Lando Norris si aggiudica il Gran Premio d’Ungheria 2026 precedendo Max Verstappen e Kimi Antonelli. Per la Ferrari giornata da dimenticare, con Leclerc quarto e Hamilton quinto (penalizzato di 5” per eccesso di velocità in pit lane). Un brusco ritorno alla realtà dopo i buoni riscontri di Gran Bretagna e Belgio. Peccato perché le premesse erano ben altre, con le specifiche del tracciato che si addicevano alle rosse.
Allo spegnimento dei semafori è Piastri a scattare meglio e a prendere il comando su Norris, Verstappen, Hamilton e Leclerc. Il monegasco si fa sorprendere e viene subito superato da Verstappen; ancora peggio va a Russell, travolto da diverse vetture e scivolato fino alla 17ª posizione. Le due Ferrari partono con gomma soft, il resto del gruppo con la media.

Nei primi giri Hamilton prova ad attaccare Verstappen per la terza piazza, ma l’olandese chiude ogni varco. Davanti, le McLaren di Piastri e Norris scappano. Il primo pit stop è di Hamilton al giro 14, che rientra nono e supera subito Lawson; un giro dopo tocca a Verstappen, che si ritrova alle spalle dell’inglese. Al giro 16 arriva la giocata più bella della gara: Verstappen sfrutta il doppiaggio di Lawson per infilare Hamilton, cogliendolo completamente di sorpresa. Piastri, nel frattempo, rinuncia alla sua sosta perché la pit lane è rallentata da Bottas. Ne approfitta Antonelli, che senza essersi ancora fermato costruisce un vantaggio di circa 12” sulle McLaren. A pit stop ultimati, al giro 24 comanda Piastri su Norris (1”), Verstappen (3”7), Hamilton, Leclerc, Antonelli e Russell settimo.

Per una decina di giri la gara si trasforma in un testa a testa serrato tra le due McLaren, sempre divise da meno di un secondo: Norris tenta più volte l’attacco senza trovare lo spazio e al giro 29 sbaglia traiettoria, perdendo la scia di Piastri. Russell prova la strategia a una sosta sola (giro 28, rientro nono davanti a Lawson), mentre Hamilton si ferma una seconda volta al giro 31, rientra settimo dietro Hadjar e lo supera il giro dopo, risalendo sesto. Al giro 33 Piastri guida con 7 decimi su Norris, Verstappen terzo a 3”7 e Leclerc quarto a 8”.

Piastri effettua il secondo pit stop al giro 34 e rientra comunque davanti a Hamilton. Leclerc, dopo essersi difeso da un ottimo Antonelli, si ferma a sua volta al giro 37 e rientra settimo dietro Hadjar. Al giro 38 Norris è primo su Verstappen e Antonelli, tutti ancora a una sola sosta. Norris resiste fino al giro 40, quando si ferma per la seconda volta e rientra comunque davanti a Piastri: il comando passa così a Verstappen, che completerà a sua volta la seconda sosta al giro 42 rientrando davanti a un Leclerc pronto ad attaccarlo.
Al giro 43 è invece Antonelli, fermo una sola volta, a trovarsi in testa davanti a Norris e Piastri, con Hamilton, Verstappen e Leclerc alle spalle. La sosta in meno però si paga: con gomme più fresche Norris rimonta rapidamente sull'italiano, lo raggiunge al giro 45 e lo supera al 46, involandosi verso il comando con quasi 8” su Piastri e 11” su Hamilton già al giro 47. Il vantaggio su Antonelli, atteso alla seconda sosta, sale a 4” al giro 48 e a 5” tra il 49° e il 50° passaggio, con Norris ormai saldamente al comando.

Al giro 57 la svolta: Piastri è costretto al ritiro per un problema meccanico, con conseguente Virtual Safety Car. Norris e Hamilton ne approfittano per effettuare l’ultima sosta; Antonelli, che guadagna posizioni anche grazie alla fermata di Hamilton, sale terzo davanti al ferrarista e tiene un ritmo che sembra mettere nel mirino la seconda piazza di Verstappen. Ai commissari non sfugge invece l’eccesso di velocità di Hamilton in pit lane, punito con 5” di penalità. Al traguardo la classifica premia Norris, davanti a Verstappen e Antonelli.

















