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La grande rimonta della McLaren

16 giugno 2010

Il team inglese ha dimostrato ancora una volta di saper reagire meravigliosamente dal punto di vista tecnico. In breve ha raggiunto e superato quelle che parevano imprendibili: le Red Bull. Gran merito al magico Hamilton e al prolifico Button

IL TALENTO DI HAMILTON - Il lungo inseguimento è riuscito. Il ribaltone è avvenuto. Lewis Hamilton, protagonista di un avvio di mondiale in sordina, nel quale per due volte ha dovuto assistere alla vittoria del compagno Jenson Button (Melbourne e Shanghai), con l’arrivo dell’estate è emerso con tutta la prepotenza del suo evidente talento. La punta massima l’ha raggiunta a Montreal. Una qualifica straordinaria ha interrotto il dominio dei piloti Red Bull che avevano ottenuto sette pole su sette, poi con una gara aggressiva, priva di errori, Hamilton ha portato al quarto successo stagionale la McLaren. Splendido il suo duello iniziale con Sebastian Vettel, meraviglioso il suo tentativo di intimidazione (corretto) a Fernando Alonso in corsia box, stupendo il suo attacco al tornante allo spagnolo e il successivo sorpasso. Un pilota così, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. E magari si potrebbe intonare il ritornello: meno male che Hamilton c’è. 

LA REAZIONE DELLA MCLAREN - Lui rende, spesso e volentieri, i GP più divertenti. Solo a Monaco lo abbiamo visto un po’ remissivo, ma Hamilton è un vero combattente. E, ci perdonino gli dei, il paragone con Ayrton Senna si fa sempre più  insistente. Ma con Hamilton, c’è tutta una squadra che lavora alla perfezione. La McLaren, in quello che sarebbe dovuto essere l’anno indiscusso della Red Bull è già  riuscita a conquistare quattro gare su otto, ad avere i due suoi piloti in vetta al campionato e a guidare la classifica per costruttori. La squadra diretta da Martin Whitmarsh, ma sempre sotto il vigile occhio di Ron Dennis (presente a Montreal), ha saputo recuperare il gap dalla Red Bull introducendo l’innovativo F-Duct e apportando una serie di migliorie aerodinamiche alla MP4/25 che alla lunga hanno fatto la differenza. Nessun altro team ha saputo reagire così prontamente in questi primi quattro mesi di campionato. 

BUTTON VERO NUMERO 1 - Poi, c’è Button. Due vittorie, due secondi posti, una regolarità impressionante anche se difetta in qualifica. Fino ad ora non ha mai fatto meglio del quarto tempo (Istanbul). Ma il suo apporto si sta rivelando fondamentale. È intelligente e sa essere cattivo quando serve. Come ha "fregato" Alonso nel finale è da manuale del bravo pilota. Rimane il fatto che la coppia che per prima doveva scoppiare, dopo otto GP non ha avuto il minimo segnale di attrito. Mentre i due della Red Bull si lanciano frecciatine e si buttano fuori, mentre in Ferrari uno dei due è scomparso, mentre in Mercedes fanno la macchina per aiutare il grande vecchio trascurando il ragazzo, Hamilton e Button si abbracciano, si rispettano e vanno sul podio insieme (quello del Canada nella foto in alto). Per la terza volta quest’anno. Per la gioia di Whitmarsh e, sicuramente, per la delusione dei tabloid britannici che si aspettavano un anno di fuoco. D’accordo, aspettiamo… perché se Lewis e Jenson arrivano alla fine del mondiale separati dagli attuali tre punti, allora le scintille saranno inevitabili. Ma intanto, che si godano questo momento di “serenità famigliare”.
 



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Ritratto di TheWander
17 giugno 2010 - 01:03
1
meno male che Hamilton c’è. e anche Button. la McLaren pure
Ritratto di Samovar84
17 giugno 2010 - 14:46
... che Massa non c'è. e forse anche Alonso. la Ferrari probabilmente nemmeno

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