Libere di venerdì 5 giugno
Qualifiche di sabato 6 giugno
Gara di domenica 7 giugno
La Formula 1 si prepara a uno degli appuntamenti più iconici dell’intero calendario iridato. Il Gran Premio di Monaco 2026 è molto più di una gara: è un evento mondano e sportivo, che da decenni riunisce nel salotto buono del Principato piloti, team e appassionati provenienti da tutto il mondo.
La Mercedes ha dominato i primi appuntamenti della stagione, ma le ultime gare hanno evidenziato un progressivo riequilibrio delle forze. La McLaren, forte degli aggiornamenti aerodinamici debuttati a Miami, era riuscita ad avvicinarsi alla vettura di Brackley, salvo poi compromettere la propria gara in Canada con una scelta delle gomme rivelatasi scellerata per entrambi i piloti.

La Ferrari, dopo aver introdotto a Miami un corposo pacchetto di novità tecniche tra cui la cosiddetta ala macarena, cerca continuità di risultati: Hamilton ha centrato un ottimo secondo posto in Canada, mentre Leclerc, fresco di rinnovo contrattuale con la scuderia di Maranello, si presenta a Monaco davanti al proprio pubblico con la voglia di conquistare quella vittoria che manca da troppo tempo.
In testa al Mondiale Piloti c’è Kimi Antonelli (Mercedes), protagonista di una stagione fin qui impeccabile e vincitore delle ultime quattro gare.
Il Circuit de Monaco si snoda tra le strade cittadine del Principato e misura 3,337 chilometri articolati in 19 curve, alcune delle quali caratterizzate da angoli estremamente stretti. La carreggiata è quasi priva di vie di fuga ed è costeggiata per l’intero perimetro da barriere di protezione che i piloti sfiorano continuamente alla ricerca della traiettoria ideale. La velocità media è la più bassa dell’intero Mondiale: al tornantino del Loews, la curva più lenta del calendario, le vetture scendono fino a circa 50-55 km/h in prima marcia. I sorpassi in gara sono rari, il che rende le qualifiche determinanti per l’economia del fine settimana.
La preparazione di una monoposto per Monaco fa storia a sé: l'asfalto è fortemente sconnesso, il carico aerodinamico è massimo, i freni sollecitati come in poche altre circostanze. Sorpassare è arduo, i guard-rail sono vicinissimi e in caso di pioggia la corsa diventa una lotteria: come nel 1984, quando proprio qui cominciò a splendere la stella di Ayrton Senna, magnifico secondo al traguardo.

La Pirelli ha selezionato per Monaco le tre mescole più morbide della gamma: C3 (Hard), C4 (Medium) e C5 (Soft), per garantire la massima aderenza su un asfalto particolarmente liscio, riasfaltato quest’anno in alcuni tratti chiave. Dal punto di vista strategico si torna al format classico con una sola sosta obbligatoria: l’anno scorso la FIA aveva introdotto in via sperimentale l’obbligo di tre set diversi di pneumatici, norma poi abbandonata. A influenzare le strategie saranno soprattutto le safety car e le bandiere rosse, tradizionalmente frequenti su un tracciato dove qualsiasi contatto con le barriere può interrompere la corsa.











