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Firmato l'accordo per Melfi

25 gennaio 2013

Cassa integrazione per la preparazione della fabbrica alla produzione di due nuovi modelli. Intanto l’impianto resterà attivo per produrre la Fiat Punto.

Firmato l'accordo per Melfi

STRATEGIA WORK IN PROGRESS - Il piano di ristrutturazione dell’impianto produttivo del gruppo Fiat a Melfi, annunciato dall’amministratore delegato Marchionne alla presenza del presidente del consiglio Mario Monti (qui la news), ha iniziato il suo cammino. Ieri è stato firmato l’accordo con i sindacati che prevede un periodo di quasi due anni (dal 10 febbraio prossimo al 31 dicembre del 2014) in cui lo stabilimento lucano di Melfi sarà rinnovato per adeguarlo alle nuove produzioni: le piccole suv Fiat 500X e la gemella con marchio Jeep. L’accordo è stato firmato dalle organizzazioni sindacali Fim, Uilm, Fismic e Ugl, con la prevista esclusione della Fiom.

ALTERNANZA PUNTO “CASSA” - Mentre verranno effettuati i lavori di ammodernamento industriale, che porteranno a Melfi metodologie e tecnologie produttive avanzate, verrà mantenuta attiva la produzione della Fiat Punto. Perciò ci sarà bisogno di applicare la cassa integrazione a rotazione alternandola a periodi di attività in fabbrica. L’accordo firmato ieri è appunto relativo a questa formula di ricorso alla “cassa”. I reparti a essere rinnovati sono quelli lastratura, verniciatura (foto in alto) e montaggio. La fase di ristrutturazione vedrà anche una parallela attività di formazione del personale per prepararlo alle nuove tecniche di produzione. 
 
BENE GLI INVESTIMENTI - Sul fronte delle valutazioni dell’accordo ci sono osservazioni positive per l’avvio di una fase di rilancio che porterà alle nuove produzioni mantenendo peraltro quella della Punto (della quale non si conosce ancora il futuro) e in generale per la strategia di investimento della Fiat (per un miliardo di euro). Dall’altra parte ci sono le preoccupazioni perché il regime di cassa integrazione alternato a lavoro nell’attività produttiva fino a tutto il 2014 sia effettivamente distribuito su tutti i lavoratori, senza discriminazioni (cioè che non ci siano penalizzazioni per chi è iscritto alla Fiom, non aderente all’accordo). Oltre a ciò sono stati avanzati alcune perplessità sulla durata dei lavori di ristrutturazione.




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Ritratto di MatteFonta92
25 gennaio 2013 - 12:49
3
Mah, non saprei... le buone premesse ci sono, ma da qui al 2014 possono cambiare molte cose, sia da una parte che dall'altra. Io spero che questo ammodernamento porti davvero a qualcosa di concreto, e che non sia la solita bufala in stile Fabbrica Italia.
Ritratto di Montreal70
25 gennaio 2013 - 12:57
Bufala? 5 dei 20 miliardi sono già realtà, in perfetto tempismo con i piani. Poi si è deciso di rivedere gli investimenti, ma le cifre sono ancora quelle. Questo è fabbrica Italia 2.0, solo che stavolta, hanno pensato bene di non rendere conto a nessuno. In Italia, usano di tutto per fare campagna elettorale e la buona volontà dei pochi investitori, può essere trasformata in un'arma a proprio favore da parte dei demagoghi..
Ritratto di MatteFonta92
25 gennaio 2013 - 13:03
3
Vedremo, io per il bene del Paese spero che questa volta Fiat vada fino in fondo, anche se, come scritto nell'articolo, la cassa si protrarrà fino a quasi tutto il 2014, e quindi bisognerà vedere come sarà la situazione allora. Da questo punto di vista si può solo aspettare, anche se io ho poca fiducia in Marchionne, ma se davvero il piano per il rilancio di Melfi si compierà, allora sarò il primo a complimentarmi con lui.
Ritratto di Montreal70
25 gennaio 2013 - 15:48
Ho risposto sotto
Ritratto di Montreal70
25 gennaio 2013 - 19:57
Mi rivolgo a tutta la gente che nel 2012 non sa usare il pc per informarsi, bensì per sputare disinformazione. Comincio a capire che se le cose non vengono inculcate, la gente non vuole conoscerle. Riporto da wikipedia: "La cassa integrazione ordinaria è pagata da ogni impresa con un contributo ordinario sul monte retribuzioni lordo e con un contributo addizionale sulle integrazioni salariali anticipate. Il contributo ordinario è pari al 2,20% o all'1,9% del monte retribuzioni lordo rispettivamente per le imprese con più di 50 dipendenti o fino a 50. Quello addizionale è rispettivamente pari all'8% o al 4% delle integrazioni salariali da corrispondere. L'intervento straordinario è finanziato dai datori di lavoro e dai lavoratori con un contributo rispettivamente pari allo 0,6% e allo 0,3% della retribuzione lorda. Anche nella CIGS vi è inoltre un onere a carico dell'impresa pari al 4,5% o al 3% delle integrazioni salariali anticipare rispettivamente per quelle con più di 50 o fino a 50 dipendenti. L'ammontare del contributo addizionale è raddoppiato nel caso di mancata ottemperanza del decreto ministeriale. È comunque raddoppiato del 50% se il trattamento si protrae oltre 24 mesi. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Infine una precisazione. La CIG è tipica di stati che hanno particolare attenzione al welfare, come l'Italia. Serve a sussidiare i lavoratori, come l'indennizzo di disoccupazione, quindi non le aziende. Se non ci fosse (e io lo desidererei tanto), come in molti altri stati, i lavoratori, potrebbero benissimo essere licenziati e riassunti quando finisce la ristrutturazione. Quindi, considerando anche che questo è un paese di evasori fiscali, evitate di dire che la pagate voi la CIG alla Fiat. Fate una doppia brutta figura.
Ritratto di gilrabbit
26 gennaio 2013 - 12:26
quanto dici è corretto però MPS in questi giorni insegna come funzionano alcuni meccanismi. Per questo va dato a Marchionne ciò che è di Marchionne cioàè che se ne frega della politica a va avnti per la sua strada. Il popolo di evasori e no quando sente parlare di cassa o di altro automaticamnte espime come il buon Totò il classico: "E IO PAGO!". Perchè? Quanto cassaintegati in questo paese li troviamo o li abbiamo trovati a svolgere altre attività in nero? Dove pensiamo siano i cassintegrati/esodati/ ex Alitalia se non a svolgere altre attività o a starsene a casa in panciolle con 1300 euro il mese che per molti di loro è l'80% dello stipendio?Magari venisse uno e mi dicesse di starmene a casa prendendo l'80%. Sicuramente queste sono aberrazioni e nulla hanno a che vedere con chi in cassa integrazione è costretto a vivere con 800 euro il mese però si potrebbe trovare una via di mezzo che potrebbe essere il mantenimneto dello stipendio però chi sta in cassa integrazione deve essere impiegato per legge dal suo comune di appartenenza per lavori socialmente utili. In questo caso saremmo tutti felice e contenti anche i cassaintegrati.
Ritratto di Montreal70
26 gennaio 2013 - 12:45
Non a caso ho detto che io sono contro la cassa integrazione. Esistono altre soluzioni. Perlomeno, fossi un politico, proverei a fare capire che i privilegiati sono i lavoratori Fiat e non Fiat stessa. La prima riforma da fare sarebbe quella di eliminare le differenze tra imprese che hanno meno e più di 15 dipendenti. Solo nella mia città esistono parecchie imprese dai fatturati milionari, che esportano nel mondo, che non possono ampliarsi assumendo il 15° dipendente, per paura di affossare. E l'economia resta bloccata, quando avendo la libertà di licenziare nei momenti bui, in quelli floridi si farebbero centinaia di assunzioni. Questa è l'Italia, un paese in cui nessuno ha le pa.lle per lavorare seriamente, senza le spalle coperte dal posto fisso.
Ritratto di gilrabbit
26 gennaio 2013 - 16:09
Dal 73 all'86 ho lavorato per Alitalia. Ciò che accadeva in quegli anni era vergognoso. A fronte di ottimi stipendi avevamo una produttività ridicola con migliai e migliaia di dipendenti che nemmeno conoscevano il perchè si trovassero in compagnia. Solo il 27 erano tutti presenti. Abbiamo fatto scioperi lasciando la gente a terra per giorni per le cose più stupide con sindacalisti che senza saper ne leggere ne scrivere sono diventati funzionari. Alitalia aveva all'epoca ca. 100 aerei di tutti i tipi e fogge con un magazzino ricambi da paura e ben sappiamo che un pezzo di uno non va bene per l'altro così come il personale viaggiante che se abilitato per un'aeromobile non vola con un'altro. Senza dilungarmi alla fine abbiamo visto come si trovano e si trovano con le pezze con compagnie come Ryanair o Easyjet che sono divenuti colossi. Si credeva che la festa non sarebbe mai finita e invece oggi è accaduto. Con chi prendersela? Sicuramente ne abbiamo tratto tutti vantaggio e questo ci dovrebbe portare invece di perseguire ancora vie impossibili a capire che solo stringendo la cinghia e rimboccandoci tutti le maniche si esce dalla peggior crisi che la storia ricordi.
Ritratto di Montreal70
27 gennaio 2013 - 15:44
Ecco, il tuo è un'ottimo esempio. A poche decine di km da casa mia, nel belice, tutti si sono fatti almeno una casa con il soldi delle accise. Ci sono uffici dediti proprio a questo. Però, se senti la gente, si lamenta delle troppe tasse, della benzina cara e di una casta di privilegiati. Il primo problema dell'Italia, sono gli italiani.
Ritratto di yeu
25 gennaio 2013 - 18:54
Nel 2010 c'erano delle prospettive totalmente diverse da quelle attuali e quindi fabbrica italia è tramontata per ovvie ragioni dettate da una chiara visione dell' ovvio. Comunque già il fatto che non stiano annunciando chiusure in Italia, rispetto ad altri costruttori, credo che sia già una gran bella cosa.
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