Più lunga di 15 cm, più larga di 18 e con forme toste e squadrate che trasmettono solidità, la nuova Dacia Spring è tutta un’altra auto rispetto alla piccola citycar elettrica nata nel 2021 e venduta in oltre 210.000 esemplari.

Basata sulla piattaforma su cui poggia la Renault Twingo E-Tech (le due case fanno parte dello stesso gruppo), la Dacia Spring abbandona il look da baby suv del precedente modello. La parentela con la “cuginetta” francese è evidente (identici il montante anteriore, il tetto e le porte, coi vetri posteriori che si aprono a compasso), ma l’auto ha una personalità tutta sua: merito del cofano anteriore alto, corto e spigoloso, dei grossi fascioni neri che collegano le luci anteriori e posteriori e delle estese protezioni in plastica grezza antigraffio nei paraurti.

Anche gli interni della Dacia Spring, realizzati in economia ma con plastiche e tessuti robusti, sono tutti nuovi. Nella plancia, che si sviluppa in senso orizzontale, ci sono un cruscotto digitale di 7” configurabile e ben leggibile e, nella più ricca Journey, che costa 19.500 euro, un impianto multimediale con display centrale di 10”, connessione ad Apple CarPlay e Android Auto, navigatore e retrocamera.
Accessori assenti nella “base” Expression, che costa 17.900 euro ma ha le ruote di 15” anziché di 16”, un supporto per il cellulare al posto dell’infotainment (e fa rinunciare anche all’accesso senza chiave). Tutte hanno pratici portaoggetti e diversi ganci a cui fissare accessori utili come dei portaocchiali o delle buste della spesa pieghevoli acquistabili nelle concessionarie della casa.

Per essere un’auto lunga 385 cm, lo spazio per chi siede dietro è buono (solo dai 185 cm in su si sfiora il soffitto con la testa), ma a differenza della Twingo il divano a due posti non è scorrevole; è una comodità in meno, ma nonostante ciò il bagagliaio ha una capienza da record nella categoria: 337 litri con i quattro posti in uso. Pratico il pozzetto anteriore (optional) in cui riporre i cavi di ricarica.
Il motore a corrente da 80 CV e la batteria da 27,5 kWh al litio-ferro-fosfato derivano da quelli della Twingo, ma l’autonomia dichiarata è leggermente inferiore: 250 km anziché 263. Con il caricatore di bordo di serie la “pila” si ricarica solo in corrente alternata a 6,6 kW (9 ore per il 15-80%), ma con il pacchetto ricarica rapida si sale a 11 kW alla presa domestica e ci si può collegare anche alle colonnine veloci (28 minuti per il 15-80% se la potenza erogata raggiunge i 50 kW accettati dagli accumulatori).

Sul fronte delle prestazioni, la casa dichiara una punta massima di 130 km/h e un tempo di 12,1 secondi nello “0-100”, mentre la nuova piattaforma dovrebbe garantire doti di agilità e tenuta di strada nettamente superiori a quelle della precedente Dacia Spring.






































































