IL FUTURO È QUI - Utilizzata nel mondo delle competizioni, vedi le vetture di Formula 1, e nelle più supercar più esotiche, come la Pagani Huayra o la Lamborghini Aventador, la fibra di carbonio è il materiale del futuro. I costruttori, grazie alle moderne tecnologie che stanno abbattendo i costi di produzione, stanno guardando con crescente interesse al carbonio per ridurre il peso delle auto (e quindi le emissioni) e incrementare allo stesso tempo la robustezza degli abitacoli in caso di incidente.

L'ossatura della Lamborghini Aventador con la cellula dell'abitacolo in fibra di carbonio.
DIVERSE JOINT VENTURE - Nella scorsa primavera il gruppo Daimler (Mercedes e Smart) ha creato una joint venture con la giapponese Toray, mentre già nel 2009 la rivale BMW aveva acquisito il 22,25% della tedesca Sgl Carbon, diventando l'azionista di maggioranza. La BMW ha investito 230 milioni di euro per lo sviluppo e la produzione della scocca in carbonio del progetto Megacity (qui per saperne di più), dal quale nascerà la citycar elettrica i3 (qui la news).

La scocca in carbonio della BMW Megacity.
IL CASO BMW-VW - Una “corsa all'oro” che in questi giorni ha visto scendere in campo anche la Volkswagen, che negli ultimi anni ha investito molto sull'alluminio con l'Audi. Come riporta l'agenzia di stampa Reuters, il gruppo tedesco lunedì 28 febbraio ha annunciato di aver stretto un accordo per acquisire l'8,18% della Sgl Carbon. Una notizia che ha colto di sorpresa Norbert Reithofer, amministratore delegato della BMW: “la Volkswagen non ci ha detto niente e noi non siamo stati avvisati (dalla Sgl Carbon)”. Temendo una possibile scalata della Volkswagen, Susanne Quandt azionista di riferimento del gruppo BMW, ha annunciato di essere pronta ad aumentare la quota del suo gruppo nella Sgl Carbon.

































