Derivata dalla seconda generazione della Citroën C3, nel 2010 la DS 3 è stata la prima auto lanciata con la sigla che inizialmente identificava la famiglia di modelli più raffinati all’interno del marchio francese e che dal 2015 è diventata a tutti gli effetti un brand a sé. In origine si trattava di una tre porte lunga poco meno di 4 metri, che aveva l’obiettivo di fare concorrenza ai modelli più modaioli del segmento, come la Mini e l’Audi A1.
La sua storia come hatchback è durata fino alla primavera del 2019, quando è uscita di scena lasciando il testimone alla DS 3 Crossback, suv compatta lanciata un anno prima e che dopo il restyling del 2022 ha perso il suffisso “Crossback”. Tuttavia, complici anche le vendite non entusiasmanti della crossover, la DS 3 potrebbe tornare alle radici, cercando di rinverdire i fasti del modello originale che è riuscita a vendere quasi mezzo milione di unità.
Lo ha confermato il responsabile del design Thierry Métroz ad Auto Express (che ha realizzato il rendering qui sopra): “Abbiamo bisogno di un’auto di alto volume con un prezzo molto interessante e un design fantastico”, ha dichiarato recentemente.
Il nuovo modello, che potrebbe arrivare nel 2028, seguendo le denominazioni recenti del marchio francese dovrebbe chiamarsi DS N°3, avrà cinque porte, a differenza dell’originale che era offerto solo con tre. Per pulire la linea e migliorare l’aerodinamica, le maniglie saranno integrate nelle portiere, mentre non si sa se la fiancata riproporrà la pinna da squalo della prima generazione, riprese anche sulla Crossback.

“È un dettaglio distintivo, ma sarebbe meglio utilizzarla in modo discreto piuttosto che interrompere le linee della fiancata”, ammette Métroz. Di certo rientrerà nel segmento B del mercato, con l’obiettivo dichiarato di trovare un punto d’incontro tra sportività ed eleganza.
È probabile che la futura DS N°3 sfrutti la piattaforma STLA Small che sarà utilizzata anche dalla prossima generazione della Peugeot 208 e della Opel Corsa, opportunamente tarata per massimizzare il comfort e la raffinatezza. Quasi certamente sarà elettrica, con motori da circa 150 CV e un’autonomia di almeno 400 km.
Tuttavia questa potrebbe non essere l’unica opzione: l’architettura potrebbe infatti essere adattata per offrire anche motori ibridi compatti, con il tre cilindri 1.2 turbo abbinato che sembra essere il candidato più accreditato per essere abbinato a un piccolo propulsore elettrico.



















