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Honda Jazz, una ibrida da record

19 luglio 2013

Il nuovo sistema ibrido, che debutterà sulla Jazz a settembre in Giappone, promette percorrenze da record.

Honda Jazz, una ibrida da record
SUCCULENTA NOVITÀ - La terza generazione della Honda Jazz debutterà in Giappone, dove è conosciuta come Fit, già il prossimo mese di settembre. Nel frattempo alcune foto definitive sono "scappate" sul web.  Ad un design rivoluzionato, con linee più aggressive e spigolose rispetto a quelle del modello oggi in listino, si accompagna una novità tecnica di primissimo piano. La nuova Jazz infatti sarà il primo modello della casa ad essere equipaggiato con lo Sport Hybrid Intelligent Dual Clutch Drive (i-DCD) la nuova generazione della propulsione ibrida non plug-in (cioè con batterie non ricaricabili) della Honda.
 
 
ECONOMA COME POCHE - Cuore del sistema ibrido della Honda Jazz, del quale si conoscono solo pochi dettagli, è un piccolo 1.5 quattro cilindri a ciclo Atkinson abbinato ad un cambio doppia frizione a sette marce, che al suo interno ha un motore elettrico, alimentato da una batteria agli ioni di litio. Tre le modalità di guida, gestire in automatico dalla centralina: solo elettrica, ibrida o solo con il motore a scoppio. Il servofreno elettrico aumenta l’efficienza ricaricando le batterie mentre un compressore elettrico riduce il carico del motore. Da record le percorrenze dichiarate, che sono del 35% superiori rispetto alle ibride attuali: 36,4 km con un litro di benzina nel ciclo di omologazione giapponese. Secondo la Honda si tratta del valore più alto tra le vetture ibride vendute in Giappone (escluse le ibride plug-in).
 
 
SI CAMBIA ROTTA - Sul piano stilistico, la Jazz sarà la prima Honda disegnata seguendo i dettami di un nuovo stile per la casa, denominato “Exciting H Design”. Il look si fa spigoloso: i fari anteriori si fondono nella griglia a forma di “V”, la fiancata è mossa da solchi evidenti, la coda è affusolata con gruppi ottici a led che avvolgono il portellone. Aggressive le prese d’aria integrate nel paraurti anteriore e in quello posteriore. L’abitacolo, a detta di Toshinobu Minami, responsabile del design, adotta materiali di qualità per un effetto meno “plasticoso” che in precedenza. Il touchscreen domina la consolle centrale mentre il controllo del climatizzatore è demandato a pulsanti a sfioramento.


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Ritratto di andvolante1
19 luglio 2013 - 15:56
finchè non vedrò la prova di qualche giornale resto dubbioso, 36km/lt sono tanti anche per un ibrido, ma se come al solito togliamo un 30% rimangono un bel 28km/lt che per un auto con motore 1.5 benzina sono tanti, è vero che è abbinata all'elettrico ma resta comunque un motore a benzina e per di piu di media cilindrata che di solito non è proprio economico nei consumi...
Ritratto di Peppe
19 luglio 2013 - 16:36
Invece di ridurre la cubatura del motore, la aumentano! Auto come ad esempio la Yaris Hybrid la equipaggerei con un piccolo 1.0 3 cilindri aspirato ed un motore elettrico, in modo da portare i consumi al minimo. La Prius e la Auris con un 1.5 al massimo, in luogo del 1.8, Riguardo alla Jazz, è perfino troppo aggressiva. Spero che per le versioni europee cambino paraurti anteriore e posteriore.. La rivale Nissan Note è decisamente più gradevole, ed avvantaggiata dalla presenza di un turbodiesel: sulla Jazz potrebbero montare il 1.6 delle Civic, tagliando qualche CV
Ritratto di Raffaelorenz
20 luglio 2013 - 18:05
Ti stupirai sapere che le cubature piccole aumentano i consumi specifici, per la precisione più il singolo cilindro del motore è piccolo più aumenta il consumo di carburante a parità di potenza erogata. Quindi non stupirti se aumentano la cubatura del motore e diminuiscono il numero di cilindri. L'unico motivo per cui si costruiscono motori di piccola cubatura per poi sovralimentarli con turbocompressore credo risieda nelle idiote regole assicurative che tengono conto della sola cubatura infischiandosene del numero di cilindri e della eventuale sovralimentazione nonché della effettiva potenza erogata e costo del mezzo.
Ritratto di marco.stroppare
19 luglio 2013 - 17:05
Ma invece di montare un motore ciclo Atkinson non potevano montare un ciclo Otto.......Così si poteva montare l'impianto a metano......................
Ritratto di Raffaelorenz
20 luglio 2013 - 18:06
Puoi.
Ritratto di tesseratto
19 luglio 2013 - 17:09
io ho una CT200h e percorro spesso il tratto di via Emilia tra Rimini e Forli...50-80 km/h...da quello che ho potuto vedere mi fa una media tra i 30 e 33km/l effettivi..
Ritratto di MatteFonta92
19 luglio 2013 - 17:32
3
Davanti è piuttosto carina, la coda invece non mi piace, così alta e schiacciata, sembra "goffa". Molto belli invece gli interni. Per quanto riguarda i consumi, aspetterei una prova di alVolante per dare giudizi definitivi, i dati dichiarati dalle Case sono sempre inattendibili, soprattutto riguardo alle ibride... ad esempio, la Porsche, per la 918 Spyder, dichiarava una percorrenza di oltre 30 km/l... nei loro sogni, forse.
Ritratto di IloveDR
19 luglio 2013 - 18:59
4
non ho capito se sono i giapponesi che sono 20 anni più avanti o sono gli italiani che sono 20 anni più indietro...tanto di cappello amici del Sol Levante!!!
Ritratto di monodrone
22 luglio 2013 - 12:04
sono da sempre vent'anni più avanti.
Ritratto di trap
19 luglio 2013 - 19:14
Detto così sembra che bisogna cambiare le pile quando si scaricano. Forse i lettori di AlVolante sono ben informati ed hanno capito, ma diciamo che si caricano in discesa e in frenata e non dalla presa elettrica.
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