No, non è solo una concept car per strappare uno “wow!” ai visitatori del salone di Parigi: l’Alfa Romeo CuoreRosso dà un assaggio sul design dei prossimi modelli di serie. Le prime a interprentarne lo stile, saranno l’erede della crossover Tonale, a inizio 2028, e una cinque porte di medie dimensioni provvisoriamente chiamata Giulietta: arriverà nel 2029.
Anche la meccanica potrebbe anticipare il futuro: per la CuoreRosso l’Alfa Romeo ha pensato alla piattaforma Giorgio delle Giulia e Stelvio ma in una edizione evoluta per l’elettrificazione, mentre il motore è il 2.9 V6 biturbo delle grintose Quadrifoglio in un’inedita variante ibrida.
Si tratta di un antipasto sulle meccanica delle eredi di questi due modelli, che usciranno di scena alla fine del 2027? In Alfa hanno confermato che ci stanno pensando ma il progetto definitivo non ha ancora avuto “disco verde”.

Ma torniamo all’Alfa Romeo CuoreRosso, che ha l’aspetto di una coupé anche se si tratta di una berlina lunga 470 cm. Insomma, tutto lascia supporre che potrebbe essere questo il design di una futura Giulia. A dare personalità all’auto sono proprio le sue forme toniche, con superfici lisce e una sobrietà generale, che si può definire tipicamente italiana.
Niente elementi aggiunti, orpelli o decorazioni eccessive che appesantirebbero linee così snelle. Il grintoso frontale a freccia, con aperture sul cofano per smaltire l’aria calda dal vano motore, converge sul tipico scudetto della casa, posto in basso, come sospeso fra due affilati spoiler. Al centro, il logo della casa illuminato da tanti led a forma di… scudetto. Particolare l’andamento arrotondato del parabrezza: s’ispira alla sportiva 33 Stradale e, più in generale, ai prototipi delle gare endurance degli Anni 60.

Le fiancate arrotondate, modellate, hanno un andamento a cuneo ed enfatizzano i parafanghi molto larghi, soprattutto al posteriore. La coda corta, contrapposta al cofano lunghissimo, è sagomata con maggiore decisione, ha carattere ed è sormontata da un voluminoso coperchio per il baule, che ingloba uno spoiler a coda d’anatra.
Il tutto ha l’effetto di “tagliare” i fanali circolari (dovremmo rivederli nella prossima Tonale) ripresi dalla 33 Stradale. Ricercato il piccolo lunotto a forma di scudetto Alfa Romeo che, però, per le sue dimensioni difficilmente sarà presente nei modelli di serie. Nella zona inferiore della coda, il tubo di scarico è inserito al centro di un generoso diffusore aerodinamico.

Diamo un’occhiata all’abitacolo dell’Alfa Romeo CuoreRosso, cui si accede dall’ampia apertura ad armadio delle quattro porte. Si tratta di una berlina quindi, di fatto, i posti sono quattro. L’ambiente è arioso, passatemi il termine, “svuotato” e giocato sul colore rosso. Le poltrone, a forma di guanto, sembrano galleggiare e i pannelli delle porte sono minimalisti e rivestiti di un tessuto a base di nylon particolarmente brillante, che riproduce il logo dell’Alfa.
Un materiale che dovremmo ritrovare sui prossimi modelli di serie. Semplice anche la plancia, sottilissima, con i diffusori d’aria tondi, tipici dell’Alfa Romeo. Niente parata di schermi, uno più grande dell’altro, oggi tanto di moda. All’Alfa dicono che bisogna concentrarsi sulla guida, non “guardare la TV”. Quindi, resta il classico cruscotto a binocolo composto da due display che nelle modalità di guida sportive entrano uno nell’altro, diventando un solo strumento circolare.

Un altro schermo occupa l’intero tunnel sopraelevato fra i sedili. Raggruppa i comandi, alcuni anche fisici come le manopole circolari e la leva a “T” del cambio automatico. D’effetto la pellicola sopra lo schermo che crea l’effetto di una colata lavica, di magma incandescente. Altro dettaglio che vedremo nelle Alfa di serie. Il rosso e il fuoco, secondo i designer simboleggiano la passione e sono coerenti con lo spirito dell’Alfa Romeo.












































