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La partecipazione della Fiat nella Chrysler sale al 25%

10 gennaio 2011

La quota è cresciuta del 5% per il raggiungimento del primo di tre obiettivi prefissati con il governo americano. Marchionne ha confermato che l'Alfa Romeo Giulia sarà la prima auto sviluppata congiuntamente con la Chrysler.

È UFFICIALE - Con un comunicato ufficiale la Fiat Spa ha annunciato di aver aumentato la propria quota di partecipazione nel gruppo Chrysler dal 20 al 25%, grazie al raggiungimento del primo di tre traguardi prefissati in accordo con il Tesoro degli Stati Uniti: l'avvio della produzione del motore 1.4 MultiAir per la Fiat 500 americana (leggi qui per saperne di più), nello stabilimento di Dundee nel Michingan.

PREVISTO FINOAL 35% - Con l'aumento della quota Fiat al 25%, l'azionariato del gruppo Chrysler viene adesso così ripartito: 63,5% in mano alla Uaw Veba, i sindacati americani, il 9,2% al Tesoro Usa e il 2,3% al governo canadese. Le quote della Fiat potranno ulteriormente salire fino 35%, del 5% alla volta, attraverso il raggiungimento di altri due “target”. Il primo si riferisce all'aumento dei ricavi e delle vendite al di fuori dell'area NAFTA (Usa, Canada e Mexico). Il secondo riguarda la produzione negli Stati Uniti di un'auto basata su una piattaforma Fiat in grado di percorrere in media 40 miglia per gallone, l'equivalente di circa 17 km/l.

MA SI PUNTA AL 51% - Come è stato ribadito la settimana scorsa, in occasione della quotazione in Borsa dei titoli Fiat Spa e Fiat Industrial Spa, la partecipazione del gruppo torinese nella Chrysler potrebbe salire al 51% già nel 2012 se non addirittura entro la fine di quest'anno, anticipando il periodo 2013-2016 previsto dalla precedente opzione. Per questo la Fiat dovrà aspettare che la Chrysler torni ad essere quotata sui mercati finanziari e saldi il suo debito con il governo americano.

MARCHIONNE A RUOTA LIBERA - Nel frattempo, in occasione di un incontro con la stampa al Salone di Detroit, Sergio Marchionne (nella foto) ha confermato che la nuova berlina Lancia costruita sull'ossatura della Chrysler 300C si chiamerà Thema. Inoltre ha annunciato che l'Alfa Romeo farà ritorno negli Usa entro la fine del 2012 con la Giulia, la nuova berlina da famiglia erede della 159, il primo modello che sarà costruito su una piattaforma sviluppata congiuntamente tra il gruppo Chrysler e Fiat.

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Ritratto di okorop
10 gennaio 2011 - 18:36
modelli anche in Europa basta parole parole parole, una bella Maserati baby concorrente con boxter, una Alfa nello stesso segmento, delle berline classe c ed e Alfa e Lancia e dei Suv, senno non si va avanti....
Ritratto di wiliams
10 gennaio 2011 - 19:11
Che ne sai tu se si andrà avanti oppure no?Pensi che MARCHIONNE stia sbagliando nel suo lavoro?Pensi che sia così facile a mettere in piedi un colosso come FIAT-CHRYSLER?Tutti invocano una marea di modelli nuovi ma per fare questo ci vogliono una marea di soldi,investimenti massicci,e purtroppo si sà che in FIAT la liquidità(soldi) non abbonda di certo.Siete tutti bravi a criticare,siete tutti maneger,ognuno saprebbe come fare, complimenti!!!
Ritratto di Mister Grr
10 gennaio 2011 - 19:47
a parole è facile dire cosa bisogna fare...come se per fare un auto ci vuole sono un designer e 3-4 operai. D'altronde qui sono tutti ESPERTISSIMI di automobili, a detta loro. Non capisco perchè non producono e commerciano le loro automobili, sono sicuro che con le loro fantastiche idee avrebbero guadagni enormi.
Ritratto di salvo94
10 gennaio 2011 - 20:44
quello che dici tu potrebbe essere giusto però quello che non capisco o che non fanno capire loro è il perchè sbarcare negli USA per produrre la GIULIA o la THEMA,perchè non produrre queste auto in ITALIA,se chiuderebbero alcuni stabilimenti qui in ITALIA quanti operai vengono buttati fuori,cioè quello che non si capisce + e quello che alcuni non vogliono capire è il fatto che la povera FIAT se la sono mangiati i pezzi grossi e mi spiace dirlo ma è la verità.... perchè alcune cose potevano essere cambiate dal gruppo...
Ritratto di wiliams
10 gennaio 2011 - 21:39
Bisogna essere realisti.La futura THEMA in teoria non farà grandi numeri,quindi realizzare una struttura o catena di montaggio appositamente per questa berlina quì in ITALIA alla fine sarebbe solo una perdita di soldi,molto meglio evidentemente farla arrivare direttamente dagli stabilimenti americani,dove è sempre stata fatta(in pratica alla fine si parla della CHRYSLER 300C),dove già ci sono linee produttive,ecc........Per quanto riguarda la futura GIULIA non è detto che venga prodotta negli USA,anzi,alla fine molto probabilmente verrà realizzata quì in ITALIA,ma questo dipenderà anche dall esito del referendum sullo stabilimento di MIRAFIORI.
Ritratto di armyfolly
10 gennaio 2011 - 19:35
le auto piccole panda, y, 500 e punto bene o male vendono...se ora arriveranno auto grandi decenti, qualche nuovo motore diesel, e qualche bella sportiva al posto di gt e brera nel giro di 5 anni credo che fiat si riprenderà la fetta di mercato che le spetta...
Ritratto di Lu1gi92
10 gennaio 2011 - 20:16
*______* bhè cari alfisti...si torna alla trazione posteriore finalmente :D
Ritratto di ilovenaples89
10 gennaio 2011 - 22:19
a quanti di voi piacerebbe una nuova spider "modello duetto"?
Ritratto di okorop
10 gennaio 2011 - 22:55
per il made in italy, voglio il made in italy, sogno un Italia grande e competitiva, Alfa in stile duetto? la mia prossima macchina, altro che tt slk....
Ritratto di Gabriel_Spain
11 gennaio 2011 - 10:55
Anch'io sogno un'Italia competitiva e grande! Ma non si possono dare le colpe di tutto a Marchionne. Qualcuno mi sa dire quanto costa ad un'azienda italiana pagare un netto di 15,000€ all'anno e quanto costa lo stesso netto ad un'azienda tedesca? Forse saremo sorpressi del fatto che il costo è ben più alto in Italia. Qualcuno mi sa dire perchè non ci sono aziende estere, non solo automobilistiche, che investano in Italia? Forse perchè è un paese arrettrato, pieno di burocrazia, con -alcuni- sindacati Marxisti, che pur di difendere alcuni diritti, non pensano ai giovani che non avranno mai un lavoro. Forse si cerca in Marchionne un capro espiatorio per l'incompetenza dei nostri politici e le loro politiche...
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