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Alfa Romeo, ora c’è la squadra di vertice

Pubblicato 08 marzo 2021

Jean-Philippe Imparato, ceo dell’Alfa Romeo, visita le fabbriche di Cassino e Pomigliano e nomina i manager alla guida delle varie divisioni.

Alfa Romeo, ora c’è la squadra di vertice

ALFA ROMEO, VOGLIA DI RILANCIO - Il marchio Alfa Romeo ha un passato glorioso e un presente non altrettanto brillante, fatto di una gamma che comprende solo due modelli, la berlina Giulia e la suv Stelvio. Ottime auto, ma largamente insufficienti a consentire quella massa critica di vendite che una marchio di questo calibro si merita (nel 2020 sono state solo 62.000 le vetture consegnate). Come è noto, il compito di rilanciare l’Alfa Romeo è stato assegnato a Jean-Philippe Imparato, nominato ceo a seguito della formazione del gruppo Stellantis. Il quale, dopo il museo (qui la news) ha visitato nei giorni scorsi le fabbriche di Cassino e Pomigliano d’Arco (nella foto qui sopra), rimanendo colpito. Imparato ha infatti pubblicato un Tweet (lo vedi qui) nel quale conferma che è stato “stimolante visitare gli impianti allo stato dell’arte di Cassino e Pomigliano. È straordinario vedere la passione dei nostri team nel portare qualità e innovazione ai nostri clienti, presenti e futuri”.

FACCIAMO SQUADRA - Ma dopo questa necessaria fase di valutazione preliminare, i manager devono iniziare a pianificare le prossime mosse. Per questo serve una struttura nuova, che è stata definita da Imparato e dai vertici di Stellantis, i quali hanno annunciato la squadra di top manager incaricati del difficile compito. Il responsabile di Alfa Romeo Products, Daniel Guzzafame, è in FCA dal 2006 e, fra gli altri incarichi, ha contribuito (è ingegnere meccanico) alla definizione del pianale Giorgio (qui per saperne di più) utilizzato per le Giulia e Stelvio. Arnaud Leclerc, il nuovo responsabile di Alfa Romeo Brand Strategy & Performance, è nel settore dal 1997, responsabile Honda per il Sud Europa. Dopo esperienze in PSA, entra in FCA dal 2018 per diventare due anni dopo Head of Alfa Romeo Brand per la regione EMEA.

LE SIGNORE DELLE AUTOMOBILI - Anche Erica Valeria Ferraioli, nuova responsabile Pricing di Alfa Romeo & Lancia, ha una lunga esperienza nell’industria. Ha ricoperto diversi ruoli in Automobili Lamborghini ed è entrata in FCA nel 2011. Fra i suoi vari ruoli segnaliamo quello di responsabile Pricing per Jeep e Alfa Romeo e quello di responsabile Business Intelligence and Commercial Processes per FCA EMEA. Roberta Zerbi, responsabile di Alfa Romeo & Lancia Europe, ha un’esperienza internazionale a tutta prova. Ha avuto infatti importanti incarichi in Ford e Toyota prima di entrare in FCA nel 2011.

I MERCATI PIÙ GRANDI - Stellantis vuole che Alfa Romeo conti di più anche negli importantissimi mercati del Nord America e della Cina, e per questo ha nominato due manager dedicati. Larry Dominique, il responsabile di Alfa Romeo North America, è un ingegnere elettronico laureato alla Lawrence Technological University del Michigan con esperienze in General Motors e Chrysler. Dopo vari incarichi in Nissan è stato nominato President & CEO di PSA North America: il mercato di Oltreoceano è quindo ben noto a questo manager. Massimiliano Trantini, responsabile di Alfa Romeo China, ha una laurea in Science in Change Management e dovrà gestire Alfa Romeo in una nazione da 1,4 miliardi di abitanti. Il Paese del Dragone non gli è sconosciuto, anzi. In FCA dal 2007, ha diretto FIAPL, la joint venture tra FCA e Tata Motors per diventare, in Cina, prima  Country Manager per Fiat Powertrain Technologies e poi ceo di Hangzhou Iveco Automobile Transmission. Nel 2019 è Presidente di GAC FCA, la joint venture tra FCA e GAC Group e poi assume il ruolo di Chief Operating Officer di FCA area Asia Pacifico, posizione che mantiene anche dopo questa recente nomina. Rimane ancora da nominare il manager di Alfa Romeo Brand Marketing & Communication, funzione attualmente assunta da Jean-Philippe Imparato.





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Ritratto di Meandro78
8 marzo 2021 - 13:16
Mah, certo siamo all'ultima spiaggia veramente...
Ritratto di impala
8 marzo 2021 - 22:17
... cosa sarà l'Alfa Romeo guidata dai Francesi ??? il solito SUV con il motore 1.2 puretoc ... con il disegni anonimo di una Citroen o di una Peugeot ??? come abbiamo potuto cancellare un patrimonio storico comè questo.
Ritratto di Meandro78
8 marzo 2021 - 22:54
Si chiama economia di mercato.
Ritratto di Oxygenerator
9 marzo 2021 - 08:12
@ Impala Alternative ? Guardi che non è stato cancellato nessun patrimonio storico. Quello rimane nella storia. Il problema di alfa romeo e di altre marche ex italiane è che da sole, col loro patrimonio storico, son fallite. Le automobili, non si costruiscono per la storia che hanno avuto. Si costruiscono per venderle. Altrimenti si va gambe all’aria. Magari stellantis riuscirà a darle un nuovo volto, finalmente, ad alfa, che la porti nel mondo attuale, facendola uscire dai musei dei ricordi.
Ritratto di Meandro78
9 marzo 2021 - 09:31
Sei troppo ottimista.
Ritratto di NelloSaudelli81
9 marzo 2021 - 17:12
mi sono perso qualcosa? da quando Alfa Romeo non è più italiana? Se ad oggi mancano nuovi modelli è solo perché si è preferito non far uscire nulla che ha il ritrovato gusto Alfa, e senza modelli è normale che vendi poco, ma la situazione di Alfa comunque non è critica i nuovi modelli tanno arrivando anche se per momento due suv (Brennero e Tonale) e poco dopo la nuova Giulietta (che arriverà con i restailing di Giulia e Stevio) dopo sarebbero 5 modelli dei quali uno che può fare ottimi numeri (Tonale)
Ritratto di Oxygenerator
9 marzo 2021 - 17:47
@ NelloSaudelli81 . Da parecchio tempo Alfa non è più italiana. Le riporto la risposta data ad un altro, anche per lei. Attenzione. Si è perso 25 anni di rivoluzioni ed evoluzioni industriali e finanziarie. Si informi. Vedrá è molto interessante come, il “mondo auto” ex italiano e non solo, sia radicalmente cambiato. L’unica marca di auto italiana rimasta è la Ferrari, diciamo tra le più conosciute. Le altre, Alfa, Lancia, Maserati, Innocenti, Autobianchi, fallite più volte nel corso della loro storia, sono state assorbite dalla Fiat. FCA nacque dalla fusione effettiva nel 2014, di Fiat S.p.A. in Fiat Investments N.V., ( che aveva nel frattempo acquisito la Chrysler group ). FCA è una società di diritto olandese; l'entità risultante venne appunto ridenominata Fiat Chrysler Automobiles N.V. Fiat Chrysler Automobiles riunisce in un'unica società di diritto olandese con domicilio fiscale nel Regno Unito due gruppi industriali del settore automobilistico: Fiat S.p.A. e la sua controllata Chrysler Group LLC. Qui avviene lo scorporo di Ferrari dal gruppone Anglo-Olandese. Ma non finisce qui, il romanzo industriale continua ed FCA dopo varie peripezie ( anche parecchie giudiziarie ) e possibili matrimoni con Opel, GM, Renault, finalmente nel 2020, trova un accordo con PSA dando alla luce Stellantis, un super gruppone di 15 marchi, dando vita ad una multinazionale di diritto olandese con sede legale ad Amsterdam. Molti analisti finanziari affermano, ed è un dettaglio anche tecnico, riconosciuto, che PSA abbia comprato FCA. Ed è per questo che agli azionisti di FCA sia stato dato un premio in denaro, sotto forma di dividendo straordinario di 5,5 miliardi, divenuti 2,5 a causa del COVID 19. Rimane interessante notare che, è assolutamente rilevante il fatto che Stellantis ha circa 400.000 dipendenti che producono 8,7 milioni di veicoli all'anno (8,1 nel 2019), mentre al confronto, la General Motors impiega 180.000 dipendenti per produrre 8,4 milioni di unità. Tutto questo, ad oggi 2021. Essendo un romanzo finanziario, staremo a vedere come evolverá. Avrá notato da sè, che di “ italiano “ è rimasto solo qualche sito produttivo ( fabbrica ) e basta.
Ritratto di Miti
9 marzo 2021 - 22:26
1
@Oxygenerator# Infatti la FCA ha avuto una breve vita, dal punto di vista industriale. La unione con la PSA ( c'è chi vuol dire l'acquisto o da altri addirittura il contrario, che la FCA ha in un modo o l'altro acquistato la PSA ) potrebbe essere un'occasione per l'auto europea di andare avanti in un modo diverso di com'è andata finora. Che vuol dire ...male. E qui , da una parte la Alfa da l'altra parte la DS , come marchi di punta potrebbero fare la differenza. Prima, uscendo da quella stagnazione da decenni. L'altra, dimostrando di essere premium non solo nel prezzo. Si sa che per sviluppare nuove piattaforme per nuove tipologie di veicoli servono fondi che in questo momento nessuna delle due case automobilistiche non possedeva da sola. Visto gli aiuti statali che ogni una hanno avuto nel decorso degli anni senza concludere un colpo veramente eclatante poi anche con l'arrivo della pandemia si rischiava che da una parte la FCA da l'altra parte la PSA diventavano dei veri buchi neri che ingoiavano fondi al infinito. Senza concludere. Tagliare sempre i rami secchi come ha fatto Marchionne non è più un'opzione. Che sono dei nomi o tipologie di vetture non è più accettabile di abbattere ... perché se si vuole fare dei numeri nella nuova era del elettrico devi avere un ventaglio molto diversificato. Vedi le case tedesche. Marchionne ha tagliato quello che a lui sembrava fallito ma alla fine tutto che è rimasto non ha prodotto di più perché la richiesta di comprare di più non c'è stata. Il cambiamento della sede fiscale è stata la principale causa per la sfiducia italiana. Anche di più della chiusura di tanti stabilimenti. Produrre in altri paesi è stato un altro colpo basso all'industria italiana. Colpa delle tasse ? Sinceramente non sono così sicuro. No mi risulta che quando prendevano soldi dall'Italia si facevano tanti complessi di coscienza. Di sicuro anche la PSA è nella stessa situazione. Solo con la Peugeot e Citroen non puoi pretendere dei grossi numeri. Si poteva fare l'unione con la Renault ma di sicuro la Nissan &co sarebbero usciti di fretta. In conclusione Stellantis potrebbe essere un'opportunità per la FCA e PSA per fare numeri e toglie delle fette di mercato ai tedeschi in principale e poi a tutte le altre case. Producendo auto affidabili ed ecologiche a prezzi molto concorrenziali. Riguardo il segmento premium sarà da lavorare enormemente. Ma, come ho sempre detto, nel elettrico si riparte da zero in Europa. Perché nessuno non ha voluto capire che il futuro non poteva essere accanto al termico. Le nuove tecnologie dovranno finalmente dire la loro parola. E l'innovazione. I tedeschi come tutti si "battono con i pugni nel petto" se posso dire , sparando sui numeri e sulla velocità del cambiamento. Ma se guardi i loro listini il diesel ancora fa da padrone. Perché i propulsori a benzina turbo su grossi pezzi non attirano. Le pseudo ibride aggiungono altri soldi su prezzi d'acquisto già alti. Infatti se guardiamo le vendite dei tedeschi sono notevolmente calate nei stati uniti dopo lo scandalo della vag e visto i prezzi di listino abbastanza corposi. E anche perché Trump avrà fatto male in politica ma il populismo ha dato una bocca d'ossigeno all'industria automobilistica statunitense. Sono tante le sconosciute dei nuovi sviluppi nel industria auto europea. Un nuovo inizio. Con tante opportunità. Che devi cogliere. Se non lo fai semplicemente sparisci dal palco scenico. Che sei grande o piccolo. Per questo meno parole e più lavoro. Meno annunci mega galattici più realtà da toccare con la mano. Tempo da darsi da fare è arrivato.
Ritratto di NelloSaudelli81
9 marzo 2021 - 17:03
intanto il francese è uno solo, non capisco perché parli al plurale, poi se parli di motori francesi sei fuori strada come anche nel dire che Alfa ricarrozzi auto francesi, la storiella che PSA conti di più di FCA in Stellantis è appunto una storiella, alla fine Alfa può solo beneficiare dall'avere un CEO di alto livello anche se francese
Ritratto di Oxygenerator
9 marzo 2021 - 17:59
@ NelloSaudelli81 Lei assomiglia al giapponese ritrovato 20 anni dopo che il conflitto mondiale era finito, per tutti, tranne che per lui. Fa tenerezza. Cos’è questo puro misticismo intorno ad Alfa romeo ? Nella sua storia alfa è fallita parecchie volte. Passata da privato a privato, poi anche attraverso lo stato. Finita in Fiat, poi FCA, poi Stellantis. Negli ultimi 30 anni ha venduto meno di 3.000.000 di veicoli, più o meno tutti giulietta e mito e al 90 % sul suolo italico. All’estero è quasi sconosciuta. Stellantis è l’ultima opportunità per alfa di salvarsi e speriamo ci riesca. Ricarozzando auto francesi ? E chissene. Le ricordo che stiamo anche andando verso un mondo automotive elettrico. O oggi, o mai più. Non è più tempo di kazzeggiare con il blasone alfa o con lo spirito sportivo ed altre amenità del secolo scorso. Se alfa vuole sopravvivere. Se no, per la “ storia alfa “ esistono i musei.
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