FENOMENO DI COSTUME - Più di una semplice auto, ma un fenomeno di costume: è il mitico Cinquino, ora raccontato nel libro “
Fiat 500 - The design book”. Edito da Rizzoli per la collana "Architettura e design", il volume di 144 pagine (in un elegante formato 24 x 23 cm, costa 25 euro) è stato presentato ieri a Milano, nella Galleria Carla Sozzani di corso Como, nel cuore della movida. Nata nel 1957, la 500 fu l'emblema della motorizzazione di massa: venne venduta in più di 3,8 milioni di unità ed entrò nell'immaginario collettivo. Il nome venne ripreso (in lettere: Cinquecento) per una nuova citycar dalle linee spigolose nel 1991. Ma fu nel 2007 che la Fiat si riallacciò alla 500 del 1957, con un modello che ne riprendeva, oltre al nome, pure le forme simpatiche e tondeggianti: questa nuova
Fiat 500 fu un successo che continua ancora oggi. Genesi e metamorfosi del Cinquino, un’icona di stile che ha segnato la storia dell'automobile e del design italiano, sono stati illustrati durante la presentazione da Lapo Elkann (ideatore della nuova della 500 nel 2007), Enrico Leonardo Fagone (curatore del volume) e Roberto Giolito (designer del gruppo FCA, a lui si deve si deve la forma progettuale della 500).
GRANDE EMOZIONE - “La 500 è mia moglie, la mia fidanzata. Non so se farà piacere alla mia fidanzata se lo dico, ma la realtà è che non c’è nulla che io abbia amato quanto questa macchina. Che è diventata un oggetto del desiderio mondiale. E ovunque la vedo, mi emoziono”. Così ha presentato il volume Lapo Elkann (presidente, fondatore e maggior azionista di Italia Independent Group oltre che consulente della Ferrari). Al libro il compito di far rivivere proprio queste emozioni, la nascita e il cambiamento della 500, con tutti i dettagli di personalizzazione e i contributi dei disegnatori. Nei modelli attuali, che costituiscono una vera e propria gamma, dalla citycar alla crossover, ritroviamo molti stilemi della “piccolina” del 1957: le doppie luci arrotondate, la sporgenza trapezoidale del frontale, così come “baffi” cromati ai lati del logo Fiat, il cofano “a conchiglia”, nonché la presa d’aria frontale nella parte inferiore del paraurti. Segni distintivi cui hanno contribuito nomi del calibro di Dante Giacosa e, oggi, Roberto Giolito.