UNA STORIA NATA 28 ANNI FA - Per chi c’era, sembra ieri, ma sono trascorsi 28 anni da quando il 21 luglio del 1987 la Ferrari presentò la coupé “superalettonata” F40. Linea cattivissima, appunto grande alettone posteriore, e sotto il cofano un 8 cilindri biturbo di 2.936 cc, da 478 CV e una poderosa coppia di 550 Nm. Fu realizzata dai tecnici Ferrari di nascosto a Enzo Ferrari, volendo fare della macchina un omaggio al “Grande Vecchio” per i 40 anni della sua azienda. Alla conferenza stampa di lancio partecipò anche Enzo Ferrari che dette a vedere la soddisfazione per il lavoro fatto.
MATERIALI INNOVATIVI - La Ferrari F40 fu realizzata sulla base della 288 GTO, ma con l’adozione di tecniche costruttive in quel tempo inusuali per una vettura stradale. Tra i materiali usati c’erano infatti il kevlar, la fibra di vetro, e fibra di carbonio. Quanto al motore, il V8 biturbo della F40 era alquanto “selvaggio”, tanto che la guida della F40 è sempre stata cosa molto delicata.
PRIMA DI UNA NUOVA CATEGORIA - Ma la Ferrari F40 ha anche un’altra caratteristica: forse senza rendersene conto, con quel modello destinato a un pubblico di superappassionati, la Ferrari iniziava un nuovo filone: quello delle supercar estreme. Non che in precedenza non ci fossero stati modelli del Cavallino molto sportivi, ma con la F40 si può dire che l’anima delle piste arrivò sulla strada (o, anche, che lo spirito stradale entrò in pista, se si vuole).
1.337 ESEMPLARI - Fatto sta che la Ferrari F40 ottenne un grande successo. Ne era stata annunciata una produzione limitata di poche centinaia di unità, ma alla fine della produzione, nel 1992, se ne contarono 1.337. E con una risposta del genere, era inevitabile che a Maranello pensarono di dare un’erede alla F40, questa volta con un progetto originale ex-novo e uno stile più ricercato.
F50: UN’EREDE PIÙ RAFFINATA - Nel 1995 nasceva così la Ferrari F50, questa volta con la piena consapevolezza di fare qualcosa di super, appunto una supercar, nel significato che si intende oggi per questo termine. È una spider che può montare il tettuccio rigido, asportabile; dietro ha ancora un alettone vistoso (anche se un po’ meno di quello della F40), e davanti il cofano presente due ampie aperture che rendono inconfondibile la vettura. Il motore, in posizione centrale, era il 12 cilindri a V di 65° derivato da quello della monoposto 640 F1 che qualche anno prima aveva corso nel campionato del mondo F1. 4.698 cc la cilindrata. 520 CV la potenza. Da supercar convinta, la produzione della F50 fu davvero limitata: 349 esemplari.
E TERZA ARRIVÒ LA ENZO - Conclusa la carriera nel 1997 con l’esaurimento della produzione, la Ferrari F50 ebbe un’erede solo nel 2002, con la modernissima Ferrari Enzo, dal profilo innovativo e d’avanguardia. Il motore è un V12 di 5.998 cc capace di erogare 660 CV. Della Enzo furono annunciati 349 esemplari, ma poi la grande richiesta dai collezionisti Ferrari fu talmente grande che la casa di Maranello decise di produrre 50 esemplari in più.
INFINE L’OGGI: L’IBRIDA LAFERRARI - E dalla Ferrari Enzo si passa all’attualità. L’erede della Enzo è infatti l’attuale LaFerrari, presentata nel 2013. La nuova supercar di Maranello interpreta i tempi montando un sistema di propulsione costituito da un’unità a benzina V12 di 65° di 6.262 cc, da 800 CV, abbinato a un motore elettrico capace di fornire 163 CV. I due motori sono uniti dal sistema HY-Kers per il recupero di energia. In pratica per la sua quarta supercar, la Ferrari ha voluto fare una vettura ibrida, tenendo conto delle tendenze e delle aspettative del mondo dell’auto.
POKER IN PISTA - I quattro modelli Ferrari F40, F50, Enzo e LaFerrari rappresentano il profilo più elevato di 28 anni di storia Ferrari. Una a una le quattro auto rappresentano motivo di grande attrazione ovunque appaiano. E proprio per questo fascino la Ferrari ha voluto creare l’evento mettendo i quattro modelli uno accanto all’altro nel cuore delle sue attività: l’autodromo di Fiorano, dove dopo le foto di rito davanti alla palazzina che ospita quello che era l’ufficio di Enzo Ferrari, le quattro vetture sono scese in pista sul tracciato di prova della casa del Cavallino.
VIAGGIANDO NEL TEMPO - Alla fine il poker di supercar ha girato in parata, ma prima ognuna delle quattro super Ferrari è stata portata in pista da Dario Benuzzi, decano dei tester collaudatori della Ferrari, che ha espresso le sue valutazioni e impressioni sulle quattro vetture davanti alle telecamere, mentre era alla guida. Un piccolo spot che sembra anche un viaggio (ovviamente veloce) nel tempo.