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Auto classiche: la fase di restauro

18 marzo 2019

Siamo giunti alla quarta puntata del nostro speciale. In questa occasione vediamo alcuni utili consigli durante le delicate operazioni di restauro.

Auto classiche: la fase di restauro

PUÒ ESSERE UN'ODISSEA - Il nostro approfondimento sul tema delle auto classiche in quattro puntate è così suddiviso: approccioricercaacquisto, restauro. Nella prima abbiamo approfondito l’approccio, nella seconda abbiamo parlato della ricerca, nella terza dell’acquisto, in questa quarta ed ultima parte ci occuperemo del restauro. In questo viaggio tra le classiche ci siamo fatti accompagnare da Paolo Olivieri, Classic Car Advisor, cioè colui che consiglia ai piccoli e grandi collezionisti o investitori su quale mix di auto puntare trattando le classiche come veri e propri asset in un portafoglio di investimenti. Dopo la fase di selezione e di formalizzazione dell’acquisto siamo giunti alla delicata fase di restauro. Ecco cosa bisogna controllare quando si restaura una classica. Più persone alle prime armi (e non solo) hanno vissuto il restauro come una vera e propria odissea sentendosi ostaggio di chi ha orchestrato il restauro della vettura. Questa immagine non piacevole spiega però chiaramente la situazione in cui il committente ha consegnato al restauratore la sua classica e si trova a metà dell’opera con la macchina smontata a pezzi, i costi lievitati e tempi di consegna diventati biblici.

COME EVITARE QUESTI INCONVENIENTI? - La soluzione più ovvia è quella di affidarsi ai grandi nomi, cioè a quei restauratori con un vero e proprio pedigree, il cui solo nome è sinonimo di qualità assoluta. In questi casi però come dicono gli inglesi si tratta di restauro “No budget”, cioè il caso in cui non bisogna neppure azzardarsi a chiedere un preventivo ma aspettare con pazienza un conto salato. A questo si aggiunge spesso una lunga lista d’attesa per iniziare i lavori, solitamente gli artigiani più quotati hanno 2/3 anni di lavori già programmati.

Un’altra soluzione non meno onerosa ma che dà il massimo della garanzia in termini di risultati è quella di affidarsi alle case madri, ovvero ormai tutti i costruttori hanno sviluppato un dipartimento Classic dedicato al restauro e alla Certificazione, il primigenio e più famoso è sicuramente quello di Ferrari Classiche. È proprio a Maranello che avvengono tramite una serie di artigiani esterni qualificati i restauri delle Rosse che puntano ad ottenere il famoso Red Book. Una vera e propria tesi di laurea che sviscera tutti i dettagli della vettura partendo dal foglio di produzione per garantirne la massima originalità e fedeltà nel restauro.

La terza via è quella di ricercare comunque esperti di marca e modello magari non così titolati, ma officine e carrozziere con manualità tramandate da generazioni dove poter trovare un ottimo rapporto qualità/prezzo. La ricerca di un’esperienza concreta sul nostro modello da restaurare è fondamentale per non sentirsi mai dire: ”sappiamo dove si inizia ma ci possono essere mille sorprese.” Inaccettabile.

Trovato l’operatore giusto bisogna stabilire la tipologia di restauro:

CONSERVATIVO: significa avere di fronte una vettura molto originale, con prima vernice, con interni originali e il cui motore non è mai stato aperto sulla quale bisogna agire cercando di mantenere il più possibile la sua patina. Quindi solo una messa a punto della meccanica e ciclistica per la massima efficienza su strada.

INTEGRALE: ben più gravoso e complicato è un restauro totale dove la macchina viene smontata completamente e portata alla nuda lamiera. In questo caso sarà tutto nuovo, dagli interni fino all’impianto elettrico. In pratica la macchina farà un tuffo nel passato come se fosse uscita nuova dal concessionario.

TEMPI E COSTI CHIARI - Da evitare abbellimenti e soluzioni intermedie di ripiego alle due tipologie sopracitate, sarebbe come mettere un pesante trucco ad una signora di una certa età: il risultato è sempre discutibile. Al momento della consegna all’operatore della vettura è importante siglare un preventivo dove siano chiari i tempi e costi previsti e dove ogni variazione debba essere autorizzata dal committente. Da pretendere assieme al saldo della vettura un ricco dossier fotografico che racconti passo dopo passo il processo di restauro e i materiali impiegati. I veri professionisti prima di consegnare una vettura restaurata compiono almeno 100 km di test drive per capire come si comporta e i relativi assestamenti. È una prassi indispensabile per evitare l’insorgere di problemi post restauro e dover tornare a discutere sulle responsabilità/costi di ripristino.





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Ritratto di orsogol
18 marzo 2019 - 21:23
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Tutto vero ed è per questo che mi permetto di dare un consiglio a chi vuole acquistare un'auto storica: è sempre meglio spendere di più per un'auto in buone condizioni che poco per una in cattive condizioni, perchè le spese di restauro e messa in efficienza possono essere devastanti. Inoltre consiglio di fare molta attenzione alla meccanica. Nel mondo dell'automobilismo d'epoca c'è una incomprensibile tendenza a sopravvalutare gli aspetti estetici e trascurare la meccanica, ragion per cui ti propongono macchine che sembrano uscite ieri dalla linea di montaggio (riverniciate, ricromate, ritappezzate ecc.) ma che poi hanno gli ammortizzatori scarichi, i freni ormai alla frutta, la frizione che strappa, il cambio che è un disastro, per non parlare del motore che sta tirando gli ultimi. Risultato: anni di calvario per officine a inseguire tutto quello che non va e e carta di credito rovente!
Ritratto di Dr.Torque
19 marzo 2019 - 09:32
Se posso permettermi un ulteriore piccolo consiglio a chi vuole intraprendere l'avventura di avere una classica è quello di partire con un'auto facile ed economica in modo da fare pratica con tutti gli aspetti, le spese e le sfide del restauro senza fare troppi danni a se stessi ed all'auto.
Ritratto di Giuliopedrali
19 marzo 2019 - 17:31
Anni fa volevo far resturare la fantastica Alfa33 Imola che avevo, la carrozzeria era in cattive condizioni, il motore va be era un boxer quindi sembrava sempre nuovo, bisognava sabbiarla, insomma brevemente sarebbe costato varie volte il valore dell'auto...