DIALOGO IN CORSO - La Fiat sta trattando con la Opel per una possibile cooperazione produttiva? A confermare l’indiscrezione è stato Karl-Friedrich Stracke, amministratore delegato della casa tedesca di proprietà della General Motors. “Dobbiamo discuterne”, ha detto il manager, intervenuto ieri al Salone dell’auto di Ginevra. “Lo sviluppo dei nuovi progetti è in mano a Steve Girsky, vicepresidente della GM, e so che Sergio Marchionne (nella foto) gli ha parlato, ma non so a che punto è la discussione”. Peccato che, neanche un giorno dopo, lo stesso numero uno del Lingotto sembri cadere dalle nuvole: “Che io sappia, non c’è nessun contatto”. Poi però precisa: “Noi parliamo con tutti e può darsi che parte della nostra struttura stia chiacchierando con loro”.
SERVE UN SOCIO - Una cosa, comunque, è certa: le manovre europee del colosso di Detroit, che si prepara a stringere un’alleanza con la PSA Peugeot-Citroën rilevandone il 7% del capitale, non costituirebbero un ostacolo a possibili collaborazioni anche per la Fiat, che già una volta è rimasta scottata per aver tentato, inutilmente, di mettere le mani sulla Opel. “Tecnicamente, potremmo fare accordi sia con la PSA sia con la GM”, ha ricordato il manager italo canadese (leggi qui per saperne di più). Ad ogni modo, la Fiat ha un disperato bisogno di un partner con cui condividere piattaforme e, soprattutto, costi per lo sviluppo di vetture medio-piccole. Specialmente nel Vecchio Continente, dove si prevede che il mercato dell’auto continuerà ad arrancare per i prossimi due anni. “A certi prezzi di produzione, in Europa si perdono soldi, e noi non lo vogliamo fare”, ha detto Marchionne, precisando però che “la crisi non è peggiore di quanto avessimo previsto”.
IPOTESI “ORIENTALE” - Intanto, Torino non smette di guardare anche all’Oriente; ovvero, alle giapponesi Mazda e Suzuki. Una possibilità, questa, che sembra piacere agli analisti finanziari. Quelli della società d’investimento Intermonte, per esempio, non hanno dubbi e, in una nota diffusa oggi, scrivono: “Accordi di partnership in Asia sarebbero positivi e sia Mazda che Suzuki rappresenterebbero alternative interessanti per la Fiat-Chrysler, che è troppo poco presente sui mercati asiatici”.
























