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Auto elettriche al punto di svolta in diversi Paesi

Pubblicato 31 agosto 2023

Mentre in Italia le EV ancora arrancano, in diverse nazioni hanno superato la soglia fatidica del 5% che rappresenta un punto di svolta. Vediamo perché.

Auto elettriche al punto di svolta in diversi Paesi

LA “REGOLA” DEL 5% - Sembra che esista una soglia di adozione di una nuova tecnologia oltrepassata la quale la novità accelera velocemente fino a diventare di massa. Questa soglia è stimata essere del 5% circa ed è interessante notare che diversi Paesi l’hanno già superata nelle vendite delle auto elettriche: la diffusione delle BEV diventerà quindi di massa?

Bloomberg Green ha analizzato per la prima volta nel 2022 la quota delle auto elettriche nelle immatricolazioni, riscontrando che 19 Paesi avevano superato il 5%, ritenuto l’inizio dell’adozione generalizzata causato da un rapido cambiamento delle preferenze tecnologiche. L’analisi di quest’anno ha aggiunto altri cinque Paesi - Canada, Australia, Spagna, Thailandia e Ungheria - al gruppo di quelli che hanno superato il valore-soglia e che comprende anche Stati Uniti, Cina e molti Paesi dell’Europa occidentale.

paesi nei quali gli ev hanno superato il 5 delle vendite

LA “S” DELL’ADOZIONE TECNOLOGICA - Decenni di ricerche hanno portato alla conclusione che l’adozione delle nuove tecnologie segue una curva a forma di S: le vendite si muovono molto lentamente nella fase di introduzione sul mercato, per poi accelerare rapidamente fino a che non diventano mainstream: a questo punto si ha un nuovo rallentamento perché il mercato è vicino alla saturazione. I primi ad abbracciare la novità sono gli innovatori, poi quelli che la adottano presto (early adopter); a seguire abbiamo poi la maggioranza veloce e quella lenta (early e late majority) mentre gli ultimi sono i laggards, i ritardatari.

Un classico esempio è il forno a microonde che, brevettato nel 1946 e diventato pratico intorno agli anni ‘60 (prima era enorme e costosissimo), ha impiegato una ventina d’anni per arrivare al 10% delle famiglie statunitensi: la vera esplosione nelle vendite è arrivata negli anni ’80. Andamenti simili, più o meno diluiti nel tempo, li si è riscontrati per tantissime innovazioni, dall’elettricità alle radio fino ai più recenti TV a colori, telefoni cellulari e lampadine a LED.

curva a s delle nuove tecnologie

AUTO ELETTRICHE, LA SOGLIA SARÀ VALIDA? - Il concetto è quindi che nei Paesi nei quali le auto elettriche abbiano superato il 5% nelle immatricolazioni esse diventeranno dominanti, in un tempo che varia ampiamente da paese a paese pochi anni. Una volta che le sfide importanti quali i costi elevati, la disponibilità dei punti di ricarica e lo scetticismo degli automobilisti saranno affrontate e superate dagli early adopters, le masse seguiranno rapidamente il cammino tracciato dai pionieri. È chiaro che la regola del 5% va presa con le debite precauzioni: l’automobile è il secondo investimento delle famiglie dopo l’abitazione ed è quindi ben più impegnativa rispetto a un forno o uno smartphone. Negli Stati Uniti, che sono la patria di Tesla, Ford e GM (questi marchi hanno tutti EV in listino), il tipping point del 5% è arrivato solo fino alla fine del 2021, relativamente tardi per un paese che un elevato potere di spesa.

Le ragioni di questo ritardo vanno ricercate nel fatto che gli statunitensi trascorrono più tempo in automobile alle altre popolazioni e volevano quindi autonomie più elevate; anche la loro predilezione verso i pickup e i grandi SUV ha giocato a sfavore, dato che la versione elettrica di questi veicoli richiede grandi batterie. Le vendite di veicoli elettrici negli Stati Uniti stanno aumentando rapidamente - l’incremento nel secondo trimestre 2023 è del 42% rispetto al 2022 - ma l’aumento è stato meno esplosivo rispetto ad altri Paesi. Le cose potrebbero cambiare con l’arrivo del Tesla Cybertruck e della versione elettrica di altri iconici pickup: Chevrolet Blazer e Silverado, Ford Explorer e F-150, Jeep Wrangler e Ram 1500.

veicoli per alimentazione ue luglio 2023

SI MUOVONO I PAESI - Un punto di svolta potrebbe essere nell’orizzonte dell’India, il terzo mercato automobilistico dopo Cina e Stati Uniti. I veicoli elettrici hanno rappresentato il 3% delle vendite di auto nuove nel paese lo scorso trimestre, una quota che è raddoppiata in semestre. Le case automobilistiche indiane hanno investito molto nell’elettrificazione e il Paese appare promettente, tanto che il ceo di Tesla Elon Musk ha incontrato il primo ministro indiano Narendra Modi: a seguito di questo incontro Musk ha detto che intende entrare nel mercato indiano “non appena sia umanamente possibile”. Rimane il fatto che i Paesi che hanno superato il punto critico del 5% hanno registrato rapidi tassi di adozione, con una crescita media delle vendite del 55% nell’ultimo trimestre rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

Dalla tabella si nota che in Norvegia, pioniere globale dei veicoli elettrici, la quota degli EV ha superato l’82% e il primo trimestre sopra il 5% risale ormai a 10 anni fa: il paese scandinavo mostra segni di rallentamento essendo ormai nella zona di “mercato maturo”. Sopra il 30% dell’immatricolato sono anche Islanda, Svezia, Finlandia, Danimarca e Olanda; la Germania è al 17,5, il Regno Unito al 17,2% mentre intorno al 16% sono Cina, Francia e Portogallo. L’Italia, come laconicamente recitato da una nota metodologica, “ha superato il 5% delle vendite di veicoli elettrici per due trimestri nel 2021 prima di tornare al di sotto della soglia per il 2022 e il 2023. È stata quindi rimossa dall’elenco dei paesi che hanno superato i punti critici fino a quando non saranno disponibili ulteriori dati”.

chi adotta nuove tecnologie
 

IL PUNTO CRITICO DELLE CASE AUTOMOBILISTICHE - Il concetto di tipping point è utilizzabile anche per descrivere le soglie di prezzo che innescano un’adozione più ampia di una nuova tecnologia: quando è diventato più economico installare parchi fotovoltaici piuttosto che nuove centrali a carbone i fornitori dell’energia hanno accelerato la domanda dell’energia solare. Lo stesso si può dire dei volumi di vendita, nel bene e nel male: quando Tesla ha iniziato a vendere la Model 3, nel 2017, ha rischiato la bancarotta perché non è stata in grado di produrre le auto così velocemente da ridurne a sufficienza il costo unitario.

Solo quando la produzione è salita a 5.000 auto a settimana si è innescato il circolo virtuoso che ha portato a una riduzione dei costi tale da consentire una diminuzione dei prezzi (qui per saperne di più). In effetti per sostenere la crescita delle vendite dei veicoli elettrici le case automobilistiche tradizionali e i loro fornitori dovranno effettuare investimenti in anticipo sperando che la domanda si materializzi completamente e velocemente.

Le fabbriche devono essere riorganizzate, le catene di fornitura riconfigurate e l’intero veicolo deve essere riprogettato in funzione della trazione elettrica, con elevati costi di transizione finché le vendite non diventano di massa. Nell'esperienza europea, una volta che il 10% delle vendite trimestrali di una casa automobilistica proveniva da veicoli “alla spina” (elettriche e ibride Plug-in), questa quota è triplicata mediamente in meno di due anni.

fabbrica vauxhall ellesmere port 2021 1

LA TRANSIZIONE GLOBALE AI VEICOLI ELETTRICI È INEVITABILE? - Bloomberg nota che, a oggi, il 90% delle vendite globali di veicoli elettrici proviene da Stati Uniti, Cina ed Europa: questo implica che i Paesi che valgono circa un terzo delle vendite totali delle automobili devono ancora superare la soglia critica e solo 4 dei 20 paesi più popolosi della Terra hanno superato il tipping point. Rimangono inoltre incognite quali la disponibilità dei materiali critici per le batterie, interruzioni della catena di approvvigionamento, crisi economiche, indirizzi politica, bancarotte varie e il gradimento del pubblico.

È comunque assodato che le vendite globali delle automobili con motori a combustione hanno raggiunto il picco nel 2017 e la crescita netta delle vendite è attualmente guidata interamente dai veicoli elettrici: secondo Bloomberg New Energy Finance questa tendenza continuerà finché l’automobile a benzina non diventerà una curiosità da museo e questo decennio sarà ricordato come gli anni ‘80 per i forni a microonde.

Un movimento verso l’elettrificazione al quale l’Italia sembra estranea: i dati UNRAE di luglio dicono le auto elettriche sono state il 3,4% e le ibride plug-in il 4,4%, per una quota complessiva scesa al 7,8%  dal 9,8% di giugno. Sempre a luglio, i dati ACEA (la federazione dei costruttori europei) raccontano che in Europa la quota delle elettriche è salita del 60,6% al 13,6% quasi raggiungendo i motori diesel, scesi del 9,1% con uno share del 14,1%. 



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Ritratto di ilariovs
31 agosto 2023 - 17:35
Ormai fra poco sarà inutile visto che è questione di poco che sarà sorpassato il diesel. Poi però toccherà capire come le BEV saranno una nicchia che non vuole nessuno mentre le diesel il melio della tecnologia mondiale. Ci lavoreremo
Ritratto di forfEit
31 agosto 2023 - 19:08
Più che altro il diesel, a parte che ancora praticamente vende come bev circa, poi se aggiungessimo anche la parte a nafta nascosta dal fatto di essere ufficialmente "hybrid" non lo so a quanto arriveremmo: 20-30-40% in più delle bev? Mi sa che fino al giorno che non sarà deciso "il diesel non circola più, e basta" sso fantomatico sorpasso ce lo possiamo scordare di sso passo (da Marzo bev ferme sotto 15%, anzi dato pure peggiorato rispetto ad allora)
Ritratto di Oxygenerator
1 settembre 2023 - 09:29
Le elettriche sono passate dal 4 al 14% in due anni ( dal 2020 al 2022 ).
Ritratto di forfEit
1 settembre 2023 - 09:33
Appunto, il fatto che Marzo in qua invece siano piantatissime dovrebbe far riflettere...
Ritratto di Oxygenerator
1 settembre 2023 - 11:03
Lei non riesce a riflettere
Ritratto di forfEit
1 settembre 2023 - 11:08
Impossibile datosi che sono una persona specchiata :)
Ritratto di q8
31 agosto 2023 - 16:28
1 prezzi 2 dove la ricarichiiiiiiiiiii
Ritratto di Rav
31 agosto 2023 - 19:10
4
Mi piacerebbe analizzare però, com'è giustamente stato fatto in parte, anche la conformazione dei vari Paesi, le abitudini, i servizi offerti, le alternative di mobilità... perchè tralasciando la questione del prezzo mi pare ovvio che se vivo in un Paese ben servito dal trasporto pubblico e dove mediamente le persone lavorano a poca distanza dall'abitazione o c'è prevalenza di grandi città mi pare più che ovvio che l'auto elettrica prenda più piede rispetto ad un'Italia fatta di piccoli paesi sparsi e distanti tra loro, con pochi collegamenti di mezzi pubblici (anche dovuti alla conformazione del territorio), dove l'auto ti serve per tutto e tanto tempo al giorno.
Ritratto di Oxygenerator
1 settembre 2023 - 09:33
Cioè ? Sta dicendo che francia e germania, che sono il triplo minimo di noi come estensione, hanno meno bisogno delle auto ? O che il loro territorio è meno complesso o variegato del nostro ? Il resto è organizzazione di un paese. La nostra è fallace, ma il territorio non ha colpe. Magari la nostra organizzazione, si.
Ritratto di Solstice
31 agosto 2023 - 20:23
Tolta la porzione di discorso sul costo delle automobili in relazione agli stipendi, che per quanto vera lascia il tempo che trova considerando che non è che non esistano italiani disposti a spendere molti soldi per un'auto, ma solo italiani che non sono disposti a spendere molti soldi per un'auto elettrica, il resto si spiega semplicemente ammettendo che l'Italia è un paese storicamente refrattario al cambiamento, e nella fattispecie di cambiamenti in ambito tecnologico, anche piuttosto ignorantello. Quando ci saranno colonnine in ogni singolo parcheggio dal Brennero a Lampedusa, metodi di pagamento istantaneo comparabili con il pos senza interfacce più complesse di uno scanner, e magari qualche 'innovator' nella loro lista di amici capace di fargli superare il trauma di un'auto che non fa brum brum, allora può darsi che comincino a contemplare la possibilità di salire a cavallo di quella curva. Fino ad allora va bene il dieselone. Lo ha detto Salvini, quindi a posto siamo.
Ritratto di forfEit
31 agosto 2023 - 20:37
Vabbé, però vale anche visto all'incontrario, o almeno per par condicio dovrebbe. Voglio dire, siamo da sempre per nostra stessa autoammissione il paese con la burocrazia più lenta ed opprimente con tanto di lamentele sull'aprirsi un'azienda piuttosto che doversi (ri)fare un documento; liste d'attesa lunghissime per le visite in ospedale; strade le peggio dissestate fra i paesi civili ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.ecc. E tutti trionfalmente a darci addosso per questo nostro stato, magari con i pro elettrico (a 360°) in prima fila su quanto sia complesso un cambio di destinazione per mettere in ricarica a casa l'auto piuttosto che aggiornare l'impianto, o peggio ancora sul fatto di non avere la domestica a 22kWh come altrove. # Poi però non è che di colpo ora diventiamo un altro paese se invece si tratta di bev, e quindi è colpa dell'itianucolo che sarebbe logiscamente già tutto ok, o la sarebbe a breve (ma non eravamo il peggio del peggio in infrastrutture servizi & co. ?) e gne-gne LUI però il piagnone finché non avrà una colonnina di ricarica ogni 2 passi, LUI farà il difficile per tenersi stretta il suo carretto/calesse. Cioè, Ok che viviamo un'epoca di forti cambi di prospettiva (e narrazione), ma nemmeno poi esagerare troppo, no?
Ritratto di Solstice
31 agosto 2023 - 21:06
No. Oppure sì, ma in un discorso a cortocircuito. Per esempio, gli italiani soffrono la burocrazia lenta, ma erano italiani anche quelli che l'hanno inventata, sono italiani quelli che ora la mantengono, e sono italiani quelli aspettano 8 mesi per una visita specialistica scrollando le spalle. Un altro esempio, LUI ha diritto a fare il piagnone se il suo paese è malgovernato, ma non ce l'ha se nel bocciare le BEV argomenta dicendo che "ci vuole più autonomia" quando fa 40 km al giorno e poi comunque la mette nel parcheggio interno ogni sera perchè le foglie/la pioggia/i piccioni, che "è presto", che "prendono fuoco" o che sembrano quegli scooter a 4 ruote per disabili, sottintendendo che fosse per lui la comprerebbe anche, ma solo a fondo pagina dopo una lunga lista di 'se' e 'ma' che non si capisce quando o come dovrebbero verificarsi. Per accogliere la tua obiezione dobbiamo prima separare gli italiani dalla loro cultura e dai loro politici, come se non fossero i figli e i padri dell'una e degli altri. Presente il meme dei due Spider-Man che si indicano a vicenda?
Ritratto di Flynn
31 agosto 2023 - 21:30
3
92 minuti di applausi!!!
Ritratto di forfEit
31 agosto 2023 - 22:00
Sì, appunto, basta non fare indistintamente una volta il tifo sfrenato per uno dei 2 spiderman e un'altra volta (quando il contesto di partenza cambia un attimo) altrettanto sfrenatamente mapperò per l'altro; è quello che intendevo dire io...
Ritratto di forfEit
31 agosto 2023 - 22:17
Fermo restando che nel resto d'europa non sono 5 come noi ma alla fine comunque si fermano a 15 su 100 (sai che differenza) a fare esattamente come noi... Eccolo quindi un terzo spiderman (quello arrivato dal sempre più verde prato d'oltre confine), quello per il quale non 30 non 40 e nemmeno 50 o 60 ma bensì 85 (OTTANTACINQUE) su 100 non comprano bev ma per il quale poi non si mai attribuirgli tutte sse cose del: ci vuole più autonomia quando fa 40 km al giorno / e del la mette nel parcheggio interno ogni sera perché le foglie - la pioggia - i piccioni / e del che "è presto" / e del che "prendono fuoco" / e del che sembrano quegli scooter a 4 ruote... ... ... Ecco, quesse valgono solo per l'italico; mentre per gli 85 su 100 che all'estero fanno uguale, beh quelli avranno le loro sacrosante ragioni, mica capricciosi come noi :) :)
Ritratto di forfEit
31 agosto 2023 - 22:23
* Oh, a meno che non si scopra adesso l'arcano che in EU alla fine fanno mediamente tutti pena come noi (sai che bella paradossale conclusione, in base a come eravamo partiti).
Ritratto di Oxygenerator
1 settembre 2023 - 09:36
@ Solstice Concordo
Ritratto di Fortesque
31 agosto 2023 - 20:49
Ma in Norvegia la Co2 è scesa dell’82%? Sembra proprio di no. Perché quello dovrebbe interessare ma non gliene frega un c. di niente a nessuno.
Ritratto di Tistiro
31 agosto 2023 - 23:12
Ah ah ah ahhh!
Ritratto di Oxygenerator
1 settembre 2023 - 09:37
Chi ha detto che sarebbe avvenuto ció ? Quale studio ?
Ritratto di BR177
31 agosto 2023 - 21:34
è una transizione ormai irreversibile, senza dare giudizi. una volta che l’industria(più o meno giovane)dell’auto dei mercati emergenti( metà della popolazione mondiale) ha deciso che l’unico modo per competere contro i giganti occidentali sarebbe stato quello di giocare ad un altro gioco, il futuro era già scritto. i vari cinesi, vietnamiti, indiani e quelli che arriveranno, sapevano bene che competere contro il know how acquisito dai marchi storici non sarebbe stato possibile e allora ecco la rivoluzione auto elettrica. ora…capito questo cosa avrebbero potuto fare i marchi suddetti ? continuare a fare auto per venderle solo agli europei ed agli americani? tra l’altro mercati già saturi ed impoveriti dalla globalizzazione ( leggi redistribuzione). purtroppo non è il futuro che noi sognavamo, cresciuti come siamo stati nel mito dell’auto del secolo scorso.
Ritratto di giocchan
31 agosto 2023 - 23:24
Aggiungi anche la grande voglia di slegarsi (almeno in parte) dall'OPEC e dai paesi del medio-oriente produttori di petrolio. In questo, ovviamente gli USA sono restii: loro stessi producono petrolio, inoltre da quelle parti hanno investito miliardi in guerre per dire la loro nell'OPEC...
Ritratto di Gasolone xv
1 settembre 2023 - 22:32
No.. Ma che guerre esportavano la democrazia
Ritratto di giocchan
2 settembre 2023 - 00:30
La famosa USAcrazia...
Ritratto di giocchan
31 agosto 2023 - 23:21
Tra 15-20 anni chi possederà un'auto termica verrà visto un po' come chi fuma oggi rispetto a 20 anni fa: inizio 2000, si poteva ancora fumare ovunque - uffici, ristoranti, ecc... In ogni scrivania da ufficio c'era un posacenere, e fumare era un diritto inalienabile. Oggi non puoi fumare da nessuna parte, e se lo fai ti guardano storto, come se attentassi alla salute degli altri. Probabilmente succederà lo stesso con l'auto termica, la gente quando passerà vicino a un tubo di scappamento si tapperà il naso e farà una faccia schifata. (segnatevi questo commento, ne riparliamo nel 2040 :)
Ritratto di forfEit
1 settembre 2023 - 06:39
Sarà, ma intanto sembra (dicono i dati) che un Italiano su 4 sia fumatore ancora; si faccia il calcolo di quanti mln di persone ciò significhi. Chissà in quanti magari di nascosto fra 20 anni toglieranno il telo dalla loro ice custodita come un tesoro e andranno a farsi (a notte fonda piuttosto che mattino presto) una scorrazzata a pieno (reale) rombo e pure con un po' di antico puzzo di gas di scarico a tener compagnia :)
Ritratto di Oxygenerator
1 settembre 2023 - 09:46
Prima erano 4 su 4. Già me li vedo di notte, che scorazzano con la panda 1000 tre cilindri riempita a e-fuel da 3€ al litro, sigaretta al vento …. Milioni di scoreggianti scorazzatori. Ma va a ciapà i ratt ….
Ritratto di giocchan
1 settembre 2023 - 12:45
Anni 60: non solo il fatto di essere fumatore era tutt'altro che nascosto, ma quando si veniva intervistati si "gonfiava" il numero di sigarette fumate... fumare tante sigarette era ostentazione di benessere economico, esattamente come indossare vestiti firmati o guidare auto prestigiose, ecc...
Ritratto di Edo-R
1 settembre 2023 - 17:43
@giocchan purtroppo le nuove generazioni fumano ancora molto e IN PIU' c'è anche la moda delle elettroniche e molto uso di cannabis.
Ritratto di Oxygenerator
1 settembre 2023 - 09:41
@ giocchan Io già lo faccio. Sopratutto in posti che dovrebbero essere il trionfo dell’aria buona da respirare, tipo mare o montagna. Tanto da non andare piú in vacanza in posti che permettono la circolazione libera dei diesel
Ritratto di Gasolone xv
1 settembre 2023 - 22:34
Tu quando prenoti un posto controlli le ordinanze sul cosa può o no circolare? Che spasso Furio di Verdone impallidisce
Ritratto di CR1
1 settembre 2023 - 05:57
NON siamo in classifica? contenti o scontenti verdi o neri ( petrol ) la colpa risiede in qualche colpevole o non avventuroso ; tra questi il famoso pluripremiato pluriammirato salvatore di fiat ( che poi salvata non lo è stata ) il Maglioncino che al posto di produrre modelli promuoveva le finanze ( ? chi vende auto non le fa- produce per salvarsi? ) fosse stato lungimirante peggio del teslaro n 1 oggi saremmo stati primi produttori di panda elettriche a prezzi per tutti , invece abbiam perso l'unica casa costruttrice . unica soluzione concentrarci sull industria del turismo
Ritratto di forfEit
1 settembre 2023 - 06:44
Per come stanno le cose probabilmente nemmeno la Panda avrebbe fatto chissà che; cioè sarebbe stata tipo la e-500 solo che più fruibile e 5 porte. Ma col prezzo là si sarebbe andati a finire suppergiù. Non di meno ci sono e-Twingo ed e-Up a prova fattuale di ciò (fra l'altro la seconda anche fatta praticamente sparire perché non ci riprendevano quanto desiderato, sai meglio le id oggi a partire da ""soli"" 40k.......)
Ritratto di Tistiro
1 settembre 2023 - 07:18
Il maglioncino ha fatto il lavoro per cui era pagato. Ha arricchito lui e gli azionisti. Ha ottenuto miliardi da una clausoletta con la general motor ed è finita con la svendita spacciata per fusione. Casomai i colpevoli sono i governanti che hanno consentito tutto ciò. Governanti che anche tu hai votato se hai piu di 20anni
Ritratto di CR1
1 settembre 2023 - 07:30
E alla fine la Fiat non esiste più... Wowwwwwwwwwwwww
Ritratto di Tistiro
1 settembre 2023 - 07:56
Potevi votare meglio. Non diamo colpe a chi non ce le ha.
Ritratto di CR1
1 settembre 2023 - 08:24
Che caspiterina c'entra il mio voto?? Tu hai visto la mia scheda elettorale?????????
Ritratto di Tistiro
1 settembre 2023 - 09:19
Dai colpe a chi non le ha. La colpa è dei governanti e di coloro che hanno votato o non votato. Non lo conosco il tuo voto, ero provocatorio.
Ritratto di CR1
1 settembre 2023 - 10:08
Tu almeno hai votato??? No eri a fare weekend è è eh bravo!!!!
Ritratto di CR1
1 settembre 2023 - 06:14
chi nel lontano 2000 comprava con un sovrapprezzo il turbodiesel che scalzava il lento diesel al posto dei bevitori assetati benzina lo faceva unicamente per risparmiare sul pieno che quel gasolio costava allincirca benn un belllll 0,35 ?? 0,65 ?? boh ma era pocoooooooo e con 20 € facevi il pieno rinunciando ai più silenziosi benzina . Amiamo il rombo è questo il motivo che scansiamo l'elettrico /// abbiamo frettissima e tantissimi km da fare tt i giorni /// abbiamo timore che sssincendia la pila //// salviamo la fiat che è nazionale
Ritratto di Oxygenerator
1 settembre 2023 - 09:49
Si è l’insieme delle minkionate italiche. 50 milioni di furbi, fanno un popolo di koglio…i
Ritratto di robertop
1 settembre 2023 - 08:50
2
Perchè dite "arrancano" hanno esattamente lo spazio che meritano visto il costo e la scomodità d'uso che impongono
Ritratto di Newcomer
1 settembre 2023 - 10:32
Chiacchiere inutili, il destino è segnato e finita la moda Tesla le elettriche spariranno definitivamente
Ritratto di Claudio48
4 settembre 2023 - 09:40
Vedo un destino certo per l'auto elettrica SOLAMENTE per le city car, tutto il resto è una pazzia. Come si può pensare ad una vettura tipo SUV pesante che sarebbe meglio con un motore diesel, specialmente se usata per lunghi spostamenti extra urbani oppure ad una sportiva di razza munita di unità che non sia termica? Il rombo di un Alfa Romeo silenziato fa perdere la voglia di guidarla, anche se fornisce prestazioni al pari della versione precedente! Porsche elettrificate PUAH|
Ritratto di Claudio48
4 settembre 2023 - 09:46
E pensate al mercato dell' usato, crollerà come succede in Cina dove non sanno più dove mettere le macchine perchè la sostituzione dell' accumulatore è così onerosa da farne meditare la convenienza ed inoltre il rapido aggiornamento di tali accumulatori di energia, fanno diventare obsoleti quelli procedenti...
Ritratto di erresseste
4 settembre 2023 - 15:33
Visto che l'Italia ha 11 volte gli abitanti della Norvegia, come vendite quasi ci siamo :-)

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