INTERVENTI DOLOROSI - Il numero uno del gruppo Volkswagen, Matthias Müller, ha annunciato un massiccio piano di tagli e revisione delle spese per sopperire ai costi legati allo scandalo Dieselgate, che impegnerà l’azienda per 14,7 miliardi di dollari nel solo mercato statunitense. Nel 2017 l’amministratore delegato intende tagliare i costi del 10% rispetto a quest’anno, secondo quanto riferito dalla stampa tedesca, e per farlo vuole intervenire su ambiti non strettamente legati alla produzione: Müller chiederà di tagliare le spese per l’elettricità, la telefonia, le consulenze, la cancelleria negli uffici, i noleggi e la pubblicità, auspicando inoltre un contemporaneo incremento della profittabilità per tutti i marchi del gruppo. “I risparmi non verranno messi in pratica senza dolore”, ha spiegato il manager nel corso di un incontro a Wolfsburg con altri dirigenti.
TAGLI ANCHE PER L’AUDI - I sacrifici non risparmieranno nemmeno l’Audi, fra case più redditizie all’interno del gruppo, che dovrà seguire i diktat provenienti da Wolfsburg e rinunciare a quanto ritenuto non fondamentali. Per questo motivo, come anticipa il sito della Reuters, la casa dei Quattro Anelli dovrebbe tagliare i progetti di un circuito per le automobili senza conducente e stabilimenti in cui realizzare prototipi o batterie. Un portavoce ha rivelato che l’azienda intende posticipare la costruzione di un campus ad Ingolstadt riservato alle nuove tecnologie. I tagli si applicheranno anche ai progetti riguardanti le automobili tradizionali, quelle con motori a benzina o gasolio, in maniera da concentrare le risorse sui modelli a minor impatto energetico e marcar stretto le BMW e Mercedes, che intendono concentrarsi nei prossimi anni su vetture ibride e elettriche. E si vocifera anche di uno stop per le vetture da corsa con il ritiro dal campionato edurance FIA WEC e relativa 24 Ore di Le Mans.


































































