Il passaggio alla guida autonoma porta con sé un enorme grattacapo legale: di chi è la colpa in caso di incidente o infrazione? Fino al Livello 2 (qui per saperne di più), l’automobilista deve supervisionare costantemente la strada e risponde in prima persona di ogni errore.
Tuttavia, dal Livello 3 in poi, la tecnologia consente di staccare le mani dal volante e persino di guardare un film, sebbene al conducente possa essere chiesto di riprendere il controllo immediatamente quando il sistema lo richiede. Questa condivisione genera una complessa sovrapposizione di responsabilità tra chi siede a bordo e chi progetta il software, costringendo i legislatori di tutto il mondo a riscrivere da zero le regole stradali.
La Cina ha recentemente presentato una proposta di revisione della legge sulla sicurezza stradale. L’idea è netta: se la vettura commette un’infrazione mentre si muove in modalità autonoma, a gestire e pagare la multa deve essere direttamente il costruttore o dall’importatore. I veicoli le cui funzioni di guida autonoma non risultano attivate, così come quelli dotati esclusivamente di sistemi di guida assistita, continuerebbero a essere regolati come veicoli non autonomi.
Questa distinzione esclude gli attuali sistemi di assistenza alla guida dall’obbligo che impone alle aziende di gestire le violazioni: chi utilizza tali funzioni rimarrebbe soggetto alle norme previste per i veicoli convenzionali. Stabilire se una funzione di guida autonoma fosse attiva sarà quindi un elemento decisivo ai fini dell’applicazione delle nuove regole, anche se non è chiaro in che modo verrebbero acquisiti i dati operativi del veicolo né quali criteri probatori sarebbero adottati in caso di contestazioni.
In Europa la questione delle multe ai veicoli che stanno guidando da soli non è ancora stata dibattuta, ma alcuni Paesi hanno chiarito le responsabilità in caso di incidente. La Germania consente l’uso del Livello 3 dal 2017, dividendo la responsabilità tra conducente, proprietario e costruttore. Per esempio sulla tecnologia Drive Pilot della Mercedes, la casa risponde dei sinistri software solo se il sistema è stato usato come prescritto, ma l’automobilista deve riprendere i comandi se avvisato.
Per il Livello 4, i tedeschi prevedono persino un supervisore esterno connesso via wireless per gestire i mezzi senza conducente a bordo. Nel Regno Unito, invece, l’Automated and Electric Vehicles Act del 2018 stabilisce che sia l’assicurazione del veicolo a risarcire subito i danni causati dall’auto che guida da sola. La compagnia può rivalersi sull’utente solo se questo non ha installato aggiornamenti critici o ha modificato il software senza autorizzazione.









































































