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Il motore elettrico? Sta in una borsa sportiva

Pubblicato 17 novembre 2019

Il motore elettrico di un'auto è molto più semplice e compatto di quello a scoppio: vediamo come funziona e di quali parti è composto.

Il motore elettrico? Sta in una borsa sportiva

IL BELLO DELLA SEMPLICITÀ - Il bello del motore elettrico, che trasforma l’energia elettrica in energia meccanica, è la semplicità. È infatti composto essenzialmente da tre parti: statore (fisso), rotore (mobile) e involucro esterno (disegno qui sotto). Per sottolineare la compattezza e la semplicità del motore elettrico a corrente continua della sua ID.3, la Volkswagen ha diffuso alcune immagini dove lo si vede inserito in una normale borsa sportiva.

COME FUNZIONA - Lo statore è costituito da bobine di filo di rame e il rotore gira al suo interno. Quando la corrente elettrica attraversa le bobine dello statore, in esso si crea un campo magnetico che fa girare il rotore (che a sua volta genera un altro campo magnetico). Il movimento di rotazione si basa sul principio fisico dell’induzione elettromagnetica; quando il rotore inizia a girare il suo campo magnetico tende ad allinearsi a quello dello statore. Esistono due tipi di motori elettrici: brushless (senza spazzole) a magneti permanenti e asincrono. Il motore brushless è dotato di un grande rotore a magneti permanenti, che ruota congiuntamente al campo magnetico dello statore. Nei motori asincroni, invece, il rotore utilizza la corrente elettrica per generare il proprio campo magnetico e, di conseguenza, il rotore è in ritardo rispetto al campo magnetico dello statore.

IL FUNZIONAMENTO DEL MOTORE BRUSHLESS

ABITACOLI PIÙ SPAZIOSI - Quello della Volkswagen ID.3 è un motore brushless a magneti permanenti, in grado di generare 204 CV. È denominato APP 310, genera una coppia massima di 310 Nm ed è associato a un cambio ad una velocità. Come nel caso della ID.3, sulle auto elettriche basate su piattaforme specifiche, i motori elettrici sono collocati direttamente sui due assi. La loro compattezza e il posizionamento garatiscono di poter liberare tanto spazio all’interno dell’abitacolo a tutto beneficio degli occupanti. Inoltre, non essendoci il motore nella zona anteriore dell’auto, in caso di urto si ha a disposizione un maggiore spazio di assorbimento e quindi una maggiore dissipazione dell’energia, riducendo così anche il rischio di intromissione all’interno dell’abitacolo del propulsore per gli occupanti anteriori.



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Ritratto di Fdet_
17 novembre 2019 - 11:30
È indubbio che la tecnologia sia promettente e sicuramente più indicata per la mobilità specie in contesto urbano. Il problema attuale resta tutta l'infrastruttura che lo circonda, dalla produzione alla distribuzione di energia, ma è risaputo. Concordo con chi afferma che l'elettrico sia, ad oggi, una buona soluzione per ridurre le emissioni in città e credetemi, ce n'è veramente bisogno anche se le auto non sono l'unica fonte e neanche la principale, specie nei mesi freddi. Ma concordo anche con chi sostiene che la portata innovatrice di cui si fa carico questa "nuova vecchia" tecnologia debba essere a 360 gradi e non mirata. Badiamo bene però che l'utilizzo della tecnologia elettrica, ad oggi, offre ampi margini di sviluppo e miglioramento ed è sicuramente più promettente dei motori a scoppio, ormai bistrattati tra norme anti inquinamento e per la sicurezza. Sono appartenenti ad una tecnologia ormai ferma ed è giusto che possa rimanere di nicchia, il rumore di un V10 lo rimpiango, quello di un 1.2 benzina o di un 1.6 diesel di certo no, con buona pace dei finti nostalgici. Avanti con l'elettrico e vediamo quali spunti offrirà specie se combinato ad altre soluzioni. Ad oggi le più interessanti, oltre all'elettrico puro ed al famigerato binomio con l'idrogeno, a mio parere sono anche nell'ibrido a metano, proposto dal gruppo Vag qualche mesata fa.
Ritratto di Gianni.ark
17 novembre 2019 - 11:49
L'ibrido a metano lo ha proposto Skoda sul prototipo Vision X ma poi il modello di serie, la Qamik, sarà a benzina/metano e basta.
Ritratto di xtom
17 novembre 2019 - 16:58
Hai invertito la K con la Q, ad ogni modo se hai il metano che te ne fai dell’ibrido, aggiungi inutilmente peso e costi.
Ritratto di Andre_a
17 novembre 2019 - 11:31
4
Domanda semplice semplice: se è così piccolo e semplice, perché un’auto con il motore elettrico non costa meno di una classica?
Ritratto di Fdet_
17 novembre 2019 - 11:38
Perché le tecnologie più sviluppate e navigate in automotive sono per i motori tradizionali a scoppio, le linee di produzione così come la componentistica sono tutte improntate per l'auto con motore a combustione. È il normale processo dell'economia in cui viviamo. Magari fra 10 anni la situazione sarà ribaltata, dipende da che sviluppo potrà avere l'elettrico. Ma se ci pensi, con un esempio più comune, anche la tecnologia offerta dai telefoni che oggi si trovano a 200€ 6 o 7 anni fa (o anche meno, è un mercato molto più veloce e competitivo, quello) costava 3 o 4 volte tanto. Dipende da quanto mercato fa una certa scelta, se oggi l'elettrico non è neanche l'1% del mercato totale è normale che costi di più, perché non è conveniente per nessuno abbassare i prezzi per un mercato di nicchia, per ora.
Ritratto di Andre_a
17 novembre 2019 - 11:46
4
@Fdet_ Hai ragione, ma a livello di marketing mi sembra una trovata infelice: da una parte ti dicono quant’è piccolo e semplice il motore elettrico composto da sole 3 parti contro le migliaia del termico, dall’altra ti chiedono 40000 € per una compatta. Se fossi un produttore cercherei di pubblicizzare altri aspetti dell’elettrico
Ritratto di Fdet_
17 novembre 2019 - 12:00
Piccolo e semplice però non ha implicazione diretta sul costo, se ci pensi. Tra l’altro questo rientra sempre nel tentativo di rendere questa tecnologia più comune e quindi più economica. Inoltre invertire nettamente la direzione di produzione non potrà mai essere indolore ed economico per tutti, le case hanno investito miliardi per sviluppare l’elettrico, ma siamo ancora in una fase veramente poco remunerativa per i numeri bassissimi. Vedi Daimler che farà fuori 1000 manager per rientrare nei costi sostenuti, o la tesla perennemente in perdita, oppure una fca che si affaccia in punta di piedi ben consapevole del rischio di investire oggi in un mercato di fatto da creare, non solo nei numeri ma anche nella testa di chi potenzialmente può comprare. Tra l’altro, e posso dirtelo perchè sono del settore, oltre alla componentistica varia, un costo non indifferente c’è nel sistema di controllo che deve regolare tutta la tecnologia a bordo e che richiede una sofisticazione non indifferente con ingenti somme per ricerca e sviluppo. Siamo ancora all’alba dell’elettrico, chi compra oggi difficilmente lo può fare con un’ottica concreta di convenienza o risparmio.
Ritratto di anto72
19 novembre 2019 - 09:50
Una compatta elettrica costa 20mila euro, con gli incentivi costa 15mila euro.... Ma si risparmia molto sulla manutenzione.
Ritratto di Andre_a
19 novembre 2019 - 10:18
4
compatta elettrica da 20mila euro? La nuova Seat in effetti ci si sta avvicinando, ma é una citycar e la versione a benzina costava comunque la metá. Gli incentivi statali non li ho considerati volutamente: le case (VW, ma non solo) stanno facendo molta pubblicitá alla semplicitá del motore elettrico per convincerci della sua affidabilitá, ma se questo fosse vero, l'elettrico dovrebbe costare meno del benzina incentivi esclusi. É vero che la batteria incide molto ma, escludendo la fascia alta, la differenza tra un'elettrica e la sua controparte a benzina é superiore al costo della batteria. La Zoe, essendo venduta anche senza batteria, é il bersaglio piú facile, ma un discorso simile puó essere fatto anche per le altre
Ritratto di Mbutu
19 novembre 2019 - 11:03
Andre_a, ma non è che il prezzo di un prodotto è funzione solo della sua semplicità costitutiva. Oggi l'elettrico costa tanto anche perchè è un prodotto nuovo e le aziende vogliono rientrare dei costi di R&D. Perchè le aziende vogliono approffittare dell'entusiasmo degli early adopter. Perchè le aziende vogliono posizionarlo ad un certo livello di percezione. E questo indipendentemente dal fatto che il motore in se sia più semplice ed affidabile.
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