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Il gruppo Volkswagen “brucia” 2 miliardi a settimana

Pubblicato 27 marzo 2020

La crisi legata allo stop delle fabbriche inizia a colpire duro e molti costruttori si affrettano ad aprire con le banche linee di credito miliardarie.

Il gruppo Volkswagen “brucia” 2 miliardi a settimana

NUMERI DA CAPOGIRO - L’epidemia da coronavirus non dà tregua e già si avvertono i primi segnali di crisi economica legati allo sviluppo della pandemia. Così ad esempio il Gruppo Volkswagen ha ammesso che potrebbe tagliare posti di lavoro se i numeri del contagio dovessero continuare a crescere. Questo perché il gruppo tedesco "brucia" circa 2 miliardi di euro a settimana, come ha dichiarato il ceo Herbert Diess al canale televisivo tedesco ZDF. Le vendite del Gruppo Volkswagen al di fuori della Cina sono ferme e la ripresa delle attività produttiva è troppo rischiosa per la salute del personale. Diess ha aggiunto che è tempo di ripensare l’intero ciclo produttivo europeo, magari basandosi sui modelli cinesi o sud coreani. In ogni caso la costruzione di vetture in Cina sta riprendendo, ma la produzione è solo a metà del livello precedente la crisi.

SI ASPETTA LA DECISIONE DELLA BCE - Tra le proposte al vaglio anche quella di riprendere la produzione con i lavoratori a distanza di sicurezza l'uno dall'altro, incrementando igiene e disinfezione. La Volkswagen ha 671.000 dipendenti e 124 fabbriche in tutto il mondo, di cui 72 in Europa, delle quali 28 sono in Germania. La produzione è in pratica sospesa dall’inizio del mese di marzo. Quanto al resto, il direttore finanziario della VW, Frank Witter, ha esortato la Banca centrale europea ad accelerare le manovre per aiutare finanziariamente le aziende. La BCE dovrebbe inviare segnali chiari per aiutare a ripianare i debito che si stanno accumulando. Sempre la BCE ha confermato che la scorsa settimana che avrebbe sostenuto i mercati con un piano da 750 miliardi di euro per incrementare i processi industriali e contenere così le ricadute finanziarie del coronavirus. Ma al di là di ogni operazione finanziaria finanziari, ciò che conta è che le vendite di auto sono diminuite del 40% nel mese di marzo.


 
PRESTITO PER LA FCA - Ma il gruppo VW non è certo l’unico a lamentare la situazione difficile. Anche FCA ha dichiarato che ha rinegoziato con le banche una nuove linea di credito da pari 3,8 miliardi di dollari. Soldi disponibili per esigenze di liquidità di capitale circolante. Anche la maggior parte delle fabbriche di FCA nel mondo sono attualmente chiuse a causa dell’emergenza del virus. La società Exor, che controlla FCA, ha dichiarato che le chiusure temporanee potrebbero continuare e aumentare a seconda dell’andamento del contagio.

MERCEDES A CACCIA DI LIQUIDI - Situazione pressoché analoga in casa Daimler, anch’essa, a quanto sembra, in trattativa con le banche per organizzare un nuovo credito di almeno 10 miliardi di euro per superare la crisi della pandemia. L’azienda vorrebbe somme comprese tra 10 e 15 miliardi di euro e l’annuncio dell’accordo con le banche potrebbe arrivare già la prossima settimana. Nessun commento ufficiale dalla Casa.

LA TOYOTA - Nel gruppo anche il colosso giapponese Toyota che sta cercando una linea di credito con le banche di 9 miliardi di dollari. Il motivo ovviamente è cercare di ripararsi dalle tempeste finanziarie che sta provocando l’epidemia di coronavirus. La Toyota ha in programma di interrompere la produzione in ben sette linee di produzione in cinque fabbriche a partire dal prossimo 3 aprile. La casa automobilistica ha anche sospeso l'attività in un sito in India, ha interrotto la produzione in Nord America e in paesi come Francia,  Regno Unito,  Filippine e  Brasile.

LA GM TAGLIA I SALARI - Concludono questo lungo elenco due aziende americane. La prima è la General Motors che sta congelando i piani di sviluppo di parecchi veicoli e, procedendo controcorrente rispetto ad altri costruttori, ridurrà temporaneamente le buste paga per tutti i dipendenti del 20% per per far fronte alla crisi coronavirus. Ma la casa americana ha comunque promesso di rifondare  il debito verso i dipendenti entro un anno. Inoltre, 6.500 lavoratori negli Stati Uniti (dirigenti, ingegneri, responsabili vari) che non possono lavorare in remoto, resteranno a casa  e riceveranno il 75% della retribuzione regolare per tutto il tempo di inattività. In una e-mail ai dipendenti, la ceo Mary Barra ha dichiarato che GM da tempo ormai è costretta a prendere decisioni difficili per il bene e la sopravvivenza del marchio. L’amministratore delegato ha aggiunto ai dipendenti che GM sta sostenendo decisioni drastiche sopprimendo  diverse novità in programma e tagliando i budget di marketing. I tagli salariali inizieranno il  primo di aprile e potrebbero durare circa sei mesi. I dipendenti verranno rimborsati in un pagamento forfettario entro il 15 marzo 2021.

LA FORD - Poche ora prima, la Ford ha dichiarato che i vertici aziendali saranno soggetti a riduzioni salariali fino al 50%, mentre il presidente esecutivo Bill Ford ha rinunciato al suo intero stipendio per almeno cinque mesi. Inoltre il ceo Jim Hackett ha dichiarato che Ford ha intenzione di sospendere i premi aziendali, gli straordinari, congelando la maggior parte delle assunzioni. In più gli orari di lavoro e le retribuzioni potrebbero essere "temporaneamente ridotti" per tutti quei  diepndenti il cui lavoro non può essere svolto da casa.



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Ritratto di BioHazard
27 marzo 2020 - 19:27
E Tavares di PSA ha detto che se non riparte la produzione il suo gruppo rischia di non farcela. FCA invece ha attualmente liquidità lorda per 30 miliardi di dollari, grazie al fatto di non aver lanciato nuovi modelli e aver centellinato gli investimenti negli anni. Ricordo poi che Marchionne presentò nel piano 2018 una sorta di previsione funesta per il 2020 secondo cui ci sarebbe stato un crollo dei mercati e aveva detto che FCA avrebbe retto grazie alla sua struttura finanziaria. Avere nuovi modelli nel 2020 che non puoi vendere ti porta al fallimento!
Ritratto di remor
27 marzo 2020 - 19:32
Nuovi modelli magari no, tuttavia speriamo che portino quanto prima i nuovi firefly sulla Tipo MY2020-2021. Un motore benzina più moderno da affiancare agli ottimi 1.3 e 1.6 mj ce lo vuole
Ritratto di tramsi
27 marzo 2020 - 20:10
Il mj 1.3 è da mesi fuori produzione!!!
Ritratto di remor
28 marzo 2020 - 08:38
Nel caso: peccato; anche se da listino al volante la motorizzazione è ancora disponibile. Peccato perché attualmente mi sembrava il motore più adatto all'indole della vettura (seg.C ma leggera e dal costo abbordabile), fra l'altro la moda "nafta" sembra essere ancora ben lontana dal tramontare: dopo la S5 anche Bmw ha presentato una serie 3 di punta a diesel.
Ritratto di lybram
29 marzo 2020 - 19:27
solo in india..
Ritratto di remor
30 marzo 2020 - 08:26
Fra l'altro (letto pure io lo stesso)...
Ritratto di Claus90
27 marzo 2020 - 22:16
Hanno inquinato l'ambiante dall'Europa all'America truffando i consumatori e non lo scrivo io, ci sono i processi penali, sindacati e associazioni, antitrust ecc ecc ......AH tedeschi poi parlano degli italiani.
Ritratto di Dario Visintin
29 marzo 2020 - 08:37
1
è effettivamente vero, Marchionne era un altissimo conoscitore del mondo finanziario,ho letto molte dissonanze nei suoi confronti i fatti ora gli danno ragione. la corsa affannata al nuovo modello a lungo andare non porterà al successo di una azienda mentre la evoluzione dal lato meccanico a trecento sessanta gradi quello si .costruire nuove linee per nuovi modelli ne deriva un esborso non indifferente di capitali e il denaro costa caro.i profitti in buona percentuale molto spesso vengono fatti a debito : ripianare il debito in situazioni inimmaginabili porta quasi sempre a fallimenti che siano intesi dal più piccolo alla mega azienda ,le circostanze che portano a questo sono sempre dettate dall'umanità perchè occorre ricordare che le chiavi del mondo sono in mano all'uomo.
Ritratto di Claus90
27 marzo 2020 - 22:14
Bruciasse anche tutte le auto, dopo lo scandalo diseselgate mi sembra un azienda poco seria.
Ritratto di Jenna2007
28 marzo 2020 - 01:23
Ti do perfettamente ragione. E la gente in Europa continua a comprare vw pagandole anche di più di altre auto di pari categoria. Convinti che siano auto di qualità e non è vero nulla. Campano sul nome che si sono fatti con il tempo ma non è più così
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