Per decenni è stata uno degli accessori più desiderati da chi voleva personalizzare la propria auto. C'erano le autoradio con frontalino estraibile per scoraggiare i furti, quelle con il lettore CD, i modelli con illuminazione multicolore e gli impianti più sofisticati, scelti dagli appassionati soprattutto per la qualità del suono. Oggi, però, il mercato dell'autoradio aftermarket sta attraversando una trasformazione profonda, spinta dalla diffusione degli smartphone e dalla concorrenza dei produttori cinesi.
Un segnale significativo è arrivato dalla Sony, che ha recentemente annunciato l'uscita dal mercato dei prodotti audio per auto destinati al ricambio e all'installazione successiva all'acquisto. Le ultime spedizioni sono previste entro il 31 dicembre 2026, mentre l'assistenza alla rete commerciale proseguirà nei mesi successivi. La decisione riguarda un'attività che per oltre quarant'anni ha rappresentato uno dei settori storici dell'elettronica di consumo della casa giapponese.
Non significa che le autoradio siano destinate a scomparire, né che Sony abbia abbandonato ogni attività legata all'elettronica per automobili. È però il segno di un mercato in cui i prodotti tradizionali, soprattutto quelli concepiti principalmente per ascoltare la radio o riprodurre musica, devono confrontarsi con esigenze molto diverse rispetto al passato.


A guadagnare spazio sono soprattutto i sistemi multimediali realizzati da aziende cinesi, spesso venduti attraverso piattaforme di commercio elettronico e proposti in numerose configurazioni. Il loro punto di forza è la possibilità di offrire schermi di grandi dimensioni, connessione a Internet, navigazione e accesso alle applicazioni, con prezzi che possono risultare competitivi rispetto a quelli dei prodotti dei marchi più conosciuti.
Non si tratta soltanto di sostituire una vecchia autoradio con un modello più moderno. La nuova generazione di dispositivi punta a trasformare l'esperienza a bordo, portando sulle vetture meno recenti funzioni che oggi sono diventate comuni nelle auto nuove: mappe aggiornate, servizi di streaming musicale, assistenti vocali e interfacce simili a quelle di uno smartphone.
Il sistema operativo Android, in particolare, consente di eseguire applicazioni direttamente sull'unità multimediale, a seconda della versione installata e delle caratteristiche del dispositivo. Non bisogna però confondere questa soluzione con Android Auto, che proietta sul display dell'auto un'interfaccia pensata per utilizzare alcune funzioni dello smartphone in modo più adatto alla guida. I due sistemi possono anche convivere nello stesso apparecchio, ma non sono la stessa cosa.
La novità più interessante è rappresentata dalle cosiddette autoradio custom fit, espressione inglese che indica dispositivi progettati per adattarsi a uno specifico modello di automobile. A differenza delle tradizionali unità universali, che richiedono spesso mascherine e adattatori per essere montate nel cruscotto, questi sistemi sono sviluppati per riprendere forme, dimensioni e impostazione della plancia originale.
La gamma è molto ampia: esistono unità dedicate a numerose vetture di marchi europei, giapponesi e coreani, anche con diversi anni sulle spalle. A seconda dell'auto, il dispositivo può sostituire l'autoradio originale oppure una porzione più estesa della console centrale, con uno schermo che può arrivare a occupare una superficie molto maggiore rispetto al display di serie.
Il risultato è un abitacolo che, almeno dal punto di vista dell'infotainment, può apparire più moderno senza dover cambiare automobile. In molti casi, infatti, la meccanica è ancora in buone condizioni, ma il sistema multimediale è diventato uno degli elementi che fanno percepire maggiormente l'età della vettura: schermi piccoli, mappe non più aggiornate, assenza di collegamento con lo smartphone e comandi poco intuitivi possono far sembrare superata un'auto che, per il resto, è ancora perfettamente utilizzabile.

I sistemi custom fit cercano di risolvere proprio questo problema. Oltre al display più grande, possono offrire navigazione tramite applicazioni, riproduzione di contenuti online, comandi vocali e compatibilità con le funzioni di mirroring dello smartphone. Alcuni prodotti permettono anche di conservare i comandi al volante e di collegarsi alla telecamera posteriore originale, purché siano disponibili gli adattatori e le interfacce necessari.
Il vantaggio è evidente soprattutto sulle auto prodotte prima della diffusione generalizzata di Apple CarPlay e Android Auto. Con una spesa inferiore a quella necessaria per acquistare una vettura più recente, il proprietario può aggiornare una parte importante dell'esperienza a bordo, senza rinunciare all'auto che già possiede.
Non è, tuttavia, una soluzione universale. La compatibilità dipende dal modello, dall'anno di produzione e dall'allestimento: alcune vetture utilizzano impianti integrati con altre funzioni del veicolo e richiedono interfacce specifiche per conservare correttamente i comandi originali. Prima dell'acquisto è quindi importante verificare con attenzione la compatibilità del prodotto e il costo dell'eventuale installazione.
La crescente presenza di prodotti cinesi rende più facile trovare dispositivi con schermi ampi e numerose funzioni a prezzi accessibili. Ma tra un modello e l'altro possono esserci differenze rilevanti in termini di fluidità del sistema, qualità del display, ricezione radio, resa audio, aggiornamenti software e assistenza dopo la vendita.
Anche la presenza di Android non garantisce automaticamente un'esperienza paragonabile a quella di uno smartphone recente. Processore, memoria e ottimizzazione del software incidono sulla velocità di risposta, mentre gli aggiornamenti e la disponibilità delle applicazioni possono variare da un produttore all'altro. È inoltre opportuno verificare che le funzioni pubblicizzate, in particolare quelle relative ad Apple CarPlay e Android Auto, siano effettivamente supportate nella modalità dichiarata.
Per chi desidera migliorare l'impianto audio, infine, uno schermo più grande non equivale necessariamente a una migliore qualità del suono. In questo caso contano anche l'amplificazione, le regolazioni disponibili e la compatibilità con gli altoparlanti già presenti nell'auto.

Il mercato non sta quindi semplicemente passando dalle autoradio di marca a quelle cinesi. Sta cambiando il prodotto stesso: da componente dedicato soprattutto alla riproduzione musicale a centro multimediale capace di aggiornare digitalmente un'automobile progettata in un'epoca tecnologica diversa.
Per i costruttori tradizionali, la concorrenza non arriva soltanto da altri marchi di elettronica, ma da aziende in grado di proporre dispositivi economici e adattabili a un numero elevato di vetture. Per gli automobilisti, invece, si apre una possibilità concreta per rimandare la sostituzione dell'auto, intervenendo su uno degli elementi che più rapidamente diventano obsoleti.
































