LA SOSTENIBILITÀ DELLA VETTURA - Green NCAP è il consorzio creato nel 2019 da FIA ed Euro NCAP, formato da governi, club automobilistici, tra i quali l’ACI, oltre ai laboratori di prova, e centri di ricerca universitari di otto Paesi europei, che mette a disposizione dei consumatori informazioni certificate dalle prove circa la sostenibilità ambientale dei veicoli, al di là di quanto richiesto dalle normative vigenti. L’obiettivo è quindi quello di informare il consumatore sulla sostenibilità della vettura, fattore che sta diventando sempre più determinante in fase d’acquisto. Green NCAP assegna una valutazione finale, da 0 a 5 stelle, sulla base di tre indici: CA, Clean Air Index (indice di pulizia dell’aria), EE, Energy Efficency Index (indice di efficienza energetica) e GHG, Greenhouse Gas Index (indice di gas serra). Più alto è il numero di stelle, migliore è la performance dell'auto su quello specifico indice. La valutazione a stelle indica la media ponderata delle prestazioni in tutte e tre le aree di valutazione.

I TRE INDICI - Il Clean Air Index valuta la capacità della vettura di mitigare le emissioni allo scarico. L’Energy Efficency Index valuta l’efficienza energetica. Nel caso di auto a combustibile interna, questo parametro viene valutato in base al consumo di carburante. Per consentire il confronto con altri tipi di motori, come gli elettrici e gli ibridi, è stato necessario adottare una misura comune di energia. Usando quindi i valori calorici noti di benzina e diesel, il consumo di carburante viene convertito in kWh (la stessa unità usata per misurare l'energia elettrica). Per i veicoli ibridi, il consumo totale di energia è derivato sommando il carburante utilizzato con l'energia elettrica. L'efficienza viene quindi calcolata come l'energia (in kWh) necessaria per percorrere una determinata distanza (100 km). L’ultimo, il Greenhouse Gas Index, l’indice di gas serra, valuta l’emissione dei gas serra: l'anidride carbonica (CO2), il protossido d'azoto (N2O) e il metano (CH4).
Modello | Alimentazione | Stelle | CA | EE | GHG |
DS 3 Crossback | Diesel | 2,5 | 4,0 | 5,8 | 3,3 |
Ford Puma | Benzina - Ibrida | 3 | 4,8 | 6,4 | 5,1 |
Mazda 2 | Benzina | 3,5 | 5,9 | 6,9 | 5,6 |
I RISULTATI DEL TEST - Nell’ultima tornata di test, sono state analizzate le seguenti vetture: Mazda 2 benzina, la Ford Puma mild hybrid benzina e la DS 3 Crossback diesel. La Mazda 2, l’utilitaria della casa giapponese alimentata con motore a benzina Skyactiv-G di 1,5 litri, ha ricevuto 3,5 stelle, mostrando delle buone doti di efficienza energetica (punteggio 6,9 su 10) e di controllo delle emissioni inquinanti. Alcune criticità si sono registrate nelle emissioni di particolato nelle prove più severe; la presenza di un filtro antiparticolato per motori benzina (GPF) avrebbe consentito delle migliori performance. La crossover compatta Ford Puma, alimentata con il 1.0 turbo benzina abbinato al sistema mild hybrid, ha ottenuto 3 stelle. Sono risultate buone l’efficienza energetica, il controllo delle emissioni nocive e di quelle gas serra. A pesare sull’indice Clean Air Index (indice di pulizia dell’aria) sono risultate essere le emissioni di ammoniaca NH3. L’ultima vettura analizzata, la DS 3 Crossback, nella variante con motore turbodiesel da 1,5 litri, è risultata la meno performante tra le tre, ottenendo 2,5 stelle. In questo caso a penalizzare la performance complessiva è stato il non efficace controllo delle emissioni di ammoniaca e degli ossidi di azoto (NOx). Bene invece la prova del filtro antiparticolato.



































