia e comandi
Lo stile di plancia e consolle della Suzuki Kizashi non è particolarmente ricercato, anche per via delle molte superfici in plastica rigida (ma gli assemblaggi sono curati) e del look datato degli schermi digitali (incluso quello del “clima” automatico bizona). L’insieme, comunque, non difetta di eleganza, e nemmeno ci si può lamentare della disposizione dei comandi (a eccezione del tasto per inserire la trazione integrale, un po’ nascosto come lo sono quelli a sinistra nella plancia). Classicheggiante pure il cruscotto, facile da consultare e completo di termometro del liquido di raffreddamento.
 
Abitabilità
Quattro adulti, anche di statura elevata, vengono ospitati come si deve nella Suzuki Kizashi, e il divano è sufficientemente comodo anche per tre persone sebbene la seduta centrale sia peggio imbottita di quelle ai lati (e pure piuttosto rialzata). Di qualità, ma anche un po’ caldi d’estate nonostante siano traforati nella parte centrale delle sedute, i rivestimenti in pelle scura. Le accoglienti e generosamente sagomate poltrone anteriori sono riscaldabili elettricamente e, per il lato guida, è prevista la comoda regolazione motorizzata tramite una pulsantiera comodamente raggiungibile sul lato sinistro. Molti i vani portaoggetti, uno dei quali ricavato nel tunnel accanto alla leva del freno a mano.
 
Bagagliaio
I 461 litri di capacità del baule sono adeguati alla tipologia e alle dimensioni della Suzuki Kizashi, anche se la sfruttabilità del vano è condizionata negativamente dall’ingombro delle sospensioni. Lo schienale, suddiviso in due parti e provvisto di botola passante per stivare gli sci, può essere reclinato per aumentare il volume utile fino a 880 litri e la profondità fino a 196 cm. Abbastanza ampia l’imboccatura, che nella parte verso la soglia (la più stretta) raggiunge i 102 cm di larghezza.
COME VA
3
Average: 3 (1 vote)
Più che sportiva, comoda e sicura
Il cambio a variazione continua è fluido e rende piacevole la guida in città, ma non è in grado di offrire quella prontezza di risposta che ci si attende nella guida sportiva. Questo nulla toglie alle qualità dello sterzo – solido e preciso anche in velocità – e dell’assetto, che garantisce agilità elevata e una tenuta di strada inappuntabile (sui fondi viscidi è d’aiuto la trazione integrale). Le sospensioni digeriscono bene lo sconnesso e, complice l’insonorizzazione curata, la marcia è confortevole pure ad andatura autostradale. Anche se non proibitivi, i consumi del 2.4 a benzina sono mediamente alti.
 
 
In città
Nel traffico intenso e nella marcia a singhiozzo il cambio CVT, dalla risposta dolce e fluida, è un valido alleato per ridurre lo stress della guida; ma ciò non toglie che in molti frangenti uno sprint più incisivo non guasterebbe. Considerate le dimensioni della Suzuki Kizashi la maneggevolezza non è male, ma lo sterzo che tende a indurirsi nelle rotazioni rapide può infastidire. Non preoccupano nemmeno le manovre (i sensori di distanza, di serie davanti e dietro, ovviano alla scarsa visuale offerta dal lunotto) e, a dispetto dei cerchi di 18”, il comfort è sorprendentemente buono anche sullo sconnesso. “Pesante” il consumo: abbiamo rilevato soltanto 8,6 km/l.
 
Fuori città
Chi cerca soprattutto comfort è sull’auto giusta, dato che la Suzuki Kizashi si muove fluida e piacevolmente silenziosa; i consumi, però, rimangono sempre su livelli elevati. Chi ama la guida sportiva potrà apprezzare pure la precisione dello sterzo, le notevoli caratteristiche di aderenza (inserendo la trazione 4x4, anche su fondi sdrucciolevoli) e la sempre rassicurante stabilità, ma quando si alza il ritmo l’accoppiata motore-cambio non è in grado di garantire la necessaria prontezza di risposta. Per aumentare un po’ il piacere di guida si può, comunque, passare alla selezione manuale di sei rapporti “virtuali” tramite le palette al volante.
 
In autostrada
Una volta raggiunta la velocità di crociera il motore della Suzuki Kizashi – che a causa del cambio CVT tende a salire parecchio di regime in accelerazione, un po’ come accade negli scooter – lavora in silenzio. Altrettanto efficace è l’isolamento acustico rispetto all’aria che scivola sulla carrozzeria e al rumore di rotolamento delle gomme: i chilometri scorrono piacevolmente. Inappuntabili la stabilità e la precisione nei lunghi curvoni percorsi in appoggio, così come soddisfa la potenza dell’impianto frenante (che, tuttavia, non eccelle per resistenza). Il cambio a variazione continua favorisce le riprese dopo i rallentamenti e in questo frangente non appare penalizzante per i consumi (11,2 km/l rappresentano un risultato accettabile).
QUANTO È SICURA
4
Average: 4 (1 vote)
Xeno sì, “aiuti” alla guida no
Ancorché non integrabile con dispositivi di ausilio alla guida di ultima generazione – che le rivali offrono quantomeno a pagamento – la dotazione di serie comprende tutto l’indispensabile, compreso l’airbag dedicato alle ginocchia del guidatore e i fari allo xeno. La Suzuki Kizashi deve ancora essere sottoposta ai crash test EuroNcap.
 
 
La Suzuki Kizashi non è ancora stata esaminata dall’EuroNcap, perciò un giudizio sul suo grado di sicurezza può essere espresso limitatamente alla dotazione. Che, per inciso, non prevede possibilità di implementazione con aiuti elettronici di ultima generazione, come la frenata automatica oppure l’avviso di involontario cambio di corsia (che la maggior parte delle rivali, ormai, offre almeno a pagamento). Vero è, comunque, che di serie c’è più dell’indispensabile, a cominciare dai controlli elettronici di trazione e stabilità per finire a un complesso di airbag che comprende, oltre agli elementi a tendina estesi a riparare anche la testa dei passeggeri posteriori, il “cuscino” dedicato alle ginocchia del guidatore. Non mancano gli attacchi Isofix per i seggiolini dedicati al trasporto dei bimbi, i fendinebbia, il cruise control e neppure i fari allo xeno.
NE VALE LA PENA?
3
Average: 3 (1 vote)
Per chi apprezza il “tutto incluso”
Ben rifinita salvo che per qualche plastica rigida, offre spazio adeguato a passeggeri e bagagli ed è davvero confortevole. Bene anche le qualità dinamiche, valorizzate pure dalla trazione integrale, ma il 2.4 a benzina abbinato al cambio a variazione continua non ha la grinta che i suoi 178 CV lascerebbero immaginare, e nemmeno si scopre particolarmente parco. La dotazione di accessori è generosa in rapporto al prezzo, ma le possibilità di personalizzazione sono scarse.
 
 
Anche se sportiveggiante nell’aspetto, la Suzuki Kizashi è una berlina di impostazione classica, che offre un abitacolo accogliente e un bagagliaio all’altezza della situazione. A livello di finiture non è ricercata come alcune rivali (anche per “colpa” di alcune plastiche rigide) né vanta gadget all’ultimo grido, ma ciò non toglie che sia costruita con cura e neppure faccia mancare qualche lusso, a cominciare dai rivestimenti in pelle dei sedili. Notevoli le qualità stradali, assicurate da un assetto ben congegnato (le sospensioni rappresentano un valido compromesso fra comfort e agilità), dal notevole appoggio offerto dalle gomme 235/45 installate sugli scenografici cerchi in lega di 18” e da uno sterzo puntuale e ben calibrato (sebbene incline a indurirsi se girato rapidamente). Quanto al 2.4 a benzina, a dispetto della cavalleria abbondante non tira mai fuori gli artigli: un carattere che dipende un po’ anche dall’abbinamento con il cambio automatico a variazione continua, tanto dolce e “confortevole” quanto poco versato alla guida sportiva. In rapporto al prezzo la dotazione di serie – che comprende anche i fari allo xeno – è certamente generosa; tuttavia, con gli accessori c’è poco da sbizzarrirsi: gli ultimi ritrovati della tecnologia (inclusi gli “aiuti” elettronici alla guida) non sono disponibili e da pagare a parte restano soltanto il navigatore e la vernice metallizzata. Per tenere sotto controllo i costi di gestione vale la pena di prendere in considerazione la versione con impianto a Gpl, mentre per risparmiare all’acquisto c’è la 2WD con cambio manuale a sei marce e trazione soltanto sulle ruote davanti.
PERCHÉ SÌ
Comfort
Nonostante le ruote di 18” con gommatura sportiva, le buche si sentono poco: le sospensioni fanno davvero un buon lavoro. Curata l’insonorizzazione, anche nei confronti dei fruscii aerodinamici.
 
Dotazione 
Considerato il tipo di auto, il prezzo è allettante e comprende pure accessori che di solito sono a pagamento, come i sedili in pelle riscaldabili con regolazione elettrica dal lato guida, il tetto apribile e i fari allo xeno.
 
Stabilità
La Kizashi non è una berlina pensata per la guida sportiva, eppure è davvero “ben piantata” a terra: non si scompone nemmeno se si esagera con la velocità in curva e, al limite, ha reazioni progressive e gestibili con facilità.
 
Trazione 4x4
La trazione integrale di tipo inseribile (una soluzione non certo diffusa nelle vetture di questo tipo) fa la differenza sui fondi viscidi ed è una preziosa alleata di chi si reca spesso in montagna.
PERCHÉ NO
Accelerazione
Non fatevi ingannare dalle linee grintose della carrozzeria e dai 178 CV: allo sprint la Kizashi è meno efficace di quel che sarebbe lecito attendersi (e il cambio a variazione continua è tutto fuorché sportivo).
 
Aiuti alla guida
Ormai quasi tutte le vetture di questa categoria possono avere (magari a pagamento) sistemi di sicurezza che qui non sono previsti, come l’assistenza al mantenimento della propria corsia di marcia o la frenata automatica.
 
Cambio
La trasmissione a variazione continua di rapporto origina il cosiddetto “effetto-scooter”: in accelerazione il regime del motore sale parecchio in rapporto all’incremento della velocità. Passando alla modalità manuale va un po’ meglio. 
 
Consumi
I 10,4 km/l di media rilevata non sono un risultato da buttar via (almeno in rapporto al tipo di auto e alla meccanica). Ma il rendimento delle rivali turbodiesel è ben lontano, e a ragione la Suzuki ha predisposto una variante con impianto a Gpl.
SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 2393
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 131 (178)/6500
Coppia max Nm/giri 230/4000
Emissione di CO2 grammi/km 191
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 8 (Cvt) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 465/182/147
Passo cm 270
Peso in ordine di marcia kg 1530
Capacità bagagliaio litri 461/n.d.
Pneumatici (di serie) 235/45 R18

 

I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in D a 6100 giri   208,4 km/h 205 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 9,9   8,8 secondi
0-400 metri 17,2 135,2 km/h non dichiarata
0-1000 metri 31 171,9 km/h  
       
RIPRESA IN D Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h 28,7 171,7 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h 27,3 172,7 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h 3,1 191,8 km/h  
da 80 a 120 km/h 6,6   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   8,6 km/litro 8,8 km/litro
Fuori città   12,8 km/litro 15,2 km/litro
In autostrada   11,2 km/litro non dichiarato
Medio   10,4 km/litro 12,0 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   37,2 metri non dichiarata
da 130 km/h   65 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   135 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,6 metri 10,6

 

 

Suzuki Kizashi
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I VOTI DEGLI UTENTI
17
38
19
20
12
VOTO MEDIO
3,3
3.26415
106
Aggiungi un commento
Ritratto di Ivan92
23 settembre 2014 - 15:48
6
Non convince per nulla, l'estetica è forse la parte più riuscita, il motore invece delude completamente. 178 cv non sono pochi ma se poi le prestazioni e consumi sono quelli allora non ha senso comprarla. Tanto vale puntare su un auto a gasolio con prestazioni migliori e prezzo inferiore. L'unico punto a favore della Kizashi è la trazione 4x4 però nel complesso è bocciata.
Ritratto di Flavio Pancione
24 settembre 2014 - 11:18
7
macchina ( che è comunque carina ) con questo motore a qualunque diesel moderno decisamente più prestante e che consuma meno? Non la prenderei neanche se dovessi fare 10 km al giorno.. Consuma probabilmente più della Thesis 2.0 turbo benzina di mio padre da 1800 kg o la C230 kompressor.. mi dispiace quest'auto la boccio, altro che snobbare auto simil-Thema che tanto si criticano..
Ritratto di Ivan92
24 settembre 2014 - 16:33
6
Non sono d'accordo, uno che sceglierebbe un 2.4 da 178 cv probabilmente da quel motore si aspetta anche delle "buone" prestazioni, mentre le prestazioni di quest' auto sono paragonabili ai moderni diesel con 40 cv in meno con la differenza che questo 2.4 non riesce a fare più di 12.8 km con un litro nemmeno viaggiando a 90 km/h mentre un motore diesel con 140 cv a quell'andatura supera facilmente i 20 km con un litro. Se nell' articolo si fosse parlato del 2.0 della GT86 o del 2.8 FSI dell'Audi e motori simili sarei d'accordo perchè quella clientela ha un idea chiara di cosa sta cercando. Mentre il 2.4 di questa Suzuki non ha nessun pregio e a quel prezzo nemmeno un vantaggio economico. Poi il diesel è un esempio per avere prestazioni migliori e consumi decisamente più contenuti, se poi si cerca un auto benzina con un prezzo simile e un motore più prestazionale le alternative diventano così tante da rendere questa Suzuki una scelta davvero insensata.
Ritratto di Ivan92
24 settembre 2014 - 18:18
6
Sono d'accordo, anche per le alternative, un motore turbo benzina con una cavalleria simile (e un buon cambio) è una scelta decisamente migliore a questo 2.4 sia prestazionalmente che di consumi a pari andatura.
Ritratto di Moreno1999
23 settembre 2014 - 17:03
4
Punti a sfavore: mancanza di un propulsore diesel, prezzo neanche troppo basso, linea anonima specialmente al posteriore, presenza sugli altri mercati europei da almeno due anni (si vede un po' tutta la mancanza di modernità), finiture non eccellenti per essere su una vettura direi tra il segmento C e quello D, consumi alti, cambio evidentemente non perfetto (secondo alVolante). Punti a favore: trazione 4x4, dotazione, affidabilità che penso sia buona come per tutte le giapponesi. Tirando le somme non la comprerei mai, preferisco auto del calibro di Insignia e Mazda6 per il segmento D ma praticamente a pari prezzo, oppure la nuova Mondeo, anche la Octavia penso sia più conveniente di questa. Tra il rimandata e bocciata, la ho votata 2.
Ritratto di Moreno1999
23 settembre 2014 - 17:09
4
Dimentico: la ho vista e toccata. Gli interni non hanno plastiche nè belle o morbide come quelle VAG/Opel/PSA ad esempio, nè solide e durature come quelle Toyota, nemmeno una via di mezzo come quelle Honda e Mazda. Simili alle Renault al tatto e sembravano sottiline.
Ritratto di M93
23 settembre 2014 - 18:03
Ciao Moreno, concordo con la tua opinione, nel suo segmento è una mosca bianca, e poco appetibili per i da te citati motivi: c'è di meglio di sicuro. Ma ritengo che se fosse stata equipaggiata con un propulsore a gasolio adeguato, avrebbe avuto molte più possibilità sul nostro difficile ed esigente mercato. Si tratta anche di una vettura che ha debuttato nel 2009, e che è arrivata in europa solo nel 2013, senza aggiornamenti o migliorie. L'anno scorso, in occasione del suo lancio in Italia, ho fatto un salto in una concessionaria delle mia zona per vederla da vicino e, per ciò che concerne il discorso interni/finiture ho avuto più o meno le tue stesse impressioni: tanta sostanza e poca apparenza (anche nelle forme), con plastiche solo discrete ma ben assemblate, comunque lontane dalle concorrenti, nipponiche e non.
Ritratto di Moreno1999
23 settembre 2014 - 20:06
4
Io invece la avevo vista a Ginevra nel 2013 (se non ricordo male anche nel 2012 in quanto in Svizzera è uscita prima che da noi). Penso che con un turbodiesel avrebbe migliorato le vendite senza dubbio, parlo di numeri (penso) comunque non eclatanti.
Ritratto di M93
23 settembre 2014 - 20:34
Esatto, in Svizzera era presente dal 2012: è stato il primo paese in europa in cui la Kizashi ha debuttato. Nel paese elvetico vide di una buona diffusione, grazie alla presenza di trazione integrale e cambio automatico, due elementi molto apprezzati in quel mercato: ho avuto modo di vederne qualcuna dura te la mia ultima visita a Lugano. In Italia, come ti dicevo, solo in una concessionaria della mia zona.
Ritratto di Moreno1999
23 settembre 2014 - 20:53
4
Si in Svizzera ne avevamo una davanti alla dogana quando abbiamo preso la vignetta (la suzuki era targata berna)
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