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Le auto ormai si aggiornano più degli smartphone: ecco perché

Pubblicato 13 aprile 2026

Nel 2025 la BYD ha rilasciato in Cina 200 aggiornamenti software destinati alle sue vetture: un modo per tenerle aggiornate, ma anche un costo.

Le auto ormai si aggiornano più degli smartphone: ecco perché

AGGIORNAMENTO ONLINE

Chiunque abbia in tasca uno smartphone è abituato a ricevere più o meno frequentemente degli aggiornamenti di sistema: i nuovi software possono servire a migliorare la sicurezza del dispositivo, ad aumentarne le prestazioni, a correggere eventuali bug, introdurre nuove funzionalità o modificare l’interfaccia. Negli ultimi anni il concetto è arrivato anche nel settore automobilistico, in cui livelli di tecnologia sempre più elevati possono venire aggiornati “over-the-air” (OTA) senza nemmeno la necessità di recarsi in officina.

La Tesla è stata una delle prime aziende a credere in questa possibilità, ma le case cinesi hanno portato la cosa su un livello successivo. Come riporta Nikkei Asia, secondo la società di ricerca Ways, la regina degli aggiornamenti nel 2025 è stata la BYD, che ha rilasciato sul mercato cinese ben 200 update per i veicoli delle famiglie Ocean e Dynasty. Per comprendere la differenza con i marchi più tradizionali, lo scorso anno Tesla ha annunciato 16 aggiornamenti software sul mercato cinese, 8 la Toyota e 5 la Volkswagen.

sistema multimediale infotainment varie 1

LA BYD FA TUTTO IN CASA

La capacità della BYD di aggiornare il software con grande frequenza deriva dal fatto che l’azienda sviluppa internamente tutti i semiconduttori e i sistemi operativi necessari per gli aggiornamenti OTA, oltre all’hardware che gestisce le varie funzioni del veicolo. “Progettando tutto in casa possiamo introdurre aggiornamenti in modo rapido e preciso”, ha spiegato un rappresentante della società. Con le vendite interne in calo a causa della crescente competizione sui prezzi (qui per saperne di più), la BYD punta a rafforzare il suo appeal anche attraverso gli aggiornamenti OTA.

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ELISIR DI LUNGA VITA

Gli aggiornamenti software stanno modificando in modo radicale il concetto stesso di ciclo di vita dell’auto. Tradizionalmente, dopo il lancio di un nuovo modello, si interviene con piccoli miglioramenti dopo circa due anni, sulla base delle reazioni del mercato, mentre dopo sei o sette anni arriva solitamente una generazione completamente nuova.

I veicoli definiti dal software, invece, possono essere aggiornati continuamente, ampliando le funzionalità nel tempo, proprio come avviene per gli smartphone: ciò consente alle auto aggiornate a distanza di mantenere il loro valore più a lungo nel tempo. Se n’è accorta anche la Toyota, che ha deciso di allungare la vita delle prossime generazioni dei suoi modelli da sette a nove anni (qui la notizia).

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MANCATO GUADAGNO

Gli aggiornamenti OTA, però, comportano anche dei costi economici e non solo per le spese legate allo sviluppo e alla distribuzione di ogni update. Sebbene il prolungamento della rilevanza tecnologica di un veicolo possa aumentare il valore residuo e ridurre la necessità di riprogettazioni complete, la tecnologia OTA rimane difficile da monetizzare.

In Cina, gli aggiornamenti sono generalmente gratuiti, il che elimina la possibilità di generare ricavi aggiuntivi. Per questo motivo il settore sta valutando soluzioni in abbonamento simili a quelle di Tesla, che in Nord America propone a pagamento l’abbonamento che “blocca” la guida autonoma completa. Allo stesso modo la Xpeng, per esempio, sta considerando livelli più avanzati di guida autonoma, in particolare la tecnologia di Livello 4, da offrire come servizio a pagamento. 



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Ritratto di Alexspc79
13 aprile 2026 - 12:59
54
Ora manca la Honda
Ritratto di zottto
13 aprile 2026 - 13:20
È il suo bello non aggiornarsi, rimanere fuori da queste stupidaggini. Anzi, dall’esterno ti accorgi quanto si è rincitrullita la società.
Ritratto di Puppamelo
13 aprile 2026 - 14:53
ti metti dentro una di queste auto ...e ti parla l'Alexia di turno ....lo sente il calino? pigiare la lettera F ....quando appare il rosso aziona lo sfintere alla prematurata, aggiorna il software Bipppppp .Duuuu beeee niiii niiii ......che pallllllle, odio queste nuove auto piene di problemi, difficili, stancanti, brutte esteticamente, con tecnologie problematiche, che consumano un botto rispetto al passato, care asserpentate, con tutta questa tecnologia invadente
Ritratto di Andre_a2
13 aprile 2026 - 13:53
Nel mondo del software, il diffondersi degli aggiornamenti online ha fatto sì che spesso vengano rilasciati prodotti buggati e incompleti. Se questo dovesse succedere anche con le auto, sarebbe un bel problema. I servizi in abbonamento, poi, li rifiuto categoricamente: dopo tanta fatica sono riuscito ad abbandonare quelli "classici", figuriamoci se ora ne voglio in auto!
Ritratto di Blueyes
13 aprile 2026 - 14:12
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la tendenza è sempre più pagare sempre una sorta di abbonamento a tutto e non venderti più niente di completo e accessibile. Le aziende ci guadagnano due volte: quando ti vendono l'auto con già tutto dentro (perchè mica è gratis) e dopo rivendendoti continuamente lo stesso servizio.
Ritratto di Andre_a2
13 aprile 2026 - 14:51
Vero, ed è una tendenza in aumento ovunque. E anche i prezzi sono in aumento: Netflix agli inizi era molto economico, ormai mi conviene noleggiare i film. Aggiungi abbonamenti a sport, musica, Amazon, Game Pass, cloud, Office, Strava, Vpn... inizi sempre con poco, magari una prova gratuita che ti scordi di cancellare, e alla fine ci lasci una montagna di soldi ogni mese per cose che magari neanche hai usato. Io per ora ne sono uscito completamente, vediamo per quanto si resiste :)
Ritratto di giocchan
13 aprile 2026 - 14:32
In generale sono abbastanza d'accordo... però con gli infotainment moderni questa cosa non è più ragionevole. Mi spiego: se puoi vedere Netflix in auto, senza aggiornamenti OTA, prima o poi arriva il giorno (magari tra 5-10 anni) che Netflix smette di supportare dispositivi "legacy", e Netflix in auto non funziona più. Con gli aggiornamenti OTA, questa cosa "può non succedere": è un'eventualità perchè, a sua volta, il costruttore potrebbe decidere di smettere di rilasciare aggiornamenti OTA per le auto più vecchie di tot. Tesla in questo è sempre stata molto "generosa", con aggiornamenti anche per auto un po' più vecchiotte... ma non è detto che tutti i costruttori facciano lo stesso (se si pensa che ci sono costruttori che smettono di produrre pezzi di ricambio... e parlo anche di costruttori (e pezzi) insospettabili, tipo i pistoni del BMW X5 2.0 4 cilindri di qualche annetto fa - comprato da un mio parente molto prossimo...)
Ritratto di Andre_a2
13 aprile 2026 - 15:00
@giocchan: l'infotainment va benissimo che lo trattino come un PC o uno smartphone. Il problema è che qui si parla di tutta la macchina: gestione della batteria, erogazione del motore, funzionamento degli ADAS... e posso essere favorevole anche all'aggiornamento OTA di questi, a patto che vengano testati mooolto severamente prima del lancio. Ricordo il "batterygate" di Apple diversi anni fa, dove una nuova versione di iOS causava il consumo anomalo della batteria e lo spegnimento senza preavviso nonostante il 20-30% di carica: già era una cosa inaccettabile su smartphone in quella fascia di prezzo, figuriamoci se la macchina ti dovesse regolarmente lasciare a piedi a chilometri da casa tua
Ritratto di giocchan
13 aprile 2026 - 15:29
In generale, credo ci siano dei limiti agli OTA. Tu puoi aggiornare tutto quello che vuoi, ma ci sono delle funzionalità che sono legate a doppio filo all'omologazione del veicolo: immagino questi update saranno limitati al minimo (fosse solo perchè "ri-omologare" il veicolo comporta un costo enorme per il produttore). Avere un SDV (software defined vehicle) non vuol dire necessariamente che gli update OTA andranno a toccare tutte le parti del veicolo.
Ritratto di Andre_a2
13 aprile 2026 - 15:51
Se ci sono limiti agli OTA, o non vengono rispettati o si basano su regolarmenti obsoleti facilmente aggirabili. Perché tramite aggiornamenti OTA, Tesla ha nella sua storia, fra le altre cose: migliorato lo 0-100, aumentato l'autonomia, migliorato la frenata, inibito radar e sensori a ultrasuoni, aggiunto gestione avanzata nel Track Mode... tutte cose che su un'auto tradizionale avrebbero richiesto modifiche meccaniche e ri-omologazione, e tutte cose dove la fretta in fase di programmazione e il risparmio sul controllo qualità possono fare disastri. E ribadisco: ottimo che oggi queste cose siano possibili, e ottimo che non ci siano stati bug diffusi e catastrofici. Probabilmente Tesla avendo gli occhi del mondo addosso ci va con i guanti di piombo. Ma col diffondersi di questa metodologia, aumenta anche il rischio di ritrovarci con una Bethesda dell'automotive prima o poi.
Ritratto di giocchan
13 aprile 2026 - 16:36
È possibile anche che Tesla abbia fatto tutte quelle cose solo negli USA: le normative sono molto differenti (vedi l'uso del FSD!), e generalmente in europa si procede molto più con i piedi di piombo. Non escluderei a priori nemmeno che Tesla abbia ri-omologato le vetture: in fondo si parla di Model 3 e Y, non ha un ventaglio di veicoli enorme. PS: capisco benissimo cosa intendi con Bethesda... :)
Ritratto di Andre_a2
13 aprile 2026 - 16:49
Sono abbastanza convinto che si tratti di aggiornamenti applicati anche ai modelli europei, ma non ci metterei la mano sul fuoco. Magari qualche possessore di lunga data ci farà sapere. Escluderei invece che Tesla abbia riomologato. Cioè, magari per i modelli nuovi si, ma per quelli già venduti, non è che devi andare a rifare il libretto dopo un aggiornamento software...
Ritratto di giocchan
13 aprile 2026 - 17:08
Ok - sicuro nessuno è andato alla motorizzazione dopo un'update OTA... :DDD
Ritratto di giocchan
13 aprile 2026 - 14:26
"In Cina, gli aggiornamenti sono generalmente gratuiti, il che elimina la possibilità di generare ricavi aggiuntivi. Per questo motivo il settore sta valutando soluzioni in abbonamento simili a quelle di Tesla, che in Nord America propone a pagamento l’abbonamento che “blocca” la guida autonoma completa." solo per chiarezza: gli aggiornamenti di Tesla sono sempre stati gratuiti. Le funzionalità FSD e Autopilot avanzato si pagano a parte - prima come pagamento una-tantum, ora come abbonamento mensile (vedendo il configuratore sul sito, da noi dovrebbe essere ancora una-tantum)
Ritratto di serginolatino
13 aprile 2026 - 14:29
Calza a pennello con la filosofia pragmatica del "tutto quello che non c'è non si può rompere".. e (aggiungerei) craccare.
Ritratto di lucio204
13 aprile 2026 - 14:30
Speriamo in un bel virus che spenga l'auto e poi ti tocca pagare il valore dell'auto per poter ripartire...
Ritratto di Sherburn
13 aprile 2026 - 16:41
O ti tiene in ostaggio chiuso dentro. Non vedo proprio l'ora di spendere 50.000 euro e poi imprecare come fosse uno smartphone imballato se non pago gli estorsor... ops, la casa madre, per l'aggiornamento software.
Ritratto di Sherburn
13 aprile 2026 - 15:36
Basta non comprarle 'ste ciofeche. Al costo di una BYD ci escono 4/6 Fiat 600 mod 187, di colore diverso da intonare alle camicie, provate ad aggiornare quelle. Una flotta, per tutta la famiglia. Al mare ci si va in convoglio (tanto si tratta di stare in coda a mangiar panini fino a Firenze Nord o Cesena).
Ritratto di deutsch
13 aprile 2026 - 16:01
4
ricordo che nei commenti sul crash test c'era scritto serio pericolo di morte.... era penosa da nuova figurati dopo 20 anni e più
Ritratto di Sherburn
13 aprile 2026 - 16:38
Va guidata con attenzione, come fosse una bici elettrica.
Ritratto di Demetrio_
13 aprile 2026 - 15:39
Faccio una previsione da mago Otelma: quando troveranno delle batterie con un rapporto peso potenza adeguato, e i componenti si standardizzeranno per ottimizzare i costi (cosa che il presidente di NIO auspica pubblicamente quindi ci stanno pensando tutti) e perciò le auto saranno tutte molto simili in termini di batterie e motori, la differenza la farà il software. Perciò chi sarà messo meglio avrà un vantaggio competitivo non indifferente. I costruttori europei hanno sbagliato il posizionamento delle auto chi più chi meno (Stellantis ha fatto più volte inversione a U) , vogliamo sbagliare anche stavolta? BMW (iDrive) e Mercedes (MBUX) ci stanno lavorando e sono sulla buona strada. Il gruppo VW ci aveva puntato con la divisione Cariad ma ha sbagliato a scegliere i manager e loro a scegliere i collaboratori ed è finito tutto a peripatetiche. Renault ci ha onorevolmente rinunciato cercando una integrazione maggiore soprattutto coi servizi Google. Stellantis anche qui non pervenuta.
Ritratto di AZ
13 aprile 2026 - 16:09
L'abbonamento per servizi già pagati è una truffa. L'auto deve durare finché sta su 4 ruote, non finché scelgono di aggiornare il suo SO di bordo.
Ritratto di Sherburn
13 aprile 2026 - 16:39
Infatti, fino alla rottura del pianale.

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