Un Gp di Formula 1 infinito quello del Bahrain 2026, che si è disputato sul circuito malese di Sepang, caratterizzato da acquazzoni, problemi software con tanto di reset e scelte scellerate da parte di più di un team. Alla fine ad avere la meglio è stato un monumentale Max Verstappen che ha ottenuto la prima vittoria della stagione. Un successo doppiamente importante, sia per l’olandese, che, soprattutto per Red Bull, che ottiene la prima vittoria da quando si costruisce in casa il motore.
Una scalata incredibile quella del team di Milton Keynes, che ha intrapreso la strada di costruttore autonomo di motore appena un anno fa. Alle spalle di Verstappen un solido Kimi Antonelli, che pur non essendo stato mai in grado di impensierire il quattro volte campione del mondo è stato comunque competitivo. L’italiano della Mercedes allunga ancora sul compagno di squadra Russell, rimasto a secco di punti a causa di un problema di affidabilità al motore.

Chiude il podio quello che può essere nominato come la “Tigre della Malesia” un certo Lewis Hamilton che con la sua prestazione è stato in grado di annichilire anche i piloti molto più giovani. Sir Hamilton a pochi giri dal via si trovava infatti a un minuto di distanza dai migliori, a causa della scellerata scelta della Ferrari di montare gomme completamente da asciutto piuttosto che le intermedie.
Il ferrarista però non si è perso d’animo e sorpasso dopo sorpasso è riuscito a ricostruire la sua gara fino a sorpasso decisivo sulla Red Bull di Hadjar avvenuto appena dopo l’uscita dell’ultima safety car. Alle sue spalle si è piazzato Charles Leclerc, quarto con l’altra Ferrari. Male le due McLaren, con Piastri e Norris che hanno chiuso rispettivamente sesto e nono, entrambi penalizzati a causa di errori nella scelta delle gomme da utilizzare. Ottavo posto per un monumentale Fernando Alonso.

La partenza gara, che avrebbe dovuto prendere il via alle ore 9:00, è stata rinviata a causa dell’acquazzone che si è scatenato sul circuito. Fenomeni che da questa parti non sono di certo rari. Alla prima attesa se ne aggiunge una seconda: durante il giro di formazione, diverse monoposto mostrano problemi nella risposta della power unit, rendendo necessario un intervento sul software. La gara comincia alle 10.33, con la pista ancora bagnata.
Le gomme intermedie offrono subito un vantaggio. Le Ferrari scelgono invece le slick e scivolano nelle retrovie, con Hamilton che accumula circa un minuto di ritardo. Per Leclerc c’è anche un’ala anteriore da sostituire dopo un contatto con Hülkenberg. In McLaren, Piastri cambia strategia e monta le intermedie prima della partenza, mentre Norris resta sulle gomme da asciutto.

Verstappen perde terreno per un pattinamento e lascia passare Antonelli e Russell, prima di superare il britannico al sesto giro. La prima safety car, intervenuta per l’uscita di pista di Bottas, permette ai piloti di passare alle gomme da asciutto. Alla ripartenza Verstappen supera Antonelli e si porta in testa. Il pilota italiano viene scavalcato anche da Russell, ma torna secondo al giro 21. Mentre la Red Bull detta il ritmo, Hamilton recupera posizioni e si avvicina al podio.
Al giro 43 la Williams di Albon si ferma a bordo pista e provoca un nuovo intervento della safety car. Le prime due posizioni restano a Verstappen e Antonelli, ma Russell deve abbandonare la gara per un guasto alla power unit. Dopo la ripartenza Hamilton supera Hadjar e conquista il terzo posto; anche Leclerc passa il pilota della Red Bull, completando il recupero delle Ferrari. La McLaren si deve accontentare del sesto posto di Piastri e del nono di Norris.

























