Per anni, quando si cercava un’auto spaziosa e pratica per la famiglia, la station wagon era la scelta quasi obbligata. Poi sono arrivate le suv e le crossover, sempre più numerose e apprezzate dal pubblico, e le familiari tradizionali hanno progressivamente perso terreno. Eppure, in questo scenario, c’è ancora una regina difficile da spodestare: la Skoda Octavia Wagon, da tempo uno dei punti di riferimento del mercato europeo per chi vuole tanto spazio senza passare a una vettura a ruote alte.

Ma se molte case automobilistiche stanno abbandonando il mondo delle station wagon, va controcorrente la Dacia, che con la Striker (in arrivo nelle concessionarie entro la fine dell’anno) riprende la praticità e la capacità di carico tipiche di una familiare, abbinandole a un aspetto un po’ più modaiolo grazie a un assetto rialzato e a dettagli da crossover.

Se all’inizio degli anni ‘10, la Duster contribuì a rendere popolare il segmento delle suv proponendosi come un’alternativa semplice, robusta e conveniente a clienti che generalmente avrebbero scelto altri tipi di carrozzeria, la Striker potrebbe riuscire a fare qualcosa di simile: distogliere l’attenzione del pubblico dalle ormai “solite” crossover e riportarlo a guardare con interesse una station wagon, seppur “suvvizzata”.

Le interpretazioni della station wagon offerte dalla Skoda e dalla Dacia sono parecchio differenti. Da un lato la Octavia non cerca i dettagli che richiamano il mondo dell’offroad: la carrozzeria lunga e filante, il cofano relativamente basso e il grande portellone definiscono una station wagon nel senso più classico del termine. È una linea elegante e razionale, che nell’ultima evoluzione ha perso parte dell’austerità delle precedenti generazioni senza rinunciare alla sua impostazione tradizionale.

La Striker ha invece una carrozzeria di una wagon a tutti gli effetti, ma l’assetto rialzato, le protezioni nere e le grandi ruote le conferiscono un aspetto da crossover. Contribuiscono alla particolare fisionomia anche la fiancata molto pulita, il tetto relativamente basso e il frontale con la caratteristica firma luminosa a T. Una scelta che permette alla Dacia di mantenere una silhouette più slanciata rispetto a una tradizionale crossover, pur offrendo una posizione di guida rialzata.

Le due vetture si collocano su valori dimensionali abbastanza vicini, pur se con proporzioni differenti. La Dacia Striker misura 462 cm in lunghezza, 8 cm in meno della Octavia Wagon, che arriva a 470 cm. La differenza più evidente, però, è nell'altezza: la Striker è alta 153 cm, 6 cm in più rispetto ai 147 cm della più filante Octavia. Le carrozzerie tuttavia sono simili: il risultato è frutto anche di un’altezza da terra differente, che vede la wagon rumena arrivare a 19 cm per gli esemplari a due ruote motrici e 20 cm per le 4x4, mentre quella ceca si ferma a circa 14 cm per entrambe le varianti.

Per due vetture per famiglie, la sfida non può che giocarsi anche sul campo della capacità di carico. La Striker mette a disposizione 600 litri, un valore molto vicino a quello delle migliori station wagon, mentre la Octavia Wagon parte da 640 litri e arriva a 1.700 abbattendo gli schienali posteriori. La Skoda, insomma, conserva un piccolo vantaggio proprio nel campo in cui le station wagon hanno costruito la loro reputazione.
Difficile definire “low cost” l’ambiente interno della Skoda Octavia Wagon, che al contrario della rivale è per gran parte rivestito da materiali morbidi anche sulla plancia, gradevole con il suo andamento a “onda”. Al centro c’è lo schermo del sistema multimediale, che nelle varianti più ricche arriva a 13 pollici, mentre dietro il volante si trova il cruscotto digitale di 10,2 pollici.

Sulla Dacia Striker invece le plastiche sono per lo più rigide, seppur ben lavorate e robuste, anche se una fascia di tessuto centrale sulla plancia dà una piacevole sensazione di qualità. La plancia riprende alcuni elementi già visti sugli altri modelli della casa, con strumentazione digitale di 7 pollici e schermo centrale da 10,1 pollici. Pratica e ben fatta la “batteria” di tasti per il climatizzatore bizona nella consolle.

Entrambe si distinguono per diverse soluzioni intelligenti che rendono l’abitacolo più pratico. Sulla “giardinetta” ceca sono accessori definiti “Simply Clever” come reti fermacarico, ganci multifunzione, tasche porta smartphone sugli schienali dei sedili anteriori e l’immancabile vano portaombrello nella portiera. Sulla rumena c’è invece il sistema “YouClip”, che permette di scegliere vari ganci dedicati (sia per bagagliaio che per l’abitacolo) paer fissare accessori come tablet, smartphone o torce.
Per quel che riguarda i propulsori, le proposte sono piuttosto ampie e non sempre sovrapponibili. La gamma della Octavia Wagon comprende motori a benzina, mild hybrid e diesel, tutti a quattro cilindri. Il 1.5 TSI è disponibile sia a benzina sia con sistema mild hybrid, offerto con 116 o 150 CV, sempre con la trazione anteriore e cambio manuale, mentre è solamente a benzina il 2.0 TSI da 204 o 265 CV (Octavia Wagon RS), in questo caso con cambio a doppia frizione e trazione integrale. Due le versioni 2.0 TDI da 115 o 150 CV, entrambe a trazione anteriore: la prima ha il cambio manuale, la seconda il DSG.

Quando sarà effettivamente disponibile per gli ordini, la Dacia Striker non avrà motori diesel ma i grandi viaggiatori apprezzeranno in particolare la versione mild hybrid‑G 140 da 140 CV, una soluzione bifuel benzina-gpl con sistema a 48 V, abbinabile sia al cambio manuale sia all’automatico; il motore termico è il tre cilindri 1.2 turbo.

Più potente la full hybrid da 155 CV, che utilizza un quattro cilindri 1.8 da 109 CV in combinazione con due unità elettriche: una da 49 CV e una funzione di starter/generatore ad alta tensione, che serve anche a ricaricare la batteria di 1,4 kWh. La variante a trazione integrale prevede, sull’asse anteriore, il tre cilindri 1.2 mild‑hybrid a 48 V da 140 CV con cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti, mentre sul posteriore opera un motore elettrico da 31 CV e 87 Nm, che interviene solo quando necessario: scarsa aderenza, richiesta di massima potenza o manovre a bassissima velocità.
È probabilmente qui che la Dacia Striker può giocare la sua carta più importante. Anche se il listino ufficiale della wagon rumena non è ancora stato comunicato, il suo prezzo d’attacco sarà infatti inferiore a 25.000 euro. Si tratta di una cifra che la colloca ben al di sotto della Skoda Octavia Wagon, che invece parte da 30.550 euro e può sfiorare i 50.000 euro salendo nella gamma e scegliendo motori più potenti e allestimenti più ricchi.











