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“L’auto europea rischia di sparire”

Pubblicato 06 maggio 2025

I numeri uno di Stellantis e Renault sono preoccupati per il futuro del settore in Europa, alle prese con una transizione energetica considerata più ideologica che reale: le scelte prese nei prossimi mesi saranno decisive.

“L’auto europea rischia di sparire”

L’EUROPA A UN BIVIO

Il 2025 è un anno cruciale per il destino dell’industria automobilistica europea. A dirlo sono John Elkann e Luca De Meo, rispettivamente presidente di Stellantis e del gruppo Renault, che in un’intervista congiunta a Le Figaro hanno lanciato l’allarme per l’auto nel Vecchio Continente. “Nel 2025 la Cina produrrà più auto di Europa e Stati Uniti messi insieme”, sottolinea Elkann, chiedendo alle istituzioni europee rapidità decisionale e certezze: “È un momento cruciale: o decidiamo se vogliamo ancora essere una terra di industria o ci rassegniamo a essere solo un mercato. A questo ritmo di declino, tra cinque anni sarà troppo tardi”. I top manager di due dei più importanti gruppi automobilistici in Europa non chiedono aiuti, “ma solo che ci lascino lavorare, innovare e portare alla gente i veicoli più puliti e anche accessibili”, continua Elkann. 

ATTENZIONE ALLE PICCOLE

L’attenzione di De Meo si sposta sulle auto più compatte, a suo parere penalizzate dalle normative: “Ci sono troppe regole concepite per auto più grandi e più costose, il che non ci permette di fare auto piccole in condizioni accettabili di redditività”, spiega il numero uno del gruppo Renault. A differenza di altri Paesi del mondo, l’Europa non avrebbe organizzato la sua industria automobilistica per proteggere il proprio mercato. Nessuna nostalgia del passato, però: “Siamo industriali del XXI secolo, capaci di offrire al maggior numero di persone una gamma di prodotti completa, da tutto elettrico all’ibrido e al termico di nuova generazione”, sottolinea Elkann citando gli ultimi modelli lanciati dal gruppo da lui guidato. 

SEGUIRE IL MERCATO

I due manager non fanno passi indietro sugli obiettivi climatici della UE, ma sono contrari a un approccio ideologico alla transizione energetica. Con l’esclusione delle nuove auto termiche a partire dal 2035 Unione Europea, secondo Luca De Meo, “induce un mercato dimezzato”, perché la gente “non compra quello che l’Europa vuole che noi vendiamo”. La proposta è di rimettere intorno a un tavolo i legislatori, gli industriali e gli scienziati per elaborare nuove norme per il futuro.



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Ritratto di probus78
6 maggio 2025 - 12:54
A me dispiace che De Meo si sia ridotto a fare queste figure assieme a Stellantis. In materia di innovazione tecnologica Renault è stato il solo gruppo europeo in grado di vendere un full Hybrid. E hanno sviluppato anche qualche auto elettrica decorosa (r5 e r4). Stellantis invece cosa ha innovato, oltre ai prezzi ?
Ritratto di Newcomer
6 maggio 2025 - 16:13
Resta il fatto che Renault vendeva di più quando aveva i diesel da 27 km/l
Ritratto di probus78
7 maggio 2025 - 15:21
Vero, però sono anche tra i pochi gruppi che continuano a offrire GPL, col marchio Dacia.
Ritratto di Tfmedia
6 maggio 2025 - 13:03
5
L'Europa ha da tempo superato il punto di non ritorno...
Ritratto di Beppe_90
6 maggio 2025 - 13:04
Due burattini che parlano su cose così TANTO BANALI che è allucinante.. se leggessero i commenti qua sopra avrebbero già capito che auto produrre
Ritratto di ilariovs
6 maggio 2025 - 13:45
Ma certo appena cambiano gli obiettivi climatici, invece di una ZS full ibrida, full optional, con 26K€ mi prendo un bel tre cilindri secco da 16 a litro con max 110CV. Ciaone cari.
Ritratto di Challenger RT
6 maggio 2025 - 13:51
Dopo 35 anni di folle dieselismo europeo e nessun investimento in motori benzina e veri ibridi, oggi siamo rimasti con due (una) sole(a) auto decenti(e) acquistabili(e) da costruttori europei (BMW M2 e… Giulia Quadrifoglio) a prezzi non troppo per milionari e che comunque in Italia sono ugualmente ipertassate e quindi praticamente incomprabili… Ma ci rendiamo conto da chi siamo governati e chi amministra i marchi europei?
Ritratto di Sdraio
6 maggio 2025 - 14:05
ma come ??? articoli su ARTICOLI che millantano vendite record riprese infinite del settore grazie all'elettrico ed elettrodomestici che vendono da paura e adesso ??? l'auto rischia di sparire... che buffoni che siete... voi e i politici che vi passano i croccantini per mangiare.
Ritratto di markb
6 maggio 2025 - 14:26
non è che rischi....
Ritratto di Marcorder
6 maggio 2025 - 14:40
L'UE ha rotto il c...
Ritratto di Byron59
6 maggio 2025 - 14:58
Questi signori bisogna starli a sentire. Cosa vogliono dire? Che l'industria europea sia in un momento critico, anzi vicino a un punto di non ritorno. Che sia così è chiaro ai più che non hanno gli occhi foderati di prosciutti e le teste impregnate di euroballe ambientaliste ed econaziste da almeno un anno. De Meo ed Elkann rappresentano l'industria auto francese, che lo si voglia o no. È chiaro che il green deal voluto dall'olandese Timmermans e dalla tedesca Von der Leyen nella passata legislatura europea e ribadito anche in questo con gli obiettivi del 2035 a zero emissioni in strada e 2050 a zero emissioni totali non è stato concordato con i francesi (figuriamoci cogli altri), ma voluto unicamente dai tedeschi, dai padroni del capitale e dell'industria tedesca. Questa è la ue germano centrica, ci stanno dicendo questo Elkann e De Meo. Nessuno si chiede come sia possibile che la ue, che ha competenza legislativa solo in tema di trasporti (e che fino a ieri decideva solo di standard antiinquinamento, di euro uno o due), alla fine abbia deciso la fine dell'industria automobilistica europea non tedesca. A nessuno dei presenti commentatori di AV importa a quanto pare. È tutto normale, scritto nelle tavole della legge, passare da euro sei a un ban totale ai motori termici. È una porcata di dimensioni gigantesche, una carognata senza contorni e mascherata da buone intenzioni che le belle candide anime applaudono perché è il progresso. Progresso un paio di c@glioni. Hanno scientemente distrutto l'industria auto italiana e si accingono a fare la stessa cosa con quella francese. I tedeschi pensano di uscirne vincitori e di monopolizzare il mercato che rimarrà in piedi e intanto stanno trasformando la loro economia in un'economia di guerra per non mettere in strada i loro operai (di quelli italiani o francesi non frega un ciufolo). Niente più tetto al debito e spese militari verso il cinque per cento del PIL tedesco. Significherebbe la seconda o terza spesa in armi del pianeta. Avanti così e viva la ue, che Dio ci protegga. Questi eleganti e raffinati ambientalisti tecnocapitalisti stanno distruggendo la democrazia (la gente vota estrema destra per disperazione come in Romania, e non basta annullare le elezioni, o in Francia o in Germania o in Italia o non va proprio a votare) e l'economia del continente. La Germania porterà l'europa ancora una volta nel baratro, la terza volta in un secolo o poco più.
Ritratto di marcoveneto
6 maggio 2025 - 16:24
Concordo, soprattutto che ci stanno portando al fallimento e che la riconversione delle fabbriche tedesche in fabbriche di armi, non è altro che un modo per dare occupazione ai tedeschi, cosa per la quale gli italiani non sono presi in considerazione (al massimo gli operai qui li mettono in CIG e tanti saluti).
Ritratto di Quello la
6 maggio 2025 - 16:37
Senza ironia, caro Byron, ma per capire: dici che è un piano ordito dai tedeschi che, però, a quanto pare, non stanno benissimo nemmeno loro. Hanno fatto male i calcoli?
Ritratto di Byron59
6 maggio 2025 - 19:37
Senza ironia. Quando adoperi la parola piano come se fosse quello della banda bassotti per svaligiare il deposito di paperone rischi di non capire e di buttarla in barzelletta. L'unione europea è nata con uno scopo, che non è segreto, ma che puoi leggere nei suoi trattati istitutivi se ne hai voglia e un minimo di competenza. Oggi si fanno programmi, progetti, previsioni o i deal. Li fanno tutti: li fa la Cina coi suoi piani quinquennali, li fanno le aziende, li fanno gli stati più lungimiranti, li fa l'unione europea che stato non è ma organismo sovrannazionale. Il green deal colla previsione di zero emissioni al 2050 in tutto il continente come lo consideri? Non è un piano? Con tanto di cronoprogramma. Entro il 2025 tot emissioni e tot multe a chi non si adegua, entro il 2027 altro e via discorrendo. Dietro ogni piano c'è un progetto, una visione di come dovrebbe essere la vita delle persone, di come devono cambiare gli spostamenti, i consumi, i modi di vivere. Piani di questo genere per forza di cose sottostanno a una ideologia. Stabilire solo auto a batteria e non metano o etanolo o biocarburanti o idrogeno cos'è se non una scelta ben precisa dentro un contesto di cambiamento che sottostà a una ideologia. L'ideologia dell'unione e della Germania è neoliberista e mercatista e nel caso tedesco ordoliberista. Questa gente si è formata leggendo von Mises, Hayek, Polanjy, Friedmann, non guardando l'isola dei famosi. Noi italiani siamo abituati a improvvisare e a cazzeggiare e a non riconoscere le idee altrui o a metterle in ridicolo. La globalizzazione cos'è stata se non un piano volto alla massimizzazione dei profitti, con tutte le conseguenze a cascata sulla deindustrializzazione e il crollo dei salari? Ecco, allora, i piani esistono, esistono le idee e le ideologie. E dietro un'idea c'è sempre un piano per agire e cambiare il mondo. È filosofia da prima liceo. Certo, poi nessuno vede e prevede il futuro e si possono fare male i calcoli, sbagliare, o non considerare qualcosa sul lungo periodo. Ma negli ultimi trent'anni l'industria tedesca ha strappato utili da urlo, ha attirato manodopera da tutta europa, ha invaso il mondo colle sue auto, ha sorpassato il Giappone della Toyota nei numeri del PIL. Certo non poteva durare in eterno. Ma chi fa i piani, come dici tu, ti assicuro che lo immaginava. Il repentino cambio tedesco verso l'industria bellica dimostra che forse qualcuno aveva già fatto le sue previsioni. La cessione degli impianti Volkswagen a Rheinmetall pensi sia frutto del caso cinico e baro? Pensi che la nazione che progetta piani energetici a cinquant'anni non pensi a cosa succederà domani?
Ritratto di Sherburn
7 maggio 2025 - 11:11
Condivido. A mio parere c'è un lato oscuro in Germania che sembra non interessare i più. La loro élite è non solo profondamente disinteressata al benessere dei ceti inferiori, (che per loro sono animali), ma anzi ne cura da vicino (guinzaglio corto) la capacità di consumo e l'attitudine alla riproduzione. E i franchi... sempre tedeschi sono. La deindustrializzazione non è ideologica temo, si voleva dare uno strattone al parco buoi. Il bestiame era troppo sereno.
Ritratto di Andrea1911
6 maggio 2025 - 17:33
sarà, ma l'industria dell'auto italiana non si è certo distrutta per colpa dei tedeschi. Basta vedere l'offerta degli ultimi 30 anni. Ancora prima che si parlasse di transizione energetica. Per 30 anni le SW l'hanno fatta da padrona e noi con cosa ci siamo presentati? l'unica che ricordo decente era la 159SW..
Ritratto di LINARRoma
6 maggio 2025 - 15:05
1.2 Peugeot disgrazia Stellantis. Anche lo facessi d' oro ormai non si scrolla la terribile fama....... E pensare che c'è il 1.5 Fiat a 48 volt che lo potrebbe benissimo sostituire.....ma nisba i francesi sono....
Ritratto di Luxior
6 maggio 2025 - 15:44
Stellantis con l'introduzione di questi motori si è suicidata da sola.
Ritratto di Newcomer
6 maggio 2025 - 16:11
Dovevano capirlo da quando è stato introdotto il ban del 2035 come lo avevamo capito tutti. Per qualche marchio ora è troppo tardi
Ritratto di Astante_09
6 maggio 2025 - 17:21
"Siamo industriali del XXI secolo......", Chi? Loro......???!!!Ahahahhahahahha....
Ritratto di Mbutu
6 maggio 2025 - 17:21
Trovo sempre divertente che nel 2025 ancora ci provino a dare la colpa alla transizione energetica e trovo incredibile che ci siano ancora polli (sempre nel 2025) che gli vanno dietro.
Ritratto di Sherburn
7 maggio 2025 - 10:14
Quindi la transizione energetica, soprattutto come nuovo culto che ha sostituito il covidismo, ha aiutato? Sono anni che il prodotto auto è ammantato di negatività, poi si stupiscono se non vendono? In una delle pubblicità della Renault Captur il solito giovanotto con la faccia da fesso apre la porta del garage, la guarda e... sale in sella alla bici! Il punto, come ben spiega il Bernays, non è convincere tizio a comprare le sigarette della marca prescelta, è convincerlo a fumare. Se tutta la società, attraverso media, influencer e persino gli stessi portatori di interessi delle case, premono perchè si passi ad altro paradigma (no auto in città, no auto per i viaggi lunghi, non pendolarismo, auto velox a destra e a manca, omicidio stradale qua, stigmi e anatemi che Savonarola sembrava Mick Jagger) esattamente a che mi servirebbe un'auto (a scelta benzina, ibrida, bev o dieselazza con l'adesivo "il panda deve morire")?
Ritratto di forfait
7 maggio 2025 - 11:04
Secondo me hai dato troppo fondamento alla considerazione. Non* si tratta(va) di (voler) entrare nel dettaglio della giustezza o meno di data ipotesi/tesi anziché del suo opposto (*non per niente mancava il minimo approfondimento); ma solo di trovare la solita pezza d'appoggio per la usuale considerazione del tipo il popolino che non capisce, mica come noartri delle elit(te) che invece siamo top(pe) :) :) Prossimo giro lo stesso processo lo potresti trovare applicato sul pagare l'auto contanti o a rate, o se per il premio rca si vada col cash alla mano vs via bonfico, ecc.ecc. Nessun interesse per la questione in quanto tale, ma solo "naaa quello il popolino è fatto così Noi invece per fortuna no!!" :)))))))
Ritratto di Puppamelo
7 maggio 2025 - 16:12
La transizione energetica è il problema ...perchè prima si fà le strutture e si offre tecnologie consolidate e poi si passa al resto Oggi non ci sono punti ricarica (considera anche il fatto che ci sono pochissime auto elettriche) (considera il fatto che non tutti hanno la possibilità di ricaricare a casa) (considera che non tutti hanno la possibilità di utilizzare pannelli fotovoltaici a casa) (considera che non tutti hanno i soldi per fare un impianto fotovoltaico a casa che ha costi elevati) Il costo delle ricariche è abnorme Se tutti avessero le auto elettriche in qualsiasi strada abitata non si riuscirebbe nemmeno ad accendere i lampioni Batterie di bassa durata con basso Kilometraggio (adesso stanno uscendo batterie migliori) Costi delle batterie Costi della sostituzione delle batterie Costi di manutenzione delle auto elettriche (che sebbene qualche babbeo sostiene che sono irrisori sono invece folli rispetto alle vecchie auto e questo lo dicono la gente di settore ....considera anche il fatto che con le auto a batteria sei costretto ad andare a fare assistenza alla casa madre non solo perchè se no perdi la garanzia ma anche perchè nessuno può e sà come metterci le mani ...in realtà nemmeno le case stesse hanno tutta questa assistenza Impatto ambientale ABNORME per realizzare batterie (altro che l'impatto del diesel ....tra defosterazioni / estrazioni etc etc
Ritratto di Andrea1911
6 maggio 2025 - 17:28
Guardavo l'offerta Fiat. Forse non è solo colpa della transizione...
Ritratto di Ilmarchesino
6 maggio 2025 - 18:16
3
Cosa si intende per termico di ultima generazione?? Elkann????ti riferisci al 1.2 puretech di pegeuot?? Ok allora andamo bene
Ritratto di AZ
6 maggio 2025 - 20:00
Le case automobilistiche europee devono innovare: servono batterie migliori e motori elettrici più innovativi.
Ritratto di ALBARCA
6 maggio 2025 - 21:09
1
Finché continueranno a fare fotocopie sempre più brutte, care ed inutili EV E PHEV andranno a ramengo.
Ritratto di Ste1492
6 maggio 2025 - 21:22
Io ho sempre comprato delle auto a benzina. L'elettrico non mi attira e nemmeno il diesel. Chi comanda in Europa ha una ideologia sbagliata. Tanto moriremo tutti prima o poi.
Ritratto di Ralfschumacher
7 maggio 2025 - 00:12
Chiedete troppi soldi? X le vostre carette ibride a tre piston che non vanno un cavolo lente e ad alte velocità consumi elevati. Continuate così e vedrete che in 10anni stellantis sarà solo sui giornali..
Ritratto di CR1
7 maggio 2025 - 05:04
Critico Elkan che sta lavorando da venditore, compra 1 auto leepm e ce la vende - compra costo 1 e rivende a ? . E' questo il modo di innovare? Idem De Meo che si compra la spring. Forse visto che il nemico non lo puoi battere è meglio allearsi. E' vero che c'è stata l internalizzazione o globalizzazione, ma è anche vero che c'è stato l'abbandono della fabbrica Italia, la seconda fa si che il rancore e l'odio verso il personaggio sia molto alto.
Ritratto di Stefano_76
7 maggio 2025 - 07:46
Ma MAGARI sparissero tutte ste case di mer*a europee, STERCANTIS/SMELMANTIS prima di tutte!! Il futuro è dei cinesi e speriamo che reggano le giapponesi.
Ritratto di palazzello
7 maggio 2025 - 08:09
La sparizione futura dell'auto in Europa è colpa di molti fattori: rincaro esagerato dei prezzi delle auto, transizione ambientale ideologica, decisioni del management incomprensibili, tassazione esagerata, stipendi troppo bassi per comprare anche un utilitaria!!! e via dicendo.....
Ritratto di Ennio78
7 maggio 2025 - 09:26
Finche' i governi hanno pagato incentivi per le loro carriole elettriche muti.. gli andava bene. Adesso parlano? Ma non sono loro gli esperti del settore auto? E non l'avevano previsto? Parlare prima? Patetici. Si meriterebbero di sparire se non fosse per i lavoratori.
Ritratto di FABRI63
7 maggio 2025 - 10:23
potrebbe chiudere prima Stellantis di Renault, mi sembra che la seconda, avendo meno marchi da gestire, riesca a coordinare meglio il design dei vari modelli e la relativa gamma.
Ritratto di LanciaRules
8 maggio 2025 - 08:04
Niente paura: la riconvertono agli armamenti per far scoppiare la terza guerra mondiale...
Ritratto di Danza
8 maggio 2025 - 11:05
Ridicoli. Fateli tacere. Ma dove hanno vissuto fino ad oggi?
Ritratto di Giannidepp
20 maggio 2025 - 23:23
Stanno avanzando troppe scuse. Questo loro "arrampicarsi sugli specchi" rivela la totale mancanza di stimoli progettuali utili a contrastare il progresso tecnologico messo in mostra dai produttori orientali. Atteggiamento che si traduce in una resa totale. Fra alcuni anni Stellantis chiuderà.

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