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Così trema il cuore dell'auto tedesca

Pubblicato 25 febbraio 2026

Quella che un tempo era la regione più ricca d’Europa oggi preoccupa a causa del boom della concorrenza cinese, dei dazi USA e per la scommessa per ora persa sull’elettrico.

Così trema il cuore dell'auto tedesca

INVESTIRE È UN AZZARDO

La crisi dell’auto tedesca non si legge solo nei bilanci dei grandi costruttori famosi in tutto il mondo. Per capire la profondità del fenomeno la Reuters è andata a esplorare il Baden-Württemberg, la regione tedesca di cui è capoluogo Stoccarda, con la più alta densità di industria automobilistica e dove ci sono le sedi di Porsche, Mercedes e Bosch, confezionando un reportage che mette in mostra come la crisi stia mangiando la terra sotto i piedi a centinaia di piccoli fornitori.

È il caso per esempio della Dostech, un’azienda di medie dimensioni di Moessingen specializzata in sigillanti: nel 2018 aveva puntato tutto sull’auto elettrica, oggi si ritrova a tagliare il personale perché le commesse dei grandi costruttori sono crollate. “Quest’area non è più stabile, investire è diventato un azzardo”, spiegano i vertici dell’azienda. Una frase che riassume il sentimento di un intero Land dove il PIL è sceso dello 0,4% nel 2024, facendo peggio della media nazionale.

fabbrica porsche

Nella foto qui sopra la fabbrica Porsche di Zuffenhausen alla periferia di Stoccarda.

UN MIX MICIDIALE

Per decenni, il Baden-Württemberg è stato il simbolo dell'eccellenza manifatturiera. Ma oggi il vento è cambiato. Per una regione che vive di export (qui si produce il 15,5% delle esportazioni totali tedesche), i dazi degli Stati Uniti sono stati un duro colpo, che hanno seguito l’aumento della concorrenza cinese, capace di produrre di più e a costi minori.

Il carico da novanta ce l’ha messo infine una transizione energetica incompiuta: molti fornitori hanno investito milioni di euro nell’elettrico, ma la domanda del mercato non è decollata come previsto, lasciandoli senza ossigeno finanziario.

fabbrica mercedes 2

Qui sopra la fabbrica Mercedes di Sindelfingen.

POSTI A RISCHIO

I numeri non mentono: le procedure di insolvenza sono aumentate del 30% in due anni. Sebbene la disoccupazione resti tecnicamente bassa (4,8% a gennaio 2026, comunque in aumento rispetto al 3,9% del gennaio 2023), il merito è del cosiddetto “accumulo di manodopera”, per cui le aziende tengono i dipendenti anche se non hanno lavoro per paura di non trovarne più di qualificati in futuro.

Ma quanto può durare? Il sindacato IG Metall lancia l’allarme: entro il 2030 potrebbero sparire 14.000 posti di lavoro solo nel settore auto.

fabbrica bosch

Qui sopra una fabbrica della Bosch, il più grande fornitore mondiale di componentistica per auto, che ha sede a Stoccarda.

I NUMERI DELLA CRISI

Indicatore

Dato / Valore

Note

Export regionale

15,5%

Quota del Baden-Württemberg sul totale delle esportazioni nazionali tedesche.

Peso del manifatturiero

38,1%

Valore aggiunto lordo regionale (rispetto al 28,5% della media nazionale).

Crescita PIL 2024

-0,4%

Contrazione superiore alla media nazionale tedesca (-0,2%).

Disoccupazione (Gen 2026)

4,8%

In netto aumento rispetto al 3,9% registrato a gennaio 2023.

Offerte di lavoro

-30%

Calo dei posti vacanti nella regione rispetto ai livelli del 2022.

Tagli previsti

14.000

Posti di lavoro nel settore auto che potrebbero sparire entro il 2030.

Insolvenze (2024)

+30%

Incremento dei fallimenti aziendali registrato nel corso dell'anno precedente.

Vendite auto (EU - Gen 2026)

-3,5%

Primo calo anno su anno delle immatricolazioni in Europa dopo sei mesi di crescita.



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Ritratto di Quello la
25 febbraio 2026 - 17:57
E adesso che arriva AI come la mettiamo? :-) PS Leggo: "... hanno investito milioni di euro nell’elettrico...". Facciamo che erano "miliardi"?
Ritratto di Gna2222
25 febbraio 2026 - 17:59
Di fenomeni che continuano a comprargli la paccottiglia ultra-sovrapprezzata che vendono ne troveranno sempre. Ad ogni modo l'unica salvezza per l'automotive EU è fare fronte comune e costringere i cinesi a venire a produrre qui
Ritratto di giocchan
25 febbraio 2026 - 18:06
"È il caso per esempio della Dostech, un’azienda di medie dimensioni di Moessingen specializzata in sigillanti: nel 2018 aveva puntato tutto sull’auto elettrica [...]" è quello che succede quando UE fissa degli obiettivi di Co2 per i costruttori, poi, per vari motivi, ti fanno il pianto greco, e tu UE torni indietro sulle tue scelte. Succede che aiuti un sacco di aziende (Stellantis, ecc...), ma succede anche che qualcun'altra la mandi per aria.
Ritratto di forfElt
25 febbraio 2026 - 18:48
Bah... Cioè, io non ho capito una cosa: se le elettriche crescono che mo' stanno già al 20%, e le non elettriche calano che sono già a un miserrimo 80% => come fa ad essere le elettriche il problema ??
Ritratto di deutsch
25 febbraio 2026 - 18:57
4
forse perché una grand fetta delle elettriche è costruita fuori Europa a differenza delle termiche, soprattutto tedesche, che sono costruite in EU
Ritratto di forfElt
25 febbraio 2026 - 19:06
Scusa anche incluse NeueKlasse e MMA ? Possibile dall'estero?
Ritratto di deutsch
25 febbraio 2026 - 19:09
4
no parlavo in generale delle elettriche di tutti i marchi.
Ritratto di forfElt
25 febbraio 2026 - 19:13
Fiùuu... Scampata bella. Comunque NeueKlasse iX3 ha fatto il pienone di prenotazioni
Ritratto di Alexspc79
25 febbraio 2026 - 18:13
53
Peccato le Tedesche
Ritratto di Volpe bianca
25 febbraio 2026 - 18:37
Uno dei tanti effetti collaterali della DisUnione Europea. E adesso, come si dice dalle mie parti, rangève (arrangiatevi).
Ritratto di forfElt
25 febbraio 2026 - 18:54
Sarebbe avvenuto lo stesso, e magari anche prima: una Dual Motor da 600CV e 0-100 in 4 sec oramai listina poco più di 40k. Che poi il tempo che ingrana il volano di NeueKlasse e MMA e vedi che si riportano in pari anche loro
Ritratto di Rav
25 febbraio 2026 - 18:43
4
Non avessero seguito gli strampalati ideali elettrici del "solo elettrico", offrendo tale propulsione come una scelta, probabilmente oggi non avrebbero dovuto fronteggiare nè il buco dell'elettrico, nè la cina, ma solo i dazi USA. Un applauso a chi ha deliberatamente deciso di mandare a scatafascio industria e lavoro nel vecchio continente. Poi è vero che anche le Case hanno le loro colpe, ma della bastonata dell'elettrico per com'è stato portato avanti ne facevamo tutti volentieri a meno, anche perchè era tutto molto prevedibile.
Ritratto di deutsch
25 febbraio 2026 - 19:01
4
si ma il ban è sempre stato al 2035 mentre molte case si sono lanciate a pesc*e puntando tutto sulle ev salvo poi fare i dietrofront a cui assistiamo perchè le vendite non vanno come previsto. forse hanno ciccato le previsioni ma quelle non le ha fatte la UE
Ritratto di Tistiro
25 febbraio 2026 - 19:25
Le elettriche servono ad abbassare la media co2 imposta dalla ue
Ritratto di Tistiro
25 febbraio 2026 - 19:26
Altrimenti sanzioni a rotta di collo, imposte dalla ue. Oppure paghi le quote co2 a tesla, comunque dovesse andare sempre pagare avrebbero dovuto
Ritratto di deutsch
25 febbraio 2026 - 19:33
4
si ma solo quelle vendute. se poi oggi dopo essersi lanciati sulle Ev tornano al termico forse non era un problema di compensazione. Co2
Ritratto di Tistiro
25 febbraio 2026 - 19:43
Le multe son state sospese rimandate
Ritratto di alex_rm
25 febbraio 2026 - 18:58
Dopo l’industria della telefonia,dei pc,dei televisori adesso l’industria dell auto rischia di fare la stessa fine nei confronti delle industrie asiatiche e l’Unione europea sta favorendo la distruzione dell industria europea
Ritratto di Jimgoose
25 febbraio 2026 - 19:27
il peccato originale é una transizione frutto di imposizioni ideologiche,gli industriali hanno sbragato in investimenti miliardari convinti di rientrare velocemente grazie ai metodi coercitivi tipici dei vampiri di bruxelless,ma quando i cittadini hanno capito che la transizione era costosa oltre che inutile x l'ambiente e gli incentivi a debito x la collettività sono terminati, insieme ai dietrofront delle amministraz. locali sul "tutto gratis" se hai l'elettrica,l'ingranaggio si é inceppato, se ne vende poche sia nuove che usate e restano sui piazzali a deperire, e se rallenta la produzione idem fa la fornitura di pezzi e tecnologie, mi meraviglio che qualcuno si meravigli di questa situazione
Ritratto di BobTheBear
25 febbraio 2026 - 19:55
Forse non è chiaro. La decarbonizzazione non si fa per ideologia. La si fa perché i cambiamenti climatici, che si prospettano non facendola, renderebbero alquanto indigesto questo pianeta alla specie animale homo sapiens. Con questo, non significa che la specie si estinguerebbe nell’immediato, ma potrebbe entrare nell’arco di un secolo o poco più tra quelle a rischio d’estinzione. In ogni caso, visto che l’obiettivo di dismettere gli idrocarburi sembra essere confermato a livello mondiale (più o meno da tutti), sarei curioso di capire come i geni pro motori diesel, benzina, gpl e metano pensano di far funzionare questi motori. Ultimo punto. Se la politica EU avesse seguito immediatamente quella Cinese sulla mobilità elettrica mettendo vincoli più forti, ovvero non sulla CO2 del venduto ma semplicemente impostando un numero massimo di termiche vendibili per applicazioni (ovvero lavoro o uso privato) o semplicemente applicando regole simili a quelle cinesi, per cui se si vive in aree altamente inquinate l’acquisto di una termica doveva essere più oneroso (tassa extra d’acquisto, la butto lì pari al 50% del valore non Ivato), oggi con ogni probabilità il mercato delle BEV o alternative che non usino combustibili fossili sarebbe decollato.
Ritratto di AZ
25 febbraio 2026 - 19:47
Si deve puntare sulla qualità e non sulla quantità.
Ritratto di otttoz
25 febbraio 2026 - 20:07
adesso la germania per tema di putin si riarma ma se poi vincono i neonazisti abbiamo di nuovo una germania bellicosa in europa e in mano ai nazi...

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