ROSBERG KO - Giorno di verdetti in terra russa: con la vittoria a Sochi, Lewis
Hamilton (
foto sopra) ha messo le mani sul terzo Mondial di
Formula 1 e, il secondo consecutivo. Per l’inglese è la quarantaduesima vittoria in carriera, terzo di tutti i tempi in graduatoria dietro a Michael Schumacher e Alain Prost: appaiato Sebastian
Vettel (
foto qui sotto), oggi secondo tanto in gara quanto in Campionato (con un distacco abissale: 236 punti contro i 302 di Hamilton), visto il ritiro di Nico Rosberg. Non da ultimo, la Mercedes si è aggiudicata matematicamente il titolo costruttori a quattro gare dalla fine.
PEREZ AZZECCA LA MOSSA GIUSTA - Non è stato un Gran Premio privo di emozioni, tutt’altro: al via Raikkonen è riuscito a superare Vettel e Bottas, issandosi in terza posizione dietro le Mercedes (con Rosberg in grado di mantenere la posizione di partenza); appena dietro di lui, Hulkenberg è andato in testacoda coinvolgendo Verstappen e venendo poi colpito dalla Sauber di Ericsson. Alla settima tornata, Rosberg ha alzato bandiera bianca per un guasto all’acceleratore, mentre al dodicesimo giro è toccato a Grosjean andare a muro nella curva 3. L’ingresso della safety car è stato ben sfruttato da Perez (Force India), che ha anticipato la sosta e si è prodotto in una gara concreta, con una visione di gara che poche volte il messicano ha dimostrato in carriera.
RAIKKONEN PRIMA RAMBO E POI PIERINO - Le posizioni si sono rapidamente delineate, anche perché nel valzer delle soste ai box chi ha trovato più traffico è stato Raikkonen, che ha perso terreno e si è prontamente lanciato in un duello all’arma bianca con il connazionale Bottas. Dopo quaranta giri, con tredici alla fine, la classifica recitava: Hamilton, Vettel, Perez, Ricciardo (autore di una gara all’attacco), Bottas, Raikkonen, Sainz (che ha preso il via dopo l’incidente nelle terze prove libere di ieri), Kvyat, Massa e Nasr. I fuochi d’artificio sono venuti di lì a poco: Massa ha superato Kvyat, Bottas ha fatto lo stesso con Ricciardo e si è messo in caccia di un Perez in evidente crisi di pneumatici. Sainz, nel frattempo, ha perso posizioni girandosi nella curva 13 e spargendo pezzi di carbonio in pista: un commissario li ha raccolti poco prima che sopraggiungesse un incredulo Vettel (cui, freddezza da pilota a parte, le pulsazioni saranno schizzate alle stelle per qualche istante) e Raikkonen si è issato in quinta posizione a danni di Ricciardo, costretto al ritiro di lì a poco. Infuocati gli ultimi due giri: Bottas ha avuto finalmente ragione di Perez e Raikkonen, con una bella manovra, si è infilato anch’egli, facendo perdere al messicano due posizioni in una sola tornata. Tuttavia, subito dopo, Raikkonen ha cercato un varco impossibile, centrando in pieno Bottas: costretto al ritiro il pilota Williams, obbligato a terminare con una sospensione KO l’alfiere Ferrari, risorpassato da Perez e saltato anche da Massa. Quinto al traguardo, Raikkonen si è visto affibbiare 30” dai commissari per la manovra, perdendo tre posizioni rispetto alla quinta conquistata sul traguardo.
TRA DUE SETTIMANE AD AUSTIN - I tre gradini del podio sono quindi stati occupati da Hamilton (Mercedes), Vettel (Ferrari, autore del giro più veloce) a 5”9 e Perez (Force India) a 28”9. Poi Massa (Williams), Raikkonen (Ferrari), Kvyat (Red Bull), un ottimo Nasr (Sauber), Maldonado (Lotus), Button (McLaren) e Verstappen (Toro Rosso). Sul traguardo era transitato decimo Alonso (McLaren), successivamente penalizzato di 5” per avere superato i margini del tracciato e quindi retrocesso di una posizione. Primo tra coloro che non hanno preso punti e stavolta primo anche in sense of humor, il due volte Campione del Mondo: a metà gara, a un ingegnere che lo incitava a “giocarsela alla fine con Massa”, ha risposto testuale “Apprezzo il tuo senso dell’umorismo”. Chissà cosa avrà in serbo per Austin, dove si correrà tra due settimane il Gran Premio degli Stati Uniti.