Quattro nuove auto all’anno tra il 2026 e il 2030, con nove miliardi di euro di ricavi nel 2030 e 4,7 miliardi di investimenti nei prossimi cinque anni, con una gamma composta per il 20% da vetture elettriche, per il 40% da ibride e il restante 40% da termiche pure. La Ferrari garantisce che “continueremo a offrire e innovare i nostri motori termici V6, V8 e V12 nel rispetto delle nuove regolamentazioni globali, focalizzandoci sull’aumento della potenza specifica e sviluppandoli affinché siano idonei all’utilizzo dei carburanti alternativi”.
Secondo il piano industriale annunciato ieri, la strategia di diversificazione dei motori e l’aumento del numero dei modelli non andrà discapito dell’esclusività, dato che ciascun modello verrà messo in produzione con volumi contenuti, e sopratutto dei valori fondamentali della Ferrari: un design distintivo ed emozionante, tecnologie all’avanguardia sviluppate internamente e finalizzate ad ottenere un piacere di guida unico.
Elementi che, insieme ad altre considerazioni economiche (vedi più in basso), non hanno convinto gli investitori, come dimostra il calo del titolo in Borsa: le azioni perdono il 15,41%, tornando sui livelli del febbraio 2024. Si tratta del ribasso più forte dal 2016.

Secondo le previsioni della Ferrari, nel prossimo quinquennio il tasso di crescita annuale dei ricavi dovrebbe attestarsi intorno al 5%, trainato principalmente dalle vetture sportive, ma anche dalle attività legate alle competizioni al lifestyle. L’ebit (ossia il reddito che l'azienda è in grado di generare prima della remunerazione del capitale) raggiungerà almeno 2,75 miliardi nel 2030, con un margine non inferiore al 30%, in virtù di una gamma che include anche costosissime supercar in edizione limitata.
Nel 2030 la casa del cavallino rampante punta a raggiungere un ebitda (l’ammontare degli utili prima degli interessi, delle imposte, del deprezzamento e degli ammortamenti) di almeno 3,6 miliardi di euro, con un margine almeno pari al 40%. Questa forte profittabilità si traduce in un flusso di cassa disponibile per l'azienda pari a circa 8 miliardi nel periodo 2026-2030.
La Ferrari, inoltre, proporrà un aumento nella remunerazione agli azionisti, con un aumento dei dividendi al 40% dell’utile netto rettificato a partire dai risultati dell’esercizio 2025, che conduce a un dividendo cumulato di circa 3,5 miliardi dal 2027 al 2031, e un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie per circa 3,5 miliardi.

Diversi analisti hanno parlato di un piano realistico, più che ambizioso, che arriva dopo anni di crescita sostenuta. Questa analisi è condivisa anche dall’amministratore delegato della Ferrari, Benedetto Vigna: “Probabilmente il mercato si attendeva ricavi più alti, ma l’importante è rispettare gli obiettivi. Non possiamo vincolarci a target che non siamo in grado di raggiungere. Dobbiamo essere prudenti”.

La protagonista della giornata di ieri è stata la Ferrari Elettrica che verrà svelata entro la prima metà del 2026, ma di cui si conosce già l’impostazione della meccanica. L’auto avrà quattro porte e quattro posti, quattro motori elettrici e una grande batteria agli ioni di litio che promette un’autonomia di oltre 530 km. La velocità massima annunciata è di 310 km/h.




















