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Il futuro della mobilità sostenibile parte dai Comuni

13 giugno 2017

Le amministrazioni di 12 città hanno firmato la Carta di Bologna con iniziative a favore degli spostamenti a basse emissioni.

Il futuro della mobilità sostenibile parte dai Comuni

LA CARTA METROPOLITANA - L’Italia è tra gli ultimi Paesi in Europa per la diffusione di auto elettriche (qui per saperne di più) a causa dell’assenza di politiche concrete per promuovere l’acquisto e l’uso dei modelli a batterie. Un’immobilità che permane nonostante l’interesse verbale dimostrato da alcuni esponenti dell’esecutivo e le pressioni che arrivano dagli operatori del settore e dalle associazioni “verdi”. La più rilevante è rappresentata dalla Carta Metropolitana dell'Elettromobilità consegnata al Governo lo scorso maggio a e-mob, la conferenza nazionale della mobilità elettrica svoltasi a Milano. Un documento in cinque punti nel quale si chiedono incentivi all’acquisto e la realizzazione di regole uniformi in tutte le città per favorire l’uso dei mezzi a batterie, come l’accesso alla zone a ZTL e la sosta gratuita. Tra le altre proposte inserite nella Carta ci sono il potenziamento delle rete di ricarica pubblica e le facilitazioni per installare le “prese” residenziali e aziendali, nonché favorire l’impiego di veicoli a emissioni zero nei servizi di car sharing, nella logistica urbana e nelle flotte aziendali. 

LA CARTA DI BOLOGNA - La prima risposta alle richieste di associazioni e operatori del settore arriva dai sindaci dei Comuni delle città metropolitane, ossia di Bologna, Milano, Torino, Firenze, Bari, Roma, Catania, Cagliari, Napoli, Reggio Calabria, Genova e Palermo. I rappresentanti dei dodici capoluoghi hanno sottoscritto la Carta di Bologna per l’Ambiente, documento di otto punti contenente impegni in diversi settori, come rifiuti, energia e, appunto, la mobilità sostenibile. La voce legata ai trasporti sottolinea la volontà dei sottoscrittori di promuovere i veicoli elettrici e di sviluppare l’infrastruttura di ricarica per il quale, però, si chiede il supporto del Governo. Legata alla mobilità a zero emissioni è pure il punto riservato alla “transazione energetica”, ossia il passaggio dalla produzione di “corrente” da fonti fossili a quelle rinnovabili con l’obiettivo di arrivare la 27% di energia “green” entro il 2025. Un risultato che, insieme al migliorando dell’efficienza energetica del 30%, consentirebbe di rendere più “verde” il rifornimento delle auto a zero emissioni, di ridurre del 40% le emissioni di gas serra e di tagliare le concentrazioni di particolato nei limiti consigliati dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), ossia a 10 microgrammi per metrocubo. 

MENO AUTO, PIÙ BICI E BUS - In tema di mobilità la Carta di Bologna contempla una serie di obiettivi e iniziative che vanno al di là della diffusione dei veicoli a batterie. L’intento prioritario dei sindaci firmatari è combattere la congestione e arrivare al 2020 con almeno il 50% di spostamenti urbani effettuati con modalità alternative ad auto e moto. Le ricette per raggiungere il traguardo sono per lo più note e comprendono, tra l’altro, interventi per promuovere gli spostamenti a piedi e a pedali e la realizzazione di zone a ZTL e con possibile accesso a pagamento. Previsto pure il potenziamento del trasporto pubblico, in particolare di quello “intelligente” realizzato con tecnologie innovative, la cui presenza è vincolante nella realizzazione di nuovi quartieri. 

MILANO ADOTTA IL PUMS - Se le Carte sono dichiarazioni di intenti a provare a dare concretezza allo sviluppo della mobilità sostenibile è l’amministrazione di Milano che ha appena adottato il PUMS (Piano urbano per la mobilità sostenibile). Un documento che definisce le politiche dei trasporti della città meneghina per i prossimi 10-15 anni e che per 60 giorni sarà soggetto alle osservazione dei cittadini per eventuali modifiche. L’intento della Giunta è ridurre traffico e inquinamento con diverse soluzioni, compresa quella elettrica. Le iniziative con la “scossa” sono il potenziamento dell’offerta a zero emissioni nei servizi di car sharing, la sosta e l’accesso gratuito ad Area C per le auto a batterie e l’estensione e ramificazione della rete di ricarica. Nei prossimi tre anni, infatti, si dovrebbe arrivare alla presenza in città di 1.336 punti di ricarica in 738 stalli disponibili. Gli altri provvedimenti riguardano la realizzazione di Zone 30 in prossimità delle scuole e di altri punti sensibili, l’ampliamento del bike sharing nelle zone di periferia, la costruzione di nuove ciclabili per collegare quelle esistenti e il rafforzamento dei trasporto pubblico. Finalità, quest’ultima, perseguita soprattutto con il prolungamento delle linee metropolitane fino a Monza, Baggio, Vimercate e Paullo, l’intensificazione delle linee filotranviarie in periferia e del passante ferroviario, con più corse e nuove fermate per favorire i collegamenti fra le linee metropolitane. 



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Ritratto di otttoz
13 giugno 2017 - 15:57
firmano dichiarazioni d'intenti...sarebbe bello trovare notizie su cosa hanno realizzato! i comuni poi devono riasfaltare le strade non limitarsi a fare cassa con tutor...
Ritratto di fdicodmo
2 luglio 2017 - 17:43
obbligo in tutti i Comuni

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