La Fiat Pandina si prepara a indossare una veste storica: alcune recenti foto spia scattate da Motor.es nei pressi di Torino sembrano infatti confermare l’arrivo della “Tributo Autobianchi”, una serie speciale che ha un obiettivo ben più profondo di una semplice operazione di marketing.
Stellantis sta infatti giocando una complessa partita a scacchi con il Governo italiano per la tutela dei propri asset. Secondo la recente legge sul Made in Italy, lo Stato può richiedere la decadenza dei marchi storici rimasti inattivi per oltre cinque anni, con l’intenzione di offrirli a costruttori stranieri, probabilmente cinesi come la BYD o la Chery, disposti a produrre nel nostro Paese.
Lanciando la versione speciale, Fiat riattiva formalmente l’uso commerciale del nome Autobianchi, “resettando” il timer legale e proteggendo il proprio patrimonio industriale: in questo modo dovrebbe scongiurare l’ipotesi che nomi iconici come A112 o Y10 possano finire in mani altrui.
Ma come sarà esteticamente questa nuova versione che strizza l’occhio al passato? Basandosi sulle immagini dei muletti camuffati, la Tributo Autobianchi dovrebbe nascere sulla base della variante Cross, riconoscibile per i paraurti robusti, i fendinebbia rialzati e le protezioni laterali in plastica. Le camuffature sulle portiere posteriori nascondono quasi certamente il logo o la scritta del marchio milanese, mentre i cerchi in lega sembrano avere un design specifico con finiture in alluminio spazzolato.
Dalle foto si nota inolre un vistoso rigonfiamento sul tetto, che fa ipotizzare la presenza di una capote in tela ripiegabile, simile a quella della 500C, o di un ampio tetto apribile in vetro. Per la carrozzeria si parla di tinte eleganti e nostalgiche, con specchietti in nero lucido e una possibile colorazione bronzo o marrone metallizzato che richiama i colori delle Autobianchi di un tempo.
Se l’esterno della Fiat Pandina Tributo Autobianchi punta sull’effetto “vintage”, l’abitacolo non dovrebbe essere da meno in quanto a personalità. Le foto spia mostrano i sedili anteriori coperti da teli protettivi, suggerendo finiture esclusive e materiali di qualità superiore rispetto alla gamma standard.
Si vocifera dell’uso del velluto per i rivestimenti interni, un chiaro omaggio alla ricercatezza stilistica che caratterizzava modelli come la Y10. Sotto il profilo tecnico, invece, non sono previste rivoluzioni: la meccanica rimarrà quella della Pandina attualmente in listino. A spingere la vettura ci sarà il collaudato 1.0 FireFly tre cilindri da 65-70 CV con tecnologia mild hybrid a 12 volt, abbinato esclusivamente al cambio manuale a sei marce.
Il debutto ufficiale è atteso entro i prossimi mesi, con una commercializzazione che dovrebbe avvenire con ogni probabilità entro la fine del 2026.

































