BRILLA LA STELLA - Conferma Mercedes, ma con Nico Rosberg (foto qui sopra), non con il pole-man Hamilton, fuori fin dal 4° giro. Ritirato subito (al 5° giro) anche Vettel. Secondo posto per Ricciardo (foto qui sotto), sull’altra Red Bull, e sorprendente terzo posto per il debuttante danese Magnussen su McLaren-Mercedes. Il quadro generale mostra una supremazia delle monoposto motorizzate Mercedes, ma con la Red Bull-Renault che comunque ha conquistato il secondo posto, lasciando così aperto il giudizio.
VALORI VICINI - Da notare la smentita alle previsioni più pessimistiche. A essere classificati sono stati 14 piloti su 22, con due usciti per incidente; dunque non una strage come qualcuno aveva pronosticato. Inoltre è da sottolineare che per trovare il primo doppiato occorre arrivare alla 12esima posizione, segno che le prestazioni per il momento sono abbastanza vicine.
ROSSA LONTANA - La Ferrari ha confermato quello che aveva fatto vedere nelle qualificazioni: Fernando Alonso (foto più sotto) è finito quinto e Raikkonen ottavo. Il finlandese è stato però vittima di un incidente al primo giro (è stato toccato da Kobayashi e ha dovuto fare una sosta ai box in più rispetto agli avversari). Si direbbe dunque che per il Cavallino il campionato inizi in salita.
TOP DRIVER OUT - Il dato saliente comunque restano i problemi che hanno fermato quasi nello stesso momento la Mercedes di Hamilton e la Red Bull di Vettel, che dopo aver mancato le qualifiche, già dalla griglia di partenza del gran premio ha lamentato possibilità di guai, poi effettivamente arrivati costringendolo a fermarsi. Poco dopo il team ha comunicato che la causa del ritiro sono stati “problemi di motore”.
VERIFICHE DA FARE - Problemi da fermare le monoposto ce ne sono sempre stati, e dunque occorre attendere almeno un paio di gare per vedere se gli episodi di Vettel e Hamilton sono stati una coincidenza sfortunata o se invece la questione è più complessa e difficile. Certo è che almeno l’accoppiata Red Bull-Renault aveva abituato a una efficienza eccezionale, per cui è quasi inevitabile pensare quanto meno che la messa a punto della nuova monoposto sia delicata.
POCO SHOW - Quanto alla cronaca, occorre dire che la gara non ha riservato grande spettacolo. La dicono lunga i soli 8 sorpassi contabilizzati dagli statistici e il fatto che l’ordine dei primi classificati si sia determinato molto presto: già al 15esimo giro (e Rosberg è rimasto in testa dall’inizio alla fine).
NUOVI PROTAGONISTI - In conclusione, si può dire che dal primo gran premio della stagione è uscito - oltre al probabile ordine dei valori per l’unità di potenza-motore - che l’alea della messa a punto può creare sorprese (ed era prevedibile viste le novità tecniche); che Ricciardo è stato un buon acquisto per la Red Bull; che Magnussen è probabilmente la rivelazione della stagione; buona tempra l’ha mostrata l’altro finlandese Valtteri Bottas che ha lottato a lungo ed è finito sesto nonostante abbia sbattuto contro il muretto perdendo una ruota: è rientrato ai box su tre ruote, ed è potuto ripartire in buona posizione grazie all’ingresso in pista della Safety car. Da lì ha iniziato una gara di rimonta di notevole valore.
SECONDO GP IL 30 MARZO - Ora l'appuntamento è tra due settimane in Malesia.
GP d’Australia 2014, la classifica
Come avessero voluto rimediare allo scarso spettacolo della gara, i commissari tecnici del Gran Premio d’Australia hanno provveduto a creare un colpo di scena a ruote ferme: il secondo classificato Ricciardo, su Red Bull, è stato squalificato per anomalie tecniche riscontrate al suo sistema di alimentazione del motore a benzina. In particolare pare che sulla Red Bull di Ricciardo siano state rilevate anomalie nel dispositivo che deve regolare l’afflusso di benzina in maniera da limitare il consumo a 100 chili l’ora. Sicuro il ricorso del team Red Bull, ma per ora il pilota australiano ha perso il suo secondo posto, e la classifica vede guadagnare una posizione tutti i piloti dal terzo posto in giù. Il debuttante Magnussen su Mc Laren-Mercedes è perciò secondo, Jenson Button su McLaren-Mercedes è terzo e Fernando Alonso, su Ferrari, è quarto.