NEWS

FCA: nel 2018 la produzione in Italia è calata del 6,8% 

6 gennaio 2019

I dati della Fim-Cisl rivelano una significativa riduzione del numero di veicoli prodotti, sceso sotto quota 1 milione dopo due anni.

FCA: nel 2018 la produzione in Italia è calata del 6,8% 

FLESSIONE DOPO 5 ANNI DI CRESCITA - La produzione delle fabbriche italiane della FCA nell’anno 2018 ha subito una flessione del 6,8% rispetto al 2017; se si considerano le sole auto (e non i veicoli commerciali), il calo è del 10,2%. Secondo i dati pubblicati dalla Fim-Cisl (Federazione Italiana Metalmeccanici aderente alla Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori), si tratta del primo rallentamento dopo 5 anni di continua crescita: con 964.533 vetture, la produzione è scesa sotto la soglia del milione dopo due anni. Un rallentamento riscontrato in tutti e quattro i trimestri del 2018, con un decisivo peggioramento nell’ultimo trimestre. In controtendenza soltanto lo stabilimento di Sevel, in Val di Sangro, con la produzione di Fiat Professional (+1,7% rispetto al 2017) e lo stabilimento di Melfi (+2,8% rispetto al 2017 con la produzione della Jeep Renegade e della Fiat 500X). Lo stop alle produzioni di Fiat Punto e Alfa Romeo Mito nel terzo trimestre ha contribuito a peggiorare ulteriormente la situazione. Secondo le stime riportate dalla Fim, nell’ultimo periodo si è verificato un consistente aumento dell’uso di contratti di solidarietà e della cassa integrazione, che fino al 2017 coinvolgevano poco più dell’8% del dipendenti di FCA; i numeri sarebbero saliti al 12-15% e nel 2019 dovrebbero ulteriormente aumentare. Inoltre, la Fim-Cisl ritiene che il provvedimento introdotto dal Governo con la Legge di Bilancio, che prevede la tassazione progressiva dei veicoli a combustione, non farà altro che peggiorare la situazione. La nuova misura riguarderà più di 15 modelli prodotti negli stabilimenti italiani e, come diretta conseguenza, avrà un impatto negativo  sull’occupazione.

MIRAFIORI E GRUGLIASCO - Il polo produttivo di Torino con gli stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco ha fatto registrare un rallentamento sui mercati a partire dalla fine del 2017, che è proseguito per tutto 2018. Le produzioni dei tre modelli Maserati (Levante, Ghibli e Quattroporte) hanno raggiunto quota 33.271 unità; la flessione si è riscontrata principalmente sul mercato cinese, a causa dei cambiamenti delle norme relative alle esportazioni. Le conseguenze si sono tradotte in un maggiore uso di ferie per allungare la chiusura d’inizio anno e l’utilizzo  di ulteriori giornate di cassa integrazione Guadagni Ordinaria e l’impiego del Contratto di Solidarietà, a compensazione di una drastica riduzione del 39,43% rispetto al 2017. Nel mese di dicembre la Fim-Cisl ha sottoscritto accordi di solidarietà sia a Mirafiori che a Grugliasco (particolari contratti di lavoro che prevedono la riduzione del monte ore e della retribuzione) che hanno limitato gli effetti negativi sui livelli occupazionali. L’impiego degli ammortizzatori sociali dovrebbe ridursi anche grazie al piano di incentivazione volontaria all’uscita, che rappresenta una soluzione alle problematiche dei lavoratori più anziani con ridotte capacità lavorative. Secondo la Fim-Cisl, gli interventi di restyling previsti sugli attuali modelli Maserati, lo sviluppo della connettività digitale, della guida autonoma e dei motori ibridi ed elettrici rappresentano una grande opportunità di crescita. Allo stesso tempo,  è essenziale avviare nel più breve tempo possibile la produzione della 500 elettrica.

MASERATI MODENA - Sempre secondo i dati riportati da Fim-Cisl, nello storico stabilimento di Modena le produzioni del 2018 contano 1.270 Maserati e 520 Alfa Romeo 4C, con un  calo complessivo del 52% rispetto ai dati 2017. Anche in questo caso c’è stato un uso maggiore della cassa integrazione (oltre 76 giorni) e la stipula del contratto di solidarietà dal 2 novembre 2018 al 24 febbraio 2019, che ha coinvolto a rotazione 132 operai (su un totale di 221). Il piano 2019-2021 prevede il proseguimento della produzione nello stabilimento di Modena dei modelli Maserati Gran Turismo e Gran Cabrio e, successivamente, la destinazione di almeno due vetture supersportive a marchio Maserati e Alfa Romeo, con motori anche elettrici.

STABILIMENTO DI CASSINO - Dopo un  2017 caratterizzato da una significativa crescita dei volumi Alfa Romeo (trainati dalla Giulia e dalla Stelvio), anche con il personale dello stabilimento di Cassino si è dovuto fare ricorso all’uso di ferie collettive, poi anche alla cassa integrazione ordinaria. Sono state prodotte 28.546 Alfa Romeo Giulia (-41,1% rispetto al 2017) e 39.782 Stelvio (-28,3%); la produzione della Giulietta (circa 30.826 vetture) risulta attestarsi sugli stessi livelli del 2017. Il piano triennale di FCA assegna allo stabilimento di Cassino la produzione della suv compatta Maserati, che verrà sviluppata sulla piattaforma Giorgio (la stessa impiegata per la Alfa Romeo Stelvio). Secondo la Fim-Cisl, il processo di restyling dei modelli Giulia e Stelvio contestualmente all’ampliamento della gamma con motori ibridi, determinerebbe un ulteriore slancio commerciale e permetterebbe un incrementando del numero di dipendenti dello stabilimento.

STABILIMENTO DI MELFI - Come detto, lo stabilimento di Melfi è l’unico degli stabilimenti di autovetture che ha incrementato le produzioni nel 2018 rispetto all’anno precedente, nonostante il fermo produzione della Fiat Punto. Fiat 500X e Jeep Renegade hanno fatto registrare volumi di produzione di  311.810 unità (+12,5 % rispetto al 2017). La Fiat Punto ha terminato la produzione con 28.055 vetture (-47,3% rispetto al 2017), ciò ha comportato l’attivazione del Contratto di Solidarietà per ridurre l’orario di lavoro e tutelare in modo più efficiente il salario degli oltre 1.000 lavoratori. Secondo Fim-Cisl è essenziale avviare la produzione della Jeep Compass in tempi brevi, come previsto dal piano industriale; inoltre, anche la produzione della Jeep Renegade con motore ibrido plug-in (già annunciata dall'amministratore delegato Mike Manley e dal responsabile delle attività europee Pietro Gorlier) rappresenta una grande opportunità per la prosecuzione del trend positivo.

STABILIMENTO DI POMIGLIANO - Nello stabilimento di Pomigliano (in cui è prodotta la Fiat Panda) i numeri sono passati da 204.444 veicoli nel 2017 a 183.589 veicoli nel 2018 (-10,2%). Dal momento in cui la Panda è stata lanciata sul mercato, i volumi produttivi sono sempre andati in crescendo, fino a raggiungere i record nel 2016 e nel 2017 superando la quota di 200.000 unità. Secondo la Fim-Cisl, con la produzione della Fiat Panda (che verrà dotata anche di motori ibridi) e della nuova suv compatta della Alfa Romeo, dovrebbero verificarsi le condizioni per la piena occupazione dello stabilimento di Pomigliano. 

SEVEL ATESSA - Anche Nel 2018 lo stabilimento leader di Fiat Professional  fa segnare un ulteriore incremento di volumi produttivi: rispetto al 2017 si è registrato un +1,7%, da 292.000 a 297.007  (oltre 5.000 veicoli in più). Grazie agli importanti investimenti effettuati nello stabilimento abruzzese, negli ultimi 5 anni le produzioni sono aumentate del 46%. Già nei primi sei mesi del 2018 l’azienda ha assunto 201 giovani a tempo indeterminato. Attualmente sono presenti circa 265 lavoratori precari, il cui contratto è stato recentemente prorogato.



Aggiungi un commento
Ritratto di Giuliopedrali
6 gennaio 2019 - 12:33
Le auto che sono state bestseller sono sempre state auto piuttosto innovative (600 e 500, Giulia 1962, Alfasud, Fulvia, Citroën DS, Golf, Mercedes 190, Jaguar E, e vai all'infinito!) e oggi le nuove energie, purtroppo in Italia ora ce lo siamo dimenticato.
Ritratto di Fr4ncesco
6 gennaio 2019 - 12:34
2
Oltre alla Compass in Italia dovrebbero fare la Jeep su base Panda 4X4, così da occupare Pomigliano per l'export extraeuropeo, mentre a Modena l'Alfieri.
Ritratto di schizzo650
6 gennaio 2019 - 12:36
Non si può sparare sulla croce rossa FCA è sempre più americana sempre meno italiana, le promesse sono rimaste tali e gli investimenti programmati sono briciole e non rilanceranno la produzione italiana, adesso mi piacerebbe parlare con quegli idioti che sostennero che l'Alfa Romeo devesse rimanere italiana..... Grazie a loro Arese non esiste più e l'Alfa è americano/olandese
Ritratto di Gwent
6 gennaio 2019 - 13:01
Personalmente immagino che una Giulia realizzata con l'Alfa in mani altrui non avrebbe avuto meccanica Ferrari (Quadrifoglio), né albero di trasmissione in carbonio, probabilmente, neppure la trazione posteriore. E forse non sarebbe stata neanche così bella. Meglio che resti in Italia. Un saluto. Gwent.
Ritratto di andrea120374
6 gennaio 2019 - 13:16
2
meccanica Ferrari (Quadrifoglio), né albero di trasmissione in carbonio, probabilmente, neppure la trazione posteriore....di queste cose chi vuole auto di in certo tipo se ne sbatte, vuole qualità oggettiva degli interni, multimedialità e accessori a richiesta degni di questo nome che Giulia e Stelvio sì sognano
Ritratto di torque
6 gennaio 2019 - 14:38
andrea, se facessi un'auto in tutto e per tutto identica alle rivali, che presta attenzione alle stesse cose, la gente - giustamente - si chiederebbe perché mai comprare una qualunque auto di qualità, esordiente, quando ne esistono già altre più affermate e ugualmente valide. Anche col tuo ragionamento, Alfa non si imporrebbe di certo. Considerando che Alfa Romeo è sempre stato un brand noto e apprezzato per il suo piacere di guida, hanno fatto bene a puntare su certe qualità in primis. Quando un mercato è così competitivo, la prima cosa da fare è differenziarsi e ritagliarsi un proprio spazio. Quello che manca ad Alfa Romeo è una gamma come era stata promessa, che si apra ad un pubblico più ampio e dia sensazione di solidità. Di certo non un sistema di guida semiautonoma che, anche sulle tedesche, non compra nessuno nemmeno sotto costrizione, a giudicare dalle segmento D che si vedono mediamente su strada, allestite tutte rigorosamente con interni di tessutaccio, modanature in plastica simil-alluminio, ruote da carrello e portatelefono sulle bocchette del clima perché il navigatore integrato costava troppo; barbon ediscion per eccellenza e rigorosamente col dieselino meno potente possibile, che il gasolio costa.
Ritratto di Alfa1967
6 gennaio 2019 - 23:22
La Giulia ha qualita' ancge negli interni. Personalmente ritengo abbia troppa elettronica che personalmente mi da fastidio tipo segnalazione invasione corsia che disattivo. La Giulia e' una gran bella macchina sia da guardare ma soprattutto da guidare. Te lo dico a ragione dopo 104mila km
Ritratto di Luzo
7 gennaio 2019 - 08:40
Ti sbagli, di molto
Ritratto di alex_rm
6 gennaio 2019 - 13:19
La Giulia e la Stelvio sono buoni prodotti(tra i migliori dei lo segmenti di mercato) manca tutto il resto della gamma se si pensa alla gamma che ha Audi o BMW,La Giulietta e vecchia e manca il Csuv
Ritratto di nsx
6 gennaio 2019 - 15:33
albero di trasmissione che arriva direttamente dal giappone
Pagine