C’È L’OK - Emissioni inquinanti delle auto: il Parlamento europeo ha detto sì alla proposta di Regolamento sull’introduzione dei limiti emissivi basati sulle condizioni di guida reali (RDE, Real Driving Emissions). Che era stata adottata dal Comitato tecnico dei veicoli a motore (TCMV), l'organo tecnico della Commissione europea composto dai rappresentanti dei 28 Stati membri. Se tutto filerà lisciò, la nuova normativa entrerà in vigore nel
2017. È da anni che viene regolarmente denunciata la forte discordanza tra dati rilevati nei test ufficiali e consumi ed
emissioni reali che si hanno durante la guida su strada. E la vicenda Volkswagen (il cosiddetto
Dieselgate) ha reso più che evidente la necessità di test di omologazione delle vetture capaci di rispecchiare meglio le condizioni d’uso, rispetto ai soli test in laboratorio previsti dalla regolamentazione in vigore (vedi
qui).
RISOLUZIONE BOCCIATA - Il Parlamento europeo ha invece bocciato (323 voti contrari, 317 favorevoli e 61 astensioni) la risoluzione della Commissione ambiente, che raccomandava limiti di emissioni più stringenti. E che verrà ascoltata presto in Parlamento. Come spiega l’Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica), “l’Europa è la prima regione al mondo ad adottare, nel calcolo dei limiti alle emissioni dei veicoli, un approccio basato, anziché soltanto sul ciclo omologativo, anche sulle condizioni di guida reali”. L’obiettivo è il “miglioramento della qualità dell’aria, in special modo nelle aree urbane, dove è più sentito il problema della concentrazione delle polveri in atmosfera, tenendo in considerazione le tempistiche e la fattibilità degli adeguamenti industriali ai nuovi target”. A prevenire le probabili polemiche sulla questione, l’Anfia aggiunge: il compromesso richiesto sulle tolleranze “non è una discutibile concessione al settore automotive che, invece, si trova a dover fronteggiare un enorme impegno. Di fatto questi parametri impongono ai costruttori l’adozione forzosa della tecnologia SCR (Selective Catalytic Reduction) nei motori diesel per la riduzione delle emissioni degli ossidi di azoto (NOx), per la quale sono necessari tempi e investimenti ingenti”.