CONSUMI AL PALO - La crisi economica frena anche i consumi di prodotti petroliferi, scesi del 6% il mese scorso. Lo fa sapere l’Unione petrolifera, secondo cui il calo equivarrebbe a 405.000 tonnellate di greggio in meno rispetto alle 6,8 milioni “bruciate” nel luglio del 2010. Pesano i forti rincari dei carburanti: 22 centesimi in più al litro nell’ultimo anno, soprattutto per affetto dell’aumento delle accise. Tanto che l’8 agosto scorso la differenza tra i prezzi medi alle pompe italiane e quelli nel resto dell’Unione europea hanno segnato il record di 5,7 e 4,7 centesimi al litro, rispettivamente per la benzina e il gasolio. E malgrado la situazione sia un poco migliorata, i prezzi restano comunque alti.
PREZZI ALLE STELLE - In Italia, stando ai prezzi consigliati dalle compagnie petrolifere, la benzina viaggia dagli 1,601 euro al litro praticati dagli impianti della Esso agli 1,606 euro al litro di Q8, Tamoil e IP; quelli del gasolio oscillano invece tra gli 1,479 euro al litro alle pompe targate Q8 e Esso agli 1,489 euro praticati dalla Tamoil; mentre il Gpl va dagli 0,712 euro al litro della Eni agli 0,724 della IP.
SI LASCIA L’AUTO A CASA - Se il caro carburante ci mette del suo, il motivo principale della riduzione dei consumi va però ricercato nel calo dei viaggi estivi in automobile. In altre parole, fiaccati dalla crisi economica, gli italiani usano meno la macchina per andare in vacanza. Se a questo si aggiunge il calo del 10,7% nelle immatricolazioni di vetture (dato dello scorso luglio), si capisce perché la domanda di carburanti sia scesa il mese scorso del 7,6% a quota tre milioni di tonnellate, di cui 2,2 milioni di gasolio e 0,8 di benzina. Va meglio, ma di poco, per il Gpl: -2,7%. Così, le uniche voci a mostrare il segno più riguardano il cherosene per gli aerei e le navi: +4,8% e +18,6%, rispettivamente.




























