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Il Gruppo Volkswagen “apre” le sue fabbriche ai cinesi?

Pubblicato 30 aprile 2026

In occasione della diffusione dei dati del primo trimestre 2026 il primo gruppo europeo ammette che l’attuale modello di business non è più sostenibile.

Il Gruppo Volkswagen “apre” le sue fabbriche ai cinesi?

I RISULTATI DEL PRIMO TRIMESTRE 2026

Nel primo trimestre del 2026, il Gruppo Volkswagen ha operato in un contesto globale caratterizzato da forti venti contrari, tra cui tensioni geopolitiche, nuovi dazi e un'intensa pressione competitiva, in particolare da parte dei produttori cinesi in Europa. Nonostante un lieve calo del fatturato (-2,5%) e dell'utile operativo (-14,3%), l'azienda ha registrato progressi tangibili sul fronte dell'efficienza, riuscendo a ridurre i costi fissi di circa un miliardo di euro.

Un dato particolarmente positivo è il flusso di cassa netto, salito a 2 miliardi di euro, un netto miglioramento rispetto al valore negativo dell'anno precedente. Tuttavia, il ceo Oliver Blume ha avvertito che il margine operativo attuale (3,3%) rimane troppo basso. Per l'intero esercizio 2026, il Gruppo conferma le sue previsioni, stimando una crescita dei ricavi tra lo 0% e il 3% e un margine operativo compreso tra il 4,0% e il 5,5%.

UN MODELLO CHE NON FUNZIONA PIÙ

In occasione della diffusione dei risultati, Blume ha affermato che il modello di business dell’automotive in Europa, per come lo abbiamo conosciuto fino a oggi, non è più sostenibile. Sono necessari ulteriori tagli ai posti di lavoro, delocalizzazione (ancora più forte) della produzione e, per gli impianti non pienamente utilizzati, l’apertura ad altri costruttori per portarli a saturazione.

A quanto risulta, decisioni definitive non sono ancora state prese, ma i massimi dirigenti sono sotto una pressione crescente per via della concorrenza sempre più forte dei costruttori cinesi, dei dazi incrociati e della transizione (per quanto non veloce come inizialmente previsto) verso l’auto elettrica. 

fabbrica volkswagen wolfsburg varie 1

“APRIRE” LE FABBRICHE ALLE ALTRE CASE

Tra le misure in corso di valutazione, c’è quella di espandere la produzione locale nelle varie zone strategiche del mondo (avvicinarsi, anche fisicamente, alle esigenze dei mercati, permette di ridurre i costi di produzione e aggirare eventuali dazi), ma anche quella di “aprire” le proprie fabbriche ai concorrenti, a partire da quelli cinesi.

Una vera e propria condivisione degli spazi e delle strutture per la costruzione delle auto: qualcosa di impensabile solo pochi anni fa, ma che ora pare molto realistico (per non dire inevitabile). Da un lato, il Gruppo Volkswagen ridurrebbe la sua sovra-capacità produttiva, che è stimata attorno ai due milioni di veicoli all’anno (11 contro 9 realmente necessari), dall’altra le case cinesi potrebbero a loro volta aggirare i dazi europei verso i prodotti fabbricati al di fuori della UE. Avremo indicazioni più precise verso settembre.

RIDURRE LA COMPLESSITÀ

Queste invece le parole di Arno Antlitz, responsabile finanziario del Gruppo Volkswagen: “Il nostro margine operativo - anche al netto degli effetti straordinari - rimane troppo basso. Nell’ultimo anno e mezzo, il mondo è cambiato in modo significativo: sono stati imposti dazi, la concorrenza in Cina continua a intensificarsi e gli operatori cinesi stanno esercitando una pressione competitiva sempre maggiore sull’Europa.

In questo contesto, le riduzioni dei costi previste non sono sufficienti. Dobbiamo trasformare radicalmente il nostro modello di business e realizzare miglioramenti strutturali e sostenibili. Questo implica ottimizzare la struttura dei costi dei nostri veicoli senza comprometterne la sostanza, ridurre in modo significativo i costi generali, aumentare l’efficienza dei nostri stabilimenti e accelerare lo sviluppo tecnologico e i processi decisionali.

Possiamo raggiungere questo obiettivo solo riducendo significativamente la complessità: nel nostro portafoglio prodotti e nelle piattaforme tecnologiche, nonché nel numero di soggetti e livelli coinvolti nei processi decisionali. È su questo che ci concentreremo nei prossimi mesi”. 

fabbrica volkswagen wolfsburg varie

IL “CASO” AUDI

Fra tutti i marchi del Gruppo Volkswagen, quello maggiormente sotto i riflettori è l’Audi, il cui amministratore delegato Gernot Döllner ha affermato che le strategie definite nel 2025 non saranno sufficienti a garantire la competitività del marchio a lungo termine. Nello specifico, si prevedeva la tutela dei posti di lavoro fino al 2033; questo però non è compatibile con l’obiettivo di delocalizzazione del gruppo.

E poi c’è il “capitolo” Stati Uniti: qui l’Audi importa tutti i suoi modelli ed è quindi molto esposta ai dazi doganali (quelli degli USA nei confronti del resto del mondo), che hanno ridotto gli utili di circa 1,2 miliardi di euro nel 2025 e, si prevede, avranno un impatto simile nel 2026. Inoltre, le vendite in Nord America sono diminuite del 16% nel 2025, rendendo la regione il mercato più difficile per Audi, persino più della Cina.



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Ritratto di Vate
30 aprile 2026 - 19:35
Qualunque cosa per non abbassare un po' i prezzi, meglio vendere meno ma ricaricare tanto.
Ritratto di Vadocomeundiavolo
30 aprile 2026 - 19:42
Il 3% di guadagno mi sembra il minimo.
Ritratto di AndyCapitan
4 maggio 2026 - 11:26
4
Ma te la raccontano a te....guadagnano molto di più del 3% .....ti faccio un esempio....una tesla model 3 es e dalla catena di montaggio a 15 Mila dollari di costo per il prodotto finito....la rivendono a 34 Mila euro in Europa....secondo te incassano poco o circa il 50% ?
Ritratto di Vadocomeundiavolo
4 maggio 2026 - 13:59
34K meno Iva Trasporto Guadagno del venditore Tasse Dilla tutta
Ritratto di jackari
19 maggio 2026 - 22:57
i dati sono pubblici.... gli impianti lavorano a metà .. (da qui l'apertura ai cinesi). il motivo sono 1) problemi di competitività in cina 2) impossibilità di vendere i prodotti termici per le normative europee
Ritratto di forfElt
30 aprile 2026 - 19:43
Ricordo un periodo in cui (non vorrei ricordare male) c'erano in Top EU, prima la Golf, seconda la Polo e entro la quinta posizione la Passat... Non erano certo regalate (vabbè, facciano un 15% di extraprezzo rispetto alle concorrenti) MA offrivano quello per cui le genti pensavano valesse la pena spenderci. Mo', per dire, prima in TOP EU c'è la Clio: l'utilitaria più rimasta ancorata alla storica idea di auto (fino a poco tempo fa c'era persino pure diesel; e di certo non prevede alcuna versione bev nei numeri da primato che fa)...
Ritratto di pierfra.delsignore
4 maggio 2026 - 15:37
4
No solo Full hyrid, la BEV è la R5, ed il retrogrado populista riesce a metterci la sua tirata anti BEV
Ritratto di jackari
19 maggio 2026 - 22:57
eh si era prima del green deal quando le termiche si potevano vendere e una golf costava 18k e non 30k...
Ritratto di 02-0xygenerator
4 maggio 2026 - 08:52
Cosa vuole che abbassino ? Stanno al 3% dei ricavi . Cosa abbassano ?
Ritratto di AndyCapitan
4 maggio 2026 - 11:31
4
Ma non è vero....divulgano questi dati falsi per fare un po' di piagnisteo in EU....per ottenere qualche sostegno Oxy ....non conoscete bene le lobby dell'automotive tetesco!!!!
Ritratto di 02-0xygenerator
4 maggio 2026 - 13:48
Di sicuro nel mio caso. Ma prendiamo per buono il suo conto poco più sopra a 15.000 tesla prodotto finito. Poi oltre al mantenimento della fabbrica che produce fisicamente l’auto, ci sono i seguenti costi: Logistica e Distribuzione. Trasportare l'auto dalla fabbrica al concessionario, inclusi i costi di stoccaggio e i dazi doganali (molto rilevanti in questi ultimi tempi). Poi c’è da aggiungere il margine di profitto, variabile tra il 3% (auto utilitarie) e oltre il 20% (auto di lusso). I Costi del Marketing: Pubblicità e lanci globali. Le varie Tasse (IVA): che ad esempio In Italia incide per il 22% sul prezzo finale. Ci metta dentro le spese di mantenimento delle strutture, degli impianti, del settore commerciale, e piú o meno ci siamo con la tesla venduta a 35/37.
Ritratto di jackari
19 maggio 2026 - 22:59
certo non possono abbassare i prezzi per incorrere nelle sanzioni uè . è il modello che è saltato a causa di queste sanzioni e i prezzi sono decollati di conseguenza. sono decollati tutti i prezzi e sono spariti i prodotti base (segmento a soprattutto) non vendibili ai nuovi prezzi...
Ritratto di forfElt
30 aprile 2026 - 19:37
Vabbè, hanno fatto un (bel?) po' d'investimenti sull'elettrico, che (tempo al tempo) mo' finiranno per sicuramente rientrare e tutto si sistema
Ritratto di Vate
30 aprile 2026 - 19:46
Ah ah ah ah .....!!!
Ritratto di Allami guccini
2 maggio 2026 - 09:32
Piangina time, non sono in crisi e sono in attivo: " ... il margine operativo attuale (3,3%) rimane troppo basso ..... necessari ulteriori tagli ai posti di lavoro, delocalizzazione (ancora più forte) della produzione .... " Ma vaffa un piffero, hanno fatto 1.5 miliardi di utili (cioè guadagni gratis) e la quota cinese im Europa è limitata a un 10-8% ovvero poca roba per la tanto millantata invasione. Sono solo loro che non riescono più a entrare in Cina e USA, i dazi li hanno dato il colpo di grazia. Questo articolo nonp specifica. Fonti >>> www.milanofinanza.it/news/volkswagen-utile-in-calo-del-28-l-allarme-del-direttore-finanziario-i-tagli-ai-costi-non-bastano-va-cambiato-202604300959529420 www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/24/auto-cinesi-balzo-record-in-europa-a-gennaio-immatricolazioni-cresciute-dell80/8302338/
Ritratto di jackari
19 maggio 2026 - 23:01
10% per cento è poco? :D:D:D:D:D 10 per cento in 3 anni? i giapponesi hanno fatto 10 per cento tutti assieme in 30 anni... uguale i coreani 6 per cento in 30 anni.. è ovvio che le regole del green deal, impedendo di vendere i prodotti europei, oltre a distruggere il mercato (meno 20% dal 2019) stanno favorendo in modo clamoroso in fasce di mercato in cui gli europei non possono entrare (e non perchè non posson "abbassare i prezzi" per limiti competiviti ma per motivi di quote di produzione e sanzioni relative...)..
Ritratto di AZ
30 aprile 2026 - 19:51
Che fesseria. Meglio vendere o affittare...
Ritratto di jackari
19 maggio 2026 - 23:02
e che fanno ? aumentano la produzione? di cosa ? il termico che è vietato vendere o l'elettrico che non vuole nessuno?
Ritratto di Alexspc79
30 aprile 2026 - 20:19
54
Ormai i cinesi...
Ritratto di zottto
30 aprile 2026 - 22:42
Non fate l’errore di far entrare i cinesi nelle vostre fabbriche, sarebbe la fine. Tessile docet.
Ritratto di AndyCapitan
4 maggio 2026 - 11:35
4
Esatto....i cinesi li distruggeranno senza pietà sostituendo pure gli operai con manovalanza cinese....auguri!
Ritratto di giocchan
1 maggio 2026 - 01:00
Beh, se l'alternativa ai cinesi è fabbricare carrarmati..
Ritratto di pierfra.delsignore
4 maggio 2026 - 15:38
4
Tanto dovranno riconvertirsi bene i carri armati ed anche i veicolo trasporto passeggeri
Ritratto di dEUS
1 maggio 2026 - 07:34
Di sicuro non venderanno auto ai dipendenti che licenzieranno...
Ritratto di Tfmedia
1 maggio 2026 - 09:47
5
Un modo diverso di definire un fallimento TOTALE.
Ritratto di jackari
19 maggio 2026 - 23:03
ti riferisci alle politiche green europee gisuto?
Ritratto di Gordo88
1 maggio 2026 - 10:38
1
Senza neanche bisogno del cavallo di troi@ entrano nelle fabbriche così faranno prima a comprarvi tutto il pacchetto ed a mandarvi a casa, intanto continueranno le chiusure ed i licenziamenti.. una strategia fallimentare quella del green deal (così designato) fin dall' inizio ma se ne renderanno conto in europa quando sarà troppo tardi
Ritratto di PONKIO 78
1 maggio 2026 - 23:22
Gordo88 pienamente d’accordo con te….
Ritratto di 02-0xygenerator
4 maggio 2026 - 08:56
Ah si ? È colpa del green deal ? Ma se è specificato nell’articolo che i problemi sono i dazi americani e la chiusura del mercato cinese. La transizione elettrica è solo lenta per via degli acquirenti che hanno paura delle nuove tecnologie. Tutto qua. Quindi cosa c’entra il green deal ?
Ritratto di jackari
19 maggio 2026 - 23:04
lavaggio del cervello.... il green deal ha imposto investimenti faraonici per un elettrico che nessuno vuole, e allo stesso tempo impedisce di vendere (e quindi produrre) il termico... non è difficile da capire..
Ritratto di 02-0xygenerator
20 maggio 2026 - 09:12
Nessuno vuole e intanto è al 20% delle vendite in Europa.
Ritratto di NITRO75
1 maggio 2026 - 10:40
Il problema è che sono cresciuti tantissimo sull'onda del successo degli anni '90 primi 2000, quando facevano prodotti buoni a prezzi concorrenziali, ma ancora non avevamo lo spettro della Cina. Poi il Dieselgate e la concorrenza, l'investimento nell'elettrificazione mai partita veramente ed ora, eccoci qui, dove per acquistare una utilitaria, dobbiamo investire 25000 euro. E la gente cosa fa? Non compra più, al massimo noleggia. E allora ecco lì a fare l'unica cosa che si può fare per salvare la barca: si chiudono stabilimenti poco produttivi, si attivano le CIG, si cerca di abbassare la qualità costruttiva che è sempre stata la bandiera del marchio. Un esempio lo sono gli ultimi modelli: poca fantasia nelle linee, materiali più economici (la scuola è stata fatta da TRoc dove per anni ci hanno rotto con le plance morbide e poi magicamente hanno iniziato a dire che quelle rigide erano meglio) e comandi semplificati (vogliamo parlare dei comandi degli alzavetro posteriori della ID.3 con i tasti non duplicati?). Il problema è che tutto ciò è solamente un palliativo: non si potrà mai essere concorrenziali con un paese che ha l'unico obiettivo di produrre a basso costo ma produrre bene, in quanto il costo del lavoro non ha il sovraccarico dei sindacati. Il problema sta tutto lì.
Ritratto di TheMatt1976
1 maggio 2026 - 13:49
Nitro io e te abbiamo praticamente la stessa età, ricorderai quindi buona parte delle tempeste economiche più o meno orchestrate che si sono susseguite almeno negli ultimi trent'anni. E converrai con me che il sindacato, che neanche io amo ma perché si è trasformato secondo me male, dipende sempre da come opera nel contesto di riferimento: se da noi negli ultimi decenni hanno fatto troppo spesso ribrezzo, è pur vero che in Germania ha sempre cercato di difendere occupazione e livelli salariali del personale assunto. Parlando poi del caso Volkswagen, se non fosse stato per il Consiglio di Fabbrica i licenziamenti e le chiusure sarebbero state già effettuate molto prima e in maniera assai maggiore rispetto a quanto è poi accaduto ma invece ai lavoratori è stata data la possibilità di portare a casa lo stipendio per qualche anno in più. All'imprenditore interessa giustamente il guadagno e tenere in vita l'azienda e per farlo i conti devono essere in ordine, non ci piove, ma essa vive con e per chi vi lavora e non tutti i titolari d'azienda se lo ricordano quando serve.
Ritratto di jackari
19 maggio 2026 - 23:06
MA veramente il problema è LA MAXI SANZIONE che l'europa impone per ogni singolo auto termica prodotta e venduta, motivo per cui le fabbriche non possono produrre in volumi abbassare i prezzi e vendere in quantità. I cinesi non sarebbero mai entrati sul mercato se avessimo avuto la golf a 18k come nel 2019...
Ritratto di probus78
1 maggio 2026 - 12:00
Quindi fra un po' i cinesi che avevamo tenuto magnificamente a basa con i geniali dazi, entrano col tappetino rosso nelle fabbriche tedesche, e li devono pure pregare :)) e qualcuno diceva che nella esigente Europa non avrebbero mai venduto nulla :))))
Ritratto di forfElt
1 maggio 2026 - 12:24
Col green deal le case costruttrici nostrane (EU) avrebbero "svoltato in positivo" anziché inderogabilmente soccombere contro un concorrenza orientale che presa da zero interesse verso i vetusti motori termici e mentre invece tutta orientata al futuro imminentissimo oltre che totale-globale dell'elettrico puro, avrebbe altrimenti presto preso il sopravvento. --- Era più o meno la narrazione, prima che gli orientali ci qua tipo iniziassero ad ivadere di loro 1.5cc... :)
Ritratto di probus78
1 maggio 2026 - 16:23
Il successo oggi non lo dà l'elettrico, l' ibrido o il termico ma la qualità del prodotto, o meglio, il rapporto qualità/prezzo. Su quello i cinesi stanno prendendo il sopravvento, green deal o senza green deal.
Ritratto di jackari
19 maggio 2026 - 23:08
ma come si fanno a dire ste cose? i cinesi sono decenni indietro per qualità tecnica e di prodotto.. il problema è che le termiche non si possono vendere senza pagare maxi sanzioni... e quindi i prezzi sono cresciuti di conseguenza..
Ritratto di pierfra.delsignore
4 maggio 2026 - 15:40
4
Forfeit il mondo è innovazione non rimpaingere in modo populista edulcorati passati, quello che non sai fare te lo faranno altri, sempre successo: computer vs macchine da scrivere, TV led contro catodico, Streaming contro videocassette. L'Italiano media punta sul passato perdente
Ritratto di Al Volant
1 maggio 2026 - 17:08
Non mi sorprende... Poi si sa, quando queste dichiarazioni diventano pubbliche, vuol dire che è già tutto pronto, o già deciso.. D'altra parte qualcuno credeva che il 1500 ibrido fosse un prodotto loro... In realtà è sicuramente cinese. E ora stanno piano piano rendendo pubblica la cosa.... Prima le fabbriche..
Ritratto di jackari
19 maggio 2026 - 23:08
:D:D:D:
Ritratto di ALBARCA
1 maggio 2026 - 17:54
1
La crescita ad ogni costo, tipica del capitalismo degli scorsi decenni, è un boomerang prevedibile. I manager e i politici che la hanno promossa ( e continuano) vanno messi da parte. Quando si cresce troppo la caduta è inevitabile e rovinosa.
Ritratto di Luxior
1 maggio 2026 - 21:14
Le auto tedesche hanno raggiunto prezzi folli, è normale che si venda meno e sarà sempre peggio.
Ritratto di jackari
19 maggio 2026 - 23:09
c'è il green deal
Ritratto di 02-0xygenerator
4 maggio 2026 - 09:04
È ovviamente ciò che accade quando, il tuo mercato si riduce. E si riduce per i dazi americani, la chiusura del mercato cinese e l’aumento dei competitor sul tuo mercato di riferimento. Se per i dazi tra due anni hai la speranza che vengano tolti, per il resto…… Quindi giusto prendere decisioni, a volte, impensabili, anche solo poco tempo fa. D’altronde nessuno si aspettava un trump simile. Neanche gli americani che l’han votato.
Ritratto di serginolatino
4 maggio 2026 - 10:32
Se continuano a tagliare posti di lavoro e a portare la produzione dove i lavoratori vengono pagati di meno, nel lungo periodo a chi pensano di vendere le loro auto?
Ritratto di Astante_09
4 maggio 2026 - 19:35
Bene bene....bene, dove sono finiti tutti quegli "esperti" che prendevano per il cul0 i cinesi? Quelli del...."barboni", io compero solo tedesche! Poverelli. Ora in quel posto glielo e ce lo, mettono i cinesi. Ha ragione chi dice di non farli entrare nelle fabbriche che altrimenti ci fotton0 come nel tessile (l'elettrodomestico.....ce lo siamo scordato?). Che geni tutti, prima delocalizzano per produrre e stra/guadagnare su prodotti fatti in cina o qualche altro ameno paese, poi succede che gli "ameni" imparano a fare i prodotti che per anni hanno fatto per conto dei geni europei e iniziano a produrre a costi ovviamente piu bassi e si, anche prodotti migliori di quelli che producevano su commissione. Sempre i paesi ameni di cui sopra, Cina in testa, hanno ben pensato poi di investire in cervelli e in ricerca, mentre i fenomeni europei se la ridevano prendendoli per il cul0. Adesso i fenomeni tedeschi partoriscono l'idea di ospitare i cinesi nelle loro fabbriche, quando la tecnologia all'avanguardia è TUTTA IN MANO A LORO. Che piano industriale......da togliersi il cappello!! Li fagociteranno. I fenomeni italiani invece hanno ben pensato di vendere loro proprio le auto cinesi.....dei geni proprio! I paziente è morto, una prece.
Ritratto di sergioxxyy
5 maggio 2026 - 07:58
Piangono sempre pagando sempre meno gli operai ed impiegati ed anche i fornitori

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