TUTTO RIMANDATO A OGGI - A poco più di dieci ore dal via, del Gran Premio di
Formula 1 degli USA rimangono disputate due sole sessioni di prove libere: nella prima il migliore è stato Nico Rosberg, nella terza è stato Lewis Hamilton (Mercedes) a precedere Vettel (Ferrari), Hulkenberg (Force India), Bottas (Williams), Sainz (Toro Rosso), Kvyat (Red Bull) e Raikkonen (Ferrari). L’unica condizione in cui abbiano girato le monoposto è il bagnato, con una pioggia che definire torrenziale non è improprio.
QUALIFICHE ANNULLATE IERI - La pioggia figlia dell’uragano Patricia (ormai declassato a tempesta tropicale dopo avere perso fortunatamente gran parte della propria forza d’urto) ha tramutato la caccia alla pole di ieri in un rinvio infinito: di mezz’ora prima e successivamente di un’ora, un’ora e mezza, due e tre, fino al rompete le righe definitivo. Il tutto mentre ai box si respirava un’atmosfera più da acquafan che di tensione agonistica: il rinvio era scritto, e puntuale è avvenuto. Tutto rimandato a oggi, prove e gara: le prime avranno luogo alle 15, e la seconda alle 20 con diretta Sky Sport F1 e Rai 1.
CHE SFORTUNA NEGLI USA - Va sottolineato come il pubblico, non ammesso sulle tribune fino alle 18 ora italiana, abbia rumoreggiato: voleva vedere le monoposto scendere in pista, anche se quest’ultima era ridotta a un acquitrino. Nei corsi e ricorsi storici, la Formula 1 non sembra avere grande fortuna negli States, visto che il ricordo di Indianapolis 2005 è ancora vivo: sole sei monoposto al via, le sole gommate Bridgestone, dopo i problemi palesati dalle Michelin in qualifica (con Ralf Schumacher pesantemente a muro nell’ultima curva sopraelevata prima del via). Ma, per una volta, la rinuncia è apparsa tanto dolorosa quanto, in fin dei conti, sensata e dettata dalla sicurezza.