Autotorino è il più importante gruppo per la vendita di veicoli nuovi e usati in Italia, con 74 sedi per lo più nel nord del Paese e nel Lazio. In 60 anni di attività, è arrivata a rappresentare marchi come BMW, BYD, Hyundai, Kia, Mercedes (per la quale ha aperto una concessionaria anche in Polonia, a Varsavia), Stellantis, Subaru, Toyota e, attraverso la società Atflow, è distributore in esclusiva per l’Italia di marchi come Ineos, KGM e la cinese Xpeng.
Nel 2025 Autotorino ha venduto 82.900 auto, per un fatturato di 2,85 miliardi di euro. In occasione del bilancio della società, abbiamo chiesto a Mattia Vanini (nella foto sopra), presidente di Atflow e vicepresidente di Autotorino (rappresenta la terza generazione della famiglia Vanini, che ha dato vita a questo gruppo), quali riscontri abbiano avuto dalla loro clientela sulle auto cinesi, sempre più presenti in Italia. Ecco le cosa ci ha risposto.

Il gruppo Autotorino rappresenta in Italia due marchi cinesi: BYD, di cui siete il concessionario più importante, e Xpeng di cui siete importatori e distributori esclusivi. La vostra clientela come ha accolto questi marchi?
Per BYD, siamo stati fra i primi a credere nelle sue potenzialità grazie all’articolata gamma di modelli ibridi plug-in o solo elettrici. Lo stesso vale per Xpeng, che nel nostro Paese ha debuttato l’anno scorso, al momento con due grandi crossover elettriche: le G6 e G9. Per entrambi stiamo riscontrando da parte della clientela una grande curiosità. Sono visti come marchi all’avanguardia, apprezzati per la cura nel dettaglio e per la qualità delle loro auto.
C’è anche attenzione per il design di queste auto, sempre più europeo, un argomento a cui in Italia siamo sensibili, e per l’offerta economica interessante. Non abbiamo riscontrato una barriera, un pregiudizio da parte della clientela italiana per queste case cinesi. Anzi, i due marchi, BYD prima e anche l’ultima arrivata Xpeng, hanno trovato subito una loro identità agli occhi degli acquirenti.
Un fatto che soprende per la sua rapidità, se consideriamo che, di solito, rendere riconoscibile un brand per la sue caratteristiche specifiche e la sua personalità, richiede anni.
A chi si rivolgono queste auto? Chi le sceglie?
Una clientela non affezionata ai marchi, per così dire, storici o delusa dai precedenti acquisti di modelli della concorrenza. E, anche automobilisti che desiderano prodotti innovativi, differenti, per distinguersi.

I primi clienti di Xpeng hanno già avuto un’auto elettrica oppure sono alla loro prima esperienza con le vetture a corrente?
I primissimi conoscono già Xpeng, sanno tutto del marchio e delle sue auto. Poi, sono arrivati clienti diversi, che ponderano la scelta in base ai contenuti dell’auto e in molti casi passano per la prima volta dal termico all’elettrico. Comunque, chi conosce il mondo dell’auto elettrica, si avvicina subito a questo marchio: su come vada gestita al meglio una vettura a corrente, questi acquirenti sono preparatissimi.
Prevediamo una crescita graduale delle vendite, anche in base alla disponibilità delle vetture, come detto al momento circoscritta alle G6 e G9. Sono crossover di grosse dimensioni, con prestazioni e un’autonomia importanti. A metà 2026 si aggiungerà la berlina Xpeng P7+, sempre elettrica e dal prezzo competitivo per i contenuti che offre. Altre novità saranno annunciate a fine 2026. E’ importante, per noi, ascoltare la cientela e capire cosa desideri.
Come è strutturata la rete di vendita Xpeng in Italia, anche per quanto riguarda l’assistenza e i ricambi?
La rete è in espansione, al momento sono una ventina i concessionari e contiamo di raddoppiarli con punti vendita che garantiscano un’assistenza adeguata. Alcuni rivenditori fanno già parte di Autotorino, altri sono concessionari indipendenti. Per i ricambi, abbiamo un magazzino in Italia, che si somma a quello che serve tutta Europa: si trova in Olanda, ad Amsterdam.
I ricambi non sono un problema, anche perché la Xpeng ha appena avviato la produzione delle sue auto in Europa, presso lo stabilimento austriaco della Magna Steyr. Pertanto, i componenti non mancano di certo.

In Italia BYD è presente da più tempo, come sta andando?
Siamo contenti dei risultati. Penso che la forza di BYD sia nel saper comprendere le richieste del mercato e saper dare una risposta rapida, con i prodotti che la gente chiede. Ne è un esempio la suv ibrida ricaricabile Seal U, che è richiesta proprio perché risponde a una esigenza di oggi. Il concetto di fondo è che l’offerta di modelli prodotti dalle tante case sul mercato è ampia, ma è il cliente che sceglie e con tante proposte è nella condizione di farlo. Per intercettare le sue esigenze, dobbiamo metterci sempre in discussione e migliorarci.


















