Siamo a Guangzhou, nel sud della Cina, dove la Xpeng ci ha aperto le porte del suo quartier generale (foto qui sopra). Un complesso avveniristico che racconta bene le ambizioni di questa azienda nata solo nel 2014 ma capace lo scorso anno di superare le 420.000 auto vendute.

Gli spazi interni dell’azienda (foto qui sopra) sono ipertecnologici: qui non si progettano solo automobili ma anche veicoli volanti, droni capaci di atterrare nel baule di un van e robot umanoidi. Un ecosistema che va oltre il concetto di semplice costruttore automobilistico e che ricorda più una grande azienda di elettronica.
Le auto della Xpeng sono importate in Italia dalla ATflow, società del gruppo Autotorino che distribuisce anche le vetture della britannica Ineos e della coreana KGM. La gamma attuale comprende due suv elettriche, la Xpeng G6 e la Xpeng G9, entrambe a trazione posteriore o integrale: la prima (476 cm di lunghezza, da 43.670 euro) ha potenze da 252 a 487 CV e promette fino a 525 km di autonomia; la seconda (più lunga di 13 cm, da 63.170 euro) va da 351 a 575 CV e secondo la casa può percorrere fino a 585 km con un “pieno” di energia.

A Guangzhou abbiamo visto anche la prossima novità per il nostro mercato: la filante berlina Xpeng P7+ (foto qui sopra), che abbiamo già guidato (qui il primo contatto). Lunga 507 cm e solo elettrica (in Cina esiste anche la versione range extender, con un 1.5 turbo a benzina che aziona un generatore di corrente), è prodotta in Austria e arriverà da noi a settembre 2026. La trazione posteriore ha 245 o 313 CV mentre la bimotore 4x4 arriva a 513 CV e, secondo la casa, scatta da 0 a 100 km/h in 4,3 secondi. L’autonomia massima dichiarata è di 530 km e in corrente continua la batteria accetta addirittura 446 kW: per la casa, sono sufficienti 12 minuti per il 10-80%.

Affianca la P7+ la Xpeng P7 (foto qui sopra), una berlina quasi altrettanto grande (è lunga 502 cm) e dalle linee seducenti; per l’omologazione europea servirebbero però modifiche al frontale e alla coda, troppo spigolosi. È solo elettrica (con potenze da 367 a 594 CV) e monta una batteria che accetta, secondo la casa, fino a 496 kW alle colonnine “rapide”.

Tra i modelli visti nella sede di Xpeng spicca la Mona M03 (foto qui sopra), la più venduta del marchio: è una berlina elettrica a cinque porte lunga 478 cm e con potenze fino a 218 CV. Colpiscono anche due vetture enormi, elettriche o range extender con una lunghezza di oltre 520 cm, pensate per le famiglie numerose: la suv GX (sei posti, trazione posteriore o 4x4) e la monovolume X9 a sette posti, caratterizzata da un design spigoloso e da un lunotto molto inclinato.

A Guangzhou abbiamo visto anche i prototipi volanti a decollo e atterraggio verticale. L’Aridge A868 (foto qui sopra) è un velivolo sei posti con sei rotori che, secondo la casa, raggiunge i 360 km/h e percorre circa 500 km in aria. Segnaliamo anche il drone biposto elettrico trasportabile e ricaricabile nel retro del Land Aircraft Carrier (foto qui sotto): un concept di van elettrico a quattro posti e sei ruote (tutte motrici e sterzanti) con 1.000 km dichiarati di autonomia.

L’ecosistema Xpeng assomiglia sempre più a quello di una tech company che a quello di un semplice costruttore automobilistico. Lo dimostra Icon, un robot umanoide alto 1,73 m e pesante 70 kg: per ora è un prototipo ma dovrebbe arrivare sul mercato cinese già dall’anno prossimo. I prezzi? Non ancora comunicati.










