Libere di venerdì 27 giugno
Qualifiche e di sabato 28 giugno
Gara di domenica 29 giugno
Il Gp di Austria 2025 di Formula 1 è l’undicesimo appuntamento della stagione. E non mancano i motivi d’interesse. La McLaren punta a rafforzare la propria leadership: Oscar Piastri comanda il mondiale piloti e la scuderia di Woking guida anche la classifica costruttori. Ma Max Verstappen, che qui ha già trionfato quattro volte con la sua Red Bull, rappresenta un ostacolo concreto.

Dalla Ferrari si attende ancora qualche “guizzo” di Lewis Hamilton, vincitore una volta su questo tracciato e in cerca di riscatto dopo una prima parte di stagione decisamente opaca. Charles Leclerc sta vivendo un periodo difficile e a tratti è apparso molto frustrato. La SF-25 non è all’altezza delle aspettative e, rispetto allo scorso anno, sembra addirittura peggiorata. Solo tre i podi conquistati dalla Rossa finora, tutti firmati dal monegasco. Un bottino che non rispecchia le ambizioni iniziali della Scuderia di Maranello. E il Team Principal Frederic Vasseur è finito sul banco degli imputati.

ll vecchio circuito di Zeltweg, divenuto in passato A1-Ring, ora si chiama Red Bull Ring: ha ospitato la Formula 1 nel 1964 su un tracciato ricavato dal locale aeroporto e in seguito, a partire dal 1970, sull'attuale impianto, che pure è stato significativamente modificato da allora. Fino al 1987 è stato uno dei circuiti più veloci del Mondiale; dopo dieci anni di oblio, si è ripresentato nel 1997 con molte curve ad ampio raggio rese più spigolose per ridurre la velocità di percorrenza. Acquistato dalla Red Bull nel 2004, è stato ulteriormente riveduto e corretto: i lavori sono terminati nel 2010, tornando in calendario del Mondiale nel 2014. Ancora molto veloce, è un banco di prova impegnativo per i motori (il gas è aperto per il 65% del tempo): in passato l'Austria ha tenuto a battesimo la “prima volta” di vari piloti, da Vittorio Brambilla che vinse nel 1975 sotto l'acqua e distrusse la propria March esultando subito dopo il traguardo, fino a Elio De Angelis (Lotus, 1982) o al futuro campione del mondo Alan Jones (1977, Shadow).
Il Red Bull Ring, pur essendo piuttosto breve, prevede diversi interessanti frangenti. La prima metà premia la potenza, mentre le auto percorrono tre rettilinei separati da un paio di curve a destra in salita. Ma poi, quando i piloti scendono, il circuito si trasforma in un vero e proprio toboga, con le monoposto che costrette ad affrontare una serie di curve veloci, tra cui la curva a destra Rindt, intitolata al primo campione austriaco di F1. Tre le zone DRS: la prima nel rettilineo del traguardo, la seconda tra la curva 2 e 3, la terza tra la curva 9 e la 10.










