La gara prenderà il via sabato 13 giugno alle ore 16:00 per concludersi alla stessa ora di domenica. Per chi non sarà presente in tribuna, la copertura mediatica è totale ma prevalentemente legata a piattaforme a pagamento.
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Il fine settimana più atteso dell’anno per gli amanti del motorsport è finalmente arrivato. La 24 Ore di Le Mans 2026 si presenta con numeri da capogiro: 62 auto, 182 piloti e un tracciato di 13 chilometri da ripetere per un’intera giornata tra motori urlanti, fatica e pochissimo sonno. Quello sul circuito della Sarthe è molto più di una gara; è un pellegrinaggio laico per milioni di appassionati attratti dal fascino intramontabile dell'endurance. Quest'anno, però, la vigilia è stata scossa da un vero e proprio "giallo" tecnico che ha rimescolato i valori in campo proprio dopo la bandiera a scacchi della Hyperpole.

La lotta per la partenza al palo è stata serratissima. In pista, il miglior tempo era stato fatto segnare dalla Cadillac n°38 guidata da Jack Aitken (3'22”559), capace di precedere di appena 5 millesimi la BMW n°15 di Dries Vanthoor. Tuttavia, la gioia del team americano è durata il tempo di scendere dal podio: una penalizzazione per infrazione tecnica ha portato alla cancellazione del tempo della vettura n°38, consegnando di fatto la prima storica Hyperpole alla BMW M Hybrid V8 dell'equipaggio Vanthoor-Marciello-Magnussen.
In prima fila scatterà quindi anche la Cadillac n°12 di Stevens, inizialmente terza, confermando comunque la grande velocità delle auto americane sul giro secco. In seconda fila troviamo l'Alpine n°35 di Felix Da Costa, staccata di circa un secondo dalla vetta, affiancata dalla seconda BMW (n°20).

Non è stata la sessione che i tifosi del Cavallino speravano. Le Ferrari 499P ufficiali hanno confermato le difficoltà emerse sin dai test. L'unica vettura del team ufficiale a entrare nella top 10 della Hyperpole è stata la n°51, con James Calado che ha chiuso al nono posto (diventato ottavo dopo la penalità della Cadillac), con un distacco di ben 2,5 secondi dalla pole. Ancora più indietro la n°50 di Antonio Fuoco, che partirà dalla dodicesima posizione.
Il colpo di scena più doloroso per i colori italiani è stato però l'eliminazione della Ferrari n°83 (vincitrice dell'ultima edizione) già nella prima fase di qualifica: Phil Hanson non è riuscito a superare il taglio dei primi 15, relegando la vettura gialla al 17° posto in griglia. Le Mans si preannuncia dunque una gara tutta in rimonta per le Rosse, che punteranno sulla gestione del passo gara e sull'affidabilità.
Nonostante la partenza arretrata, la Ferrari ha già dimostrato in passato che in 24 ore tutto può succedere. La sfida è lanciata: BMW e Cadillac partono davanti, ma la Sarthe non perdona nessuno.

Se le Hypercar faticano, l'Italia brilla nelle altre classi. In LMGT3, è stato un dominio tricolore: Mattia Drudi ha conquistato la sua seconda pole consecutiva a Le Mans con l’Aston Martin Vantage, precedendo di nove decimi la Ferrari n°21 di Alessio Rovera. In classe LMP2, la pole è andata al team Forestier Racing by Panis con Esteban Masson, mentre la giovanissima Doriane Pin ha impressionato nelle fasi precedenti confermando il suo talento cristallino.

