In passato le spider hanno fatto la fortuna dell’Alfa Romeo, ma ormai da molti anni il biscione non ha più una scoperta all’interno della sua gamma. Tuttavia c’è chi vorrebbe riportare in vita questa tradizione, immaginando una fuoriserie che non esiste ma che potrebbe diventare realtà.
A farlo è la Castagna Milano, storica carrozzeria che ha pensato a una versione speciale della Giulia che unisce le proporzioni di una gran turismo alle possibilità di una cabriolet, con una carrozzeria completamente ridisegnata e soluzioni tecniche pensate per distinguersi dalla berlina di partenza.
Non è un semplice esercizio di stile: secondo il carrozziere milanese, il progetto è omologabile e potrebbe essere realizzato in tempi brevi, una volta trovato un cliente disposto a commissionarlo. L’idea è quella di riprendere una tradizione italiana in cui i carrozzieri reinterpretavano i modelli di serie, dando vita a vetture molto diverse da quelle da cui derivavano.
La base è la Giulia nella sua configurazione più potente, la rara GTA alleggerita e con il V6 2.9 biturbo portato a 450 CV, mentre il risultato è una sportiva a due posti che può trasformarsi da coupé a barchetta.

Le proporzioni cambiano radicalmente rispetto alla berlina originale. La vettura misura 470 cm in lunghezza, 194 in larghezza (208 con gli specchietti) e 137 in altezza. Il dettaglio più significativo, però, riguarda l’abitacolo, dove sedili anteriori, volante e plancia sono arretrati di ben 33 cm: in questo modo si ottiene un cofano molto più lungo, con un’impostazione tipica delle gran turismo sportive.
La configurazione prevede soltanto due posti, mentre il bagagliaio ha una capacità dichiarata di 623 litri. Un valore notevole per una vettura di questo tipo, anche considerando che nel vano trovano posto il meccanismo del tetto ripiegabile e il lunotto in vetro stratificato, che svolge anche la funzione di frangivento.
La carrozzeria è realizzata in fibra di carbonio a vista, con pannelli stampati in 3D per le zone più esposte agli urti, dove è richiesta una maggiore flessibilità. L’eliminazione delle porte posteriori, del tetto originale e di alcuni componenti, insieme all’impiego di nuovi materiali, permette di contenere il peso a 1.420 kg.
Anche le superfici vetrate sono state riprogettate: il parabrezza, i finestrini laterali e la capote in tessuto disegnano un’unica linea ovale, mentre i montanti più sottili, realizzati secondo un brevetto della Castagna, puntano a migliorare la visibilità laterale.

La capote in tela è uno degli elementi centrali del progetto. Quando è chiusa, si raccorda a due montanti posteriori triangolari, che terminano in appendici a forma di pinna e si appoggiano alla sezione centrale in carbonio del cofano del bagagliaio. Quando viene ripiegata, scompare completamente, lasciando visibili soltanto i profili aerodinamici dietro i sedili: la silhouette diventa così quella di una barchetta.
Anche il fondo della vettura è stato studiato per gestire i flussi d’aria, con quattro elementi nella parte anteriore che dividono il flusso in altrettanti canali: due corrono lungo le fiancate, mentre gli altri vengono indirizzati su due livelli del sottoscocca, con uscite nella zona posteriore, tra bagagliaio e paraurti e tra paraurti e diffusore.

La Castagna Milano non ha ancora realizzato concretamente la vettura: le immagini diffuse finora sono render e non sono stati comunicati tempi di lavorazione o dettagli tecnici definitivi. Tuttavia la carrozzeria assicura di voler costruire un solo esemplare, destinato a un collezionista Alfa Romeo che possieda già un forte legame con il marchio di Arese.
Anche il prezzo della trasformazione resta sconosciuto. Del resto, procurarsi la base di partenza è già un’impresa costosa: al lancio la Giulia GTA aveva un prezzo di listino di circa 175.000 euro, ma gli esemplari disponibili oggi sul mercato dell’usato sono rari e possono raggiungere quotazioni nell’ordine dei 250.000 euro. A questa cifra andrebbe aggiunto il costo, ancora da definire ma senza dubbio decisamente importante, della trasformazione in cabriolet.





