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Gruppo Renault: il 2019 si chiude in perdita

Pubblicato 14 febbraio 2020

Scendono numero di auto vendute e fatturato, crolla l’utile netto: da 3,3 miliardi a un passivo di 141 milioni.

Gruppo Renault: il 2019 si chiude in perdita

ANNO DIFFICILE - Dopo l’arresto a novembre 2018 dell’ex numero uno Carlos Ghosn, il Gruppo Renault ha attraversato un difficile periodo di riorganizzazione e questo sembra aver pesato sul bilancio del 2019, appena pubblicato dal gruppo francese, di cui fanno parte i marchi Renault, Dacia, Alpine, Avtovaz e Samsung Motors.

GIÙ IL GUADAGNO - Nel 2019 il Gruppo Renault ha venduto 3,8 milioni di auto, il 3,4% in meno del 2018, e generato un giro d’affari di 55,537 miliardi di euro, inferiore del 3,2% rispetto ai 57,419 miliardi del 2018. Il guadagno lordo si è contratto di 882 milioni di euro, passando da 2,987 miliardi a 2,105 miliardi, ma è negativo anche il margine lordo per auto venduta: era del 6,3% nel 2018, si è ridotto al 4,8% nel 2019. 

LA NISSAN NON HA AIUTATO - Il risultato più deludente è per il guadagno netto, passato dai 3,302 miliardi del 2018 alla perdita di 141 milioni dell’anno scorso. Ad aver influito sugli utili è anche il risultato negativo della Nissan, della quale la casa francese possiede il 43%: nel 2018 la Nissan aveva “iniettato” nel Gruppo Renault ben 1,5 miliardi di euro, contro i 242 milioni del 2019. 

NESSUNA RIPRESA - La situazione non dovrebbe migliorare nel 2020, perché il Gruppo Renault stima un giro d’affari in linea con quello del 2019 e un margine lordo fra il 3% e il 4% per auto venduta. Sarà compito del nuovo amministratore delegato, l’italiano Luca De Meo (operativo dal 1 luglio), invertire la rotta e migliorare la situazione del colosso francese.



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Ritratto di studio75
14 febbraio 2020 - 16:01
5
Ieri Nissan chiudeva in rosso il bilancio 2019. Oggi Renault si accoda. M isembra che il loro problema possa essere il fatto che vendono auto con poco margine di guadagno. Contraendosi il numero delle vendite non riescono più a produrre utili. FCA ha subito lo stesso calo di vendite ma producendo auto ad alto margine di guadagno (jeep e RAM) è riuscita a migliorare i conti rispetto il 2018. Rneult non ha brand di lusso e Nissan ha Infiniti che non fa numeri.
Ritratto di Spock66
14 febbraio 2020 - 16:04
Credo che quest'anno servirà una grande scorta di pop corn per vedere come si ridurrà il mercato dell'auto, grazie ai gretini vari e ai loro sodali politici a 5 stalle (oltre all'effetto del coronavirus)..questo detto con grande rispetto per le sofferenze dei lavoratori dell'auto e indotto, sia chiaro..
Ritratto di Vincenzo1973
14 febbraio 2020 - 17:03
quindi la colpa e' chi evidenzia il problema, ora ho capito
Ritratto di Giuliopedrali
14 febbraio 2020 - 17:56
Spock66 sai anch'io non vado verso Monaco di Baviera che da qui è piuttosto vicino a comprarmi la DFSK iX5 che sogno perchè mi fa paura Greta e i grillini anzi i missini e chissà cos'altro... Ma che dici? Le ragioni principali sono nei prezzi elevati per prodotti ancora a carbonella quando la gente già si aspetterbbe alimentazioni alternative a basso prezzo, penso proprio che sperando nella fine del coronavirus sarà l'importazione di cinesi che farà ripartire il mercato.
Ritratto di Andrea Zorzan
14 febbraio 2020 - 21:10
Fanno sorridere i luddisti che criticano il progresso.
Ritratto di Pavogear
14 febbraio 2020 - 22:50
Io sono ottimista. Passata l'ondata di ecoambientalari gretini da quattro soldi senza un minimo di istruzione ne capacità di pensiero critico, tutto tornerà alla normalità
Ritratto di pierfra.delsignore
17 febbraio 2020 - 21:55
4
Infatti chi vorrebbe il regresso ed il ritorno all'inquinamento con euro 2 libberi che così vendi denota grande istruzione, lungimiranza, pure l'esposizione arrogante denota molta educazione
Ritratto di Pavogear
17 febbraio 2020 - 22:14
Regresso? Regresso è voler limitare in maniera assurda i motori a combustione interna a favore dei motori elettrici che non offrono vantaggi reali e pratici. Inoltre non è arroganza dire le cose come stanno realmente, è semplicemente un tentativo di aprirvi gli occhi perché finché siete cittadini comuni non me ne viene in tasca niente delle vostre scelte e potete fare quello che volete, ma mi rompe che poi gente che la pensa così sia a comandare e a prendere decisioni senza senso e dunque ho tutte le ragioni per essere diretto e non farmi problemi a dire le cose. Poi è oggettivamente vero che chi crede ciecamente nell'elettrico e dà contro ai termici è ignorante (inteso come privo di conoscenze, prima che mi si dia anche di quello che offende). Stranamente nelle università nelle facoltà di ingegneria meccanica e del veicolo sono per la stragrande maggioranza a favore dei motori a combustione interna e scettici sugli elettrici. Tutti esaltati? Gli ingegneri di tutto il mondo potrebbero smettere anche domani di sviluppare motori termici e sviluppare solamente elettrici e batterie, ma non lo fanno nonostante i fondi che vengono investiti. Un motivo ci sarà. Ci sarà un motivo se l'anno scorso nella mia università è venuto a fare una lezione un signore di nome Vincenzo Bellentani il quale ha detto che l'elettrico è una soluzione che non lo convince, e questo signore pur non essendo ingegnere ha esperienza da vendere avendo lavorato per tutta la carriera in Ferrari, Lamborghini e Maserati e non a spazzare, ma in progettazione. Non uno qualunque insomma. E proprio la settimana scorsa si è tenuta una conferenza sugli sviluppi futuri di questi tipi di motore (che per molti dovrebbero essere morti e sepolti a leggere certi commenti). Pare invece che gli unici sostenitori dell'elettrico siano persone che dirigono forum su internet dalla dubbia attendibilità e gente che li segue. Stop. E molto spesso sono questi ultimi ad essere arroganti e giudicare in malo modo chi non la pensa come loro senza argomentare. Parliamo di gente convinta che produrre batterie non inquini, che al mondo si possa produrre energia da fonti rinnovabili in grande quantità così come se niente fosse. Dunque in definitiva si, credo di avere tutto il diritto, volendo, di essere arrogante (cosa che non sono assolutamente) e, per quanto tu lo abbia detto in maniera sarcastica, sono probabilmente più istruito di molti che parlano a vanvera, e sicuramente più lungimirante.
Ritratto di pierfra.delsignore
17 febbraio 2020 - 23:17
4
L'elettrico è il futuro remoto, qui si parla di ibrido ed è il futuro prossimo, anche la ferrari ha fatto già 2 supercar ibride la F1, il WEC a breve pure il WRC è ibrido, il diesel è sempre stata una motorizzazione di nicchia e tale deve tornare ad essere, i danni è stato spacciare una motorizzazione fatta per un unico tipo di utilizzo, lunghi tratti autostradali, per l'auto del pooovero che deve risparmiare due soldi, quando potevi benissimo, come si sta facendo ora proporre mild hybrid, o motorizzazioni termiche pure a gas metano e GPL nettamente meno impattanti sull'ambiente e pure sul portafoglio. Il futuro piaccia o meno sarà elettrico per svariati motivi, l'elettrico è un motore a maggior resa, maggior affidabilità, tutto il nostro mondo si basa su batterie ed economie di scala, mai visto andare uno smartphone, una aspirapolvere, un computer a combustione, ma in elettrico di può andare potenzialmente ogni cosa, basta appunto trovare batterie efficaci. La sfida industriale e di ricerca è tutta qui. Sfida che richiede investimenti ed anni, il mercato dell'auto è sempre oscillatorio, anche perché non la cambi ogni anno, l'elettrico assieme poi ad una adeguata infrastruttura elettrica, è l'unico modo per espandere la motorizzazione nei paesi in via di sviluppo senza mandare a pallino tutto il pianeta. Siamo il terzo mondo, mettetevelo bene in testa, Asia ed America del Nord, poi veniamo noi, l'Asia dove stanno i 2/3 della popolazione si svilupperà, sai cosa significa miliardi di persone con diesel euro 4. La Cina è la prima a spingere come il Giappone per l'elettrico. Il Giappone da solo ha tanti abitanti quanto Francia e Germania messi assieme. Piccolo orticello della comfort zone, che in un mondo globale ti affossa. Quando dicevo che entro 2 anni tutte le case avrebbero avuto mild hybrid a listino e le vendite di queste auto, anche a bassissimo costo sarebbero esplose, persone come te ridevano con spocchia, Fiat 500 e Panda Mild hybrid sono elittarie? La Yaris la possono comprare solo i ricconi? Capriccio di Greta? Dai siamo seri, poi se mi dici che in autostrada il diesel è ancora la soluzione e su 500 km tirati impatta meno di un benzina anche ibrido è un discorso diverso, ritornando appunto al discorso che non esiste l'auto migliore, ma l'auto adatta all'utilizzo che uno ne fa.
Ritratto di Pavogear
17 febbraio 2020 - 23:46
Dunque, sono d'accordo sulla prima parte del discorso riguardo alle motorizzazioni e al fatto che il Diesel negli ultimi 30 anni è stato spacciato come la motorizzazione in grado di risolvere tutti i problemi quando invece non è cosi. Poi a dire la verità è solo l'Europa ad essere Diesel-dipendente o quasi, perché negli Stati Uniti e in generale nel resto del mondo questa motorizzazione non ha mai preso il sopravvento. E anzi aggiungerei che pure in Italia se si togliessero le accise in molti, anche chi macina tanti chilometri, tornerebbe a scegliere i motori a benzina oltre che quelli a GPL e metano. Anzi in particolare il metano potrebbe avere grandi sviluppi dato che un motore sviluppato appositamente per andare a metano, e non semplicemente adattato, andrebbe meglio dal punto di vista delle prestazioni rispetto ad un motore a benzina. Ma purtroppo costa di più e dunque non credo che prenderanno mai quella direzione. Il gasolio invece lo lascerei solamente per i mezzi pesanti e per quelle categorie di autovetture comunque molto grandi che necessitano di tanta coppia, mentre per il resto vanno benissimo le altre motorizzazioni comprese le ibride e le elettriche. Poi ripeto che i mercati più poveri, se un giorno si svilupperanno, probabilmente andranno a benzina/ibridi/elettrici e non a gasolio. Infine, sinceramente non capisco perché citare i cellulari e i computer se non per le sole batterie che al momento sono più o meno tutte le stesse o quanto meno basate sugli stessi principi. I computer non hanno dei motori, e nemmeno i cellulari, e funzionano semplicemente grazie a dei circuiti elettrici. Credo che l'unico motore che ci sia serva per l'alimentazione della ventola di raffreddamento. Comunque distanti anni luce anche solo da un motore di un frullatore per esempio, il quale è distante da quello pensato per utilizzo industriale e via dicendo. Ma il punto è che i motivi per cui per esempio viene usato il motore elettrico su una macchina a controllo numerico sono principalmente due: risparmi se lo sai progettare bene dato che le operazioni compiute sono cicliche e prevedibili; produce pochissime vibrazioni. Ora, il discorso delle vibrazioni può avere la sua importanza anche se relativa dato che un motore termico ben bilanciato (quindi non i tre cilindri e i bicilindrici, per dire) produce comunque poche vibrazioni. Ma in particolare in ambito automotive il motore elettrico non è sottoposto a cicli ripetivi e prevedibili, e dunque i vantaggi economici e pratici diminuiscono. Altra cosa, i motori elettrici sono dipendenti dal ferro o comunque da materiali ferromagnetici per funzionare e non si possono ottenere grandi prestazioni con piccoli motori a causa del fenomeno della saturazione magnetica. Dunque se si vogliono ottenere grandi prestazioni si deve utilizzare tanto ferro e il ferro pesa parecchio, diminuendo l'autonomia. Inoltre anche sul discorso economico ci andrei piano, perché per esempio il motore brushless sincrono non è proprio il più economico anche se è il più prestazionale, e in particolare necessità di sensori costosi e sofisticati per funzionare in maniera corretta. Quindi in poche parole non esiste un futuro, nemmeno lontano, in cui l'elettrico avrà la meglio sui termici così come immagino che non avverrà il contrario: semplicemente ci saranno tutti i tipi di motore e si spera che verranno scelti in maniera consapevole. Ma bloccare il mercato di certe motorizzazioni come sta avvenendo ultimamente non ha alcun senso e anzi ciò va contro a quello che sarebbe il bene sia del pianeta e sia nostro
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